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lunedì 7 febbraio 2011

Moralista, a chi? Dedicato a tutte le donne che vivono in Italia: meglio Arianna (Huffington) di Lady escort

Non siamo moraliste, anche se torna sempre alla ribalta il mantra (o la maledizione?) dell'accusa di moralismo a chi non si riconosce nel modello di donna dominante e stereotipata (spesso rifatta) che ci propinano troppi mass media. Dominatrix, valchiria o ragazza ad ore (call girl)? A differenze di altre, noi rispettiamo l'autodeterminazione delle donne anche quando fanno la escort e non la badante. Ogni donna scelga liberamente strada, carriera ed etica. Però non cerchi di rendere un percorso (non trasparente né meritocratico) quale modello da seguire per tutte. Nella scelta dei candidati alle elezioni o in azienda, il processo deve essere trasparente. Ma di nuovo: non per moralismo, ma per bisogno di verità. Per togliere il velo all'ipocrisia: Santa in pubblico, escort di notte, è roba da ancient regime, è ciarpame da anni '50, che nulla ha da spartire con l'emancipazione femminile. Sgomberiamo il campo dalle scorciatoie mistificanti.

E' moralismo pretendere che chi fa carriera (a spese dello Stato, su libro paga dei cittadini italiani che pagano le tasse!) dica con trasparenza sul suo Curriculum qual è il suo cursus honorum? E' moralismo chiedere a tutte le donne, escort comprese, di pagare le tasse? E' moralismo chiedere che chi non paga le tasse, ma riceve buste in cambio di sesso, non entri nelle pubbliche istituzioni?

L'elettore ha il diritto di sapere se vota Cicciolina o Bindi? Va benissimo candidare la escort, ma lo si dica a tutti. Il diritto alla glasnost in politica viene prima del diritto alla privacy del Sultano (ricordiamo che nell'era di Facebook tale diritto è morto e sepolto: lo dice Mark Zuckerberg, non noi).

Chi accusa le manifestazioni al femminile (ma aperte a tutti, a partire dai movimenti Lgbtq!) di moralismo, sta ricacciando le donne in cucina... "Non sei carina per andare in Tv, sallora nasconditi"! Ecco la vera Savonarola dell'Estetica di Stato! Ecco lo Stato Etico dell'Escort di Stato! Tutti zitti: la Favorita fa carriera, ma non si dica come... Anzi riempiamola di lodi, copertine di giornali, rendiamola "modello d'esportazione"!

Chi accusa le manifestazioni per la dignità della donna di essere moraliste, di fatto, non vuole aiutare le donne (straniere o italiane che siano... siamo globalizzate e senza pregiudizi!) a riprendere in mano i fili della narrazione, senza false ipocrisie, moralismi, ma nella consapevolezza di vivere in un paese dove le Pari Opportunità sono una chimera. Dove il Fattore D e la Womenomics non contano: ma invece contano solo le raccomandazioni (date solo in base a criteri estetici... o a criteri di "sudditanza" ai velini uomini). Per noi sono tutte "italiane" le donne che vivono in Italia (anche se non hanno, ahimè, diritto di voto! Ma questo è un problema a cui vorremmo porre rimedio).

Sono italiane anche solo se hanno scelto (seppur temporaneamente) l'Italia preferendola alla Francia o alla Germania, come luogo dove magari crescere i figli, dove lavorare, innamorarsi eccetera. Sono italiane le donne straniere immigrate come le altre italiane che sono invece emigrate all'estero, perché in Italia non si fa carriera (se sei donna) e dove le Opportunità sono tuttora (dis)pari. Dopo il moralismo, l'accusa di xenofobia è veramente assurda... Che tristezza.

I nostri modelli? Innanzitutto le rare donne hacker che sanno che Information wants to bee free, le tante cyber-hacktivist che vogliono innovare, le donne che si occupano di IT per le quali "Ruby è solo un linguaggio di programmazione". Ma oggi aggiungiamo anche Arianna (Huffington). Brava Arianna, mostra a noi italiane che si può partire dal basso, con un blog, per arrivare in alto, alla guida di Aol!

Questa non è una crociata, ma l'inizio di un cammino culturale per portare le donne italiane ad uscire dalla Videocracy, dalla condanna della Pornocrazia, per conquistare le stesse opportunità di crescita delle donne europee ed americane. E non lo diciamo per xenofobia (che non ci appartiene): guardiamo con attenzione ed ammirazione anche alle blogger egiziane e alle donne birmane che seguono Aung San Suu Ky. Donne ben più oppresse di noi ma che con coraggio stanno rischiando la vita per la libertà e la democrazia.

