Il voto del
Referendum alla Fiat porta in dote la vittoria a
Mister Marchionne. Ma se la vittoria è
limpida (il 54% dei sì), la vittoria è dimezzata: nel senso che la
Fiat è divisa in due, da una parte gli operai, dall'altra i colletti bianchi. Ma poiché a costruire sono i reparti e una fabbrica funziona come una società e un corpo unico, ora i manager e i sindacati, una volta preso atto della vittoria del sì, devono far capire le "ragioni" della vittoria e i "piani"di crescita della Fiat. Una Fiat che in questo biennio di crisi ha perso quote di mercato e non ha saputo (o voluto) immettere nuove automobili in produzione, ora deve spiegare quali progetti e quali business plan ha per stare su un
mercato sempre più agguerrito.
Solo se Fiat saprà coinvolgere in un vero progetto operai e sindacati (anche quelli recalcitranti e fermi a un fordismo che non esiste più,
nell'era di Hyundai e Toyota), solo se saprà parlare di piani aziendali, progetti industriali e di
buste paga da appesantire e non alleggerire (ora basta con le ideologie! sono morte e sepolte... viviamo
nell'era del post-fordismo, del marketing e della monetizzazione del business), solo se Fiat saprà riportare tutti a un'idea convergente di
sano lavoro salariato costruirà finalmente una
Fabbrica Toyotista (non disunita, ma partecipe) che crea un
ambiente di lavoro più moderno e confortevole, e vuole ottenere risultati (
misurabili in busta paga a fine mese!) e
salvare il lavoro dall'inserorabile delocalizzazione. Allora ognuno potrà tornare a lavorare con il cuore meno pesante e senza un senso di irrisolto: gli operai ai propri (duri) turni sapendo di poter contare su adeguati salari; gli impiegati ai propri uffici; gli ingegneri a disegni e brevetti; il marketing alle sue campagne; e così via.
Ora è il momento di
dire basta alle opposte ideologie, alle contrapposizioni feroci
Fin de siècle...
Marx è morto, Dio pure, e neanche il mercato si sente troppo bene...
Là fuori c'è una competizione selvaggia, in cui la Globalizzazione sta per presentare il conto finale (chi vivrà e chi morirà, uscendo per sempre dal mercato):
non dobbiamo diventare "cinesi", ma provare a competere in questa sfida globale, è l'unico modo per sopravvivere e trasmettere ai nostri figli un'eredità più dignitosa e meno magra di quei
31 mila e passa euro di debito pubblico a testa, che grava sulla testa di ogni italiano fin da quando, neonato, apre gli occhi fra le braccia di sua madre.
Questo debito è frutto di anni scellerati in cui tutti gli italiani (ma qualcuno di più di altri!!!) hanno
vissuto al di sopra delle proprie possibilità; in cui tutti gli italiani hanno
finto (a causa di una inadeguata classe dirigente)
che andasse tutto bene (mentre il paese sprofondava nei debiti); in cui
Fiat e Alitalia (ma l'elenco è lungo!) hanno più responsabilità di altri nella creazione di questo debito-
monstre. In cui i
nonni e i
padri hanno mangiato il futuro dei figli(e qualcuno, come Zeus, s'è pure
portato a letto le mogli dei figli...). Ma a questa
cannibalizzazione di futuro, possiamo
dire no! Siamo ancora
in tempo per opporci a questo declino.
Ha ragione Tremonti (una delle poche, Ministro!) a dire che,
finita la recessione, questa crisi è più subdola di altre: perché è un'
Idra dalle cento teste. Ti pare di viver
e dentro un videogame in 3D in cui hai appena finito di
sconfiggere un mostro e, neanche il tempo di una pausa ristoratrice (neanche il tempo di una escort, vero Mister Berlusconi?), chè si palesa di soppiatto il
nuovo mostro con la
spada sguainata, la bava alla bocca, e assetato di sangue ...
It's the economy, stupid.
Nel momento in cui il mondo ha detto sì all'ingresso della
Cina nel Wto, nel momento in cui il mondo ha accettato di giocare al
Risiko della Globalizzazione,
questo è il gioco: queste sono le
regole (ahimè, troppo
poche!), questo è lo
spirito (
Homo homini lupus! Ma si può temprare con la solidarietà: sinistra, batti un colpo?), questa è la fine delle conquiste del Welfare europeo e degli Statuti dei Lavoratori del '900. Ma non tutto è perduto:
The game over, non è ancora stato scritto, anche perché non siamo nell'800 di Dickens o nella Manchester di Engels.
Cara Fiom, è qui che tocca a te!Caro Landini, capisco il suo sgomento di sindacalista; capisco le
lacrime dei suoi operai a cui sono negati i "vecchi" diritti (e le pause in durissimi reparti!!!) ma forse il
Toyotismo e il Just in Time renderanno il lavoro meno stressante. Le assicuro che ho pianto le sue stesse lacrime a Genova/G8 mentre massacravano i miei compagni di Ecn (Isole nella Rete), Autistici/Inventati e Indymedia.
Sono le stesse lacrime che abbiamo versato mentre ci puntavano le pistole e le armi pesanti gli
Sceriffi della Globalizzazione mentre montavamo i filmati sui server stranieri per salvare il materiale girato a Genova nel 2001.
Tutti i benpensanti e anche voi della Cgil avete detto:
bene hanno fatto a massacrarvi perché "eravate sulla cattiva strada". Può darsi: lo dirà la Storia. Io seguo come
Antigone le Leggi del Cuore, e non quelle dettate dalla stretta contingenza e dalla convenienza.
