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martedì 27 maggio 2014

Se ha voluto la bicicletta, ora Renzi pedali!

"L'Italia e' l'unico paese, con la Germania, che ha sonfitto l' euroscetticismo. Bisogna fare molto a Bruxelles, anche se sarebbe saggio puntare su obiettivi realistici e non su lunghe e difficoltose revisioni dei trattati con il rischio di aprire conflitti paralizzanti tra i vari paesi. All'Euro,come detto, dovrebbe pensarci Draghi, quindi basterebbe un po' piu' di elasticita' nella politica fiscale".

Dopo il trionfo elettorale, gli itakliani hanno regalato la bicicletta a Renzi. Anzi, una Ferrari. Ora, pedali! Riforme riforme riforme.

mercoledì 12 marzo 2014

Questa è una manovra di sinistra.

Se metti mille euro in tasca ai cococo e ai dipendenti sotto i 1500 euro, MisterB è finito. Se alzi le tasse sulle rendite, come chiedemmo a Prodi I e II mille volte, MisterB è finito. Questa è una manovra di sinistra. Poi, se non ce la fa, lo dirà la storia.

lunedì 24 febbraio 2014

Il Sindaco d'Italia

Cento miliardi di promesse da mantenere? O un discorso elettorale per il Sindaco d'Italia?

Meno chiacchiere! Lavorate. Fate presto.

giovedì 20 febbraio 2014

Il rischio del bluff.

Ieri ha perso l’Italia. Ed ha guadagnato punti, pensate voi!, il Grande Assente: MisterB, che al confronto – udite! udite! – appariva come uno Statista. La verità è che alla radice del declino italiano c’è l’allontanamento dalla democrazia liberale. E ieri è andata in scena la scarsa serietà di un Paese in coma, commissariato de facto. La democrazia parlamentare è in mano a tre extraparlamentari, ognuno per motivi suoi (due, perfino, pregiudicati).

P.S: “I 7 minuti a quattr’occhi tra Renzi e Berlusconi sono più preoccupanti dei 9 minuti di scazzo tra Grillo e Renzi, ma alla luce del sole” (Antonio Padellaro). Ebbene sì: se ieri Renzi ha balbettato con Grillo, un giullare delirante che fa show, temiamo che sia fatto asfaltare pure da MisterB. Con le terrificanti conseguenze per la credibilità del Paese che tutti paventiamo.

Allora, che fare?

MarioDraghi e la BCE pensano che sia urgente per l’Italia “fare le riforme”. Ma le Riforme ormai inderogabili - che rimangono priorità (purché siano ben fatte), è ovvio - hanno tempi lunghi per aver un impatto sull'economia. In realtà oggi l’Italia ha urgente necessità di liquidità per uscire da quel mix di bassa-crescita-bassa-inflazione in cui si è infilata (rischiamo la deflazione se non la stagflazione, ovvero la Sindrome Giapponese)!

Le Banche hanno avuto tantissimo, ma l’Economia reale è rimasta a bocca asciutta. In Europa la ripresa è ancora debole, fragile e non allineata, mentre la disoccupazione oltre il 12%. Finora l’austerità ha prodotto alti costi sociali, politici ed economici, perché ha puntato più sull’ aumento delle tasse invece che sulla Spending Review. Adesso servono meno tasse in cambio di meno spese del governo. Il tutto, mentre l’Euro Tower deve spezzare il più in fretta possibile il legame tra debito sovrano e istituti di credito.

Però la PA italia è a dieta: il dimagrimento sta proseguendo. Ora deve diventare più efficente grazie alla rivoluzione digitale.

Quello che è da tagliare sono le partecipate degli Enti Locali.

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mercoledì 19 febbraio 2014

Basta derby. Basta Marketing. Lavorate!