Quando le donne italiane avranno ottenuto le stesse opportunità delle loro omologhe UE e dei paesi più evoluti negli indici Wef, avremo la speranza di lasciare un'altra Italia in eredità ai nostri figli. Fare la escort può essere una professione e non la condanniamo (anche se le tasse vanno pagate da tutti); ma fare la escort non deve diventare un titolo per diventare parlamentare, soprattutto se in pubblico fingiamo di aderire ad altri valori. Questo non è un modello di femminismo, bensì di ipocrisia retrograda. Cicciolina ebbe il coraggio di arrivare in Parlamento presentandosi senza ipocrisie e falsi moralismi: ogni donna, che mercifichi o no il suo corpo (purché sia una scelta libera e non schiavismo!), deve poter rivendicare il proprio percorso di vita, professionale e far carriera - senza mentire. A noi non piace il Potere dietro al paravento del Privé dai vetri Fumè, ma il Palazzo di Cristallo alla WikiLeaks.

Arianna Huffington, 61 anni, nata in Grecia, figlia di un giornalista, sbarca da giovane alla conquista dell'America. Si sposa con un miliardario Americano, Micheal Huffington , amico dei Bush, che è eletto al Congresso nel 1992, ma viene traviolto da uno scandalo (bi)sessuale. Separata, Arianna da alloraemerge come donna indipendente e realizza il sito. Oggi arianna Huffingotn assume una posizione di executive Aol.

Aung San Suu Kyi, Arianna Huffington, Tina Brown, Marissa Meyer... Le donne possono puntare in alto senza per forza svendersi. E, anche se fanno il matrimonio sbagliato, non si devono chiudere in casa!

Il resto sono chiacchiere... Moraliste sono coloro che credono che una escort per fare carriera debba rivestirsi e fingersi santamariagoretti in pubblico. "Vizi privati e pubbliche virtù": questo sì che è ipocrisia, e non ha niente di innovativo! Bieco moralismo da puritane che non vogliono ridare dignità alle italiane che si svegliano presto alla mattina... Le italiane di serie B finora sono state le donne con bassi stipendi, alta tassazione e nessuno sbocco professionale. Le donne a cui sono stati negati i desideri e i cui (bi)sogni sono stati calpestati. Non le Trophy Women da copertina patinata...

Concludo con le belle parole di Gad Lerner: "Ben lungi dalla sessuofobia, la rivolta femminile coinvolge gli uomini in un progetto di dignità comune che è la base della civiltà. Il partito dell'amore è stata la più beffarda truffa politica del premier indagato per favoreggiamento della prostituzione minorile. Ma la faticosa costruzione dell'amore, come ci ricordano pure i nostri più bravi cantautori, è l'intima fatica per cui vale la pena di vivere". Ah, l'amour ;)


M.C.

venerdì 28 gennaio 2011

APPELLO A TUTTI I LIBERTARI: Se non ora quando?

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare.

(Bertold Brecht)



Hitler fu democraticamente eletto e sappiamo come è andata a finire: una delle più spietate dittature della storia, 6 milioni di ebrei uccisi piu' anarchici, Rom, comunisti, disabili... Di totalitarismi è piena la storia: da Stalin ai Khmer Rossi, alla Cina maoista alla Birmania, dall'Iran a tanti piccoli paesi di cui mai si parla ai Tg, dal Cile di Pinochet alle Giunte sud-americane, alla Grecia dei Colonnelli...

Quando ci dicono che un capo di Stato "è stato democraticamente eletto", pensiamo che le elezioni democratiche sono il Principio Zero della democrazia, ma non bastano: la democrazia è partecipazione, rispetto delle regole, delle istituzioni, della carta costituzionale, ma anche rispetto della dissidenza interna e delle minoranze: insomma non finisce lì con il mantra dell' "è stato democraticamente eletto". Quello è un cliché. Anche perché uno dei peggiori dittatori, prima di creare il Totalirismo nazi-fascista, venne democraticamente eletto sulle ceneri della povera Repubblica di Weimar (sconquassata dall'iper inflazione del dopo crisi '29, dalla disoccupazione, dallo Tsunami finanziario che da Wall street si propagò in tutto il mondo, producendo i virus alla base della II Guerra Mondiale...).


