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giovedì 8 settembre 2011

Le donne pagano caro e pagano tutto

Viviamo in tempi bui per le donne in Italia. I giornali ci racontano di donne della Bari-bene che hanno fatto la fila per andare alle feste del Premier con Tarantini: saranno state solo "cene eleganti"? Il ministro del Welfare. Maurizio Sacconi, dopo aver alzato l'età pensionabile delle donne, racconta una barzelletta sullo stupro delle suore in un convento: solo di cattivo gusto o è spia di un malessere profondo del berlusconismo verso le donne e il Fattore D? Il gender gap si respira quasi ovunque. L'oscurantismo, in forma patriarcale, si annida laddove meno si sospetta. Dopo le macerie del berlusconismo, l'Italia Anno Zero dovrà ricostruire anche il rapporto (sano, complice e costruttivo) fra uomini e donne. Ma le donne e uomini di tutti giorni, non quelli delle trasmissioni del trash entertainment Tv... Per loro servirà un serio psicoterapeuta per guarire dalla psicopatologia mediatica della "vita quotidiana".

giovedì 3 marzo 2011

La dignità delle donne

Carmen Consoli contro la "donna oggetto". La cantantessa dipinge la femminilità declinandola in quattro tipologie. L'avvenente signorina intrapredente, l'apprendista telegenica in carriera, la badante per "80enne miliardario e affascinante", la donna purché sia "bona"... Quale futuro per le donne in Italia? Basta con la mercificazione del corpo femminile.

giovedì 24 febbraio 2011

Dalle scuole, via le polveri sottili e via i cartelloni pubblicitari osé

E non è moralismo, bigotto sarà Berlusconi. Però la presa di coscienza che mercificare il corpo femminile, abbassando ogni giorno l'asticella, faccia male a un'intera società, è un segno di vitalità per gli italiani, finora assuefatti allo stile (ben pooco glamour...) di Videocracy. A Milano gruppi di mamme e genitori fanno la guerra sia alle polveri sottili (che redono le scuole vere camere a gas, pericole per bimbi allergici e non) sia ai cartelloni pubblicitari osè. Manifesti che non fanno bene all'autostima degli studenti e delle studentesse italiane, ma che finora campeggiavano davanti a scuole elementari e di grado superiore.

martedì 15 febbraio 2011

Manifestazione 8 marzo: SIAMO DONNE, MICA VALLETTE! (con tutto il rispetto per le vallette che fanno la gavetta! ;)

Non vogliamo un mondo diviso fra maschi contro femmine. Siamo anche mamme di figlie femmine e figli maschi (e cerchiamo di non renderli "mammoni" e prevaricatori, ma gentili e aperti). Ma l'Italia ha un Gender Gap insostenibile. Vedere un milione di italiani, donne e uomini insieme, alle manifestazioni per il rispetto e la dignità delle donne, ci fa ben sperare: un'altra Italia, meno sessista e più attenta al Fattore D, è possibile. La Womenomics non è una parolaccia!

L'8 MARZO torniamo in piazza. Le vallette non vanno ai cortei? NOI VOGLIAMO ESSERE PRIME DONNE E NON VALLETTE! Noi vogliamo un sistema di meritocrazia che passa non attraverso la bellezza e/o la disponibilita’ del corpo femminile (attraverso la mercificazione), bensì attraverso l'intelligenza femminile.

lunedì 14 febbraio 2011

Media-strike via e-mail, Fax, Forum, Facebook, Twitter e Post IT alla Fermata dell'Autobus: Se non ora quando? ORA!

Dopo la piazza, è ora di inondare i mass media (soprattutto quelli che non hanno capito che non siamo moraliste, ma vogliamo libertà e Pari Opportunità per tutte le donne - italiane, straniere, Lgbtq - anche quellE senza quarta di reggiseno o tacco 12, o comunque indisponibili alla mercificazione).

Ecco l'idea delle cyber-hacktivist italiane: una settimana di Social Mobilitazione 2.0 dall'1 all'8 marzo. Media-strike via e-mail, Fax, Forum, Facebook, Twitter e Post IT ROSA alla Fermata dell'Autobus (ma anche in Stazione e ai lampioni delle Piazze centrali delle nostre città...).

Inondiamo di messaggi sulle Pari Opportunità i media dell'area Mediaset, del TG1 e di chi non dà voce alle donne che finora non hanno avuto voce.



Cosa scrivere in queste e-mail POST IT rosa o sulle bacheche e Forum Online? I desideri di noi donne tutte. I nostri (bi)sogni. Ma anche diamo i numeri su tutto ciò che in Italia non va nel verso giusto con noi donne! L'Italia ha un atavico GENDER GAP da azzerare.
Messaggi anche brevi tipo: "BASTA CON...." (e scriviamo cosa più ci offende come donne e persone in questo paese!)


