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mercoledì 19 febbraio 2014

Basta derby. Basta Marketing. Lavorate!

Come si sconfigge Grillo? Facendo cose utili per il Paese. Riforme vere. Attirando multinazionali che creino occupazione. Le aziende "stanno alla larga dall’Italia perché qui non funziona quasi niente." Perché sanno che "se vengono qui, prima o poi saranno bastonati.". Solo con un fisco giusto, lavoro e una giustizia civile che funzioni (e non costi come un corso triennale a Harvard), si attirano imprese straniere. Solo con la serietà e la professionalità, si sconfigge Grillo. Lo streaming lasciamolo a chi fa business. I politici aggiustino quello che non va: basta marketing. "Ottenere soldi da un debitore è un’impresa impossibile." Oggi agli italiani serve un Presidente del Consiglio. Non uno che sa inviare Tweet al fulmicotone. (I virgolettati sono di Giuseppe Turani, uno dei pochi editorialisti seri in questa pazza pazza pazza pazza Italia). Questo è ciò che scriverei domattina su un qualsiasi giornale. I derby, lasciamoli allo stadio, grazie.

"Ci sono tanti modi per deviare l’attenzione di un popolo". Trent'anni fa usavano lo stragismo, ora lo streaming, i comici e la fuffa. Per carità, almeno non contiamo più i morti per strada, ma non siamo meno tonti di allora, pare.

P.S.: L'idea di un'iniziativa chic da 50 miliardi è buona. Speriamo che, finito l'egotismo da streaming, Renzi la provi.

Il Cavallo di Troia

Chi non conosce in informatica i ‪Trojan Horse‬, non può capire né ‪‎Renzi‬ nè ‪‎Grillo‬. In fondo il ‪governo‬ è Troia: la città nemica da conquistare, ma Troia (leggi: il governo) si conquista accatastando i soldati dentro il ‪Cavallo Di Troia‬, messi lì dentro coi voti del PD. E, una volta conquistata Troia, il governo funziona NON coi voti del PD, ma con le maggioranze variabili: a volte voterà Alfano, a volte Forza Italia, a volte (sulla privatizzazione della RAI) perfino il M5S. Bypassando i recalcitranti del ‪PD‬. E tutto viene gestito "da remoto" (leggi: dai Poteri Marci). Ma Merkel non ci cascherà.

mercoledì 20 marzo 2013

Dimezzare gli stipendi dei Parlamentari

"Il taglio non basta. Dimezzate gli stipendi dei parlamentari". Applausi a Beppe Grillo.

Anche perché, prima o poi, andranno tagliati almeno del 30% gli stipendi d'oro e le pensioni di platino della PA.

Iniziate da voi. Campagna su Twitter con hashtag: #FateloVoi!

"Spesa pubblica al netto degli interessi: Nel 2000 475 miliardi; Nel 2011, 722 miliardi. Più 52%, dal 2000 al 2011. Il 4,5% medio all’anno. Per 11 anni, la spesa pubblica (al netto degli interessi) ha galoppato in media al ritmo del 4,5% all’anno. E questo avveniva in un periodo in cui, quando il pil cresceva, cresceva dell1% all’anno, l’1,5% al massimo. Per non parlare del fatto che quella crescita “media” della spesa pubblica del 4,5% all’anno vale anche per gli anni in cui il PIL è calato. Come nel 2008 (-2%), e nel 2009 (-5%).
La spesa pubblica ha continuato a crescere a ritmi pazzi anche quando il PIL affondava".


giovedì 7 marzo 2013

l'Espresso denuncia le case dell'autista di Grillo. Ma i partner Messicani della CISL?

Società lussemburghesi, fiduciarie e partner messicani. No, non sono dell'autista di Grillo. Ma della CISL di Bonanni. Spettabile l'Espresso, che domani dedica una copertina alle proprietà dell'autista di Grillo, non cadere nel ridicolo!