Per fortuna la storia non si ripete mai e, quando qualcuno maldestramente ci prova, finisce in farsa... Ecco l'Italia è in questa fase, non meno subdola. Il nostro paese sta diventando la "barzelletta sporca" sulla bocca di tutti. Il nostro Paese, archiviate le tragedie del Novecento e di questo decennio non meno controverso del nuovo secolo (a fine '800 Bava Beccaris, la tragedia della I Guerra Mondiale, quindi il delitto Matteotti, la marcia su Roma di Mussolini, la Dittatura fascista, la II Guerra Mondiale... fino all'omicidio Pinelli, tuttora irrisolto, il tunnel della P38, delle Br e delle sigle terroriste, le Stragi di Stato, la notte delle "matite spezzate" della Diaz e di Bolzaneto, i continui stillicidi degli omicidi in carcere stile-Cucchi...), ora vive la Farsa Finale.

Come giustamente scrive Massimo Giannini su La Repubblica, il "finale di partita", pur farsescamente boccaccesco e beffardamente chiassoso, non è detto che sia meno violento: ha il sapore della Notte della Repubblica. Aggiungo: Solo, triste y final. Ma a volta può portare il colpo di coda velenoso...

Non stupiamoci se, mentre il Nord Africa brucia, sotto le proteste dei diseredati Maghrebini schiacciati da dittature trentennali "travestite" da repubbliche presidenzial-monarchiche (l'ossimoro è voluto), mentre l'Egitto oscura Internet e la telefonia mobile per fare il pulito delle proteste, per azzerare la cyber-dissidenza e torturare chi parla fuori dal coro, non meravigliamoci se c'è chi pensa, nel governo che ha partorito il Decreto Romani prima versione, che si possa cedere alla tentazione di imbavagliare la Rete italiana.

Per questo chi oggi dissente contro questo governo ha l' "obbligo morale" di scendere in piazza domani sabato 29 a Milano e il 13 febbraio in tutta Italia. In un paese dove le Donne sono Mercificate in cambio di un posto in politica a spese dei cittadini, oppure messe a far tappezzeria o a soddisfare i capricci dei Potenti, c'è decisamente qualcosa che non va.

Affinché non si inveri, seppur in forma di farsa, la maledetta profezia di Bertolt Brecht: oggi tocca alle donne essere umiliate, domani sarà la volta di un omosessuale, fra una settimana di uno con il vestito sbagliato, di uno con le idee balzane, e fra un mese verranno a prendere me: solo perché gli sto antipatica.

Cari libertari (qualsiasi sia il vostro "credo" politico...), pensateci. Ai liberali: domani torneremo a difendere il diritto alla Privacy, il "giusto processo" e la divisione dei Poteri. Oggi - prima che sia troppo tardi - difendiamo il Diritto delle donne a esprimersi liberamente, a non essere umiliate da una Tv dove la mercificazione del corpo femminile ha raggiunto vette spericolate, dove Videocracy è ormai legge. Difendiamo il diritto a fare carriera senza dover cedere a compromessi, a entrare nei Cda non solo perché "figlie di" e così via... Il Fattore D è alle basi della democrazia!

Senza Vere Pari Opportunità per le donne, non c'è vera e compiuta democrazia. Aung San Suu Kyi ci ha indicato un cammino di pace, coraggio e giustizia. Per fortuna noi siamo un paese ben più libero della sua Birmania, grazie a decenni di lotte di tutti; ma dobbiamo difendere ed allargare le conquiste femminili delle donne e dire no alla mercificazione e all'umiliazione del corpo femminile. Fare la escort è un diritto, ma al diritto dev'essere associato il dovere di pagare le tasse. Una escort può partecipare a libere elezioni, ma dicendo come ha fatto carriera, e non negando la realtà. Allo stesso tempo le donne che non si vendono hanno il diritto di poter accedere alla politica senza dover passare per qualche camera da letto. Le donne hanno il diritto di invecchiare con le loro rughe di nonne senza essere apostrofate come "vecchie babbione" oppure "più belle che intelligenti". Signora Zanicchi, parlamentare europeo: grazie per non essersi alzata da quella sedia! Onorevole Bindi: grazie per aver detto che non tutte le donne sono a disposizione del Premier!

