- DOSSIER AIDS Corriere della Sera
Il blog Vecchiefarab(r)utte è dedicato a tutte le donne (e cyber-attiviste) che in Italia quotidianamente subiscono (o avvertono) discriminazioni in base al sesso e sono sottoposte alle (dis)pari opportunità
martedì 26 luglio 2011
Nasce SHE, il progetto anti-Hiv della UE
"She" è il programma educativo europeo per aiutare le donne affette dal virus dell'HIV.
Dalla parte delle bambine/ La vie en rose della matematica
Il Fattore D inizia in famiglia, e poi si sviluppa a scuola. L'Università di Bologna ha scoperto che le alunne delle scuole elementari italiane sono meno brave in matematica rispetto ai colleghi maschi, ma solo per colpa dei pregiudizi delle mamme. Se la mamma pensa che i maschietti abbiano più dimestichezza con i numeri, la figlia otterrà punteggi inferiori anche del 15% rispetto alle coetanee le cui madri rifiutano lo stereotipo.
Bimbe ribellatevi! Mamme abbandonate i pregiudizi: la matematica è poesia! Insegnatelo alle vostre figlie. Senza matematica non esisterebbero la musica, le terzine dantesche, l'arte di Piero della Francesca e... tutto ciò che ci circonda. Neanche il vostro videogame preferito. Convincetevi che potete essere brave in matematica. Farà bene anche al vostro bilancio familiare ;)
Bimbe ribellatevi! Mamme abbandonate i pregiudizi: la matematica è poesia! Insegnatelo alle vostre figlie. Senza matematica non esisterebbero la musica, le terzine dantesche, l'arte di Piero della Francesca e... tutto ciò che ci circonda. Neanche il vostro videogame preferito. Convincetevi che potete essere brave in matematica. Farà bene anche al vostro bilancio familiare ;)
Le mutande di Travaglio che fanno ridere un editore, lui sì rimasto in mutande
Chi scrive non è una fan di Travaglio, che rispetto e leggo solo talvolta, e di cui mi annoierei a leggere i libri (non me ne voglia: credo che faccia opera meritoria a scriverli, ma mi divertono di più i suoi interventi su l'Espresso). Chi scrive però trova disgustoso che i giornali del Cav. aprano con le immagini di un direttore di un'altra testata, Il Fatto Quotidiano, rimasto in mutande durante il terremoto di Torino. Sembra che Sallusti & Co., dal "Metodo Boffo", siano passati alle "mutande di Travaglio". Immaginiamo che avrebbero preferito ben altro scoop: scoprire una stagista sotto la scrivania dell'acerrimo nemico del loro editore, ma così non è. L'unico "rimasto in mutande" è per l'appunto il Cav., che ha dovuto restituire i 500 e passa milioni a Carlo De Benedetti. E giustizia è fatta.
Oggi invece ho trovatointeressante l'editoriale di Ostellino sul Corriere della Sera. Se il centro-destra ripartisse da quell'articolo, senza mettere "in mutande" i suoi nemici, avrebbe di che guadagnarci. In serietà. E in pensiero liberale. La stampa libera, Mister Sallusti, non è il "Metodo Boffo" o l'Hacking Journalism dello Squalo. La libera Stampa è quella di scuola anglosassone, Watch dog. E se un giornalista scrive con i boxer o in pigiama... a noi interessa ciò che scrive, non cosa indossa mentre scrive!
Oggi invece ho trovatointeressante l'editoriale di Ostellino sul Corriere della Sera. Se il centro-destra ripartisse da quell'articolo, senza mettere "in mutande" i suoi nemici, avrebbe di che guadagnarci. In serietà. E in pensiero liberale. La stampa libera, Mister Sallusti, non è il "Metodo Boffo" o l'Hacking Journalism dello Squalo. La libera Stampa è quella di scuola anglosassone, Watch dog. E se un giornalista scrive con i boxer o in pigiama... a noi interessa ciò che scrive, non cosa indossa mentre scrive!
lunedì 25 luglio 2011
Milano non sarà la Capitale del Mobile (si pronuncia: Mobaail)
Milano ha perso un evento con un impatto economico da 3,5 miliardi di euro.
Milano non si è accorta che il mercato Mobile varrà un trilione di dollari entro un triennio.
Che il mercato Mobile supererà il mercato Pc entro il 2012.
Che in Italia ci sono già 20 milioni di smartphone.
Milano può permettersi di essere ancora a lungo così provinciale? Nessun media, nessun istituto, nessun gestore, nessun ente ha sposato la candidatura milanese. Invece per una sfilata, per la Tav, avremmo letto decine di articoli. Il Mobile World Congress resterà a Barcellona. Bye-bye Milan.
