Visualizzazione post con etichetta Primarie PD. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Primarie PD. Mostra tutti i post

giovedì 29 novembre 2012

Un'unica domanda: Margherita Hack deve chiedere il permesso a Stumpo?

Domenica ognuno voterà secondo coscienza. Chi crede che il PD non sia di sinistra - non lo è mai stato, in effetti - neanche voterà. Ma a chi si recherà al ballottaggio delle Primarie, rivolgo un'unica domanda: Come fa ad essere berlusconiani Renzi, un uno che non vuole allearsi a Casini e soprattutto che, per prima cosa, promette una Legge sul Conflitto d'Interessi, per sanare la vera enorme anomalia italiana che ha permesso a Berlusconi di comandare?

Renzi non sarà di "sinistra", come non lo è più Bersani dagli anni '80; Renzi è il più antiberlusconiano di tutti. In maniera seria e rigorosa.

Ma la domanda, vera, è un'altra: Davvero Margherita Hack deve chiedere il permesso a Stumpo? 

lunedì 26 novembre 2012

Il terremoto toscano: chi si stupisce, non conosce la Toscana di oggi

I toscani non sono più di sinistra? I toscani vivono da 12 anni la globalizzazione sulla loro pelle: il distretto di Prato è stato un laboratorio (socio-economico) che ha terremotato un pezzo di Toscana storica; Firenze vive accanto agli americani, ai giapponesi, agli stranieri, ed è attraversata dal "vento della Globalization" che ha mandato in fumo migliaia di posti di lavoro, spostando l'asse terrestre dell'Occidente verso il Far East... Un sisma colossale. La Toscana s'ispira di più alla California delle start-up che alla Francia di Hollande, perché non vuole diventare (soltanto) la Florida dove svernano i vecchi ricchi. Il cambiamento è aria fresca: il fatto che due guru-dell'-IT come Stefano Quintarelli e Paolo Barberis aiutino Matteo Renzi, è il classico autunno che profuma di primavera. Soprattutto per i giovani disoccupati che non s'accontentano dei call center o del posto di cassiere alla Coop. Un'era è finita.

domenica 25 novembre 2012

Crolla il muro di Berlino nelle Regione Rosse

Il muro di Berlino è stato abbattuto nel 1989. Ma in Italia il ventennio berlusconiano lo aveva mantenuto artificiosamente in piedi nel Centro-Italia, in effetti "bene amministrato" dal Pci-Pds-DS-Pd. Ma le crepe vengono al pettine anche qui: la "Casta Rossa" è malvista. Ora, Matteo Renzi, il giovin-rottamatore, ha dato l'ultima picconata - complice la crisi che falcidia posti ovunque. forse finisce per sempre l'era delle Regioni Rosse, fidelizzate-Coop, cresciute a pane e sindacati rossi. L'aria del cambiamento è un segnale per la CGIL di susanna Camusso e per la Regione Toscana di Rossi.


mercoledì 7 novembre 2012

Laura Puppato e il Fattore D

Nonostante l'alto livello testosteronico della sfida al vertice del PD - Renzi vs. Bersani -, nonostante le battute sul PuntoG di Grillo, il Fattore D - qua e là - emerge. Le donne sono un "mercato emergente" (come i BRIC più o meno), uno dei più grandi al mondo. La Womenomics, in tempi di crisi dei consumi, ha un valore: mille miliardi in più all'anno. Secondo il Boston Consulting Group (Bcg) entrate globali del pianeta-donne passeranno da 13 a 18 mila miliardi, con una crescita doppia rispetto a quella di Cina e India.

Le donne - secondo le multinazionali - sono più "altruiste, predisposte ad investire nell'educazione, alimentazione e salute dei figli". Ma, anche se il Fattore D vale più di certi BRIC, la Politica - italiana e nel mondo - continua a sottostimarlo.

Laura Puppato, candidata alle Pimarie PD, riuscirà a sfondare il "soffitto di cristallo"?
(M.C.)

mercoledì 3 ottobre 2012

...E la chiamano casta

Se mi cambiassero le "regole di ingaggio" solo nel momento in cui entro in partita, regole che mai sarebbero state sfiorate se io fossi rimasta in panchina, lontano dal campo, bè: qualche domanda me la porrei. Se poi la gente la chiama casta, non è perché fa antipolitica o perché il cuore batta per Matteo-iPhone5-Renzi. Ma la casta è lì, non scalabile e oligarchica, immobile e gerarchica, impietrita come una statua di sale.

Renzi: Perché ora?

Già, perché? Se Matteo Renzi ha l'appeal dell'iPhone5 o del Galaxy S III, la Casta si chiude a riccio per impedire al coraggioso fiorentino di vincere.

La casta è anti meritocratica per eccellenza: non è scalabile, non è contendibile, non premia chi non ne fa parte, è il più potente sistema di tecno-controllo esistente, dis-integra invece di integrare. Appunto, è una casta. Le oligarchie, tutte, mi irritano: se poi sono monopoli autoreferenziali od oligopoli da oligarchi, chiusi nella loro Fortezza Bastiani, non c'è storia...

