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lunedì 16 aprile 2012

Perché no?

Ricevo e copio: "Care amiche e amici,

in questi ultimi anni la nostra associazione si è sostenuta del tutto autonomamente e ciò è stato possibile grazie alle quote associative e soprattutto grazie al vostro 5 per mille.

Anche quest'anno potete aiutarci senza spendere un soldo. Fate la scelta del 5 per mille e indicate la "Libera Università delle Donne APS": scrivendo il codice fiscale
97059220158


Se ci conoscete direttamente e avete partecipato alle nostre iniziative sapete perché vale la pena farlo. Se ci conoscete attraverso il sito www.universitadelledonne.it e FaceBook potete in questo modo contribuire a tenerlo vivo.

mercoledì 9 marzo 2011

Ragazze, studiate matematica, informatica e fisica: altro che temini-rosa-shocking

Le bambine alle scuola Elementare spesso eccellono nei temi di italiano ma, ancora nel XXI secolo, non si scompongono più di tanto se dimenticano una tabellina, se non fanno conti a mente, velocissimi, gare di aritmetica ed algebra, e sono più distratte in matematica. Neelie Kroes, vice presidente della Commissione europea per Agenda Digitale UE, ieri in occasione della Giornata internazionale della donna dell'8 marzo, ha dovuto dare una strigliata alle donne per invitarle a studiare di più: matematica, informatica, ingegneria e fisica non sono "materie maschili", ma hanno un fascino universale. Conoscere software, hardware, e non solo scaricare l'app del momento: serve.

"Noi donne siamo a rischio di un profondo skills gap che farà arretrare l'Europa" ha detto Kroes. La UE ha bisogno di più donne hi-tech per stare al passo con i ragazzi di Google, di Skype, i Mark Zuckerberg... Donne, non chiudiamoci nel recinto umanistico e delle scienze sociali, ma giochiamo a 360 gradi: su tutti i tavoli. Anche quelli che non sono rosa-shocking o multitouch. Più Marissa Meyer, più Carl Bartz, più Carly Fiorina (anche se come Ad sbagliò ad integrare Compaq...). Ada Byron: il primo informatico al mondo è stato donna e figlia di un poeta romantico... Non dimentichiamocelo mai ;)

mercoledì 2 febbraio 2011

Calendario di tutte le mobilitazioni di febbraio. Siamo donne: diciamo basta!

Scrive Repubblica.it: "La mobilitazione contro Silvio Berlusconi prende forma. Il calendario della protesta diventa sempre più fitto. E la partecipazione coinvolge tanti settori della società civile. Spezzoni di dissenso. Cittadini uniti dalla semplicità del messaggio che porteranno in piazza: "Adesso basta". Le donne, la comunità scientifica, gli attivisti sul web, gli italiani all'estero. L'altra Italia. Per fermare il degrado causato dal premier alle istituzioni della Repubblica".
Ecco il calendario delle mobilitazioni:

3 febbraio: Presidio autoconvocato nel primo pomeriggio in piazza Montecitorio a Roma;

4 febbraio. A Roma, presso la libreria Bibli, iniziativa delle donne dell'associazione Filomena: incontro preparatorio in vista della manifestazione del 13 febbraio. Tema: il desiderio;

5 febbraio: a Milano, al Palasharp, dalle 15 e 30 in poi, Libertà e Giustizia (L&G) darà vita a "Dimettiti. Per un Italia libera e giusta";

6 febbraio: Ad Arcore, nella "tana del Sultano": presso il Municipio di Arcore, largo Vincenzo Vela dalle ore 14. Manifestazione dal basso, organizzata attraverso la rete. Marcia pacifica del Popolo Viola, per "pretendere le dimissioni" del Premier Contro l'immobilità del governo, l'assenza di politiche economiche e sociali proprio nel bel mezzo della crisi. Lancio di mutandine ideato dal gruppo Valigia Blu: sito e su Facebook;


12 febbraio. Preparate fischietti, percussioni, pentole. In decine di città italiani piccoli sit-in sotto prefetture e luoghi simbolo. Info sul sul sito o su Facebook;

13 febbraio: Se non ora quando? Manifestazioni e cortei. Il più atteso è quello di Roma. Si parte dalla Terrazza del Pincio alle ore 14.00; ore 15.00 a Piazza del Popolo. A Milano convergerà nel corteo delle donne anche la manifestazione di Travaglio - Santoro e Barbara Spinelli (a difesa della Procura di Milano - davanti al Tribunale). Anche la comunità scientifica è mobilitatata (anche con Margherita Hack): Testo dell'appello e le firme.

giovedì 29 ottobre 2009

Maschilismo di stato, morte della democrazia: La raccolta firme della Libera Università delle Donne

Maschilismo di Stato, morte della democrazia:

Berlusconi si dimetta

Con questo appello, intendiamo richiamare l’attenzione pubblica sulla spirale negativa innescata dai comportamenti del ceto politico al potere in Italia: dai gesti quotidiani di disvalore verso il genere femminile si sta arrivando ad un attacco di stampo maschilista contro la stessa integrità delle istituzioni democratiche.

In altre parole, si passa da una democrazia incompiuta alla cancellazione stessa della democrazia.

Il Presidente del Consiglio è stato colto, infatti, nell’atto di passare da un utilizzo mercificato di corpi femminili per propri svaghi privati, ma giocati in luoghi destinati a fini pubblici, alla attribuzione diretta di cariche ministeriali e parlamentari (italiane ed europee) elargite come riconoscimento al fascino fisico delle candidate.

Questo comportamento è stato, da ultimo, anche sostenuto da dichiarazioni pubbliche quali "Gli italiani mi vogliono così... Sono sostenuto da un gradimento al 61%... Porto con me le veline (sulla scena del futuro G8) altrimenti ci prendono tutti per gay..”, insomma, potendo, così fan tutti.

Riconoscere che l’ampio consenso di cui gode tuttora Berlusconi vada attribuito in gran parte al fatto di interpretare modi di pensare e di agire patriarcali, radicati nel senso comune di uomini –e purtroppo anche di donne- non deve diventare un alibi per lasciare in ombra il pericolo rappresentato dalla sua permanenza in una delle più alte cariche dello Stato.

Quindi, vogliamo dire all' "utilizzatore finale” di prestazioni femminili che “grandi quantitativi” di italiane e italiani intendono contrastare questo degrado, al medesimo tempo personale e politico - due sfere implicate da sempre, al di là di ogni contrapposizione astratta e funzionale al protagonismo storico del sesso maschile.

E' necessario fermare la pericolosa deriva autoritaria di una società che si presenta incardinata sulla esclusione femminile e sulla disuguaglianza (di sesso, di razza, di condizione) e che sta compiendo il passo fatale: dalla riduzione al potere oligarchico maschile alla completa erosione degli assetti democratici, violando la pari dignità umana di donne e uomini, la libera espressione del pensiero, la libera informazione, la libera competizione nella rappresentanza.

Chiediamo a chi si riconosce in questo appello di dare avvio ad un movimento che, partendo dalla conoscenza dei fatti, elabori in forma partecipata azioni incisive tese ad ottenere, come atto primo indispensabile per il rispetto di elementari principi di democrazia e di civile convivenza fra i sessi, le dimissioni di Berlusconi e dei suoi fidi seguaci dalle cariche pubbliche.

Maria Grazia Campari
Floriana Lipparini
Lea Melandri

Firmate la petizione online