Non siamo moraliste, anche se torna sempre alla ribalta il mantra (o la
maledizione?) dell'accusa di moralismo a chi non si riconosce nel modello di donna dominante e stereotipata (spesso rifatta) che ci propinano troppi mass media. Dominatrix, valchiria o ragazza ad ore (call girl)? A differenze di altre, noi rispettiamo l'
autodeterminazione delle donne anche quando fanno la escort e non la badante.
Ogni donna scelga liberamente strada, carriera ed etica. Però non cerchi di rendere un percorso (non trasparente né meritocratico) quale modello da seguire per tutte. Nella scelta dei candidati alle elezioni o in azienda, il processo deve essere trasparente. Ma di nuovo:
non per moralismo, ma per
bisogno di verità. Per togliere il velo all'ipocrisia:
Santa in pubblico, escort di notte, è roba da ancient regime, è ciarpame da
anni '50, che
nulla ha da spartire con l'
emancipazione femminile. Sgomberiamo il campo dalle scorciatoie mistificanti.
E' moralismo pretendere che chi fa carriera (a spese dello Stato, su libro paga dei cittadini italiani che pagano le tasse!) dica con
trasparenza sul suo Curriculum qual è il suo cursus honorum? E' moralismo chiedere a tutte le donne,
escort comprese, di
pagare le tasse? E' moralismo chiedere che
chi non paga le tasse, ma riceve buste in cambio di sesso,
non entri nelle pubbliche istituzioni?L'elettore ha il diritto di sapere se vota Cicciolina o Bindi?
Va benissimo candidare la escort, ma lo si dica a tutti. Il diritto alla
glasnost in politica viene prima del diritto alla privacy del Sultano (ricordiamo che nell'era di Facebook tale diritto è morto e sepolto: lo dice Mark Zuckerberg, non noi).
Chi accusa le
manifestazioni al femminile (ma aperte a tutti, a partire dai movimenti Lgbtq!) di moralismo,
sta ricacciando le donne in cucina... "Non sei carina per andare in Tv, sallora nasconditi"! Ecco
la vera Savonarola dell'Estetica di Stato! Ecco lo
Stato Etico dell'Escort di Stato! Tutti zitti: la Favorita fa carriera, ma non si dica come... Anzi riempiamola di lodi, copertine di giornali, rendiamola "modello d'esportazione"!
Chi accusa le manifestazioni per la dignità della donna di essere moraliste, di fatto, non vuole aiutare le
donne (straniere o italiane che siano... siamo globalizzate e senza pregiudizi!) a
riprendere in mano i fili della narrazione, senza false ipocrisie, moralismi, ma nella consapevolezza di vivere
in un paese dove le Pari Opportunità sono una chimera. Dove il
Fattore D e la
Womenomics non contano: ma invece contano solo le raccomandazioni (date solo in base a criteri estetici... o a criteri di "sudditanza" ai velini uomini).
Per noi sono tutte "italiane" le donne che vivono in Italia (
anche se non hanno, ahimè, diritto di voto! Ma questo è un problema a cui vorremmo porre rimedio).
Sono
italiane anche solo se hanno scelto (seppur
temporaneamente) l'Italia preferendola alla Francia o alla Germania, come luogo dove magari crescere i figli, dove lavorare, innamorarsi eccetera.
Sono italiane le donne straniere immigrate come le altre italiane che sono invece emigrate all'estero, perché in Italia
non si fa
carriera (se sei donna) e dove le
Opportunità sono tuttora (dis)pari. Dopo il moralismo, l'accusa di xenofobia è veramente assurda... Che tristezza.
I nostri modelli? Innanzitutto le rare donne
hacker che sanno che
Information wants to bee free, le tante
cyber-hacktivist che vogliono innovare, le donne che si occupano di IT per le quali "
Ruby è solo un linguaggio di programmazione". Ma oggi aggiungiamo anche
Arianna (Huffington). Brava Arianna, mostra a noi italiane che si può partire dal basso, con un blog, per arrivare in alto, alla guida di Aol!
Questa non è una crociata, ma l'inizio di un cammino culturale per portare le donne italiane ad
uscire dalla Videocracy, dalla condanna della Pornocrazia, per
conquistare le stesse opportunità di crescita delle donne europee ed americane. E non lo diciamo per xenofobia (che non ci appartiene): guardiamo con attenzione ed ammirazione anche alle
blogger egiziane e alle donne birmane che seguono Aung San Suu Ky. Donne ben più oppresse di noi ma che con coraggio stanno rischiando la vita per la libertà e la democrazia.
Quando le donne italiane avranno ottenuto le stesse opportunità delle loro omologhe UE e dei paesi più evoluti negli indici Wef, avremo la speranza di lasciare
un'altra Italia in eredità ai nostri figli. Fare la escort può essere una professione e non la condanniamo (anche se le tasse vanno pagate da tutti); ma fare la escort non deve diventare un
titolo per diventare parlamentare, soprattutto se in pubblico fingiamo di aderire ad altri valori. Questo non è un modello di femminismo, bensì di
ipocrisia retrograda. Cicciolina ebbe il coraggio di arrivare in Parlamento presentandosi senza ipocrisie e falsi moralismi: ogni donna, che mercifichi o no il suo corpo (purché sia una scelta libera e non schiavismo!), deve poter rivendicare il proprio percorso di vita, professionale e far carriera - senza mentire. A noi non piace il
Potere dietro al paravento del Privé dai vetri Fumè, ma il P
alazzo di Cristallo alla WikiLeaks.
Arianna Huffington, 61 anni, nata in Grecia, figlia di un giornalista, sbarca da giovane alla conquista dell'America. Si sposa con un miliardario Americano, Micheal Huffington , amico dei Bush, che è eletto al Congresso nel 1992, ma viene traviolto da uno scandalo (bi)sessuale. Separata, Arianna da alloraemerge come donna indipendente e realizza il sito. Oggi arianna Huffingotn assume una posizione di executive Aol.
Aung San Suu Kyi, Arianna Huffington, Tina Brown, Marissa Meyer... Le donne possono puntare in alto senza per forza svendersi. E, anche se fanno il matrimonio sbagliato, non si devono chiudere in casa!
Il resto sono chiacchiere... Moraliste sono coloro che credono che una escort per fare carriera debba rivestirsi e fingersi
santamariagoretti in pubblico. "Vizi privati e pubbliche virtù": questo sì che è ipocrisia, e non ha niente di innovativo! Bieco moralismo da puritane che non vogliono ridare dignità alle italiane che si svegliano presto alla mattina... Le italiane di serie B finora sono state le donne con bassi stipendi, alta tassazione e nessuno sbocco professionale. Le donne a cui sono stati negati i desideri e i cui (bi)sogni sono stati calpestati. Non le
Trophy Women da copertina patinata...
Concludo con le belle parole di
Gad Lerner: "
Ben lungi dalla sessuofobia, la
rivolta femminile coinvolge gli uomini in un progetto di
dignità comune che è la base della
civiltà. Il partito dell'amore è stata la più beffarda truffa politica del premier indagato per favoreggiamento della prostituzione minorile. Ma la faticosa costruzione dell'
amore, come ci ricordano pure i nostri più bravi cantautori, è
l'intima fatica per cui vale la pena di vivere". Ah, l'amour ;)
M.C.