Fonderà un suo partito/movimento per la Meritocrazia - Libero Mercato - la lotta alle Caste? Ora o mai più?

Senza tifare, vi chiedo: solo a me pare che il cambiare le “regole delle primarie” del PD giusto quando arriva a scompigliare i pronostici un qualsiasi Matteo-iPhone5-Renzi, sappia in fondo di Casta, di anti meritocrazia, di monopolio, di oligarchia, di partito non contendibile?

Volete vincere facile, eh?

Ma poi: Le Regole ad primariem del PD, sono o no la quintessenza del berelusconismo con le sue Leggi ad personam e ad aziendam?

martedì 15 maggio 2012

Evasori? "Non sono sicuro che abbiano diritto all'ambulanza"

Secondo me chi evade non ha diritto alla suola pubblica né al sistema sanitario nazionale. Chi evade, non mantiene il Welfare: né scuopla né ospedali. Ha ragione Bersani quando dice, a proposito degli evasori, "Non sono sicuro che abbiano diritto all'ambulanza". Ha ragione quando afferma che Equitalia sta facendo solo il suo lavoro, togliere ogni alibi agli evasori: "Non diamo a Equitalia colpe non sue". Ma ancora ha più ragione quando, parlando degòli eversori che sparano, dobbiamo stare dalla parte delle vittime, di chi cade a terra a causa dei terroristi, e mai dalla parte di chi si arma: "Stiamo attenti alle parole, questa gente non deve avere acqua in cui nuotare". Pur avendo molti dubbi sul PD da anni, credo che oggi Bersani abbia detto le parole giuste. La crisi è terribile, e colpisce chi è più povero (e chi è ricco se ne accorge di meno), ma questo non deve diventare né un alibi per chi evade né tanto meno un cieco e criminogeno giustificazionismo al terrore.

lunedì 15 novembre 2010

Milano, lab 2.0 del Nord (ma il terzo incomodo cova, eccome!)

Pisapia vince a Milano: sarà lui a sfidare Moratti (non a sorpresa; come Vendola rischia di vincere le Primarie del PD: grazie soprattutto alle donne). Non è una sorpresa perché in questi anni, anche grazie a mille battaglie e raccolte firme (anche de La Repubblica), è inutile ripeterlo: il PD si è spostato a sinistra, cannibalizzando la vecchia (e inglobando la nuova) Rifondazione. PD svolta a sinistra? E il centro?

Il centro presenterà, qui già più a sorpresa (ma no, neanche troppo!), il terzo incomodo. Il Bloomberg (in quanto imprenditore) meneghino, colui che - solo - può battere il berlusconismo, essendone stato un Sindaco di punta per poi prenderne le distanze. Milano è il Laboratorio del Nord: la battaglia elettorale sarà Pisapia vs. Moratti vs. ...Albertini (E Bossi che farà?) - come nel 2012 Obama dovrà vedersela contro un candidato repubblicano populista ...e Mister Bloomberg? -.

Dopo 20 anni di "trame di palazzo, guerre televisive, macchine del fango e altre porcherie", torna la voglia di libertà e partecipazione: Pisapia è forse "troppo ideologico" per i pragmatici milanesi, ma se farà (e la farà!) una buona campagna elettorale, saprà ricucire 20 anni di ferite con la sinistra e la città dimenticata.

Milano è una città che vuole ripartire, ritrovando la sua meravigliosa, ironica e vitalissima energia degli anni '50-'60. L'Anno Zero forse è arrivato. Da milanese me lo auguro proprio. Auguro a Pisapia di saper raccogliere la migliore tradizione della sinistra meneghina. Chiunque vinca, mi auguro che salvi l'Archivio Moroni, il vero fil-rouge di un'intera generazione che ai milanesi ha fatto paura e un po' schifo (suvvia ammettiamolo!), ma che invece ha saputo dare a Milano quella mano di vernice punk-Underground (anglosassone, sia newyorchese che londinese) che la Milano istituzionale ha sempre tentato di azzerare o rigettare, come la polvere, sotto il tappeto. Per Milano Expo 2015 può essere un'occasione di rilancio se sarà un'esposizione digitale di grande livello, centrata sull'IT, sulla cultura (La Scala non sia solo il 7 dicembre!) e sull'innovazione con le radici nella tradizione (quella illuminista di Cesare Beccaria e dei fratelli Verri). Altrimenti sarà un'esposizione provincialotta, dal tocco brianzolo: magari folk, ma non degna della Milano che tutti vorremmo rivedere alla ribalta. Per cancellare 20 anni d'imbarbarimento, bunga bunga e quant'altro. Milano, alzati e cammina :)

Sopprattutto spero che emerga dal confronto elettorale e dai comitati elettorali il FATTORE D, il potere gentile della womenomics che da anni manda avanti la Milano più creativa e 2.0. Ragazze, è il vostro momento!
M.C.