Come si sconfigge Grillo? Facendo cose utili per il Paese. Riforme vere. Attirando multinazionali che creino occupazione. Le aziende "stanno alla larga dall’Italia perché qui non funziona quasi niente." Perché sanno che "se vengono qui, prima o poi saranno bastonati.". Solo con un fisco giusto, lavoro e una giustizia civile che funzioni (e non costi come un corso triennale a Harvard), si attirano imprese straniere. Solo con la serietà e la professionalità, si sconfigge Grillo. Lo streaming lasciamolo a chi fa business. I politici aggiustino quello che non va: basta marketing. "Ottenere soldi da un debitore è un’impresa impossibile." Oggi agli italiani serve un Presidente del Consiglio. Non uno che sa inviare Tweet al fulmicotone. (I virgolettati sono di Giuseppe Turani, uno dei pochi editorialisti seri in questa pazza pazza pazza pazza Italia). Questo è ciò che scriverei domattina su un qualsiasi giornale. I derby, lasciamoli allo stadio, grazie.

"Ci sono tanti modi per deviare l’attenzione di un popolo". Trent'anni fa usavano lo stragismo, ora lo streaming, i comici e la fuffa. Per carità, almeno non contiamo più i morti per strada, ma non siamo meno tonti di allora, pare.

P.S.: L'idea di un'iniziativa chic da 50 miliardi è buona. Speriamo che, finito l'egotismo da streaming, Renzi la provi.

Il Cavallo di Troia

Chi non conosce in informatica i ‪Trojan Horse‬, non può capire né ‪‎Renzi‬ nè ‪‎Grillo‬. In fondo il ‪governo‬ è Troia: la città nemica da conquistare, ma Troia (leggi: il governo) si conquista accatastando i soldati dentro il ‪Cavallo Di Troia‬, messi lì dentro coi voti del PD. E, una volta conquistata Troia, il governo funziona NON coi voti del PD, ma con le maggioranze variabili: a volte voterà Alfano, a volte Forza Italia, a volte (sulla privatizzazione della RAI) perfino il M5S. Bypassando i recalcitranti del ‪PD‬. E tutto viene gestito "da remoto" (leggi: dai Poteri Marci). Ma Merkel non ci cascherà.

lunedì 17 febbraio 2014

Renzi non può essere Tony Blair, perché blair non avrebbe fatto niente senza vent'anni di Thatcher.

Sfatiamo i falsi miti. Perché le "attese messianiche" su ‪Renzi‬ come prima su MisterB sono ciò che hanno impedito all'Italia di fare ‪#riforme‬ vere in 20 anni. A meno che non consideriate la Patente a Punti e l'addio al fumo in ufficio, una ‪Rivoluzione Liberale‬. Ma allora, povero Adam Smith. Si rivolterà nella tomba pure Maggie Thatcher. Ah, smontiamo ora l'ultima leggenda metropolitana: Renzi non può essere Tony Blair (che poi non è questo gran figo che credete, ma vabbè!), perché Blair non avrebbe fatto niente senza vent'anni di Thatcher. E qui, di Thatcher, non se n'è vista mezza.


#MatteoStaiSereno, come diventare Statista?

La sinistra non riesce a disfarsi dell’idea che lo sviluppo si ottenga redistribuendo il reddito, ma poiché i redditi da redistribuire sono prosciugati, guardano alla ricchezza. La destra che anela allo stesso sviluppo,  chiede di ridurre la pressione fiscale, ma questa non si taglia non si restringe la spesa pubblica. Le idee chiare, ma sbagliate della prima, si contrappongono alle idee poco chiare, ma giuste, della seconda. Tutti i partiti sanno bene che così non si può andare avanti, ma non sanno come invertire la rotta.Entrambi i partiti sono in un cul-de-sac.

Il fatto che lo spread si riduca non è un indicatore di ripresa di fiducia. Dipende solo dall’abbondante liquidità. Se arrivasse il tapering, la situazione del nostro debito pubblico precipiterebbe. Quindi èsolo una parentesi, che durerà pochi mesi. In caso di patrimoniale, avverrebbe una fuga di capitali e si accelererebbero le vendite dei titoli e di immobili. Dunque, l'Italia si darebbe zappa sui piedi. Nel caso in cui l'Italia  cedesse pezzetti di patrimonio pubblico, si alimenterebbero spese correnti. Se si procedesse a detassazione, rimarrebbe aperto il problema del rimborso del debito e del rilancio dello sviluppo.

