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lunedì 10 gennaio 2011

Il degrado femminile italiano non è stato causato da Berlusconi né solo dalle sue Tv

"Berlusconi avrà anche avuto un monopolio pressoché totale delle tv, ma non ha avuto il monopolio della corruzione, dell'abuso di potere, degli scandali. Né, del resto, le sue tv sono state le uniche responsabili del declino degli standard morali, o della degradazione delle donne. Perfino alcuni talk show Rai, che si presumono progressisti, di fatto spesso trattano le donne alla stregua di semplici showgirl".

Se il paese è "poco lungimirante e anti-meritocratico", forse "occorre una nuova legge (ndr.: sul lavoro), che sostituisca questo duplice sistema con un sistema unico, in cui all'equità si sposi la flessibilità". Mentre il ministro Sacconi vuole mandare tutti i disoccupati al call center, e le fabbriche si spostano a Est dove il lavoro costa meno, il 2011 potrebbe varare una normativa di Flexsecurity, che non divida più i lavoratori in cittadini di serie A e di serie B.

Che fare? Bill Emmott, ex direttore dell'Economist, con lucidità spiega come superare il dopo-Berlusconi (anche se non sembra, è già in atto). No, non sarà una passeggiata...

venerdì 10 dicembre 2010

Sarah Palin spara a un caribou e si crede femminista. Ma a me piace il sorriso dolce di Liu Xiaobo!

Esiste un Femminismo malato? Esistono tanti tipi di "femminismo": quello ingenuo delle ragazze, il femminismo militante degli anni d'oro, il femminismo degli "entusiasmi lenti delle belle addormentate" (è una libera interpretazione tratta da Fabrizio De Andrè), esiste il femminismo con il suo collezionismo intellettuale di parole complicate, ma anche il femminismo di strada del Riot Grrrl delle bad girls anni '90 (che non ebbe grande fortuna, ma sicuramente ha inspirato tante Cyber-hacktivist che oggi fanno il tifo per Julian Assange e/o WikiLeaks o la nuova Openleaks). Quando vedo Sarah Palin, madre di tanti bambini, sparare a un indifeso caribou, penso a mio figlio che inorridirebbe al solo pensiero... E penso che l'indubbio femminismo di Sarah Palin sia davvero un femminismo malato.

Ma oggi dedico questo post a un uomo (e alla sua coraggiosissima moglie!): Liu Xiaobo. La cui sedia vuota alla consegna dei Nobel a Stoccolma grida più delle urla nel silenzio. Un uomo il cui divieto di parlare assorda più dei sassi scagliati contro i vetri infranti della Rolls Royce di Carlo d'Inghilterra, travolto dalla rabbia studentesca. Un uomo il cui sorriso francescano ci ricorda che la democrazia ha tanti limiti, eccome!, ma è pur sempre una conquista preziosa per troppi individui, incarcerati nel mondo soltanto per il loro pensiero libero o la loro voglia di sognare. Il Nobel a Xiaobo è un messaggio di speranza per tutti coloro che, nel silenzio e nella fatica quotidiana, lottano per la libertà di espressione nel mondo.

Liu Xiaobo, autore di Carta '08, rappresenta la promessa di una Cina più libera, umana e capace di spiccare il volo nell'immaginario globalizzato: anche Mister Foxconn lo capirà?