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lunedì 27 gennaio 2014

Il Fattore D in Silicon Valley

Anche se c’è ancora molta strada da fare, la Silicon Valley sta scoprendo il Fattore D. Volete conoscere meglio il binomio donne e tecnologia? Misuratevi con il Quiz!

giovedì 28 febbraio 2013

Numeri. Largo ai giovani e alle donne

Ad Abbassare l'età media di uno dei Parlamenti più vecchi d'Europa è stato il M5S: con 37 anni (33 alla Camera e 46 al Senato), ha portato "l'età media, tra Camera e Senato" a "48 anni, più bassa rispetto non solo a quella dei paesi dell'UE, ma anche a quella degli Stati Uniti, tutti con un'età media di oltre 50 anni". Il MoVimento 5 Stelle ha anche alzato la media dei laureati. M5S "è il gruppo con la maggiore percentuale di laureati: l'88%, in coda alla classifica il PD con il 67% e la lega con il 40%".

Anche il Fattore D entra prepotentemente in §Parlamento, dopo la stagione del Bunga-Bunga. La presenza femminile è passata dal 21% alla Camera e dal 19% al Senato (della scorsa legislatura) al 31% del nuovo Parlamento. La percentuale tra i parlamentari M5S è superiore alla media con il 38%, ultima la Lega Nord con il 14%".


sabato 2 febbraio 2013

Mario Monti: L'Italia diventi un Paese per donne

La politica del lavoro della Lista Monti prevede che il contratto a tempo indeterminato diventi più flessibile e meno costoso.
Ma per Monti c'è anche un'altra priorità: "L'Italia diventi un Paese per donne", perché Fattore D e Womenomics valgono, fanno salire il PIL.

Inoltre Alesina e Giavazzi hanno dimostrato che l'Italia non sta utilizzando al meglio una parte importante del suo capitale umano, le donne.

A15 anni le ragazze italiane raggiungono punteggi di gran lunga superiori ai maschi in «abilità di lettura» (510 contro 464, una differenza enorme) ma anche in «abilità scientifica» (490 contro 488).

La partecipazione alla forza lavoro delle donne in Italia  è basso: solo in Messico e Turchia è inferiore che in Italia.

 

martedì 18 dicembre 2012

Ocse: Il Fattore D vale l'1% di PIL

Se più donne lavorassero in Italia, il PIL crescerebbe dell'1% all'anno. La stima è nel report "Closing the gender gap" (chiudere il divario di genere, ndr) dell'Ocse.



venerdì 7 dicembre 2012

M5S: 17 liste su 31 guidate da donne

Dimenticata la "gaffe del Punto G", il M5S chiude le parlamentarie (le primarie del movimento) con 31 liste, di cui 17 guidate da attiviste donne. Il M5S fa rima con il Fattore D? Sì. Non male come segnale per il PD di Bersani.

(Post dedicato a Isabella,  la mamma di quattro figli, precaria e senza diriti, morta di fatica. Comenell'Inghilterra vittoriana di Dickens. Roba da far resuscitare Marx ed Engels, ed oggi un “manifesto” sarebbe scritto da una donna: separata, affatica, senza diritti. Ricordiamocelo)

venerdì 9 novembre 2012

Fattore D/ Matteo Renzi: 5 ministri uomini, 5 donne

Mentre le donne guardano con interessa alla candidatura - gentile e nuova di Laura Puppato - Matteo Renzi rilancia sul Fattore D: se vincerà, promette di nominare 10 ministri in tutto, 5 uomini e 5 donne. Un governo al 50% femminile, a livelli nord-europei. E poi considera "gli asili" una delle più importanti infrastrutture per il Paese: non perché sono un luogo di lavoro "da donne" (concezione antiquata della scuola), ma perché consentono alle donne di "non cessare il lavoro per via della maternità". Sono un volano per la demografia e una leva per la Womenomics.

Al di là di quello che si pensi sui candidati, i temi del Fattore D sfondano alle Primarie del PD. Speriamo sia di buon auspicio anche per il prossimo governo...

mercoledì 7 novembre 2012

Laura Puppato e il Fattore D

Nonostante l'alto livello testosteronico della sfida al vertice del PD - Renzi vs. Bersani -, nonostante le battute sul PuntoG di Grillo, il Fattore D - qua e là - emerge. Le donne sono un "mercato emergente" (come i BRIC più o meno), uno dei più grandi al mondo. La Womenomics, in tempi di crisi dei consumi, ha un valore: mille miliardi in più all'anno. Secondo il Boston Consulting Group (Bcg) entrate globali del pianeta-donne passeranno da 13 a 18 mila miliardi, con una crescita doppia rispetto a quella di Cina e India.

