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venerdì 30 aprile 2010

Boom di giovani, carini e disoccupati. Mentre la marea nera invade New Orleans...

Giovani, carini e disoccupati è il film della mia generazione: era un film di e con Ben Stiller con Winona Ryder, Ethan Hawke, Janeane Garofalo. Un film sulla Seattle (Microsoft ha sede a Redmond) degli anni '90, dove nacque il fenomeno Grunge. Se non lo conoscete è perché siete o troppo giovani o ...too old :)

Il film non era niente di che, ma esprimeva le ansie della Generazione X (allora ci chiamavano così i sociologi: non eravamo né Punk-anarchici né Yuppies in carriera: anche perché eravamo disoccupati, carini e di belle speranze: e basta! E poi saremmo entrati a far parte dell'Esercito dei Precari a vita, senza la rabbia né con l'utopia di cambiare il mondo dei nostri predecessori).

Oggi l'ultimo Rapporto Istat (fonte: La Repubblica) rende noto che il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 27,7% (con un modesto calo dello 0,4% rispetto al mese precedente, ma in aumento di 2,9% rispetto a marzo 2009). Per i giovani un record nella Ue.

In impennata è il numero di donne disoccupate: 1 milione 44mila unità. In rialzo del 4,8% su base mensile contro una crescita dello 0,9% per quella maschile.

Non ci stanchiamo di ripeterlo: questo non è un paese per donne né per giovani (vecchie, poi...!)

E intanto la marea nera invade New Orleans... Una Katrina chimica e cancerogena 2, la vendetta. "
Un disastro ambientale forse peggiore della Exxon-Valdez" ripetono i media come un mantra.

Mio figlio di 7 anni e mezzo ha visto un'immagine al TG, si è tappato gli occhi e ha detto: "Ma chi può essere così cattivo da distruggere il mondo?". Non ho saputo rispondergli se non con un laconico: "Chi pensa solo ai soldi, e mai ai controlli, mette in pericolo la vita di tutti noi, uomini, animali e ambiente...".

sabato 6 marzo 2010

La disoccupazione maschile supera quella femminile. Però non nei Cda

Da gennaio la disoccupazione è un problema soprattutto maschile. E non c'è di che gioire, ovvio: disoccupato o disoccupata, è brutto per tutti. Però, per la prima volta, c'è stato il "sorpasso rosa": il tasso dei senza lavoro tra le donne dell'Unione europea è inferiore a quello tra gli uomini (Eurostat).

Ovviamente l'Italia va ancora controcorrente. In Italia il Gender Gap non viene scalfito, anzi: il Belpaese è uno dei paesi europei con la più ampia differenza nel tasso di disoccupazione: donne al 9,8% contro il 7,7% degli uomini.

E questo si riflette nella Corporate Governance. Roger Abravanel spiega a pagina 47 del Corriere della Sera che la vittima del mancato varo del codice di autodisciplina del Codice di autoregolamentazione per le società quotate a Piazza Affari, è stata la proposta di più donne nei Cda (Consigli di amministrazione) italiani.

"È dimostrato che i consigli "misti" sono di migliore qualità. (...) E non perché si è "amici delle donne", ma perché si è "amici del merito" ricostituente fondamentale per le nostre aziende" (meritocrazia.corriere.it).

Ma non è andata così: il Fattore D è proprio una vitamina indigesta nel sistema-paese Italia?