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lunedì 4 aprile 2011

Non siamo abbastanza gay per Twitter

Dopo WikiLeaks di Julian Assange, dopo il geniale WikiFreaks di Spinoza.it, dopo OpenFreaks dell'hacker etico anarchico... arriva PornLeaks.

Cosa c'è dietro a WikiLeaks del Porno che rende noti tutti i nomi degli attori Porno, mettendoli nelle condsizioni di rischiare il posto di lavoro? Una crociata anti-gay, pare :(

Che orrore queste crociate anti-gay nel XXI secolo: sono disumane e anacronistiche. Dicono "Non siamo abbastanza gay per Twitter". Ma chissà per il Premier italiano che non ama tanto il movimento Lgbtq...

venerdì 18 febbraio 2011

WikiLeaks: Berlusconi clown, gaffeur e inaffidabile. Ma utile agli USA per ottenere dividendi strategici

Spietati e lucidi i giudizi Usa sul premier italiano: «Ha una reputazione disgraziatamente comica». Berlusconi clown, gaffeur e inaffidabile. Ma utile agli USA per ottenere dividendi strategici soprattutto in Afghanistan. Mavala' direbbe l'Avv. Ghedini...

giovedì 16 dicembre 2010

WikiLeaks: A Genova/G8 si verificarono abusi dei diritti umani, in Russia Anna Politkovskaya accettò il suo destino di martire

Il cablo parla del "disappunto del ministro dell'Interno Scajola (...) sotto attacco dall'opposizione per gli eventi del (...) luglio" 2001: anche per l'Ambasciata Usa a Genova/G8 si verificarono "abusi dei diritti umani". Ma la Farnesina chiese il favore al presidente George Bush di tacere per evitare polemiche sui media.

Invece in Russia la coraggiosa giornalista Anna Politkovskaya accettò il suo destino di martire. L'amasciatore Usa a Mosca scriveva nel dispaccio: "Ha accettato la possibilità di essere uccisa in qualsiasi momento" in quanto la giornalista veniva pesantemente minacciata "per telefono, per lettera, per email e attraverso sms".

Julian Assange, che (pur avendo ricevuto più voti dell'astuto Mark Zuckerberg) non è stato decretato la Persona dell'Anno di Time, potrebbe essere rilasciato oggi.

martedì 14 dicembre 2010

Julian Assange libero su cauzione! (Ma fra 48 ore). Perché la Svizzera non ha mai bloccato i conti a Hitler, ma a WikiLeaks sì

Julian Assange è libero su cauzione. Con un braccialetto elettronico anti-fuga. Mentre Roma brucia come ai tempi di Nerone (o Berlusconi estinguerà i mutui anche ai precari, pagherà paghette agli studenti squattrinati...?), la Rete tira un sospiro di sollievo.

Per un condom bucato non è il caso di far crollare Internet con Operation Payback... A tutto c'è un limite: il 77 va in onda per le strade di Roma, la Rete per ora archivia il 68 digitale e si dà al mediattivismo. Ma per essere Anonymous in Rete, un consiglio: Tor!

Vi siete mai chiesti come mai la Svizzera non bloccò i conti a Hitler, ma a WikiLeaks sì? Scrive ZeusNews: "La vera notizia allora è questa: il panico da ancient régime che ha travolto selvaggiamente tutti, dal non-occidentale Putin all'occidentalissima Clinton."Arrestatelo!", "Minaccia il mondo!", "Pena di morte!", "Fatelo fuori alla svelta!". Non sono i talebani a gridarlo o i mandarini cinesi, ma proprio i nostri civilissimi e acculturati parlamentari e ministri. La Svizzera, a un certo punto, ha addirittura sospeso i conti del povero Assange: non l'aveva fatto con Hitler, non lo fa coi mafiosi - lo fa con Wikileaks, cioè con internet, che evidentemente gli fa molta più paura.(...) Il diritto di cronaca ufficialmente non esiste più e il giornalismo è fuorilegge. Non solo in Iran o in Cina ma proprio qui da noi, in America e Europa. E la libertà? E il liberismo? E chi se ne fotte."

martedì 7 dicembre 2010

Il Re è nudo, ma Assange in catene. Ma tu che vai, ma tu rimani, vedrai la neve, se ne andrà domani....

Anche la luce sembrerà morire nell'ombra incerta di un divenire (inverno, Fabrizio De André)
Rubò sei cervi nel parco del re... (Fabrizio de Andre - Geordie)

Julian Assange è stato arrestato a Londra. Hacker di tutto il mondo... unitevi: WikiLeaks deve vivere! Parola d'ordine: Mirror! Decentrare: Information wants to be free! Qui le donazioni: Keep us Strong, ci chiede WikiLeaks.

"Una stampa veramente libera - libera dalle preoccupazioni del nazionalismo - pare sia un problema terrificante per i governi eletti come lo è per le tirannie."

venerdì 3 dicembre 2010

Chi ha paura di WikiLeaks? A tremare sono i "sistemi chiusi", non le Open Society

Gli stati-mafia e gli stati-corrotti. I paesi con gli altarini da nascondere alla pubblica opinione. Le società chiuse, inaffidabili e sleali dove gli affari personali sovrastano in maniera impropria la Res publica e la Politica. Chi nasconde e cerca di offuscare la verità, chi trucca bilanci e chi prende tangenti. Ecco chi deve avere paura di WikiLeaks.