Un paese che pensa alla Tav, a cose utilissime: ma nel XIX secolo. Il fatto che siamo entrati, e non da ora, nel XXI secolo, è noto ai patinati giornalisti milanesi tutti a spasso con iPhone e iPad all'ora dell'Happy hour?
L'era Mobile è alle porte, ma a raccoglierne i frutti non sarà Milano. Peccato. Dopo il mezzo-flop Expo 2015, un'altra occasione persa.
Milano non si è accorta che il mercato Mobile varrà un trilione di dollari entro un triennio.
Che il mercato Mobile supererà il mercato Pc entro il 2012.
Che in Italia ci sono già 20 milioni di smartphone.
Milano può permettersi di essere ancora a lungo così provinciale? Nessun media, nessun istituto, nessun gestore, nessun ente ha sposato la candidatura milanese. Invece per una sfilata, per la Tav, avremmo letto decine di articoli. Il Mobile World Congress resterà a Barcellona. Bye-bye Milan.
Un paese che pensa alla Tav, a cose utilissime: ma nel XIX secolo. Il fatto che siamo entrati, e non da ora, nel XXI secolo, è noto ai patinati giornalisti milanesi tutti a spasso con iPhone e iPad all'ora dell'Happy hour?
L'era Mobile è alle porte, ma a raccoglierne i frutti non sarà Milano. Peccato. Dopo il mezzo-flop Expo 2015, un'altra occasione persa.
domenica 24 luglio 2011
Il vero problema dell'Europa non è l'Anarchia, ma la Nazi-xenofobia
Nell'ultimo decennio le Forze dell'Ordine in Europa sono state sempre all'erta quando c'erano da stroncare "rivolte anarchiche" legate ai movimenti No Global. La paura del "caos argentino", post default, aveva contagiato l'Europa. Ma, anche se piccole frange insurrezionaliste resistono (soprattutto legate alla figura carismatica del luddista ed ecologista radicale svizzero Marco Camenisch), l'Europa deve guardarsi da un altro pericolo: la Nazi-xenofobia, che porta ad episodi di follia individuale (ma legati ad una trama collettiva di gruppuscoli in Rete). Il 32enne norvegese ha agito da solo, ma nel quadro di complicità ideologiche con gruppi pan-occidentali.
Definirli Nazisti non è esatto. Il Nazismo era legato alla Grande Industria: il nazismo era corporativo. Questi nuovi gruppuscoli del White Power sono spesso "anti mercatisti", e a modo loro "anti capitalisti", anzi accusano il Capitalismo di aver snaturato la Vecchia Europa localista, cristiana e naturalista. Accusano il grande capitale di aver violentato le piccole comunità locali europee, aprendole ad una globalizzazione e competizione selvaggia, e soprattutto a forsennati flussi migratori. Sono queste le principali accuse del White Power, ma anche di certi gruppi americani di estrema destra, alcuni confluiti anche nei Tea Party.
Dunque sono "nazisti" come look e come letture storiche, ma - a differenza del Nazismo hitleriano - sono anti capitalisti, o megli anti neo-liberisti. Come il nazismo, però, sono protezionisti. Alla globalizzazione preferirebbero l'Autarchia del fascismo italiano. Un'Europa delle nazioni che fa da sé, senza comprare dalla Cina e senza dover importare manodopera da altri paesi.
Un po' massoni e un po' vetero-cristiani, accomunati in un calderone post-ideologico (da "super market" delle ideologie, dove tutto convive con tutto in un Super-blob), tutti accusano le "sinistre europee" di aver spalancato le porte dell'Europa all'immigrazione. In America sono quelli che vorrebbero chiudere le frontiere con il Messico.
La soluzione? Sicuramente monitorare il fenomeno con maggiore attenzione, soprattutto online, dove questi gruppi nascono e si alimentano di una loro mitologia. Cercare di captare i segnali di disagio che provengono dalle comunità, soprattutto dove l'immigrazione è più sostenuta: Prato è un esempio (mai viste tante magliette e tatuaggi White Power in una città toscana).
La scuola deve tenere gli occhi aperti: sono i figli dei disoccupati i primi ragazzi "a rischio", che possono subire il fascino della Nazi-xenofobia.
Ma soprattutto la società europea deve ripensare il Welfare, il "melting pot", il multiculturalismo e le opportunità delle Big Society. Qualcosa si sta inceppando nelle società europee, decimate da una disoccupoazione giovanile, che soffoca i talenti, e da un divario ricchi-poveri che ci riporta agli anni '30, culla dei fascismi.