Quali numeri diamo noi donne? Eccoli qui. Una donna su due è disoccupata. Il 30% dei giovani (nostri figli o nipoti) è senza lavoro. Dall'Invalsi e dai dati Ocse emerge che i maschi italiani sono sempre più indietro, cresce il divario dalle compagne, ma ciò nonostante in Italia cresce anche il Gender Gap.

Le donne italiane si diplomano e laureano di più e meglio, ma guadagnano il 16,8% meno dei colleghi maschi. Una donna su quattro abbandona il lavoro dopo la maternità. Su 100 bambini solo 10 trovano posto in un asilo nido (meno di 5 su 100 in uno comunale). Le donne ministro sono il 21% del totale, le parlamentari sono meno di un quinto. Nelle società quotate la presenza femminile nei Cda è appena al 6,8%; le donne Ad sfiorano il 3,8%.

L'Italia continua a perdere posizioni nella classifica delle pari opportunità tra uomini e donne: nel rapporto 2010 del World Economic Forum (Wef) l'Italia con il suo 74mo posto (su 134 Paesi analizzati) arretra di due posizioni rispetto al 2009 ed è il fanalino di coda dell'Unione Europea. Maglia nera UE, seguita, tra i Paesi avanzati, solo dal Giappone ma preceduta da Repubblica Domenicana, Vietnam, Ghana, Malawi, Romania e Tanzania. Ai vertici della classifica svettano, nell'ordine, Islanda, Norvegia, Finlandia e Svezia, in fondo ci sono Mali, Pakistan, Ciad e Yemen.

Questo significa che nel Paese esiste un gender gap? SI' ed è per questo che il 13 febbraio le donne italiane - stufe di essere divise fra sante e puttane (siamo solo felicemente donne!!!) - sono scese in piazza. Per dire basta a un'Italia in crisi, non solo economica ma d'identità, e dove il Fattore De la Womenomics sono concetti "troppo sofisticati" per i liberali e non invece il pane quotidiano del nostro agire pubblico e privato.

Car* italian*, siamo donne: diciamo basta. Vogliamo il pane e le rose. Sprigioniamo la creatività! :)

sabato 12 febbraio 2011

Italia, svegliati: Le donne italiane non sono uno stereotipo ma vogliono ABBATTERE IL GENDER GAP!

I Liberali neo-libertini dicono che le italiane devono fare ciò che vogliono ("E ci mancherebbe!"), ma poi in Tv la moglie è compunta e devota, la velina bella e scema, la donna in carriera acida e incattivita, e se la carriera fa flop (magari perché sorpassate dalla signorina che ha scoperto di "sedere sulla sua fortuna"... Così parlano gli eleganti liberali!), la prendono in giro tacciandola come "donna in corriera".

Le donne italiane chiedono RISPETTO e dicono BASTA. BASTA AGLI STEREOTIPI e AL GENDER GAP. Siamo donne e diciamo basta. Basta non solo al Sultano per il quale la meritocrazia è un fattore estetico e che scambia il Fattore B con il Lato B.

Le donne italiane danno i numeri. Dall'Invalsi e dai dati Ocse emerge che i maschi italiani sono sempre più indietro, cresce il divario dalle compagne, ma ciò nonostante in Italia cresce anche il Gender Gap.

Le donne italiane si diplomano e laureano di più e meglio, ma guadagnano il 16,8% meno dei colleghi maschi. Una donna su quattro abbandona il lavoro dopo la maternità. Su 100 bambini solo 10 trovano posto in un asilo nido (meno di 5 su 100 in uno comunale). Le donne ministro sono il 21% del totale, le parlamentari sono meno di un quinto. Nelle società quotate la presenza femminile nei Cda è appena al 6,8%; le donne Ad sfiorano il 3,8%.

L'Italia continua a perdere posizioni nella classifica delle pari opportunità tra uomini e donne: nel rapporto 2010 del World Economic Forum (Wef) l'Italia con il suo 74mo posto (su 134 Paesi analizzati) arretra di due posizioni rispetto al 2009 ed è il fanalino di coda dell'Unione Europea. Maglia nera UE, seguita, tra i Paesi avanzati, solo dal Giappone ma preceduta da Repubblica Domenicana, Vietnam, Ghana, Malawi, Romania e Tanzania. Ai vertici della classifica svettano, nell'ordine, Islanda, Norvegia, Finlandia e Svezia, in fondo ci sono Mali, Pakistan, Ciad e Yemen.