Oggi siamo costrette a ribadire ciò che a Londra, in Silicon Valley, a New York o Sidney è ovvio. Che i nostri figli hanno il diritto di vivere in un paese dove non si invita la fidanzata a prostituirsi per accedere al mutuo, di vivere in un paese dove la competizione sia realmente meritocratica; in un paese libero e non falsato da una Doppia Morale che uccide i sogni e "manda tutto in vacca" ...solo per salvare il trono di un Paperone che incorona una reginetta nuova ogni quarto d'ora di celebrità. Una volta si diceva: No Justice, no peace. Senza giustizia non c'è vera pace. Un paese dove l'etica è morta non cresce: ma fa scappare i suoi figli e i suoi migliori talenti altrove. Professor Alesina: è vero che il disagio dei figli non è (sempre) colpa dei padri, ma certi padri (malati, invecchiati senza senno) uccidono i sogni dei figli e, se arrivano a portarsi a letto le fidanzate dei figli, cannibalizzano intere generazioni.

Per liberare energie e creatività, il povero Edipo dovette liberarsi degli stereotipi
. Poi, certo, andò a Colono... :). Per dire no a Leggi Ingiuste, Antigone dovette ribellarsi. Oggi tocca a noi donne, ma speriamo che i tanti uomini liberi e padri affettuosi, vogliano accompagnarci in questo cammino di libertà per tutti e di dignità per le donne, i nostri figli e un intero paese.
M.C.


Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti
ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare.

(Bertold Brecht)

lunedì 20 dicembre 2010

Il 10% degli italiani possiede il 45% della ricchezza complessiva del paese

I ragazzi in piazza vengono dipinti da Gasparri come "potenziali assassini" (a cui applicare la sciagurata sentenza del 7 Aprile '79, madre di tutti i teoremi che affliggono anche Berlusconi... non '78, come lui erroneamente millanta: ma l'analfabetismo storico è perdonabile?).

Al di là della mancanza di una visione da Stato di Diritto e da dottrina liberale (Gasparri si comporta come un qualsiasi stalinista, castrista, o appartenente alla giunta birmana che voleva tappare la bocca a Aung San Suu Kyi), al di là di tutto ciò (grave per un Pdl che voleva un tempo lanciare addirittura la "rivoluzione liberale" per nascondersi oggi dietro al maoismo di Pechino), si è mai chiesto Mister Gasparri, cosa ferisce profondamente i giovani precari a vita?

Forse alcuni fatti gli apriranno gli occhi: il 10% degli italiani possiede il 45% della ricchezza complessiva del paese, e la fascia dei più poveri possiede una quota bassissima dei beni, ma su di essa grava il peso dei mutui. A questa fascia appartengono i poliziotti, quelli che per 1200 euro al mese, dovrebbero difendere il Senato mercoledì dalle invasioni barbariche degli anarchici, cani sciolti e dei gruppi di affinità Black blocs (al plurale, signori giornalisti!). A questa fascia sociale appartengono troppi studenti che di fronte a sé vedono un futuro precario, de-regolato e con scarse speranze (chi può fare un figlio con 700 euro al mese se dietro di sé non ha una famiglia con pensioni d'oro?).

Senza una vera ondata di LIBERALIZZAZIONI questo paese soffoca. Questi giovani italiani di Gioventù Precaria hanno diritto a qualche risposta concreta e non puramente repressiva? O devono solo subire slogan vuoti e escort da 7 mila euro al mese? Solo la fuga è l'unica via di salvezza per i ragazzi di Gioventù P?

Il pacificismo senza compromessi con il Potere di Aung San Suu Kyi è un grande modello di lotta dura senza paura. Ma il penale è personale e ogni deroga dallo stato di diritto potrebbe essere una nuova sciagura.

domenica 14 novembre 2010

Aung San Suu Kyi is free: "La libertà di parola è base della democrazia"

Aung San Suu Kyi è libera! La sua mite fermezza è la sua forza. Si può essere iron ladies anche con un sorriso gentile, la mente aperta e un'indole pacifica (ma battagliera per le cause giuste). La dissidente ha detto nel suo primo discorso da donna libera: "Non perdete la speranza" e "La libertà di parola è base della democrazia".

giovedì 30 settembre 2010

Aung San Suu Kyi sarà libera dal 13 novembre

La leader democratica birmana e premio Nobel per la Pace, in arresto dal 2003, Aung San Suu Kyi sarà liberata dopo le elezioni legislative. Dal 13 novembre. Forse la giunta militare della Birmania vuole celebrare le prime elezioni in 20 anni...? E che elezioni saranno sotto una delle peggiori dittature del Sud-Est asiatico? Per chi si batte per la libertà di Suu Kyi, la notizia è comunque un piccolo passo avanti.