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mercoledì 8 maggio 2013

La frode

Condannato per frode fiscale anche in appello, a 4 anni di carcere e 5 di interdizione dai pubblici uffici, l'ex presidente Silvio Berlusconi cerca un Giudice a Berlino. In Cassazione. In attesa del salvacondotto: il posto, liberatosi, di Senatore a Vita, magari reintroducendo l'istituto dell’autorizzazione a procedere, la tutela che blindava i parlamentari eletti come ai tempi di Belzebù.

Mentre gli italiani soffrono il peso delle tasse e sono schiacciati dalla crisi peggiore dal '29 ad oggi. Complimenti.

venerdì 1 marzo 2013

Il salvacondotto per Mister B.

Nessuno ha sconfitto Pinochet. Lo hanno fatto senatore a vita. Preparate il salvacondotto per Mister B. e fate la Riforma della Giustizia.
E la Riforma del lavoro.

E poi, congresso. Barca a capo del PD. E Renzi, Premier.

Non vi va? Ed allora non chiedetevi se il giaguaro si trasforma in Leone...

L'Edipo Re (uccidere il padre, giacere con la madre) non ha portato  grande fortuna al figlio di Laio e Giocasta. Certo, c'è il finale di speranza: l'Edipo a Colono.
Ma è una trilogia. E non so se l'Italia abbia il tempo di un'intera trilogia per salvarsi dagli speculatori...

 
Il Cile post-Pinochet scelse il salvacondotto, per uscire dalla dittatura. L'Italia? Per uscire dalla post-democrazia, seglierà o il salvacondotto o la ragionevolezza (l'idea di Polito).

M.C.

 

martedì 12 febbraio 2013

Volete inviare la vostra solidarietà alla signora Angela?

Io ho scritto così sulla pagina Facebook di Green Power: "Solidarietà alla signora Angela, mortificata davanti a tutti. Le aziende dovrebbero valorizzare il Fattore D".

Mortificare le donne, o lasciare che vengano umiliate di fronte a tutti, è ignobile. Visto che l'azienda ci chiede "consigli", è il nostro turno!

Volete inviare la vostra solidarietà alla signora Angela, molestata pesantemente come donna e lavoratrice?
  



lunedì 4 febbraio 2013

Le promesse da marinario fanno risalire lo Spread

Un Paese serio, che fa Riforme, ha uno Spread basso. Un Paese che azzera l'IMU e fa "condoni tombali", seguendo le promesse del flauto magico, farebbe la fine dei topolini. Close to the edge.

lunedì 14 gennaio 2013

Il vecchio illusionista ringalluzzito

Prima la citazione colta: il pifferaio di Hamelin, e lo ha definito
Il Pifferaio Magico. Ma gli italiani non sono topolini da votare all'annegamento. Poi, lo ha chiamato "il vecchio illusionista ringalluzzito", e lì ha aperto le porte alla vera Partita italiana: Classe dirigente (quella seria) vs Populismo. Infine la stoccata finale, in salsa anti politica: i partiti sono “organizzazioni che costano e che comportano certe esigenze di mantenimento e di favori”.
Parole che "dovranno bruciare non poco ad un signore che si autoproclama “uomo del fare”, si dipinge i capelli e si circonda di (quasi) diciottenni in odor di Olgettina" come scrive Bracconi sul blog su Repubblica.it.

giovedì 8 novembre 2012

Chi insegue i gelatai

Nelle ultime ore ha detto: "non possiamo fare la fine dei barzellettieri", incalzando: "non stiamo a inseguire i gelatai" (riferendosi all'inventore di Grom), "non voglio essere designato al nulla". Forse Angelino Alfano non avrà il Quid, ma almeno ha imparato a rispondere pan per focaccia al Cav. Lettura consigliata: "Il cavaliere inesistente", ovvio. Anche perché il Pdl è sempre più evanescente, ma mano che emerge il M5S nei sondaggi.

mercoledì 10 ottobre 2012

Mister Berlusconi, perché non paga lei la penale sullo Stretto di Messina?


Grllo lo ha attraversato a nuoto, dimostrando di essere in salute come Mao Tse-tung alla sua epoca, e che quel Ponte è inutile. Ma la penale, da 300 milioni di euro, per il Ponte sullo Stretto (che giustamente non si farà: era un insulto ai morti del maremoto di Messina dei primi del '900!), ma quell'odiosa penale, non la dovrebbe pagare quel Premier che promise il Ponte, firmando un contratto con gli italiani in un noto salotto Tv?