Le donne - secondo le multinazionali - sono più "altruiste, predisposte ad investire nell'educazione, alimentazione e salute dei figli". Ma, anche se il Fattore D vale più di certi BRIC, la Politica - italiana e nel mondo - continua a sottostimarlo.

Laura Puppato, candidata alle Pimarie PD, riuscirà a sfondare il "soffitto di cristallo"?
(M.C.)

martedì 2 ottobre 2012

Fattore D/ Le donne fondano, ogni anno, un numero di nuove imprese doppio rispetto agli uomini

Sulla crisi pesa un eccesso di testosterone. La ripresa dopo la recessione passa attraverso il Fattore D e la Womenomics. "Se le donne fondano, ogni anno, un numero di nuove imprese doppio rispetto agli uomini", qualcosa vorrà pur dire. Il Ceo Marissa Mayer, che ha partorito il suo bambino mentre continua a lavorare come CEO di Yahoo!, è la dimostrazione che le donne, se messe in condizione, sanno "conciliare" famiglia e lavoro. Con qualche salto mortale - ma senza i tripli carpiati di certi uomini per giustificare l'ingiustificabile!-, ma si può.

domenica 4 dicembre 2011

Elsa Fornero: Senza donne non si va da nessuna parte

Il Forum Giovani si è presentato a Palazzo Chigi, all'ultimo giro di incontri del governo, senza una ragazza. Cento per cento al maschile. Il ministro del Lavoro e delle Pari opportunità Elsa Fornero ha fatto loro notare che è un "atteggiamento culturalmente sbagliato". Senza donne non si va da nessuna parte: ma è possibile ripetere le stesse cose nel 2011 a ragazzi nati negli anni '90? Il Fattore D è anticrisi.

giovedì 17 novembre 2011

Il Fattore D è indifferibile e i precari sono troppi: Se non ora, quando?

"L'inserimento e la permanenza al lavoro delle donne è una questione indifferibile. Bisogna conciliare le esigenze del lavoro e della famiglia oltre che di sostegno alla natalità". Lo ha detto il premier Mario Monti che invita a creare "una tassazione preferenziale per le donne".

"Il mercato del lavoro dove alcuni fin troppo tutelati, mentre altri sono privi di tutele" deve essere riformato per avere un "sistema più equo" per il futuro.

"Bisogna valorizzare il capitale umano mirando ai livelli di istruzione che sono nettamente inferiori alla media europea". Lo scandalo dei Neet (né scuola né lavoro) deve finire: crea bamboccioni.

Il Fattore D è indifferibile e i precari sono troppi: Se non ora, quando? Il Premier Mario Monti, dice: adesso.

mercoledì 19 ottobre 2011

Il Fattore D porterebbe all'Italia + 7 punti di PIL

«L'Italia nel divario di genere è tra i Paesi più arretrati». Nelle classifiche mondiali è al 74° posto su 134, «fanno meglio di noi tutti i Paesi europei, peggio solo il Giappone tra le maggiori economie industrializzate». Fabrizio Saccomanni, direttore generale della Banca d'Italia aprendo i lavori del convegno su "Crescita economica, equità, uguaglianza: il ruolo delle donne", non nasconde il problema. Il Fattore D porterebbe all'Italia + 7 punti di PIL. Per l'istruzione l'Italia è al 49° posto, ma sprofonda per il Gender Gap. Nel 2010 era occupato il 46,1% delle donne tra 15 e 64 anni, contro il 67,7% degli uomini: un divario accentuato a Sud, dove la Turchia batte Napoli e Crotone.

Anche il soffitto di cristallo non cede. Secondo Bankitalia sul 40% di dipendenti donne nel privato, con età compresa fra i 15 e i 44 anni, le dirigenti arrancano al 24%; nella fascia d'età tra 45 e 64 anni sprofondano al 15% sul 36% di presenza femminile occupata. La situazione migliora nella PA dove, a seconda dell'età, la percentuale rispettivamente sale al 45% e al 36%.

Ma inutile girarci intorno. Per Bankitalia, se l'Italia facesse suo l'obiettivo di Lisbona in merito all'occupazione femminile al 60%, il Prodotto interno lordo s'impennerebbe del 7%.

