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martedì 27 marzo 2012

Adriano Sofri: Il femminicidio in Italia sopprime una donna ogni due giorni

46-leggi-46 donne uccise solo da gennaio. Una donna ogni due giorni è uccisa in famiglia, dal marito o dal compagno. Una riflessione sul fenomeno, tutto italiano (a parte il Messico dove però le donne non sono vittime dei partner, ma del narco traffico) per cui l'ONU ha inventato il neologismo di "femminicidio".

lunedì 3 ottobre 2011

Il lavoro è lo scaccia-crisi in caso di divorzio

In Italia sono 3 donne su 4 ad attivare le cause di separazione (della serie: non ne possono più). Ma in Italia il tasso di occupazione al femminile è al 46.1%: cioé lavora poco meno di una donna su due. Per questo il lavoro è l'arma anti-povertà delle donne in caso di divorzio. Gli assegni di mantenimento? Non sono la reola fgenerale.

Sfatiamo alcuni luoghi comuni sul "divorzio all'italiana". Un coinsiglio: alle donne conviene lavorare. Certo, chi lavora si separa più facilmente di chi non lavora.

giovedì 8 settembre 2011

Le donne pagano caro e pagano tutto

Viviamo in tempi bui per le donne in Italia. I giornali ci racontano di donne della Bari-bene che hanno fatto la fila per andare alle feste del Premier con Tarantini: saranno state solo "cene eleganti"? Il ministro del Welfare. Maurizio Sacconi, dopo aver alzato l'età pensionabile delle donne, racconta una barzelletta sullo stupro delle suore in un convento: solo di cattivo gusto o è spia di un malessere profondo del berlusconismo verso le donne e il Fattore D? Il gender gap si respira quasi ovunque. L'oscurantismo, in forma patriarcale, si annida laddove meno si sospetta. Dopo le macerie del berlusconismo, l'Italia Anno Zero dovrà ricostruire anche il rapporto (sano, complice e costruttivo) fra uomini e donne. Ma le donne e uomini di tutti giorni, non quelli delle trasmissioni del trash entertainment Tv... Per loro servirà un serio psicoterapeuta per guarire dalla psicopatologia mediatica della "vita quotidiana".

martedì 28 giugno 2011

La 7 è una Tv per donne

Fare "markette" non è nel nostro stile, ma a volte capita anche senza volere. Se La 7 ha capito che il Fattore D e la Womenomics sono un valore aggiunto, noi ne parliamo. E non facciamo marketing: è solo frutto della constatazione dei fatti. Ha iniziato Gad Lerner a ospitare l'autrice de "Il corpo delle donne" e a denunciare le "riprese ginecologiche" di certi programmi Tv, ha continuato Enrico Mentana chiedendo a Geppi Cucciari di graffiare con la sua sferzante ironia a ridosso del TG. La 7 sarà anche "furba", ma, visto come si muovono Mediaset e Rai, il merito di aver capito che "il vento è cambiato" (e senza sfruttare la bellezza di un paio di gambe!) va dato. Insomma, a La 7 quel che è di La 7... Per noi donne il telecomando non è solo un elettrodomestico come la lavastoviglie! E' qualcosa di più: per la nostra autostima, certamente.

Un unico appunto: le labbra di Lilli Gruber non le definirei "normali", ma sul resto si può discutere.

mercoledì 26 gennaio 2011

Donne che si ribellano: Un'altra Italia è possibile

Ci sono donne che studiano, lavorano, o ancora sono disoccupate, fanno le casalinghe, le madri, le operaie, le insegnanti o sono precarie. Donne che si svegliano all'alba e non vanno alle feste (tantomeno ai festini), ma lavorano, producono, pagano le tasse su tutto quanto percepiscono e non accettano "buste" da ricchi anziani sconosciuti. Donne che vogliono reagire contro il degrado, contro il sessismo e contro un'immagine stereotipata della donna stile Videocracy.

In gioco è il ruolo delle donne italiane che, tanto più oggi, vogliono essere apprezzate per i loro meriti, e mostrare non il Lato B bensì il Fattore D e la Womenomics. Termini ancora poco noti nella società italiana, ancora sessista e legata a un immaginario obsoleto ed anacronistico. Le donne italiane, soprattutto, vogliono essere rispettate: anche dalle più alte cariche dello Stato, a partire dalla Presidenza del Consiglio. Anche quando hanno le rughe e non ammiccano ai ricchi Paperoni.

lunedì 24 gennaio 2011

Essere donne in Italia negli anni Dieci: una su cinque è una madre straniera

In Italia una donna su due non ha lavoro e non lo cerca, è la percentuale più bassa dei 27 paesi Ue dopo Malta. In Italia un giovane su cinque non studia, non lavora e non cerca impiego.

In Italia
i residenti non italiani sono 4 milioni 563 mila, con un incremento di 328 mila. Le nascite tornano ai livelli di sei anni fa, grazie alle mamme straniere: sono il 18% delle madri, quasi una su cinque.