Dopo un'intera estate sulla casa a Montecarlo del cognato di Fini, evitiamo le brutte figure, no?


martedì 5 marzo 2013

L'Europa siamo noi

"Forse è venuta l'ora di mirare molto più in alto, e di affermare: "L'Europa siamo noi", cittadini inascoltati in casa e nell'Unione. Dobbiamo darci una vera costituzione europea, che inizi come quella americana: "Noi, il popolo....". Questo diceva l'appello di Daniel Cohn-Bendit e Ulrich Beck, il 3 maggio 2012 su Repubblica: se tanti s'indignano, se la crisi sgretola un'intera generazione, è perché "incombe una bancarotta degli Stati-nazione". L'Europa fatta dall'alto va riedificata dal basso. L'appello reclamava un 'nuovo contratto fra Stati, Unione europea, strutture politiche nella società civile, mercato, previdenza sociale, sostenibilità ambientale'" scrive Barbara Spinelli.

La formula di Tommaso Padoa-Schioppa era: "Agli Stati il rigore - all'Europa lo sviluppo". (...) Joseph Stiglitz, il premio Nobel, ha scritto che il male non è negli Stati, ma nell'Unione restata a metà strada: "L'austerità è una strategia anti-crescita".

L'Europa siamo noi. Ripensiamo l'Europa.

mercoledì 27 febbraio 2013

The worst-case scenario

Gli errori politici di Monti che non si è presentato come esponente di una Destra, liberale, americana, ma come una "minestra riscaldata" stile Mariotto Segni. Gli sbagli di una Sinistra infantile che insegue i no Tav, ma poi torna a casa a riscaldarsi nel lusso e nel comfort, al riparo con la bistecca calda sul piatto. Gli errori madornali di un centro-sinistra obsoleto, anacronistico, che vive su Marte, per inseguire giaguari, addirittura da smacchiare, per rifarsi - forse - una verginità liberale... Gli errori di un'intera classe dirigente hanno reso possibile l'incubo dell'ingovernabilità di avverarsi. Yes, this is the worst -case scenario. A parte la soluzione belga.

martedì 26 febbraio 2013

mercoledì 20 febbraio 2013

La metafora del Vietnam

Ogni articolo anti Grillo pubblicato su l'Espresso, fa crescere il bacino elettorale del M5S. Quando lo capiranno? Gli ultimi 20 anni non so se siano stati un Vietnam o no. Certo, hanno rappresentato un Eldorado solo per chi gode di certi privilegi: posto fisso, mutui agevolati, ingresso nei salotti... Per tutti gli altri sono stati un ventennio pesantissimo: di precarietà assoluta. Di fame, anche. La traduzione dei prezzi in euro ha tagliato il potere d'acquisto degli stipendi bassi e delle pensioni della classe media (è andata bene solo per la bolletta energetica e per chi ha contratto mutui, ma arrivare a fine mese è dura, e non certo per colpa dell'euro, ma del declino italiano). Genova/G8 è stata una tragedia ed ha visto la sospensione della democrazia. Vietnam sì o no, è così difficile ammettere che chi si è laureato fra il '92 e il '99 non ha visto niente di buono sul suo cammino, negli ultimi 20 anni in Italia? Ma, a parte il vostro personale bengodi, cos'altro avete da difendere?

mercoledì 20 aprile 2011

Il terzo incomodo

Il 20enne Mattia Calise, del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, potrebbe essere l'ago della bilancia nel (già dato per assodato...) ballottaggio fra Moratti e Pisapia? Vedremo. Però, più che l'effimero "Terzo Polo" (che sembra la Torre di Pisa, che pende, pende e non casca mai di qua o di là - eterno indeciso), potrebbe essere uno studente a mettere i puntini sulle i sulla fine del "berlusconismo" nella roccaforte del Nord, Milano. E viste le personalità, anche della vecchia "guardia" extra parlamentare e degli anni '70, con ricco e scoppiettante bagaglio situazionista e non, che ruotano intorno ai Meet Up milanesi di Beppe Grillo, non sottovalutate Calise.

A Pisapia e soprattutto ai ragazzi del partito di Vendola dediti alla campagna elettorale, conviene dare un'occhiata approfondita al programma, ma soprattutto alle tattiche/strategie del Movimento 5 Stelle per le elezioni milanesi. Calise punta a conquistare l'area del "non voto": in teoria. Ma, come ogni situazionista sa, la deriva psicogeografica è inattesa e ha sbocchi imprevisti che lasciano di stucco per i loro exploit... Pisapia, non prenda sottogamba il candidato 20enne, ma soprattutto gli ex ragazzi degli anni '70 dei Meet Up: hanno sempre avuto una marcia in più - anche rispetto ai no global -, e chissà quali scoppiettanti sorprese contro la Società dello spettacolo potrebbero riservare alla sonnacchiosa Milano ;)