Mister Berlusconi: se la pagasse Lei, farebbe bella figura con gli italiani. Forse le perdonerebbero pure Ruby e le Olgettine, lo Spread da infarto, l'IMU.

Anzi, faccia tre cose: inviti Formigoni a dimettersi, perché un assessore lombardo che paga la 'ndrangheta è un insulto per i lombardi onesti e lavoratori. Partecipi all'asta delle Frequenze Tv, pagando come si fa in Europa, senza Beauty Contest gratuiti. E poi saldi Lei il conto della Penale. Se poi non si ripresenterà più, ma passerà il resto dei suoi giorni a fare il "padre" di un centrodestra italiano, liberale e liberista come vorrebbe Ostellino, e forse, conquisterebbe un posto nelle pagine di Storia italiana. Non sono pochi 300 milioni. Ma con questo conto salderebbe (gran parte) dei suoi debiti con gli italiani, portati a un passo dal Default. 

Sarebbe un parziale risarcimento, dopo tanti sciocchi cucù, per i danni arrecati al Paese.
(M.C.)

mercoledì 9 novembre 2011

Mario Monti,una garanzia

Nominato Senatore a vita, con la firma di Napolitano e la controfirma di Berlusconi, Mario Monti si avvia verso Palazzo Chigi. La persona giusta al posto giusto. Mario Monti è l'uomo che fermò le ambizioni monopoliste di Microsoft, stoppando Bill Gates, all'epoca l'uomo più ricco del mondo. L'Italia non è la Grecia, ma deve dimostrare credibilità e serietà. L'ora d'aria delle barzellette è finita. Game Over!

E il PD? Il PD pensi alle primarie. Primarie a tutti i livelli. Tabacci Sindaco a Milano e Pisapia for President: un'idea. A Casini l'onere di rifondare un centro-destra allo sbando, magari con le idee smart di Renzi. Why not?

Come ha detto Benigni: l'Italia è il paese della Resurrezione. Siamo caduti tante volte, sempre rialzati.

martedì 8 novembre 2011

Ciao, Silvio, ciao

Rendiconto, maggioranza ferma a 308. La maggioranza è minoranza. Ci vuole un'Altra Vita: sui divani abbandonati a telecomandi in mano... Un'altra Italia è possibile!

Ed ora, dimettiti. (B. ha promesso che lascia).

mercoledì 2 novembre 2011

L'Alfa e l'Omega

C'è un inizio e una fine per tutto. Esiste un'A e una Z, in greco un'Alfa e un'Omega, degli amori, della vita, delle esperienze... Il berlusconismo, che prendeva il là con la celebre "discesa in campo", è giunto al capolinea. Giunto alla sua fisiologica conclusione, per età avanzata e logoramento delle tensioni interne, il III governo Berlusconi sta per esalare l'ultimo respiro. Essendo il Cav un istrione, cerca la teatralità della "bella morte" (solo figurativa, speriamo: detestiamo lo splatter delle scene cruente).

Auguriamo a chi verrà dopo di non farsi intrappolare nella "sindrome della riverenza" che ingabbiò i D'Alema e gli altri ex DS, incapaci di votare leggi per contrastare il conflitto d'interesse, le normative necessarie per prevenire "nuovi berluschini".

Auguriamo a chi verrà dopo, di seguire una politica economica chiara e solida, adatta a questi tempi difficili in cui la Globalizzazione e l'Economia digitale stringono d'assedio l'Europa, vaso di coccio fra gli opposti "vasi di ferro" (Usa e Cina).

Auguriamo a chi verrà dopo, di non avere mai paura dei Potere Forti (mai stati tanto deboli) e di perseguire programmi di Giustizia e Pace, ove possibile. In cambio, avrà un'accoglienza pacifica e di ascolto.

Auguriamo a chi verrà dopo, di capire che l'Italia è migliore da come la dipingono. L'Italia ha tutte le carte per vincere nell'era della globalizzazione, se non sarà timida, se sarà Digitale e valorizzerà i suoi innumerevoli talenti.

Auguriamo a chi verrà dopo, un sincero in bocca al lupo! Ci vorrà. Ma sarà anche bello ed entusiasmante applicare la "veduta lunga" per delineare l'Italia da qui al 2020. Italia, forza!
M.C.


sabato 29 ottobre 2011

Più Europa, non meno. Al bando gli euroscettici!

