- Repubblica.it: L'uomo in casa diventa assassino: una donna uccisa ogni due giorni
- Storie, linguaggi e paure: racconta
- Divorzio breve, nuovo stop dalla Cei di L. RIVARA
Il blog Vecchiefarab(r)utte è dedicato a tutte le donne (e cyber-attiviste) che in Italia quotidianamente subiscono (o avvertono) discriminazioni in base al sesso e sono sottoposte alle (dis)pari opportunità
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martedì 27 marzo 2012
Adriano Sofri: Il femminicidio in Italia sopprime una donna ogni due giorni
46-leggi-46 donne uccise solo da gennaio. Una donna ogni due giorni è uccisa in famiglia, dal marito o dal compagno. Una riflessione sul fenomeno, tutto italiano (a parte il Messico dove però le donne non sono vittime dei partner, ma del narco traffico) per cui l'ONU ha inventato il neologismo di "femminicidio".
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giovedì 1 marzo 2012
Il monopolio della violenza (Thomas Hobbes)
Lo Stato, in quanto tale, ha il monopolio della Violenza: se non l'avesse, non sarebbe uno Stato. Thomas Hobbes ci ha spiegato che se non vogliamo essere "homo homini lupus" dobbiamo, noi tutti, diventare pecorelle mansuete, agli ordini di chi ci guida. La Democrazia ha regolato questi rapporti, ma la violenza è appunto un monopolio, che deve rimanere saldo nelle mani dello Stato (se vuole essere Stato). Lo Stato non può tollerare enclaves anarchiche, mafie e altri professionisti (meglio: professionisti altri) della violenza. Dopo aver vissuto la guerra civile inglese, l'autore del Leviatano aveva toccato con mano a quale livelli di violenza può giungere l'uomo. Dunque: le pecorelle siamo noi (da cui i fascisti trassero il monito mussoliniano ed eversivo: "meglio un giorno da leoni che cento da pecora").
I monopolisti della violenza devono però essere professionali: se non lo sono, e scadono nella "macelleria messicana" come Diaz e Bolzaneto, cadono i princìpi dello "Stato di Diritto". Le sospensioni dell'Habeas corpus e delle garanzie costituzionali non sono ammesse: quando accadono, sono un orrore. Da sanzionare.
Chi vuol diventare "professionista della violenza", sottraendo il monopolio allo Stato, SA a che cosa va incontro: allo scontro, duro e senza pietà. Perché il monopolio della violenza è un principio indiscutibile per uno Stato di Diritto. Perché lo Stato non può cedere "territori" a nessuno: le concessione di T.A.Z autonome (centri-sociali) è un limite invalicabile per lo Stato. Ogni volta che - Genova, Val di Susa, lo stadio sotto Acab... - la piazza occupa un millimetroquadrato più del necessario e lo libera dalle Leggi dello Stato, lo Stato deve intervenire con i suoi professinisti.
Oggi scrive Adriano Sofri su La Repubblica: "A Pier Paolo Pasolini che, attenzione!, nella famosa poesia diceva anche ai giovani: "Siamo ovviamente d'accordo contro l'istituzione della polizia". Sentito? E addirittura "ovviamente".
E poi li rimproverava perché non se la prendevano con la magistratura: "Ma prendetevela con la Magistratura, e vedrete!".
Ma i monopoli di Stato, non si toccano. E, si sa, chi tocca i fili...
I monopolisti della violenza devono però essere professionali: se non lo sono, e scadono nella "macelleria messicana" come Diaz e Bolzaneto, cadono i princìpi dello "Stato di Diritto". Le sospensioni dell'Habeas corpus e delle garanzie costituzionali non sono ammesse: quando accadono, sono un orrore. Da sanzionare.
Chi vuol diventare "professionista della violenza", sottraendo il monopolio allo Stato, SA a che cosa va incontro: allo scontro, duro e senza pietà. Perché il monopolio della violenza è un principio indiscutibile per uno Stato di Diritto. Perché lo Stato non può cedere "territori" a nessuno: le concessione di T.A.Z autonome (centri-sociali) è un limite invalicabile per lo Stato. Ogni volta che - Genova, Val di Susa, lo stadio sotto Acab... - la piazza occupa un millimetroquadrato più del necessario e lo libera dalle Leggi dello Stato, lo Stato deve intervenire con i suoi professinisti.
Oggi scrive Adriano Sofri su La Repubblica: "A Pier Paolo Pasolini che, attenzione!, nella famosa poesia diceva anche ai giovani: "Siamo ovviamente d'accordo contro l'istituzione della polizia". Sentito? E addirittura "ovviamente".
E poi li rimproverava perché non se la prendevano con la magistratura: "Ma prendetevela con la Magistratura, e vedrete!".
Ma i monopoli di Stato, non si toccano. E, si sa, chi tocca i fili...
- Repubblica.it: Gli insulti del manifestante e il silenzio del carabiniere di ADRIANO SOFRI
domenica 7 novembre 2010
Monica Bellucci, καλὸς καὶ ἀγαθός si declina al femminile
Evviva la frivolezza. Ma un po' pensata, dai. La bellezza può essere una grande fortuna e una compagna giocosa, ma anche una tiranna, una perversione, una condanna, una prostituta da prostibolo... tutto e il contrario di tutto. Ma nella tradizione greca è innanzitutto il binomio inscindibile, in cui etica sposa l'estetica: "Kalòs kai Agathòs" (καλὸς καὶ ἀγαθός).