Se la ex classe media viene spinta con violenza nella fascia della povertà, la radicalizzazione è in agguato. Se la ex classe media si trova a convivere con un'immigrazione non ancora integrata, c'è il serio rischio che si inneschino derive incendiarie: con escalation di incomprensioni e violenze. Dal populismo xenofobo fino ai gesti di follia. Gesti che però non sono di "follia individuale", bensì legati fra loro dal filo-nero del ritorno a una presunta (ed anacronistica) "età aurea delle Tradizioni e della Vecchia Europa dei mille campanili". Il medioevo europeo visto come baluardo alle orde barbariche. Un'Europa, che per motivi anagrafici, non esiste più: troppo vecchia ed indebitata. Ma a questi giovani, qualcuno dovrà spiegare che l'immigrazione è un'opportunità e non uno spauracchio. Che un'Europa senza bambini, invecchia e muore. E diventa povera. La globalizzazione va governata, e non lasciata in balia del caso e degli agit-prop o dei populisti xenofobi.
La ricchissima Norvegia deve ripartire dalle scuole e da un forte impegno sul Welfare e sulla Big Society, per offrire a chi perde lavoro una rete sociale di aiuti e corsi formativi non assistenzalisti, prima che il contagio della rete xenofoba invada il resto d'Europa, cullando i "cuori di tenebra", solitari e solipstistici, in un delirio dei Nibelunghi. Stieg Larsson ci aveva avvertiti, ma tutti erano troppo impegnati a combattere il fantasma marxista, morto già a fine anni '70, e presunti anarco-insurrezionalisti. Invece l'Europa rischia una sterzata a destra, nel nome di un'Arcadia immaginaria... Se ascoltando Wagner a Woody Allen veniva voglia d'invadere la Polonia, ascoltando la musica dei White Power vengono - ahimè- in mente tentazioni stragiste che l'Italia anni '70 ha già conosciuto o gli incubi di Oklahoma City e di Oslo degli Unabomber nazi-fascisti.
Definirli Nazisti non è esatto. Il Nazismo era legato alla Grande Industria: il nazismo era corporativo. Questi nuovi gruppuscoli del White Power sono spesso "anti mercatisti", e a modo loro "anti capitalisti", anzi accusano il Capitalismo di aver snaturato la Vecchia Europa localista, cristiana e naturalista. Accusano il grande capitale di aver violentato le piccole comunità locali europee, aprendole ad una globalizzazione e competizione selvaggia, e soprattutto a forsennati flussi migratori. Sono queste le principali accuse del White Power, ma anche di certi gruppi americani di estrema destra, alcuni confluiti anche nei Tea Party.
Dunque sono "nazisti" come look e come letture storiche, ma - a differenza del Nazismo hitleriano - sono anti capitalisti, o megli anti neo-liberisti. Come il nazismo, però, sono protezionisti. Alla globalizzazione preferirebbero l'Autarchia del fascismo italiano. Un'Europa delle nazioni che fa da sé, senza comprare dalla Cina e senza dover importare manodopera da altri paesi.
Un po' massoni e un po' vetero-cristiani, accomunati in un calderone post-ideologico (da "super market" delle ideologie, dove tutto convive con tutto in un Super-blob), tutti accusano le "sinistre europee" di aver spalancato le porte dell'Europa all'immigrazione. In America sono quelli che vorrebbero chiudere le frontiere con il Messico.
La soluzione? Sicuramente monitorare il fenomeno con maggiore attenzione, soprattutto online, dove questi gruppi nascono e si alimentano di una loro mitologia. Cercare di captare i segnali di disagio che provengono dalle comunità, soprattutto dove l'immigrazione è più sostenuta: Prato è un esempio (mai viste tante magliette e tatuaggi White Power in una città toscana).
La scuola deve tenere gli occhi aperti: sono i figli dei disoccupati i primi ragazzi "a rischio", che possono subire il fascino della Nazi-xenofobia.
Ma soprattutto la società europea deve ripensare il Welfare, il "melting pot", il multiculturalismo e le opportunità delle Big Society. Qualcosa si sta inceppando nelle società europee, decimate da una disoccupoazione giovanile, che soffoca i talenti, e da un divario ricchi-poveri che ci riporta agli anni '30, culla dei fascismi.
