Il blog Vecchiefarab(r)utte è dedicato a tutte le donne (e cyber-attiviste) che in Italia quotidianamente subiscono (o avvertono) discriminazioni in base al sesso e sono sottoposte alle (dis)pari opportunità
mercoledì 5 novembre 2014
Stop ai linciaggi sessisti ai ministri Madia e Boschi
I linciaggi sessisti ai ministri Madia e Boschi avvengono in Italia, un Paese dove il Gender Gap è elevato (fonte: Wef) e dove il Fattore D stenta ad affermarsi. In compenso in Italia i casi di femminicidio sono all'ordine del giorno. Inoltre, quando alcune donne vengono promosse in posti di potere, spesso i media parlano di pink washing, invece che di merito o Valore D. Mi farebbe piacere sentire una seria riflessione da parte di Boldrini, presidente della Camera, Premio Donna 2008. Parliamo da giorni di oche spennate, ci indigniamo per tante disuguaglianze, ma sul sessismo cala sempre un gran silenzio. In fondo, chiediamo rispetto. E vere Pari Opportunità.
mercoledì 29 ottobre 2014
5-25-50, ma non sono numeri buoni per il Lotto. Ma descrivono il declino italiano.
Tre numeri racchiudono il rebus italiano: 5-25-50. L'Italia rappresenta il 5% della popolazione europea (per questo lo Ius Soli, pur temperato, ha senso! Oltreché per motivi etici); vantiamo il 25% della produzione (siamo la seconda manifattura d'Europa, dopo la Germania); ma deteniamo il 50% del Welfare (stato sociale) a debito. Nessuno - nella Globalizzazione sempre più incalzante - può vivere generando più deficit pubblico che PIL. Viviamo al di sopra delle nostre possibilità. Tanto meno un Paese di vecchi quale ormai siamo (e la vecchia costa!).
Il Debito italiano è un problema perché sottrae alla crescita e agli investimenti, 80 miliardi di euro l'anno, spesi in interessi.
Il Debito italiano è un problema perché sottrae alla crescita e agli investimenti, 80 miliardi di euro l'anno, spesi in interessi.
lunedì 27 ottobre 2014
Stress test, le banche tedesche hanno più derivati che crediti.
Le due banche italiane bocciate dagli Stress test - Mps e Carige - non raccontano tutta la realtà. Ma solo un pezzo: le banche italiane non hanno ricevuto aiuti dallo Stato.
Invece le banche tedesche hanno più derivati che crediti.
Tutto bene? Siamo sicuri? Arrivederci alla prossima Grande Crisi. Il sistema bancario italiano è più solido di quello tedesco, nonostante Mps e Carige.
Invece le banche tedesche hanno più derivati che crediti.
Tutto bene? Siamo sicuri? Arrivederci alla prossima Grande Crisi. Il sistema bancario italiano è più solido di quello tedesco, nonostante Mps e Carige.
- IlSole24Ore: Le banche tedesche hanno più derivati che crediti
martedì 21 ottobre 2014
Gli 80 euro non sono una mancia.
Le "mance da ottanta euro" è un'espressione usata da Alessandro Gilioli ed è offensiva verso chi ha stipendi bassi ed oggi riceve gli 80 euro. Chi li riceve, non li ha chieste, dopo anni di bassi salari, causati dallo scellerato patto dei Sindacati (bassa produttività, salari da fame). Uno di quei patti che ha distrutto il Paese.
L'espressione "mancia" ti fa sentire un'Olgettina che deve ringraziare il Paperone di turno. Ti dà l'idea di considerare tutti coloro che si sbattono, onestamente, per arrivare a fine mese delle sorte di Audrey in tubino nero che cercano un milionario in Colazione da Tiffany. Poi, sono gli stessi che mi chiedono il voto.
Non avete problemi di rappresentanza. Ma avete seri problemi con lo zoccolo duro del reale. Problemi a rappresentare - senza pregiudizi! - il Paese là fuori, che s'arrabatta anche con gli 80 euro, in una delle peggiori crisi economiche dal '29 ad oggi. Non sono una Miracolata se prendo gli 80 euro: lavoro con il mal di schiena lancinante, con la febbre, col tunnel carpale, in ogni condizione di salute. E voto in base alla coscienza, non con le mance elettorali. Smettetela di offendermi.
L'espressione "mancia" ti fa sentire un'Olgettina che deve ringraziare il Paperone di turno. Ti dà l'idea di considerare tutti coloro che si sbattono, onestamente, per arrivare a fine mese delle sorte di Audrey in tubino nero che cercano un milionario in Colazione da Tiffany. Poi, sono gli stessi che mi chiedono il voto.
