Visualizzazione post con etichetta Santanché. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Santanché. Mostra tutti i post

martedì 22 marzo 2011

Santanché e il falso Master alla Bocconi (Errata corrige... Il master c'è)

Zu Guttenberg in fondo aveva ecceduto in cut-and-paste: copiato qualcosa senza aver citato la fonte (capita...). Ma il Sottosegretario Santanché ha inserito un falso Master della prestigiosa Università Bocconi di Milano nel suo curriculum di sottosegretario alla presidenza del Consiglio? Eh no, ministro... Ma la meritocrazie, no eh?

UPDATE: Sentite scuse a Santanchè: la Bocconi le dà ragione: era al master. "L'onorevole Daniela Santanchè ha frequentato il corso di formazione imprenditoriale in aula e su progetto della Sda Bocconi "Gemini - Progetto Nuove Imprese" tra il 1992 e il 1993" (Il Messaggero).

lunedì 31 gennaio 2011

All'ineffabile dito medio Triste, Solitario y Final di Santanché preferiamo l'anarchismo goliardico di Littizzetto: grazie splendida Lucianina!

Quando un Politico (un Sottosegretario e "consigliora" del Premier) arriva ad alzare un dito non a caso contro una signora che di professione fa la Comica (e che comica!), siamo alla frutta. Da questi piccoli gesti si intuisce quanto siamo caduti in basso. Ma le italiane sanno da secoli e da sole come rialzarsi: lo abbiamo fatto migliaia di volte in 2500 anni, e ce la caveremo anche questa volta...

Pare che se ne sia anche accorto anche il Premier (Single e Triste, Solitario y Final...): ha capito, dopo 17 anni, che la vera malattia italiana e' una bassissima (asfittica) crescita sommata ad un mostruoso debito pubblico. E propone l'uscita Bipartisan!

Qui tocca alla Politica vera, e senza dito medio perfavore, rispondere: l'uscita dal cul de sac in cui 17 anni di berlusconismo (e semi-assenza di opposizione) ci hanno condotto, dovrà essere per forza di cose Bipartisan, ma in un paese europeo avverrebbe con persone dall'elevato profilo istituzionale e non con coloro che hanno demolito le istituzioni con la stessa irruenza dei black blocs di fronte a un bancomat... O con il sorriso beffardo del "Così fan tutt*"...

Nel frattempo brava Littizzetto: se un Sottosegretario la insulta, risponda - con ironia - ma risponda! Noi ragazze che abbiamo studiato musica, strumenti e setticlavio, sappiamo che Mozart non si sarebbe fatto insultare dal Potente di turno. Mai abbassare la testa: alla volgarità del potere bisogna sempre mostrare lo specchio e rivelare che il Re è nudo! Anche perché a denudarsi è stato il potere, per sua spontanea volontà...

L'ex Professoressa Littizzetto ha anche detto con il suo consueto acume: "Emma Marcegaglia e Susanna Camusso hanno le tette, ma non hanno fatto quel percorso. Sono entrambe in gamba. Due emblemi dell'alternativa". Basta con le scorciatoia, ritroviamo la dignità di essere donne nel XXI secolo: libere, liberate e non serve di nessuno. Tanto meno del Potente di turno: l'Italia ridotta a un bordello non è il paese in cui vogliamo far crescere i nostri figli. Un'ALTRA ITALIA è POSSIBILE!

Grazie Lucianina!
M.C.

martedì 18 gennaio 2011

Hina - Ruby, due storie agli antipodi di integrazione negata. Sottosegretario Santanché, nulla da dire?

Hina era una brava ragazza spezzata in due tra le sue radici Pachistane e la sua vita in Italia, fatta di sogni, paure ed amori da teenager. L'adolescente pachistana è stata massacrata dal padre nel bresciano perché vestiva troppo "all'occidentale".

Oggi la cronaca ci racconta la storia di Ruby, marocchina, ricoperta d'oro per fare la lap dance nei locali o partecipare nel "salone del bunga bunga" ai festini del Premier. Tanti soldi, vestiti e borse griffate; ma anche qui: sogni spezzati di una ex adolescente inquieta. Ma per 5 milioni di euro, dice al padre in un'intercettazione, salverebbe l'onore del nome (e, guarda caso, il Premier).

Sono due storie agli antipodi di integrazione (femminile) negata in Italia. Hina (ed altre come lei) non voleva il Burqa, ma non commetteva alcun reato: voleva solo vivere come le sue compagne di classe italiane, ma è stata massacrata.

Ruby invece non riesce a stare lontano dai guai e dagli uomini-predatori. Nel caso di Hina il Sottosegretario Santanché fu giustamente molto presente per difendere i diritti delle ragazze straniere e "salvarle dal Burqa"; invece sui diritti di Ruby (la sua adolescenza violata, i suoi tragici racconti di prostituzione minorile...), glissa. Femminismo ad orologeria?

L'integrazione femminile delle giovani donne straniere in Italia è un tabù? A nessuno interessa del destino di quelle giovani prostitute minorenni nei festini? E delle minorenni sui viali delle circonvallazioni, ora blindate al chiuso delle case, per effetto di una Legge?

Alla Chiesa italiana: non ha ragione Don Ciotti? Ruby è o non è la "prostituta" del Vangelo da salvare...? Che cosa sta diventando l'Italia se un padre dice di sua figlia: "Magari!" fosse la Favorita del Sultano? Sodoma e Gomorra sono così distanti? Il silenzio assordante e imbarazzato su Ruby, non può essere scambiato per un disinteresse (o, al contrario, per interesse)...?

Agli italiani: quali diritti dovrebbero avere la povera Hina uccisa, ma anche Ruby? Quali diritti invece vengono loro negati? Perché l'integrazione femminile delle straniere è così tragica ed incrocia drammatici stereotipi? Giovani ragazze uccise oppure adolescenti in vendita: questa non è integrazione ma cronaca nera... Fra patriarcato e becero maschilismo anni '50.