Questo significa che nel Paese esiste un gender gap? SI' ed è per questo che il 13 febbraio le donne italiane - stufe di essere divise fra sante e puttane (siamo solo felicemente donne!!!) - scendono in piazza. Per dire basta a un'Italia in crisi, non solo economica ma d'identità, e dove il Fattore De la Womenomics sono concetti "troppo sofisticati" per i liberali e non invece il pane quotidiano del nostro agire pubblico e privato.

Car* italian*, siamo donne: diciamo basta. Vogliamo il pane e le rose :)
M.C.

giovedì 10 febbraio 2011

Manifestazione per la dignità delle donne il 13 febbraio. In Rete Netstrike di Anonymous

Erica Jong, autrice del celebre libro "Paura di volare", su L'Espresso racconta che "i comportamenti di Berlusconi non hanno niente a che vedere con la liberazione sessuale. Usa il potere e i soldi per rimediare a un erotismo povero e per convincere gli italiani della sua presunta forza".

Per chi non potrà paertecipare alle Manifestazioni in 117 città per la dignità delle donne il 13 febbraio, Anonymous lancia un cyber-attacco contro questa Italia.

Solidarietà alle donne che difendono la loro dignità contro la mercificazione del sesso, il carrierismo velinista, la seduzione volgare. Donna madre, donna moglie, donna compagna, donna bellezza della natura, intelligenza, saggezza, autonomia, anima, in una sola parola, “persona”.

Come funziona il cyber-assalto di Anonymous? Scrive Repubblica.it: "Il network telematico di sostenitori di Wikileaks, Anonymous, annuncia un nuovo "cyber assalto" contro i siti governativi per domenica 13 febbraio alle 12 Gmt (le 13 in Italia). E' chiamata "Operation Italy, part 2". "Siamo determinati a portare avanti la nostra protesta - si legge nel comunicato del gruppo - Anonymous è la voce delle persone che si è chiaramente ed in più occasioni espressa contro l'attuale governo italiano. Gli italiani meritano qualcosa di migliore di Berlusconi e la sua classe politica. Il partito al governo si oppone a tutto ciò che Anonymous considera essenziale: libertà di stampa, internet senza restrizioni"; diritti che il gruppo "richiede siano rispettati unitamente alla rimozione della tassa Bondi/SIAE, alla cessazione dell'oscuramento di piratebay.org. Fonti interne al gruppo hanno precisato che inizialmente l'attacco era previsto per l'11 febbraio, ma che poi il network ha deciso di far coincidere la propria iniziativa con la manifestazione per la dignità della donna in programma a Roma domenica 13 febbraio. Tra i target dell'attacco informatico - su cui Anonymous mantiene il riserbo - oggetto di un referendum tra gli utenti, figurano governo.it e giustizia.it".

Dov'erano i liberali che oggi in pose servili difendono il diritto delle donne a prostituirsi quando il governo chiedeva per i clienti delle prostitute la galera? Dov'erano i liberali che oggi chiedono le Escort-per-tutti quando in Piazza c'era il Family Day? Dov'è Mrs Roccella oggi che i suoi colleghi chiedono il diritto delle donne a prostituirsi in nome del liberismo e del diritto al libertinaggio?

Schizofrenia, qualunquismo o pennivendolismo ad orologeria?


martedì 8 febbraio 2011

Il paese, dove il Vaticano ha maggiore influenza, è in realtà il più nichilista, amorale e relativista d'Europa

Mi scrivono in privato due amici, ragazzi colti, uno laureato in Fisica a pieni voti, l'altro in Ingegneria elettronica:

> Ecco, quando Benedetto XVI parla di dittatura del relativismo, fatevi
> un esame di coscienza. E` la dittatura
> del relativismo, e` la mancanza di un minimo di punti fermi, che
> permette (n.d.r: all'Italia di diventare un bordello)

L'altro gli risponde: "Beh, allora complimenti per l' ottimo lavoro svolto dalla Chiesa negli
ultimi anni: proprio il paese che ospita la Santa Sede e' preda di questo relativismo
ben piu' degli altri. Mica male, come risultato, proprio dove l' influenza delal Chiesa e'
piu' forte".

Vi siete chiesti come mai il paese, dove il Vaticano ha maggiore influenza, dove per altro i movimenti Lgbt e Coppie di fatto non ottengono quei diritti civili che hanno ottenuto nel resto del mondo, è in realtà il più nichilista, amorale e relativista d'Europa? Il paese dove se uno osa far notare che Cameron né Merkel né Sarkozy non si comporterebbero mai come Berlusconi, viene tacciato di moralismo? Il paese dove "il così fan tutti" è diventato il motto equivalente del sorpassato "Parigi val bene una Messa"? Il paese dove "occhio non vede, cuore non duole"?