Non avete problemi di rappresentanza. Ma avete seri problemi con lo zoccolo duro del reale. Problemi a rappresentare - senza pregiudizi! - il Paese là fuori, che s'arrabatta anche con gli 80 euro, in una delle peggiori crisi economiche dal '29 ad oggi. Non sono una Miracolata se prendo gli 80 euro: lavoro con il mal di schiena lancinante, con la febbre, col tunnel carpale, in ogni condizione di salute. E voto in base alla coscienza, non con le mance elettorali. Smettetela di offendermi.
lunedì 20 ottobre 2014
Cosa non va in Italia.
Come funziona l'Ascensore Sociale? Male in Italia. Gli italiani sono pessimisti: solo il 39% crede che per migliorare la propria situazione, serva una Buona Educazione (una buona scuola). Sconfortante! E neanche credono che basti lavorare di gran lena. Per gli italiani (80%) servono invece fortuna - famiglia ricca - conoscenze giuste (ah, le relazioni!). Contro il 49% dei tedeschi che punta su lavorare sodo (il 73% di americani e 60% dei britannici). (Pew Research). Qui, capiamo i danni fatti dall'assenza di meritocrazia in Italia.
Solo il 15% degli italiani pensa che i suoi figli occuperanno una posizione finanziaria migliore della propria. Come francesi e giapponesi. Ma lontano dal 30% di spagnoli e americani, dal 38% dei tedeschi, dal 94% dei vietnamiti e dall'85% dei cinesi (PewResearch).
Per abbattere la disuguaglianza, li italiani vogliono tasse più basse. Il 68% chiede politiche pro crescita, tasse inferiori e non una redistribuzione stile socialista. Gli italianoi risultano scoraggiati da una tassazione eccessivamente alta.
Solo il 15% degli italiani pensa che i suoi figli occuperanno una posizione finanziaria migliore della propria. Come francesi e giapponesi. Ma lontano dal 30% di spagnoli e americani, dal 38% dei tedeschi, dal 94% dei vietnamiti e dall'85% dei cinesi (PewResearch).
Per abbattere la disuguaglianza, li italiani vogliono tasse più basse. Il 68% chiede politiche pro crescita, tasse inferiori e non una redistribuzione stile socialista. Gli italianoi risultano scoraggiati da una tassazione eccessivamente alta.
venerdì 17 ottobre 2014
Le Regioni sono troppe. E sono troppi i governatori.
Ma i governatori delle Regioni hanno mai studiato Insiemistica alle medie? La teoria degli insiemi fa capire che l'espressione "i soldi degli altri" non ha senso. Anzi, è subdola e disorienta. Credono che le Regioni stiano su Marte o in un'Italia che ha uscite (spese) per 835 miliardi e 786 miliardi di entrate? I soldi sono di noi italiani, a prescindere dalla Regione in cui risediamo. La soluzione? Dimezzare le Regioni. E i governatori.
Solo il personale politico costa un miliardo. Ogni consigliere regionale costa 200 mila euro. In Sicilia 1,2 milioni di euro.
La spesa pubblica era al 46% del PIL nell'era del centrosinistra '96-2001. Con il governo Berlusconi è salita al 53% del PIL. La famosa o famigerata Spending Review nasce da qui: tenere a freno una spesa pubblica aumentata "senza controllo" nell'ultimo decennio, un periodo di decrescita.
- "Nel periodo 1994-2001 la crescita complessiva dell’eurozona è stata pari al 20,3 per cento. L’Italia, nello stesso periodo, ha messo insieme un aumento complessivo del Pil pari al 16,5 per cento". Ma "nel periodo 2002-2013 la crescita complessiva dell’eurozona è pari al 10,1 per cento (metà di quella precedente)" scrive Giuseppe Turani nei suoi magnifici editoriali su La Nazione. Ma "la crescita complessiva dell’Italia è uguale a meno 1,9 per cento." "Il che significa che si è rotto qualcosa dentro la società italiana".
Solo il personale politico costa un miliardo. Ogni consigliere regionale costa 200 mila euro. In Sicilia 1,2 milioni di euro.
La spesa pubblica era al 46% del PIL nell'era del centrosinistra '96-2001. Con il governo Berlusconi è salita al 53% del PIL. La famosa o famigerata Spending Review nasce da qui: tenere a freno una spesa pubblica aumentata "senza controllo" nell'ultimo decennio, un periodo di decrescita.
- "Nel periodo 1994-2001 la crescita complessiva dell’eurozona è stata pari al 20,3 per cento. L’Italia, nello stesso periodo, ha messo insieme un aumento complessivo del Pil pari al 16,5 per cento". Ma "nel periodo 2002-2013 la crescita complessiva dell’eurozona è pari al 10,1 per cento (metà di quella precedente)" scrive Giuseppe Turani nei suoi magnifici editoriali su La Nazione. Ma "la crescita complessiva dell’Italia è uguale a meno 1,9 per cento." "Il che significa che si è rotto qualcosa dentro la società italiana".
giovedì 16 ottobre 2014
Dimezzare le Regioni, subito!
L'Italia ha uscite (spese) per 835 miliardi e 786 miliardi di entrate.Dimezzare le Regioni, subito!
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