Serve più Europa, non meno! Ma il Premier meno europeista della UE, Silvio Berlusconi, considera perfino l'euro un disastro "che non ha convinto nessuno". Proprio mentre Pechino potrebbe salvare l'Europa, grazie a un surplus commerciali di 3.200 miliardi di dollari di riserve accumulate negli, Mister B cerca di allontranare i pompieri accorsi per spegnere il fuoco. Una nuova, imperdonabile, gaffe.

Certo Pechino non salverà l'Europa a costo zero: in cambio chiederà alla UE di cessare di parlare di concorrenza sleale, dumping sociale e perfino di violazione di copyright.

Pechino è la grande vincitrice della crisi peggiore del '29. E l'Europa, se ha imparato la lezione, e non vuol fare la fine del "vaso di coccio, schiacciato fra i due vasi di ferro" (Usa e Cina), deve rinserrare i ranghi: Europa più unita! E subito! L'euro-scetticismo fa più danni dell'anticapitalismo da salotto...

mercoledì 26 ottobre 2011

Il Re è nudo: ora si dimetta!

L'Italia è commissariata dalla UE e sotto Washington Consensus. Scrive Ezio Mauro su Repubblica: "Con la leadership sostanziale dell'Europa (Sarkozy-Merkel) e quella formale (Van Rompuy e Barroso) che notificano a Berlusconi l'obbligo di varare in tre giorni le misure necessarie per far uscire l'Italia dal girone infernale della Grecia", il regime è ormai al capolinea. E tutti vedono che il re è nudo.

domenica 23 ottobre 2011

La risata dei Merkozy seppellisce le velleità italiane

Spontanea. La risata dei Merkozy (Merkel e Sarkzozy) non è una prova da consumati attori, ma una risata spontanea. Perché Silvio Berlusconi, innanzitutto, suscita ilarità nel mondo. Ora andremo in pensione a 67 anni, forse 70 anni? Ma con il sorriso sulle labbra di un Premier che, da Playboy a intrattenitore, è tutto fuorché uno statista.

La ricetta migliore per ora è quella di I. Cipolletta, ex presidente Confindustria: reintrodurre subito l'ICI e abbassare il costo del lavoro per chi ha stipendi bassi. Ma il governo Berlusconi non ascolta nessuno.

Il Titanic affonderà fra grasse risate? Oppure una risata ci seppellirà?

lunedì 17 ottobre 2011

L'eversore

L’attuale Presidente del Consiglio, al telefono con Valter Lavitola (attualmente latitante), dice che bisognerebbe portare in piazza milioni di persone, fare fuori il Palazzo di Giustizia di Milano, assediare il giornale La Repubblica.

Ora questo comprtamento vi pare eversivo, sovversivo o black-TAP?

martedì 11 ottobre 2011

La caduta degli dei: Tu quoque Brute, fili mi?

"Si temeva da giorni, ormai, il fatidico "incidente di percorso", in Parlamento e fuori, che faceva tremare il "cerchio magico" del premier, disperato e assediato nel suo bunker. Palazzo Grazioli come il Palazzo d'Inverno. Alla Camera, a far mancare i voti che servivano, tra gli altri sono stati proprio Umberto Bossi, Giulio Tremonti e Claudio Scajola".

La caduta degli dei sarà una valanga?

PS: Ma Berlusconi a Scajola si sarà rivolto come Cesare e Bruto: "Tu quoque Brute, fili mi?"

giovedì 6 ottobre 2011

Live dalla Camera: Il Partito della Gnocca. Fatti scopare che è meglio. Il declino in Italia, solo un dettaglio?

Barzellette, insulti sessuali rivolti a una deputata. Dal Partito della Gnocca all'invito sessuale esplicito ("Fatti scopare che è meglio"). Tutto ciò avviene mentre lo spread non demorde, mentre l'Italia rischia una nuova RECESSIONE, e non viene nominato Saccomanni al posto di Mario Draghi in Bankitalia. La Camera trasformata in un'appendice dei Baccanali, in un bordello... Ahi, serva Italia!


giovedì 22 settembre 2011

Si vive alla giornata. Carpe diem. E non confidare nel domani, che non v'è certezza!