Scrive oggi su La Repubblica Adriano Sofri a proposito dell' "abuso di potere": "Il rospo bacia la bella e resta rospo, la bella finisce in questura fra la sezione furti e la buoncostume".
Ciò accade alle belle che, come Narciso del mito, si perdono nello specchio (d'acqua) per annegarvi dentro, rimangono solo ancorate all'estetica, senza mai lavorare su se stesse e sul proprio futuro di donne emancipate (detto brutalmente: bimbe, la bellezza passa! Se siete bellissime lo resterete fino a 42-45 anni, poi sarete magari delle belle signore, ma cambierete... inesorabilmente! Con o senza l'aiuto del chirurgo/demiurgo).
Monica Bellucci ci ricorda che tutte le bellissime, se non finiscono in questure (o perché tirano fumogeni ai sindacalisti o perché si vendono al primo ricco che trovano) arrivano prima o poi a un bivio: o vivere della propria bellezza e fare la fine di Mimnermo (entrare nel Club 27, dei suicidi entro i 27 anni: quelli che vogliono morire all'acme della propria bellezza, gioventù e forza: senza vedersi invecchiare, senza fare la fine delle "foglie" d'autunno...) o di Narciso (annegare nella propria contemplazione di sè); oppure, imparare a essere ludicamente sagge: "Carpe Diem", cogliete l'attimo di ogni vostra stagione (potete essere giovani un po' incoscienti e/o punk/creative a 17 anni, 25enni studiose, curiose e disinibite, 30enni amanti, mamme che insegnano ai figli a camminare con le proprie gambe, 40enni professioniste e 50enni di nuovo curiose e appassionate come a 20... insomma sbizzarritevi: qui è come il Lego, ricombinate i pezzi a vostro modo :)
Finire in Questura non è MAI divertente. Monica Bellucci non è snob, e poi è la moglie di Vincent Cassel, l'anarco-attore de L'Odio e di Nemico Pubblico numero 1, dedicato al bandito Jacques Mesrine. Insomma non è solo una strepitosa ex modella in cerca di regista, è anche una mamma di due bambine, una che ha fatto dal LiceoClassico alla gavetta nel mondo (durissimo) della moda e ha qualcosa da dire sia alle troppo belle che vedono la bellezza come una gabbia sia alle troppo belle che temono veder sfiorire una bellezza pazzesca; ma anche a tutte le ragazze ed ex ragazze normali che cercano se stesse, un posto nel mondo del lavoro e vogliono mettersi in gioco in modo allegro e gentile (il che di questi tempi, sembra revolutionnaire et Romantique...)
M.C.
Scrive oggi su La Repubblica Adriano Sofri a proposito dell' "abuso di potere": "Il rospo bacia la bella e resta rospo, la bella finisce in questura fra la sezione furti e la buoncostume".
Ciò accade alle belle che, come Narciso del mito, si perdono nello specchio (d'acqua) per annegarvi dentro, rimangono solo ancorate all'estetica, senza mai lavorare su se stesse e sul proprio futuro di donne emancipate (detto brutalmente: bimbe, la bellezza passa! Se siete bellissime lo resterete fino a 42-45 anni, poi sarete magari delle belle signore, ma cambierete... inesorabilmente! Con o senza l'aiuto del chirurgo/demiurgo).
Monica Bellucci ci ricorda che tutte le bellissime, se non finiscono in questure (o perché tirano fumogeni ai sindacalisti o perché si vendono al primo ricco che trovano) arrivano prima o poi a un bivio: o vivere della propria bellezza e fare la fine di Mimnermo (entrare nel Club 27, dei suicidi entro i 27 anni: quelli che vogliono morire all'acme della propria bellezza, gioventù e forza: senza vedersi invecchiare, senza fare la fine delle "foglie" d'autunno...) o di Narciso (annegare nella propria contemplazione di sè); oppure, imparare a essere ludicamente sagge: "Carpe Diem", cogliete l'attimo di ogni vostra stagione (potete essere giovani un po' incoscienti e/o punk/creative a 17 anni, 25enni studiose, curiose e disinibite, 30enni amanti, mamme che insegnano ai figli a camminare con le proprie gambe, 40enni professioniste e 50enni di nuovo curiose e appassionate come a 20... insomma sbizzarritevi: qui è come il Lego, ricombinate i pezzi a vostro modo :)
Finire in Questura non è MAI divertente. Monica Bellucci non è snob, e poi è la moglie di Vincent Cassel, l'anarco-attore de L'Odio e di Nemico Pubblico numero 1, dedicato al bandito Jacques Mesrine. Insomma non è solo una strepitosa ex modella in cerca di regista, è anche una mamma di due bambine, una che ha fatto dal LiceoClassico alla gavetta nel mondo (durissimo) della moda e ha qualcosa da dire sia alle troppo belle che vedono la bellezza come una gabbia sia alle troppo belle che temono veder sfiorire una bellezza pazzesca; ma anche a tutte le ragazze ed ex ragazze normali che cercano se stesse, un posto nel mondo del lavoro e vogliono mettersi in gioco in modo allegro e gentile (il che di questi tempi, sembra revolutionnaire et Romantique...)
M.C.
- Repubblica.it (A. Sofri): L'abuso di potere/10
- La Stampa: Monica Bellucci: "La bellezza? Non è un peso, passa"
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