Tutto questo per dire che ha ragione FrankfurterAllgemeine che Renzi‬ rischia di venire massacrato come la giraffa nello zoo di Copenhagen, data in pasto ai leoni. E i 101 sono ancora lì, del resto, mica si sono volatilizzati.

Se invece Renzi facesse riforme danesi, farebbe fare agli altri la fine dei mammuth. 

Ed è tutta qui la differenza fra passare alla Storia come Statista o finire rottamato dai Peones.

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giovedì 13 febbraio 2014

Siamo in piena sindrome TINA, there's no alternative.

Il dado è tratto. Vedremo dove ci porterà la smisurata ambizione di cambiare. "Facci dunque uno Principe di vincere e mantenere lo Stato: e mezzi saranno sempre iudicati onorevoli e da ciascuno lodati" Niccolò Machiavelli. Quando l'Italia è piegata da peste e guerre, va sempre alla ricerca di "uno Principe". Poi, certo, siamo anche il Paese in cui si diederono un certo numero di coltellate a Giulio Cesare, uno che aveva vinto tutto o quasi. E gli italiani passano dagli "innamoramenti collettivi" agli "odi feroci". Ma fra 20 anni Alan Friedman ci scriverà un nuovo librone per spiegarci che "è un altro film".

Questo è ciò che ci lascia in eredità il ventennio sprecato. Siamo in piena sindrome TINA, there's no alternative. E non sarà una passeggiata per nessuno. Auguri.

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lunedì 9 dicembre 2013

Prima o poi doveva accadere. L'Italia entra nel XXI Secolo

In Italia è caduto The Wall. Con qualche anno di ritardo ma il PCI è morto e sepolto. La
Bad Godesberg è ai nastri di partenza.

mercoledì 27 novembre 2013

Riscoprire l'umanesimo. E ripartire da qui

L'Italia potrà tornare ad essere protagonista nel mondo solo quando recupererà le sue vere radici. L'umanesimo insegnò l'egemonia delle capacità umane su quelle divine. Dunque dimostrò la bontà di una concezione del mondo basata sul buon senso, la ragione, la solidarietà ed il rispetto dei diritti umani (per uno Stato laico che offra pari opportunità a tutti senza privilegi né discriminazioni). La cultura e l'università rappresentano l'unica vera alternativa allo strapotere in campo del sapere da parte del clero: per quesro la meritocrazia serve. La valorizzazione dei talenti è il motore dell'ascensore sociale.

Se l'umanesimo partì da Firenze, non è un caso. Chi dice che Renzi è Vuoto a perdere, sbaglia. Certo, la coppia perfetta per rivoluzionare l'Italia è Renzi+Civati.

(M.C.)

venerdì 20 settembre 2013

Epifani c'è: basta e avanza

Il PD ha già un segretario, in grado di offrire garanzie a tutti i contendenti (da CiWati a Renzi, passando per Cuperlo; Pittela è come Carneade). Il Partito non ha bisogno di un nuovo segretario su cui scannarsi: Epifani supera per competenza Veltroni e Franceschini, e non mette in ombra Renzi. Il PD deve solo fare le primarie per scegliere il leader per le elezioni (se le elezioni sono previste a marzo, le primarie si possono fare a inizio dicembre, ed è fatta).

martedì 23 aprile 2013

Renzi non fidarti MAI di D'Alema

Ma perché siamo passati dall'Aurea Mediocritas alla mediocrità priva di senno? il perché la sconfitta di Prodi, secondo Uriel. Ecco perché Renzi non dovrà mai fidarsi di D'Alema e dei dalemiani: perché "l'invidia vince sempre cosi'. Su un cumulo di macerie."
  