Se la ex classe media viene spinta con violenza nella fascia della povertà, la radicalizzazione è in agguato. Se la ex classe media si trova a convivere con un'immigrazione non ancora integrata, c'è il serio rischio che si inneschino derive incendiarie: con escalation di incomprensioni e violenze. Dal populismo xenofobo fino ai gesti di follia. Gesti che però non sono di "follia individuale", bensì legati fra loro dal filo-nero del ritorno a una presunta (ed anacronistica) "età aurea delle Tradizioni e della Vecchia Europa dei mille campanili". Il medioevo europeo visto come baluardo alle orde barbariche. Un'Europa, che per motivi anagrafici, non esiste più: troppo vecchia ed indebitata. Ma a questi giovani, qualcuno dovrà spiegare che l'immigrazione è un'opportunità e non uno spauracchio. Che un'Europa senza bambini, invecchia e muore. E diventa povera. La globalizzazione va governata, e non lasciata in balia del caso e degli agit-prop o dei populisti xenofobi.
La ricchissima Norvegia deve ripartire dalle scuole e da un forte impegno sul Welfare e sulla Big Society, per offrire a chi perde lavoro una rete sociale di aiuti e corsi formativi non assistenzalisti, prima che il contagio della rete xenofoba invada il resto d'Europa, cullando i "cuori di tenebra", solitari e solipstistici, in un delirio dei Nibelunghi. Stieg Larsson ci aveva avvertiti, ma tutti erano troppo impegnati a combattere il fantasma marxista, morto già a fine anni '70, e presunti anarco-insurrezionalisti. Invece l'Europa rischia una sterzata a destra, nel nome di un'Arcadia immaginaria... Se ascoltando Wagner a Woody Allen veniva voglia d'invadere la Polonia, ascoltando la musica dei White Power vengono - ahimè- in mente tentazioni stragiste che l'Italia anni '70 ha già conosciuto o gli incubi di Oklahoma City e di Oslo degli Unabomber nazi-fascisti.
- Repubblica.it: Italia senza immigrati? Così Abatantuono ironizza sul razzismo
Rehab? Amy Winehouse e l'importanza del setting
Non esiste il "club del 27". Non esiste alcuna nefasta maledizione rock. Esiste solo uno star-system che mette nel tritracarne, e li spreme come limoni, i suoi migliori, più fulgidi talenti. Li vizia, lasciandoli in balia del falso culto dell'immortalità. Li fa credere dei Mimnermo che odiano invecchiare. Fingendo che i principi psicoattivi siano fonte di svago e creatività, e non cocktail psicotropi che minano il fisico, la mente, deprimendo il sistema nervoso... Fino al collasso finale. In questo la talentuosa e fragile Amy Winehouse è più di un simbolo dell'ultimo decennio. I 27 anni sono solo le Colonne d'Ercole dell'home sapiens sapiens sottoposto a migliaia di stress psico-fisici, accompagnati da un uso criminogeno delle sostanze (alcol in primis), e poi abbandonato in una solitudine dorata. Mentre le Major si fanno d'oro. Il setting, Amy, era ben più importante del Rehab. Ma con la chimica non si scherza... Il Premio Nobel per la Chimica Kery Mullis, che adopera l'Lsd abitualmente, ti avrebbe insegnato a esplorare le porte della percezione, meglio dei fantasmi di Janis Joplin, Jim Morrison e tutto il resto del club dei 27. Un club che non esiste, ma fa vendere troppi Album.
Alle future sinuose Amy Winehouse e Janis Joplin, raccomando solo tre libri: "Ballando nudi nel campo della mente. Le idee (e le avventure) del più eccentrico tra gli scienziati moderni" di Kery Mullis; e "La scopa del Sistema" di David Faster Wallace; Libertà di Jonathan Franzen. Poi, a ciascuno, la sua libertà ;)
Alle future sinuose Amy Winehouse e Janis Joplin, raccomando solo tre libri: "Ballando nudi nel campo della mente. Le idee (e le avventure) del più eccentrico tra gli scienziati moderni" di Kery Mullis; e "La scopa del Sistema" di David Faster Wallace; Libertà di Jonathan Franzen. Poi, a ciascuno, la sua libertà ;)
- La rivista Altrove della Sissc
- Rehab - Back To Black - Tears Dry On Their Own - Love Is A Losing Game di Amy Winehouse
Etichette:
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Kery Mullis,
Rehab
giovedì 21 luglio 2011
Il mercato underground dei video .xxx a scuola
La videocracy impazza nelle scuole italiane. Francesco Pizzetti, garante della Privacy: «Non si rendono conto dei gravi rischi». Ma vendere sesso in cambio di denaro, ormai non è più tabù. Succede fra i giovanissimi e fra i banchi di scuola. "Il fenomeno dei ragazzini che si scambiano i video e li vendono in rete". Il problema non è Berlusconi in sé, ma il Berlusconi in me... Vent'anni di videocracy hanno corroso gli italiani? Quali danni in una generazione che ha vissuto solo il Berlusconismo?
- Corriere.it: Video con le compagne di classe: Il mercato proibito su Internet
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