A quando un Premier donna?

martedì 21 giugno 2011

Stati generali della condizione femminile

Care donne, non torniamo a tirare a campare, ma cerchiamo di dare un senso al cammino fin qui fatto. Il 9 e 10 luglio si terranno gli Stati generali della condizione femminile. Sull'onda del successo delle manifestazioni di "Se non ora quando?", di cui questo blog è stato "anticipatore" e "miccia", adesso la sfida sul Fattore D, sulla condizione femminile, sulla Womenomics si sposta a Siena, dove convergeranno tutte le donne di tutta Italia per confrontarsi. "L'Italia non è un paese per donne, vogliamo che lo diventi". Semplice, no? :)

lunedì 30 maggio 2011

Vince Pisapia a Milano: ha promesso metà giunta al femminile

Vince Giuliano Pisapia a Milano, un galantuomo, dalla forza tranquilla, che aveva assicurato metà poltrone alle donne. Il nèo sindaco del centrosinistra, da candidato, aveva promesso una giunta e i consigli delle partecipate per metà al femminile. Alle milanesi, dico: dimostrate a tutta Italia che cosa è il Fattore D! La Womenomics rulez ;)

martedì 24 maggio 2011

Fattore D, le centrocampiste del Welfare

Dario Di Vico dipinge il ruolo delle donne in termini calcistici. Le donne italiane sono le centrocampiste del Welfare e il Fattore D merita di essere messo tra le priorità del paese per uscire dalla crisi: "Non dobbiamo lasciare che la straordinaria vitalità del «Fattore D» sia frustrata dall'incapacità del mondo politico". Nell'articolo sono contenute numerosi spunti interessanti, soprattutto in prospettiva.

mercoledì 9 marzo 2011

I festini hard non sono criterio di selezione della classe dirigente: basta!

In Senato, il dietro front dell'esecutivo, rimette al lavoro la commissione. Ma qui non sono in gioco non solo le quote rose nei Cda, ma soprattutto i criteri di selezione della classe dirigente, una strategia di sopravvivenza tra casa e luogo di lavoro, il coraggio di cambiare. Voltiamo pagina e non dividiamoci!

Il bunga bunga non è una barzelletta: il Premier la smetta di spacciarcelo come quattro salti (dalla padella alla brace?) e si impegni nel rinnovo la classe dirigente in senso meritocratico. Il Fattore D non può un optional, ma non può essere sbandierato da chi ha cambiato sede per l'esame di avvocato in un collegio facile... Non facciamoci prendere in giro da chi chiede la fine del '68 ma difende la mercificazione delle donne!

Sbaglieranno le donne in Cda? Può darsi. Ma come scrive la parlamentare Giulia Bongiorno: "Dal momento che alle donne non è mai stato perdonato niente e i loro errori li hanno sempre pagati cari, se sbaglieranno sapranno lasciare il comando immediatamente - di certo, comunque, prima che qualcuno invochi le loro dimissioni".

lunedì 28 febbraio 2011

Le quote rosa in CDA migliorano le azienda

Le done in azienda non fanno tappezzeria. Non sono le "belle segretarie" di una celebre, infelice "battuta" del nostro Premier per convincere le multinazionali ad investire in Italia. Le quote rosa in CDA migliorano le azienda. Il Fattore D serve, eccome.

sabato 12 febbraio 2011

Italia, svegliati: Le donne italiane non sono uno stereotipo ma vogliono ABBATTERE IL GENDER GAP!

I Liberali neo-libertini dicono che le italiane devono fare ciò che vogliono ("E ci mancherebbe!"), ma poi in Tv la moglie è compunta e devota, la velina bella e scema, la donna in carriera acida e incattivita, e se la carriera fa flop (magari perché sorpassate dalla signorina che ha scoperto di "sedere sulla sua fortuna"... Così parlano gli eleganti liberali!), la prendono in giro tacciandola come "donna in corriera".

Le donne italiane chiedono RISPETTO e dicono BASTA. BASTA AGLI STEREOTIPI e AL GENDER GAP. Siamo donne e diciamo basta. Basta non solo al Sultano per il quale la meritocrazia è un fattore estetico e che scambia il Fattore B con il Lato B.

Le donne italiane danno i numeri. Dall'Invalsi e dai dati Ocse emerge che i maschi italiani sono sempre più indietro, cresce il divario dalle compagne, ma ciò nonostante in Italia cresce anche il Gender Gap.

Le donne italiane si diplomano e laureano di più e meglio, ma guadagnano il 16,8% meno dei colleghi maschi. Una donna su quattro abbandona il lavoro dopo la maternità. Su 100 bambini solo 10 trovano posto in un asilo nido (meno di 5 su 100 in uno comunale). Le donne ministro sono il 21% del totale, le parlamentari sono meno di un quinto. Nelle società quotate la presenza femminile nei Cda è appena al 6,8%; le donne Ad sfiorano il 3,8%.