Il senso di superiorità di una certa Sinistra è fuori luogo. Primo, perché è cascata nei tranelli di tutti, dal M5S al Pdl. Secondo, perché ha scambiato la mediocrità di certi politici per Aurea Mediocritas, dimostrando di non conoscere neanche il latino. In terzo luogo, il PD ha dimostrato di essere parte del problema, invece che della soluzione, come denuncia Uriel. Se si sfascia, facciamocene una ragione. Piangere sul latte versato, ormai, è inutile.




giovedì 28 febbraio 2013

La soluzione Renzi (smentita da Matteo)

"Bersani e Errani convinti di avere il sostegno decisivo di molti senatori 5 Stelle. Il lavoro di «scouting» sarebbe andato in porto". 

Peccato che un Tweet Renzi smentisca.


lunedì 26 novembre 2012

Il terremoto toscano: chi si stupisce, non conosce la Toscana di oggi

I toscani non sono più di sinistra? I toscani vivono da 12 anni la globalizzazione sulla loro pelle: il distretto di Prato è stato un laboratorio (socio-economico) che ha terremotato un pezzo di Toscana storica; Firenze vive accanto agli americani, ai giapponesi, agli stranieri, ed è attraversata dal "vento della Globalization" che ha mandato in fumo migliaia di posti di lavoro, spostando l'asse terrestre dell'Occidente verso il Far East... Un sisma colossale. La Toscana s'ispira di più alla California delle start-up che alla Francia di Hollande, perché non vuole diventare (soltanto) la Florida dove svernano i vecchi ricchi. Il cambiamento è aria fresca: il fatto che due guru-dell'-IT come Stefano Quintarelli e Paolo Barberis aiutino Matteo Renzi, è il classico autunno che profuma di primavera. Soprattutto per i giovani disoccupati che non s'accontentano dei call center o del posto di cassiere alla Coop. Un'era è finita.

domenica 25 novembre 2012

Crolla il muro di Berlino nelle Regione Rosse

Il muro di Berlino è stato abbattuto nel 1989. Ma in Italia il ventennio berlusconiano lo aveva mantenuto artificiosamente in piedi nel Centro-Italia, in effetti "bene amministrato" dal Pci-Pds-DS-Pd. Ma le crepe vengono al pettine anche qui: la "Casta Rossa" è malvista. Ora, Matteo Renzi, il giovin-rottamatore, ha dato l'ultima picconata - complice la crisi che falcidia posti ovunque. forse finisce per sempre l'era delle Regioni Rosse, fidelizzate-Coop, cresciute a pane e sindacati rossi. L'aria del cambiamento è un segnale per la CGIL di susanna Camusso e per la Regione Toscana di Rossi.


venerdì 9 novembre 2012

Fattore D/ Matteo Renzi: 5 ministri uomini, 5 donne

Mentre le donne guardano con interessa alla candidatura - gentile e nuova di Laura Puppato - Matteo Renzi rilancia sul Fattore D: se vincerà, promette di nominare 10 ministri in tutto, 5 uomini e 5 donne. Un governo al 50% femminile, a livelli nord-europei. E poi considera "gli asili" una delle più importanti infrastrutture per il Paese: non perché sono un luogo di lavoro "da donne" (concezione antiquata della scuola), ma perché consentono alle donne di "non cessare il lavoro per via della maternità". Sono un volano per la demografia e una leva per la Womenomics.

Al di là di quello che si pensi sui candidati, i temi del Fattore D sfondano alle Primarie del PD. Speriamo sia di buon auspicio anche per il prossimo governo...

lunedì 29 ottobre 2012

Prima dell'uragano di New York, arriva lo tsunami di Sicilia

"Basta che Beppe Grillo attraversi a nuoto lo Stretto di Messina, e l'onda anomala investe l'isola. Devasta quasi tutto, a partire dalle vecchie "casematte" del potere di centrodestra. Tra le macerie si erge un'alleanza di centrosinistra, fragile e non autosufficiente. E si staglia un Movimento 5 Stelle, agile e destabilizzante. Se questo esito del voto siciliano si proiettasse su scala nazionale, ne verrebbe fuori un quadro politico indecifrabile. E un Parlamento ingovernabile." scrive un ispirato Massimo Giannini su La Repubblica.

