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martedì 29 novembre 2011

Le vecchie bottiglie di John Maynard Keynes

"Se il Tesoro si mettesse a riempire di biglietti di banca vecchie bottiglie, le sotterrasse ad una profondità adatta in miniere di carbone abbandonate, e queste fossero riempite fino alla superficie con i rifiuti della città, e si lasciasse all'iniziativa privata, secondo i ben noti principi del lasciar fare, di scavar fuori di nuovo i biglietti (ottenendo naturalmente il diritto di scavo mediante offerta all'incanto per l'affitto dei terreni contenenti i biglietti), non dovrebbe piu' esistere disoccupazione e, anche in seguito alle ripercussioni derivanti, il reddito reale della collettività ed anche la ricchezza capitale di essa diverrebbero probabilmente molto maggiori di quanto realmente siano. Effettivamente sarebbe piu' sensato costruire case e simili; ma se per questo si incontrano difficoltà politiche e pratiche, quanto sopra detto sarebbe meglio di niente." John Maynard Keynes, economista britannico della prima metà del XX secolo.

giovedì 8 aprile 2010

A Cambridge Friedman vs. Keynes: partita economica con poche donne

Gli uomini e le scarsissime donne che fino a domenica affollano le sale del King's College di Cambridge - capolavoro neogotico per amanti di guglie e porticati degni di Harry Potter -, ambiscono a diventare gli "economisti del prossimo ventennio". Quelli, insomma, che decideranno se noi tutti dovremo andare in pensione a 68-75 anni (con l'allungamento della vita media), se sarà meglio fare riforme e quali, se è giunta l'ora dell'exit strategy (per uscire dalla crisi), se "lo Stato è la soluzione o il problema", se ci vogliono più (o meno) tasse, se servono più (o meno) Regole per i mercati, se conviene salvare i Piigs o lasciare al loro destino in caduta libera i noti Porci-con-le-ali del 2010.

Ma nei quattro giorni di dibattiti tra Nobel e banchieri, voluti da George Soros, per costruire le basi dell'economia del dopo Tsunami finanziario, spicca la modesta presenza femminile.

Niente "Fattore D" nell'economia del dopo-crisi che vorrebbe sancire il ritorno del pensiero keynesiano, dopo 30 anni di sbornia neo-liberista? Oppure è solo una questione di meritocrazia se le donne scarseggiano? O ancora: forse i finanzieri temevano che uno "scontro all'ultimo sangue" fra i seguaci di John Maynard Keynes e gli epigoni di Milton Friedman, non fosse in fondo "roba da donne"?

Speriamo di no: il fattore D conterà sempre di più nell'economia di domani. Forse a Cambridge qualche donna in più avrebbe evitato la gaffe. Proprio nell'anno del primo Nobel per l'economia a una donna.