Ma in Italia il Premier ci impone le escort come modello di vita... Al Fattore D è preferito il Lato B del bung bunga?

giovedì 1 luglio 2010

Fattore D / Il legame fra sviluppo economico ed empowerment femminile

"Ci sono due argomenti per sostenere queste politiche attive. Il primo è l'uguaglianza come valore di per sé. Il secondo è legato al ruolo fondamentale delle donne nello sviluppo economico: ridurre i divari di genere produrrà conseguenze positive in molte dimensioni della vita economica e sociale. È, in altri termini, efficiente".

Leggi Esther Duflo su IlSole24Ore.com: Alle donne non basta lo sviluppo

lunedì 14 giugno 2010

Paternità obbligatoria in Italia: quattro giorni di congedo a stipendio pieno

Preferiamo i padri che lo fanno spontaneamente o nel momento in cui acquistano la consapevolezza della paternità. Però ammettiamo che l'Italia si allinea all'Europa ed è un passo avanti.
Il «Congedo di paternità obbligatorio» è comunque un segnale: per fare capire alle donne che fare figli non è negativo (in un paese con un tasso di natalità dell’1,24%... va ribadito!) e che le donne che fanno figli non sono di serie B ma possono rimanere nel mondo del lavoro senza rinunicare a nulla.

L'esame del testo è al via alla Camera: vi convince?

giovedì 3 giugno 2010

Donne in pensione a 65 anni: lo chiede la UE

Se si vuole la parità dei sessi, si pedali! L'Unione europea è meno tranchant, ma non meno perentoria. La UE chiede l'equiparazione fra l'età pensionabile di uomini e donne della PA a 65 anni. Benissimo: la UE potrebbe poi mettere in infrazione l'Italia quando le mamme non hanno diritto al nido per i loro figli?

La "lettera complementare di costituzione in mora" con cui la Commissione europea sostiene giustamente che in Italia esiste un "trattamento discriminatorio" nell'età pensionistica fra uomini e donne nel pubblico impiego, non è un'eresia; ma dovrebbe essere accompagnata da un altro diktat: uno stop alle difficoltà di accesso di troppi bambini alle liste degli asili nido e dell'Infanzia in Italia.

Poi ci sono anche altre discriminazioni: nella carriera, nei Cda, nella cura degli anziani eccetera. Ma se l'Italia offrisse asili di qualità per tutti, sarebbe già un buon avvio.

martedì 20 aprile 2010

Muore Dorothy I. Height, pioniera della parità delle donne afro-americane

Si è spenta Dorothy I. Height, 98 anni, la madre del movimento dei diritti civili (American civil rights Movement) le cui crociate per i diritti degli afroamericani, ed in particolare delle donne della comunità nera, hanno attraversato sessant'anni di storia americana.

[Fonte: Washington Post]

venerdì 12 febbraio 2010

La Donna-tangente costa poco: Deflazione o cosa?

"LA DONNA-tangente pare ormai assunta come merce di scambio ordinaria fra i puttanieri della nuova classe dirigente italiana. Costa relativamente poco, cementa solidarietà indicibile ovvero complicità omertosa, come e più di qualsiasi altro pagamento in nero. Il regalo sessuale lubrifica il sistema affaristico fin dentro i palazzi del governo, e pazienza se rende incivile anche la Protezione civile: funziona perché corrompe".

Qui è in ballo non il gossip al cubo, bensì la Misoginia di Stato (?), perpetuata nella concezione della famiglia, nei luoghi di lavoro, nelle carriere politiche. Qualcosa che riduce le donne non solo a merce e oggetto (nel solco del maschilismo più becero), ma a un'idea ancora più subdola e pericolosa: la donna-tangente è un virus.

Da leggere (senza sprofondare in depressione... Ma la lectio magistralis è: Se li conosci, forse li eviti!): La donna tangente (La Repubblica) di Gad Lerner

domenica 17 gennaio 2010

Non solo donne: il risveglio della società civile riparte da donne e immigrati

Racconta Eugenio Scalfari, nel suo consueto commento domenicale su La Repubblica: "Ricordo il numero de L'espresso - allora diretto da Livio Zanetti - che uscì con in copertina una donna incinta inchiodata ad una croce. Ricordo tanti giovani lettori che si erano offerti come volontari per raccogliere le firme per i referendum. Ricordo i cortei con decine di migliaia di persone a Roma, a Milano, a Palermo, a Napoli, e i voti di vittoria raccolti. Fu decisivo il peso che vi ebbero le donne, quelle del Mezzogiorno in particolare, che furono l'elemento decisivo di quelle consultazioni".

E prosegue: "Molti diritti sono ancora privi di tutela. Penso, tra i tanti, a quelli dei lavoratori precari e a quelli degli immigrati, che vanno di pari passo con i doveri verso la comunità di accoglienza alla condizione che l'accoglienza sia tale e non elemosina o semplice buon cuore individuale".

Per concludere: "Affinché la società sia civile, lo Stato e le istituzioni siano civili, le persone siano civili". Dopo un'estate malmostosa con le donne, un autunno caldo per i precari (quelli che più stanno pagando il prezzo della disoccupazione, ricalcolata da Bankitalia a doppia cifra: gli scoraggiati), e un tragico inverno di fuoco e fiamme contro gli immigrati regolari a Rosarno, ecco uno spunto di riflessione per tutt*, no?

[Fonte: La Repubblica]