Ma è davvero indecifrabile? No, il vosto destabilizzante ha un significato ben preciso: è una "lettera a Pierluigi Bersani" per dirgli "Lei è un'ottima persona, è stato un bravo ex ministro, ma non ci fidiamo affatto né dei giovani turchi né di tanti altri che la circondano e non danno alcun affidamento".

Ingovernabile? L'Italia è sempre stata ingovernabile (ci fu perfino chi teorizzò che fosse inutile governarla... e l'Italia precipitò nel buco nero fascista), e il fatto che l'unico che riesca a governarla sia non un politico, ma un feeddo e british Professore della Bocconi, a colpi di fiducia e di decreti legge, senza dialogare con un Parlamento (che decretò che una certa Ruby fosse nipote di Mubarak), la dice lunga.
L'Italia deve urgentemente entrare dentro un'Europa federale, a cui demandare, democraticamente, parte della sua sovranità.

O l'Europa ci salverà... o torneremo all'Italia dei Comuni, con la definitiva implosione dell'unità.

Questo che scrivo sono "cronache marziane in salsa italiana". L'affluenza alle urne che per la prima volta nella storia repubblicana stenta, sotto la soglia psicologica del 50%, mostra il baratro: quello fra gli elettori e gli eletti.

Forse l'unico che potrebbe rompere il disincanto, e potrebbe aspirare a un 40%, è Matteo-iPhone5-Renzi. Oppure gli italiani preferiranno un comico genovese, un istrione (dopo 20 di berlusconismo istrionico, why not?) ai "politici di professione" coi baffi o con il sigaro del PD.

mercoledì 10 ottobre 2012

Marchionne: Si crede Obama (detto di Renzi)

Da parte di colui che, visto che portava un golfino al posto della giacca, si credeva Steve Jobs...

P.s.: attaccare Renzi è legittimo. Definire Firenze "una piccola povera città", no, Mister Marchionne!

mercoledì 3 ottobre 2012

...E la chiamano casta

Se mi cambiassero le "regole di ingaggio" solo nel momento in cui entro in partita, regole che mai sarebbero state sfiorate se io fossi rimasta in panchina, lontano dal campo, bè: qualche domanda me la porrei. Se poi la gente la chiama casta, non è perché fa antipolitica o perché il cuore batta per Matteo-iPhone5-Renzi. Ma la casta è lì, non scalabile e oligarchica, immobile e gerarchica, impietrita come una statua di sale.

Renzi: Perché ora?

Già, perché? Se Matteo Renzi ha l'appeal dell'iPhone5 o del Galaxy S III, la Casta si chiude a riccio per impedire al coraggioso fiorentino di vincere.

La casta è anti meritocratica per eccellenza: non è scalabile, non è contendibile, non premia chi non ne fa parte, è il più potente sistema di tecno-controllo esistente, dis-integra invece di integrare. Appunto, è una casta. Le oligarchie, tutte, mi irritano: se poi sono monopoli autoreferenziali od oligopoli da oligarchi, chiusi nella loro Fortezza Bastiani, non c'è storia...

Fonderà un suo partito/movimento per la Meritocrazia - Libero Mercato - la lotta alle Caste? Ora o mai più?

Senza tifare, vi chiedo: solo a me pare che il cambiare le “regole delle primarie” del PD giusto quando arriva a scompigliare i pronostici un qualsiasi Matteo-iPhone5-Renzi, sappia in fondo di Casta, di anti meritocrazia, di monopolio, di oligarchia, di partito non contendibile?

Volete vincere facile, eh?

Ma poi: Le Regole ad primariem del PD, sono o no la quintessenza del berelusconismo con le sue Leggi ad personam e ad aziendam?