E poi: Il premier Berlusconi si comporta da nichilista o da black bloc anti magistrati?

mercoledì 2 febbraio 2011

Calendario di tutte le mobilitazioni di febbraio. Siamo donne: diciamo basta!

Scrive Repubblica.it: "La mobilitazione contro Silvio Berlusconi prende forma. Il calendario della protesta diventa sempre più fitto. E la partecipazione coinvolge tanti settori della società civile. Spezzoni di dissenso. Cittadini uniti dalla semplicità del messaggio che porteranno in piazza: "Adesso basta". Le donne, la comunità scientifica, gli attivisti sul web, gli italiani all'estero. L'altra Italia. Per fermare il degrado causato dal premier alle istituzioni della Repubblica".
Ecco il calendario delle mobilitazioni:

3 febbraio: Presidio autoconvocato nel primo pomeriggio in piazza Montecitorio a Roma;

4 febbraio. A Roma, presso la libreria Bibli, iniziativa delle donne dell'associazione Filomena: incontro preparatorio in vista della manifestazione del 13 febbraio. Tema: il desiderio;

5 febbraio: a Milano, al Palasharp, dalle 15 e 30 in poi, Libertà e Giustizia (L&G) darà vita a "Dimettiti. Per un Italia libera e giusta";

6 febbraio: Ad Arcore, nella "tana del Sultano": presso il Municipio di Arcore, largo Vincenzo Vela dalle ore 14. Manifestazione dal basso, organizzata attraverso la rete. Marcia pacifica del Popolo Viola, per "pretendere le dimissioni" del Premier Contro l'immobilità del governo, l'assenza di politiche economiche e sociali proprio nel bel mezzo della crisi. Lancio di mutandine ideato dal gruppo Valigia Blu: sito e su Facebook;


12 febbraio. Preparate fischietti, percussioni, pentole. In decine di città italiani piccoli sit-in sotto prefetture e luoghi simbolo. Info sul sul sito o su Facebook;

13 febbraio: Se non ora quando? Manifestazioni e cortei. Il più atteso è quello di Roma. Si parte dalla Terrazza del Pincio alle ore 14.00; ore 15.00 a Piazza del Popolo. A Milano convergerà nel corteo delle donne anche la manifestazione di Travaglio - Santoro e Barbara Spinelli (a difesa della Procura di Milano - davanti al Tribunale). Anche la comunità scientifica è mobilitatata (anche con Margherita Hack): Testo dell'appello e le firme.

sabato 29 gennaio 2011

A Milano le donne con la sciarpa bianca: Il Re è nudo!

Una bellissima galleria fotografica di Repubblica.it immortala le coraggiose milanesi (e non solo) che a tutte le età hanno sfidato il freddo e l'ipnosi collettiva del crepuscolo del berlusconismo, per chiedere il rispetto della dignità delle donne e per dire basta al sessismo e alla "prostituzione di Stato, (alle) orge con minorenni, (e all') ostruzione alla giustizia" (citiamo il carismatico N. Roubini da Davos).

mercoledì 26 gennaio 2011

Donne che si ribellano: Un'altra Italia è possibile

Ci sono donne che studiano, lavorano, o ancora sono disoccupate, fanno le casalinghe, le madri, le operaie, le insegnanti o sono precarie. Donne che si svegliano all'alba e non vanno alle feste (tantomeno ai festini), ma lavorano, producono, pagano le tasse su tutto quanto percepiscono e non accettano "buste" da ricchi anziani sconosciuti. Donne che vogliono reagire contro il degrado, contro il sessismo e contro un'immagine stereotipata della donna stile Videocracy.

In gioco è il ruolo delle donne italiane che, tanto più oggi, vogliono essere apprezzate per i loro meriti, e mostrare non il Lato B bensì il Fattore D e la Womenomics. Termini ancora poco noti nella società italiana, ancora sessista e legata a un immaginario obsoleto ed anacronistico. Le donne italiane, soprattutto, vogliono essere rispettate: anche dalle più alte cariche dello Stato, a partire dalla Presidenza del Consiglio. Anche quando hanno le rughe e non ammiccano ai ricchi Paperoni.

Licenziato per comportamento offensivo verso le donne. Succede in UK

Sky licenzia Andy Gray, la voce del calcio inglese. Il motivo? Comportamento offensivo nei confronti delle donne. Succede in Gran Bretagna. In Italia, a volte, c'è chi fa carriera, insultando Lgbt e donne.

Quella di Mario Adinolfi era solo una battuta? Lo immaginiamo, ma oggi, con il clima omofobo che si respira in Italia, rinunciare alle battute, è un passo avanti per tutti.