Insomma: ripassatevi le tattiche di Raoul Vaneigem, l'opposizione situazionista alla sinistra istituzionale, il vocabolario dell'IS... La tornata elettorale milanese sarà caleidoscopica e lisergica? Grazie alla Bat-Caverna dell'erede Moratti e alla psicogeografia-no-copyright dell'IS dentro il Movimento 5 Stelle, non mi stupirei di nulla.

domenica 25 aprile 2010

Perché le "compagne 5 stelle" lavano e stirano le camicie dei grillini? Impariamo da Ipazia

La "democrazia partecipata", l'e-participation, la democrazia-dal-basso, la netizen democracy non devono diventare specchio della società maschilista e misogina che imperversa in Tv e in (troppa) vita reale. Molti (a torto!) dicono che dietro ad un "grande uomo" ci sia una donna che ha mutilato in sordina le proprie ambizioni; che, in rassegnato silenzio, ha steso tanti bucati e stirato troppe camicie: ma perché oggi torna di moda questo modello, così fritto e rifritto? Obsoleto è dir poco: è proprio un modello giurassico e anacronistico! (Anche se amiche mi dicono: "A stirare mi rilasso..." Mah, a ognuno i suoi dubbi!).

Ebbene il grillino Giovanni Flavia dalla (ex?) rossa Emilia Romagna ci vuole forse impartire una lezione di vetero maschilismo (datata anni '50, ma riesumata nel 2010) e di "anti femminismo" militante? Ci auguriamo di no: ma qualche spiegazione andrebbe data. Se lo è chiesto Maria Teresa Meli, giornalista del Corriere della Sera che riporta: "Nei periodi di lavoro le ragazze mi lavavano le camicie e me le stiravano perché io potessi concentrare il massimo del tempo alla rappresentanza".

Da chi predica la "democrazia partecipata", mi aspetto che non venga messo il Burqa alle donne! Mi aspetto che le donne non vengano relegate in cucina e al lavabo, in attesa del super-uomo (o del principe azzurro).

Mercedes Bresso ha perso in Piemonte anche a causa della rivalità del Movimento 5 stelle dei "grillini". Allora mi domando: stiamo forse passando dal modello (ergastolano) delle compagne alla "Bonny and Clyde" (dell'ecologismo radicale) al modello grillino neo-patriarcale? Ma che senso ha? Non riusciamo a inventarci nulla di meglio o di diverso?

Le compagne anarchiche hanno imparato a "ballare la propria musica" (al posto di quella che passava la radio commerciale): molte ferventi "rivoluzionarie" sono finite in carcere, di alcune è stata gettata via la chiave... Ma, al di là dei reati commessi in nome dell'utopia dall'A cerchiata, riconosciamo loro un grande merito: hanno sfatato l'ideologia del super-uomo (neanche il galeotto Marco Camenisch viene considerato tale!), lo hanno seppellito con una grande salvifica risata, hanno sdoganato il rapporto paritario e non hanno mai rinunciato alla propria crescita personale e collettiva e alle proprie ambizioni (purtroppo anche a quelle armate e più dure, dalle conseguenze fatali: carcere a vita, 41 bis eccetera).

Ma vedere oggi ragazze giovani e colte diventare le colf dei "grillini in carriera" procura l'orticaria: soprattutto se ciò avviene in terre dove il "femminismo" è storico e si credeva radicato, come nell'Emilia profonda, ma anche nella Val di Susa dei No Tav.

Mi consolo pensando a Ipazia, la cui storia è raccontata dal film Agorà, ora al cinema. Ipazia - matematica, astronoma e filosofa - lapidata dai cristiani nel 415 d.C. fu fatta a pezzi (le cavarono anche gli occhi) in quanto una donna, secondo le scritture, non aveva diritto di parola pubblica. Ecco, ammettiamolo: passare dal modello (banditesco ma per lo meno femminista) di Bonny & Clyde al patriarcato del vescovo Cirillo... ce ne corre!

Insomma: le "sorelle in armi" non ci interessano proprio. Ma neanche ci mandano in sollucchero le stiratrici del grillino in carriera. No grazie! A questi modelli diciamo no.

Mi riconosco di più nella Open source Ipazia, donna open minded che voleva portare i saperi e la libertà alle masse :)