«Carpe diem, carpe diem, quam minimum credula postero». Si vive alla giornata, ripete il Senatur. Orazio declinato alla Bossi. Il declino italiano è anche qui, in tanti piccoli dettagli. Il crespuscolo della fine. Solo sette voti salvano Milanese: grande assente Tremonti, che si deve sentire come Giulio (Cesare), pugnalato alle spalle da 44 coltellate: "Tu quoque Brute fili mi?". La coltellata finale gliel'hanno risparmiata: ma il diavolo si nasconde nei dettagli, e in certi casi è meglio morire, soccombere nella lotta, che sopravvivere stancamente ai bollettini di guerra dello spread Bot/Btp, delle Borese che crollano, dei dati Assinform che dicono che la manovra d'agosto è recessiva... Si vive alla giornata, ma a volte si vorrebbe morire subito. e farla finita. Zac.

"A regime ogni 100 punti di allargamento della forbice ci costano 16 miliardi di euro in termini di maggior onere del debito pubblico. Eppure dobbiamo pagarlo." Pagarlo caro, pagarlo tutto. E pure con gli interessi.


«Carpe diem, carpe diem, quam minimum credula postero»: "Cogli l'attimo, confidando il meno possibile nel domani". Nel doman non v'è certezza!

Se la politica è incivile, il paese dia lezione di civiltà

Sappiamo come finì la Prima Repubblica: sotto la gragnuola di monetine lanciate da cittadini inviperiti da Tangentopoli, a un ancora per poco arrogante, Bettino Craxi, un gigante di fronte a Berlusconi e Tremonti, uno Statista, nonostante tutto. Craxi si esiliò ad Hammemet e meditò la vendetta: Forza Italia. Oggi chi tirasse le monetine, non esprimerebbe la rabbia e la frustrazione dei giovani (disoccupati uno su tre). Oggi il paese civile deve dimostrare quanta classe ha inpiù rispetto ai declassati! Oggi il paese deve dare una lezione di civiltà agli incivili della politica che affossano l'Italia.
La classe non è acqua... Diamo una lezione di stile ai Milanese, Papa, Bisignani, Berlusconi! Zero monetine: regaliamo loro la Costituzione o se vogliamo, il sempre ludico Esercizi di stile di Raymond Queneau. Non declassiamo ulteriormente questa povera, sfibrata Italia... Le macerie - che si accumulano - sono già troppe, per aggiungerne altre.

Repubblica.it: Monetine o no? di MARCO BRACCONI

mercoledì 21 settembre 2011

Okkio a Lampedusa... Metafora di un paese assediato dalla Paura

La sindrome del bunker. Silvio Berlusconi in trincea contro tutti. Il Centro per immigrati di Lampedusa in fiamme. L'isola assediata. Lo spettro della bancarotta. Le escort che si fanno d'oro mentre l'Italia arranca. Le aziende che, nonostante tutto, vincono nell'esport: c'è un'Italia che vuole farcela. Un'Italia che vuole voltare pagina. Che non vuole farsi assediare dalla Paura, dal Declinismo, ma vuole dimostrare che ha tutti i numeri per uscire dal tunnel. Silvio Berlusconi si faccia da parte: indichi elezioni in tempi brevi, adotti la "soluzione Zapatero", si focalizzi su un'Agenda europea per riformare il paese... Basta con il teatrino, anche se la "rewsa" non c'è nel suo vocabolario, non ci trascini nel suo baratro. "Muoia Sansone e tutti i filistei" non è un bel finale con cui passare alla Storia. O no?

lunedì 19 settembre 2011

Il Reality distortion field del Premier "a tempo perso"

Abbiamo un Premier "a tempo perso", per sua stessa ammissione (telefonata ad un'olgettina). Abbiamo un paese il cui debito cresce vertiginosamente, perché la crescita è fiacca, e sfiora orma il 123% del Pil. Abbiamo un paese sfiduciato, sfiancato da 20 anni di litigi e da una malinteso bipolarismo, dove un giovane su tre è disoccupato e dove chi lavora convive con la precarietà.
Ma il Premier "a tempo perso" non crede al taglio del rating dell'Italia. Dopo un eroe per caso, assisteremo ad un altro film "La bancarotta per accidente"? Invitiamo alla calma il direttore del TG1, Augusto Minzolini che sembra, sempre più, l'ultimo giapponese in trincea, che non vuole credere alla sconfitta e vuole combattere anche dopo la firma della pace... Minzolini che chiede al Premier di non dimettersi, di fronte al disastro dell'economia, è il segno del Time-Out. Quando un giornalista non racconta più la realtà (al TG1 non l'ha mai raccontata), ma incita alla resistenza, ha decisamente passato il confine. Oltre, non vorremmo andare. Anche perché il Premier e Minzolini sono abbacinati dal Reality distortion field. Scambiano per Realtà le loro Fantasie?