Al contrario, non hanno motivo di temere nulla da WikiLeaks né le vere democrazie né le Open Society che sull'affidabilità, lealtà e trasparenza fondano la propria autorevolezza e governance.

giovedì 2 dicembre 2010

Le accuse Usa di anarchia a Julian Assange: déjà vu, Sacco-Vanzetti...

Il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, ha definito il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, un "anarchico" che non merita i diritti di protezione riservati a un giornalista.

Quando il Dipartimentimento della machiavellica Hillary Clinton scomoda l'anarchismo, come baubau (peggiore anche dell'accusa di essere talebano), capiamo che WikiLeaks ha toccato un nervo scoperto.

Déjà vu, Assange come Sacco-Vanzetti? Speriamo di no. Riporta Wikipedia: "Ferdinando Nicola Sacco (1891) e Bartolomeo Vanzetti (1888) furono due anarchici italiani.

Vennero arrestati, processati e giustiziati sulla sedia elettrica negli Usa negli anni '20, con l'accusa di omicidio di un contabile e di una guardia del calzaturificio «Slater and Morrill». Sulla loro colpevolezza vi furono molti dubbi già all'epoca del loro processo; a nulla valse la confessione del detenuto portoricano Celestino Madeiros, che scagionava i due".

Forse è vero che si dovrebbe smettere di chiedere a chi giovino le rivelazioni di WikiLeaks (che ne ha per tutti: prossimamente per la Enron delle banche, 5 Gbyte di file rubati forse a Bofa; sulla Cina, la Russia e forse anche un colosso IT), e verificare solo se le fonti sono vere. E, dalle reazioni scomposte e piccate, le fonti sono vere.

Se arrestassero Assange, WikiLeaks si fermerebbe? Nossignori: "Se si pensa che Wikileaks è un gruppo di diverse migliaia di persone che formano una comunità virtuale diffusa in tutto il mondo (...), è una comunità virtuale di persone che appoggia Assange e che ritiene di operare nel pubblico interesse rispondendo alle domande dell'opinione pubblica" (Fonte: RaiNews).

That's the freedom of Open Web, baby. La glasnost nell'era di Internet.

  • Intervista a Paolo Attivissimo, giornalista informatico, esperto di bufale diffuse sulla rete e cospirazionismi, consulente di sicurezza informatica e difesa della privacy (Panorama.it)

lunedì 29 novembre 2010

Festini selvaggi, "Gheddaffine" e WikiLeaks

Il Premier Silvio Berlusconi dice di non frequentare "festini selvaggi": il Bunga Bunga è un party da terza media, vorrà farci credere. No grazie. Gheddafi ci dirà che non usa il Botox e non si fa accompagnare da una bionda "voluttuosa infermiera" ucraina. Le Gheddaffine, in viaggio premio a Tripoli (con bonus di 3mila euro), ci vorranno far credere di essere delle odierne Perpetue. Così va il mondo giusto?

Ma WikiLeaks non ci sta. Il visionario William Gibson diceva a proposito dei nuovi mezzi contrapposti alla classica gestione del potere: "le verità potranno essere già rivelate o essere destinate a venire alla luce prima o poi. È qualcosa che vorrei sottoporre all'attenzione di ogni uomo di stato, leader politico e dirigente d'azienda: il futuro, alla fine, vi porterà allo scoperto. Non riuscirete a mantenere i vostri segreti. Il futuro, maneggiando strumenti di trasparenza inimmaginabili, l'avrà vinta su di voi. Alla fine, quello che avrete fatto sarà sotto gli occhi di tutti".

Internet ancora una volta è dirompente e, come nel business, deflagra. Sparigliando le carte.

giovedì 18 novembre 2010

Julian Assange risponda all'accusa di stupro

L'accusa sembra ad orologeria (va provata!), ma anche un hacker se vuole essere paladino senza macchia della libertà d'espressione e di informazione, deve rispondere alle accuse. Il mandato di arresto nei confronti del capo di Wikileaks (Julian Assange) da parte del Pubblico ministero per l'accusa di violenza sessuale, è una cosa da chiarire. Subito. E non qualcosa da cui fuggire. Il fuggitivo non è un bel finale!

Informaton wants to be free, but Information isn't knowledge.

Credo che Julian Assange debba cambiare approccio. Quest'aggiamento di "illusione ipnotica" sta stancando? Julian Assange risponda all'accusa di stupro e si metta in gioco. Fuggire dalle proprie responsabilità non è degno di nessun vero Hacker. E, visto che WikiLeaks sembra attingere ai fondi intestati a Wau Holland (un hacker dallo sguardo gentile, morto qualche anno fa, che ha dato molto alla comunità), Assange renda onore a Holland e si scagioni dalle terribili accuse.

Leggi The Register: Hypnotic illusions at the Wikileaks Show
M.C.