Visualizzazione post con etichetta diritti precari. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta diritti precari. Mostra tutti i post

martedì 6 marzo 2012

L'Italia non è un paese per laureati

È vero che c'è la crisi. Ma la laurea in Italia è un handicap o un parcheggio, più che un merito. Negli ultimi quattro anni le percentuale dei laureati senza lavoro si è impennata: dal 10,8% al 19,6%. Aumenta la precarietà, crolla il potere d'acquisto degli stipendi. AlmaLaurea lancia l'allarme, dopo aver passato al setaccio 400 mila profili usciti dagli atenei italiani.

Repubblica.it: Laureati, ora il lavoro è un miraggio. "Dal 2008 raddoppiati i disoccupati"

mercoledì 20 luglio 2011

SpiderTruman e l'intelligenza connettiva (a dieci anni dal G8/Genova)

Dieci anni fa moriva tragicamente Carlo Giuliani, ucciso con un colpo di pistola, uno dei protagonisti delle tre giornate del G8/Genova dova la Rete (Ecn.org, Indymedia, Inventati/Autistici.org e tutti i siti internazionali) ebbe ruolo da protagonista. La Rete proponeva la Tobin Tax, la fine della finanza creativa, lo stop alla rincoresa dei profitti ad-ogni-costo, il suicidio dei derivati, la richiesta di un mondo a crescita eco-sostenibile ed eco-compatibile... Insomma, un altro mondo è possibile. La Storia, dopo dieci anni, ci ha dato ragione: i Signori del G8 di allora si comportavano come i ricchi irresponsabili e incoscienti del Salone da ballo del Titanic che danzavano mentre la nave affondava, invece di preparare le scialuppe di salvataggio e mettersi al riparo dallo Tsunami finanziario in arrivo. Ma, allora, la stampa mainstream preferiva dare la caccia ai black blocs invece che ai Madoff e a indagare sui futuri crac di Borsa.

Ogg, dieci anni dopo, la Rete torna alla ribalta: senza violenza, ma con ironia e tante verità da svelare. Oggi il protagonista si chiama SuperTruman. "La forza del web risiede in tale tendenza di trasparenza, nella libertà che la caratterizza, nella possibilità che essa offre di dare voce alla massa, di rappresentare il pluralismo delle idee e, soprattutto, di mettere insieme e di connettere quelle voci, quelle idee, e quindi le persone al di là degli schermi" scrive Derrick de Kerckhove per l'Espresso. "L'inconscio connettivo della rete genera i suoi effetti sociali, sempre più pertinenti e adeguati ai contesti e alla domanda sociale".

Può darsi che Julian Assange sia una spia e non un hacker (come insinua Carlo Formenti in "Felici e Sfruttati"), ma SpiderTruman - l'Assange de 'noantri - è un "inflelice sfruttato" e usa la Rete nella sua migliore declinazione: l'Open Web esige la trasparenza, la libertà d'espressione e l'orizzontalità. Vai SuperTruman!

Insomma, verrebbe quasi da dire: Un fantasma si aggira per il mondo globalizzato, ma anche su Facebook, blog e Twitter. Precari di tutto il mondo, unitevi!
Un altro mondo è possibile ;)


mercoledì 15 giugno 2011

Una risata la seppellirà ;)

Spinoza.it ha fatto scuola. Ma prima c'era stato il detournement dei poster elettorali. Poi i video della Sora Cesira e "il favoloso mondo di Pisapie". Ora è un'esplosione di creatività. La Rete non dimentica e non perdona. Se il Premier non lascia il timone, dopo che ben due tornate elettorali (amministrative piuù Referendum) ne hanno sancito il divorzio dal Paese, una risata lo seppellirà. Nel ridicolo :)

Mentre Renato Brunetta insulta i precari ("siete l'Italia peggiore...": già siamo l'Italia di serie B che VOI avete creato!), ricordiamo al ministro di non imitare una sulfurea Maria Antonietta: «Se non hanno pane, che mangino brioche!» (S'ils n'ont plus de pain, qu'ils mangent de la brioche). Alla moglie di Luigi XVI (che forse neanche pronunciò la terrificante frase) non è andata nel migliore dei mo(n)di possibili...

Insomma, un consiglio spassionato: occhio a Voltaire che parodiò Leibniz nel Candide!

venerdì 8 aprile 2011

Il Precariato eterno non è un inestetismo, come la cellulite: è una malattia

"A chi ha lavori precari o sottopagati, a chi non riesce a pagare l'affitto, a chi è stanco di chiedere soldi ai genitori, a chi chiede un mutuo e non glielo danno, a chi il lavoro non lo trova e a chi passa da uno stage all'altro". Ecco per chi è la giornata del 9 APRILE.

«Noi siamo minuscoli bachi che strisciano su una piccola foglia tra i rami di un albero gigantesco.
Alcuni uomini, i più coraggiosi, raggiungono il limite della foglia. Di là, spingono lo sguardo nel caos. Tremando, si chiedono quale spaventoso abisso si stenda davanti.
In distanza, sentono il rumore delle altre foglie del colossale albero. Sentono la linfa che per il tronco sale verso la loro foglia. Con il cuore gonfio, curvi sopra il baratro, tremano di paura nel corpo e nell'anima.
Da quel momento comincia il pericolo.
Alcuni soffrono di vertigine e delirano; altri, pieni di paura, cercano di trovare una risposta per tranquillizzare il proprio cuore e dicono: "Dio!".
Altri ancora, dal margine della foglia, guardano con coraggiosa calma il precipizio e dicono: "Mi piace!"».
(Da "Zorba il greco" di Nikos Kazantzakis)

Nuovo Show del Premier, gelo in platea:

domenica 17 gennaio 2010

Non solo donne: il risveglio della società civile riparte da donne e immigrati

Racconta Eugenio Scalfari, nel suo consueto commento domenicale su La Repubblica: "Ricordo il numero de L'espresso - allora diretto da Livio Zanetti - che uscì con in copertina una donna incinta inchiodata ad una croce. Ricordo tanti giovani lettori che si erano offerti come volontari per raccogliere le firme per i referendum. Ricordo i cortei con decine di migliaia di persone a Roma, a Milano, a Palermo, a Napoli, e i voti di vittoria raccolti. Fu decisivo il peso che vi ebbero le donne, quelle del Mezzogiorno in particolare, che furono l'elemento decisivo di quelle consultazioni".

E prosegue: "Molti diritti sono ancora privi di tutela. Penso, tra i tanti, a quelli dei lavoratori precari e a quelli degli immigrati, che vanno di pari passo con i doveri verso la comunità di accoglienza alla condizione che l'accoglienza sia tale e non elemosina o semplice buon cuore individuale".

Per concludere: "Affinché la società sia civile, lo Stato e le istituzioni siano civili, le persone siano civili". Dopo un'estate malmostosa con le donne, un autunno caldo per i precari (quelli che più stanno pagando il prezzo della disoccupazione, ricalcolata da Bankitalia a doppia cifra: gli scoraggiati), e un tragico inverno di fuoco e fiamme contro gli immigrati regolari a Rosarno, ecco uno spunto di riflessione per tutt*, no?

[Fonte: La Repubblica]