L'Italia continua a perdere posizioni nella classifica delle pari opportunità tra uomini e donne: nel rapporto 2010 del World Economic Forum (Wef) l'Italia con il suo 74mo posto (su 134 Paesi analizzati) arretra di due posizioni rispetto al 2009 ed è il fanalino di coda dell'Unione Europea. Maglia nera UE, seguita, tra i Paesi avanzati, solo dal Giappone ma preceduta da Repubblica Domenicana, Vietnam, Ghana, Malawi, Romania e Tanzania. Ai vertici della classifica svettano, nell'ordine, Islanda, Norvegia, Finlandia e Svezia, in fondo ci sono Mali, Pakistan, Ciad e Yemen.

Questo significa che nel Paese esiste un gender gap? SI' ed è per questo che il 13 febbraio le donne italiane - stufe di essere divise fra sante e puttane (siamo solo felicemente donne!!!) - scendono in piazza. Per dire basta a un'Italia in crisi, non solo economica ma d'identità, e dove il Fattore De la Womenomics sono concetti "troppo sofisticati" per i liberali e non invece il pane quotidiano del nostro agire pubblico e privato.

Car* italian*, siamo donne: diciamo basta. Vogliamo il pane e le rose :)
M.C.

martedì 1 febbraio 2011

La società è bloccata e non conosce il Fattore D? Ragazze, tocca a noi!

Ogni generazione ha fatto le proprie lotte per ottenere i propri diritti. Se oggi la società è bloccata, se oggi l'indice Wef vede l'Italia arrancare, prendiamo in mano il nostro destino. Se abbiamo figli maschi educhiamoli alla Parità dei sessi: le discriminazioni nascono in casa, se il nostro compagno non ci rispetta eccetera. E poi andiamo a tutte le manifestazioni di febbraio a favore delle Pari Opportunità. Diciamo basta alle pubblicità volgari e sessiste dove le donne sono "cosificate"! Basta alle discriminazione nella selezione delle donne in politica! Basta alla scalata delle donne solo perché mercificate! Siamo donne: diciamo basta. Un'altra Italia è possibile: all'insegna del Fattore D e della Womenomics!

giovedì 27 gennaio 2011

L'Italia è un laboratorio di post-demicrazia dove le donne sono solo "tappezzeria" e Sex Toys

Chiara Volpato, docente di Psicologia sociale a Milano Bicocca, spiega come mai le Donne in Italia sono o Trophy Wives o Escort o "inutile decorazione" (leggi: tappezzeria da salotto Tv). Tranne rari casi emergono come professioniste. Nell'intervento per il New York Times, intitolato significativamente "Women's Decorative Role", Volpato spiega: "Le donne, come i minori, sono ridotte a mera decorazione e ciò conferma la loro posizione subordinata nella società italiana", tant'è che "l'Italia appare al 74esimo posto nel rapporto 2010 del World Economic Forum sulle disparità di genere, basato su fattori come la possibilità di partecipazione politica".

Ecco perché in Italia non attecchiscono il Fattore D e la Womenomics. In questo scenario ecco spuntare la Escort: "alcune donne provano a migliorare la loro condizione attraverso relazioni personali con uomini di potere". Dall'articolo di Volpato sul New York Times emerge che il sessismo berlusconiano serve da "instrumentum regni" per governare... Il Rubygate ha poi l'effetto straniante di ipnotizzare le coscienze e bloccare il paese in un Porno-(truman)-show dove il leader non esce mai di scena, perché ha creato una realtà parallela in cui l'elettore, ridotto a Audience, è anestetizzato e reso inerme.

Ma l'Italia è una Democrazia? L'Italia è "un gigantesco esperimento sociale, un laboratorio politico per un regime basato sul controllo da parte dei mass media, il cui uso, e il cui potere, rischia di fare da modello ad altre democrazie. Quel che sta accadendo in Italia - conclude Volpato - domani potrebbe accadere in qualsiasi altro luogo".

mercoledì 26 gennaio 2011

Donne che si ribellano: Un'altra Italia è possibile

Ci sono donne che studiano, lavorano, o ancora sono disoccupate, fanno le casalinghe, le madri, le operaie, le insegnanti o sono precarie. Donne che si svegliano all'alba e non vanno alle feste (tantomeno ai festini), ma lavorano, producono, pagano le tasse su tutto quanto percepiscono e non accettano "buste" da ricchi anziani sconosciuti. Donne che vogliono reagire contro il degrado, contro il sessismo e contro un'immagine stereotipata della donna stile Videocracy.

In gioco è il ruolo delle donne italiane che, tanto più oggi, vogliono essere apprezzate per i loro meriti, e mostrare non il Lato B bensì il Fattore D e la Womenomics. Termini ancora poco noti nella società italiana, ancora sessista e legata a un immaginario obsoleto ed anacronistico. Le donne italiane, soprattutto, vogliono essere rispettate: anche dalle più alte cariche dello Stato, a partire dalla Presidenza del Consiglio. Anche quando hanno le rughe e non ammiccano ai ricchi Paperoni.