Il blog Vecchiefarab(r)utte è dedicato a tutte le donne (e cyber-attiviste) che in Italia quotidianamente subiscono (o avvertono) discriminazioni in base al sesso e sono sottoposte alle (dis)pari opportunità
lunedì 16 aprile 2012
Perché no?
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mercoledì 9 marzo 2011
Ragazze, studiate matematica, informatica e fisica: altro che temini-rosa-shocking
"Noi donne siamo a rischio di un profondo skills gap che farà arretrare l'Europa" ha detto Kroes. La UE ha bisogno di più donne hi-tech per stare al passo con i ragazzi di Google, di Skype, i Mark Zuckerberg... Donne, non chiudiamoci nel recinto umanistico e delle scienze sociali, ma giochiamo a 360 gradi: su tutti i tavoli. Anche quelli che non sono rosa-shocking o multitouch. Più Marissa Meyer, più Carl Bartz, più Carly Fiorina (anche se come Ad sbagliò ad integrare Compaq...). Ada Byron: il primo informatico al mondo è stato donna e figlia di un poeta romantico... Non dimentichiamocelo mai ;)
- ITespresso.it: Non solo 8 marzo: la UE vuole più donne nell’Hi-tech
- Repubblica.it: Il coraggio di fare da sole di GIULIA BONGIORNO
- Blog al femminile Corriere.it: La ventisettesima ora
- Libera Università delle donne: 8 marzo: le donne danno i numeri
mercoledì 2 febbraio 2011
Calendario di tutte le mobilitazioni di febbraio. Siamo donne: diciamo basta!
Ecco il calendario delle mobilitazioni:
3 febbraio: Presidio autoconvocato nel primo pomeriggio in piazza Montecitorio a Roma;
4 febbraio. A Roma, presso la libreria Bibli, iniziativa delle donne dell'associazione Filomena: incontro preparatorio in vista della manifestazione del 13 febbraio. Tema: il desiderio;
5 febbraio: a Milano, al Palasharp, dalle 15 e 30 in poi, Libertà e Giustizia (L&G) darà vita a "Dimettiti. Per un Italia libera e giusta";
6 febbraio: Ad Arcore, nella "tana del Sultano": presso il Municipio di Arcore, largo Vincenzo Vela dalle ore 14. Manifestazione dal basso, organizzata attraverso la rete. Marcia pacifica del Popolo Viola, per "pretendere le dimissioni" del Premier Contro l'immobilità del governo, l'assenza di politiche economiche e sociali proprio nel bel mezzo della crisi. Lancio di mutandine ideato dal gruppo Valigia Blu: sito e su Facebook;
12 febbraio. Preparate fischietti, percussioni, pentole. In decine di città italiani piccoli sit-in sotto prefetture e luoghi simbolo. Info sul sul sito o su Facebook;
13 febbraio: Se non ora quando? Manifestazioni e cortei. Il più atteso è quello di Roma. Si parte dalla Terrazza del Pincio alle ore 14.00; ore 15.00 a Piazza del Popolo. A Milano convergerà nel corteo delle donne anche la manifestazione di Travaglio - Santoro e Barbara Spinelli (a difesa della Procura di Milano - davanti al Tribunale). Anche la comunità scientifica è mobilitatata (anche con Margherita Hack): Testo dell'appello e le firme.
- Repubblica.it: SPECIALI REP.IT-CURRENT-VALIGIA BLU
- Il 13 febbraio e le giornaliste italiane. Perchè dobbiamo esserci
- Corriere.it: Le ragazze del Nord Africa, cuore della rivolta di C.Zecchinelli
- SLIDESHOW Milano 29 gennaio (P.za Scala - FoxPhoto)
- SPOT per la giornata del 13 febbraio
- L'Espresso: Le proteste Si inizia sabatocon Eco e Saviano
- «L'Italia non è un bordello». All'estero fanno colpo la protesta delle donne e il lancio di mutandine di Elysa Fazzino (Ilsole24Ore.com)
- Perversione della verità nei sotterranei di Arcore di BENEDETTA TOBAGI (Repubblica)
- Moni Ovadia per Libertà e Giustizia (Repubblica)
- Silvio B. rispondici (anche via Twitter) Severgnini
giovedì 29 ottobre 2009
Maschilismo di stato, morte della democrazia: La raccolta firme della Libera Università delle Donne
Maschilismo di Stato, morte della democrazia:
Berlusconi si dimetta
Con questo appello, intendiamo richiamare l’attenzione pubblica sulla spirale negativa innescata dai comportamenti del ceto politico al potere in Italia: dai gesti quotidiani di disvalore verso il genere femminile si sta arrivando ad un attacco di stampo maschilista contro la stessa integrità delle istituzioni democratiche.
In altre parole, si passa da una democrazia incompiuta alla cancellazione stessa della democrazia.
Il Presidente del Consiglio è stato colto, infatti, nell’atto di passare da un utilizzo mercificato di corpi femminili per propri svaghi privati, ma giocati in luoghi destinati a fini pubblici, alla attribuzione diretta di cariche ministeriali e parlamentari (italiane ed europee) elargite come riconoscimento al fascino fisico delle candidate.
Questo comportamento è stato, da ultimo, anche sostenuto da dichiarazioni pubbliche quali "Gli italiani mi vogliono così... Sono sostenuto da un gradimento al 61%... Porto con me le veline (sulla scena del futuro G8) altrimenti ci prendono tutti per gay..”, insomma, potendo, così fan tutti.
Riconoscere che l’ampio consenso di cui gode tuttora Berlusconi vada attribuito in gran parte al fatto di interpretare modi di pensare e di agire patriarcali, radicati nel senso comune di uomini –e purtroppo anche di donne- non deve diventare un alibi per lasciare in ombra il pericolo rappresentato dalla sua permanenza in una delle più alte cariche dello Stato.
Quindi, vogliamo dire all' "utilizzatore finale” di prestazioni femminili che “grandi quantitativi” di italiane e italiani intendono contrastare questo degrado, al medesimo tempo personale e politico - due sfere implicate da sempre, al di là di ogni contrapposizione astratta e funzionale al protagonismo storico del sesso maschile.
E' necessario fermare la pericolosa deriva autoritaria di una società che si presenta incardinata sulla esclusione femminile e sulla disuguaglianza (di sesso, di razza, di condizione) e che sta compiendo il passo fatale: dalla riduzione al potere oligarchico maschile alla completa erosione degli assetti democratici, violando la pari dignità umana di donne e uomini, la libera espressione del pensiero, la libera informazione, la libera competizione nella rappresentanza.
Chiediamo a chi si riconosce in questo appello di dare avvio ad un movimento che, partendo dalla conoscenza dei fatti, elabori in forma partecipata azioni incisive tese ad ottenere, come atto primo indispensabile per il rispetto di elementari principi di democrazia e di civile convivenza fra i sessi, le dimissioni di Berlusconi e dei suoi fidi seguaci dalle cariche pubbliche.
Maria Grazia Campari
Floriana Lipparini
Lea Melandri