Noi, my generation, abbiamo perso. Ma noi piangevamo e abbiamo sputato sangue perché sapevamo che, prima o poi, la Globalizzazione avrebbe chiesto il conto. Perché
nel capitalismo, nessun pranzo è gratis: prima o poi sarebbe arrivato il conto (salato!) anche in Italia. Eccolo il conto: a pagare a Genova siamo stati noi
borghesi-
ribelli (poi
normalizzati dall'economia di mercato per non soccombere). Oggi a pagare siete voi... che a Genova non c'eravate, e se c'eravate, vi voltavate dall'altra parte...
Che fare? Se starete fuori dalle fabbriche, sbaglierete e condannerete sia gli operai che la Cgil all'irrilevanza (e quindi alla fine della rappresentanza). Cosa è dunque meglio? Forse è meglio che seguiate l'
esempio tedesco.
NON seguite la cattiva strada! Non condannatevi all'
irrilevanza o ancor peggio alla china terribile della clandestinità e del tunnel dei lutti agli achei... Dite sì al Futuro e chiedetevi
com'è che non riuscite più a volare...
E' ora che tocca a voi, sindacati:
non fate diventare Fiat come Foxconn dove entrano solo i sindacati "amici"; ma rendete Fiat come
Volkswagen!
No,
non sarà facile: il lavoro sarà tanto, sarà duro, i turni saranno a volte massacranti, ma lo farete non per voi stessi. Ma
per i vostri figli. Perché
non dovete permettere che l'Italia finisca fuori dal G20, impoverita, vecchia,
gerontocratica, mai meritocratica e senza futuro. Dove le figlie più belle vogliono fare Tv o le escort ai festini... Dite no a questa miseria umana, come avete sempre fatto! La
schiena dritta è la vostra garanzia. Ai giornalisti spetterà il lavoro di
WatchDog della democrazia.
Tocca a voi, della
gloriosa Fiom,
dire no al "No future" di chi vuole mettervi la museruola e le vostre idee di democrazia in soffitta: in soffitta già è finito Marx, voi vi annoiereste mortalmente, voi vi meritate di meglio;
voltate pagina, andate a studiare in
Germania cosa succede nelle fabbriche tedesche più competitive. Studiate il
modello francese. Importate in Italia il meglio dei modelli di chi cresce!
Più innovazione, più hi-tech, e acquisterete
produttività! Ma continuate a
sognare a occhi aperti: senza sogni un paese, giorno dopo giorno, invecchia e muore...
Le tue nuvole in affitto, le tue rondini di guardia sopra al tetto... Siate pure irriverenti, pestate pure qualche aiuola!, ma non perdete di vista l'orizzonte: un mondo migliore (
globalizzate i diritti! Carta 08!).
E
chiedete al governo (delle 3P, perché la quarta P in italiano si dice...
escort) una SOLA cosa: di tornare a
fare politica economica. Di pensare al
futuro dei nostri figli! Di
smettere di fare e dire sciocchezze (imbevute di ideologia e grondanti ignoranza) che sono fuori dal mondo. No,
non è vero che l'Italia è uscita meglio di altri dalla crisi: ne siamo usciti malconci e con
200 miliardi di euro di debito in più: circa due mila euro a testa di debito in più!Dite al governo di piantarla di fare stupida, retrogrda e inutile ideologia:
se Marx è finito in soffitta, anche la Tatcher non gode di buona salute! E questo paese va governato: se non farà
riforme, la Fiat sarà comunque condannata a subire i contraccolpi della Globalizzazione, perdendo, prima, quote di mercato; poi, diritti; infine, il paese, pezzi di democrazia.
E sia chiaro:
l'Italia è post-democratica dagli anni '80 (la democrazia è finita con le tragedie, stragi di Stato comprese, dei '70). Ma
se, invece di crescere, arretrerà ulteriormente, sarà condannata alla miseria. Prima morale, poi materiale. E a quel punto non ci resterà che
emigrare, tutti.
Cara Fiom, torna
a pensare in grande: torna ai tavoli, ma soprattutto chiedi a gran voce che il Paese torni a crescere. Solo un
Pil con un segno + più significativo potrà far tornare il sorriso sui bei volti, veri, non rifatti, dei tuoi tesserati.
Non perderti sulla cattiva strada (non ne vale la pena!), dai un
calcio al declinismo, e scegli il
gesto giusto sullo schermo touchscreen della democrazia. Guarda i paesi Nordici: solo quelli che crescono, sono veramente democratici. I paesi in declino (vedi: la
Tunisia),
sparano sulla folla affamata che chiede solo il cus-cus:
i Bava Beccaris sono i figli mercenari, anestetizzati e sprezzanti della miseria e dell'ignoranza.
Noi, invece,
vogliamo tutto: il pane e le rose! Ma
per avere tutto, in questa tavola apparecchiata della Globalizzazione senza regole e spietata nella sua algebrica freddezza di segni + e - (...finché non saremo riusciti a globalizzare i diritti - invece della povertà e dell'antidemocrazia),
dobbiamo lavorare meglio, lavorare tutti, sperando di trovare la giusta formula per non soccombere. Abbiamo bisogno di un governo che governi
(senza sparare cavolate, come fa Mister B. da 15 anni;
e senza sparare sulla folla, come è successo a Genova e come succede in tutti i paesi totalitari affamati di pane e democrazia).
Cara Fiom, non mollare ora:
i nostri (bi)sogni sono anche i tuoi. Un'altra Italia è possibile! Sperando che prima o poi
anche un altro mondo (più giusto, meno spietato, più verde, più pacifico, competitivo anche nei diritti, nella felicità e non solo nel Pil...) sia possibile e ci dia
più fiducia nel futuro. Lontano dalle
cattive strade. Ma
dando voce a chi non ce l'ha.
M.C.