Il libro da leggere, dopo l'acquisto
Balotelli, è "Il tradimento dei chierici" (1927). Il libro parte
dall'affaire" Dreyfus che negli anni a cavallo tra Otto e Novecento
divise la cultura francese ed europea in due schieramenti
inconciliabili. Ecco noi siamo ancora lì fra i due schieramenti
inconciliabili. L'autore Julien Benda difende un ruolo
dell'intellettuale "custode di valori" universali come
la ragione, la verità, la giustizia. I "traditori" contro i quali si
scaglia sono gli sciovinisti, i razzisti, i fascisti di ogni gradazione.
"Ma anche i rappresentanti di quella corporazione intellettuale che fa
politica al riparo dalla sua supposta superiorità e imparzialità, i
servi di ogni regime o ideologia, anche quando mossi delle migliori
intenzioni". Non è un libro che amo. Però tutte le persone che incontro a
Firenze, dopo MPS, mi dicono: "Ci hanno traditi". Traditi, come innamorati che
hanno perso fiducia, il bene supremo...
Il blog Vecchiefarab(r)utte è dedicato a tutte le donne (e cyber-attiviste) che in Italia quotidianamente subiscono (o avvertono) discriminazioni in base al sesso e sono sottoposte alle (dis)pari opportunità
martedì 29 gennaio 2013
lunedì 28 gennaio 2013
L'exit strategy
Otto bonifici, destinazione Amsterdam, Madrid e Londra. Diciassette-dico-diciassette miliardi di euro in 11 mesi. "Mps non è certo una banca fallita: non si può far ricorso a misure
d'emergenza, alimentando un clima ingiustificato di panico tra i
risparmiatori e di allarme sui mercati". Su questo concordano tutti, da
Monti a Grilli, da Visco a Vegas. Se così non fosse, il governatore non
avrebbe dato via libera ai 3,9 miliardi di Monti bond, ritenendoli "al
momento sufficienti". Il nodo, tuttavia, sta tutto in quel "al momento" scrive Massimo Giannini su La Repubblica.
Ma qual è l'exit strategy? La nazionalizzazione non è esclusa. Sarebbe una "nazionalizzazione di risulta" modellata sugli interventi del governo svedese negli anni '90 e di quello inglese all'inizio della crisi del 2007. MPS verrebbe nazionalizzata in via temporanea, per "poi essere ricollocata sul mercato, con nuovi soci privati e nuovi assetti di governance".
Intanto è caccia alla "madre di tutte le tangenti", a vent'anni da Enimont. Perché Mps non è solo una banca Rossa: il "Sistema-Siena non aveva un colore. Aveva tutti i colori".
Ma qual è l'exit strategy? La nazionalizzazione non è esclusa. Sarebbe una "nazionalizzazione di risulta" modellata sugli interventi del governo svedese negli anni '90 e di quello inglese all'inizio della crisi del 2007. MPS verrebbe nazionalizzata in via temporanea, per "poi essere ricollocata sul mercato, con nuovi soci privati e nuovi assetti di governance".
Intanto è caccia alla "madre di tutte le tangenti", a vent'anni da Enimont. Perché Mps non è solo una banca Rossa: il "Sistema-Siena non aveva un colore. Aveva tutti i colori".
MPS non è una nuova Parmalat, ma rappresenta la tomba del Leghismo-Rosso
L'inchiesta sui conti truccati per generare il rialzo del prezzo di Antonveneta vedono come testimoni Gotti Tedeschi e il figlio di Cardia (Consob). Inoltre un dirigente del Monte dei Paschi (Mps) lanciò l'allarme su Alexandria ma venne defenestrato. Gli warning erano stati inviati ai vari livelli della banca, ma chi li aveva spediti, fu fatto fuori.
Quell'intreccio pericoloso fra amicizie e debiti in Fondazione, sono inoltre un'anomalia, come denuncia Sergio Rizzo... MPS non sarà forse una nuova Parmalat, ma rappresenta la tomba del Leghismo-Rosso.
Quell'intreccio pericoloso fra amicizie e debiti in Fondazione, sono inoltre un'anomalia, come denuncia Sergio Rizzo... MPS non sarà forse una nuova Parmalat, ma rappresenta la tomba del Leghismo-Rosso.
- Corriere.it: Mps, il patto illecito con Santander e JP Morgan: c'è una lettera segreta
- Debiti e amicizie in fondazione: una colossale anomalia di Sergio Rizzo
- La verità dell'ex direttore generale. Vigni: «Derivati? Erano già lì» di Fabrizio Massaro
- ReporTIME: Montepaschi, un dirigente lanciò l'allarme su Alexandria: fu fatto fuori
giovedì 24 gennaio 2013
Eretici digitali. Da Mps a Apple, gara a chi "brucia" di più in Borsa. Nel silenzio dei media
Mps ha bruciato in Borsa 500 milioni di euro, quando tutti sapevano che una cattiva politica stava affossando il Monte dei Paschi.Ma non è l'unica bolla che si sgonfia. Wall Street c’è anche una certa Apple che ha bruciato in poche settimane 175 miliardi di dollari (fonte: Bloomberg),
sulle ali del Buzz e del Viral marketing. Per carità: nel caso di Apple
non c’è “dolo”. Non c’è un caso Parmalat, nel caso Apple, e ci
mancherebbe. Mps, è un caso più scottante.
Ma un fil rouge che lega le bolle esiste eccome: il demonio della disinformazione. La Fatwa dell’InfoTainment che emoziona, ma non svela. La hubrys del guru digitale con milioni di Follower. Valanghe di articoli che pompano un titolo, senza esaminarne i punti deboli, senza analizzarne i bug, e dunque innescando la sindrome del “Gigante dai Piedi d’Argilla”, sono nocivi. Sono Titoli Tossici. Come il Blog Melamente Assorto e il nostro Mela Marcia hanno sempre denunciato, a chiare lettere. Ma gli Eretici digitali, eravamo noi. Non i ParaGuru, che facevano black propaganda, sapendo di farla.
Certo, Apple ha la possibilità di riprendersi, se seguirà i mercati emergenti e le Leggi del mercato. Mps, francamente, non saprei.
La Finanza non è ancora uscita dalla crisi innescata ai tempi degli scatoloni di Lehman Bros. E lo scandalo continua ad essere un mondo dell’informazione che non sempre fa chiarezza e vero giornalismo, con la schiena dritta, ma troppo spesso fa SOLO propaganda. O no?
Ma un fil rouge che lega le bolle esiste eccome: il demonio della disinformazione. La Fatwa dell’InfoTainment che emoziona, ma non svela. La hubrys del guru digitale con milioni di Follower. Valanghe di articoli che pompano un titolo, senza esaminarne i punti deboli, senza analizzarne i bug, e dunque innescando la sindrome del “Gigante dai Piedi d’Argilla”, sono nocivi. Sono Titoli Tossici. Come il Blog Melamente Assorto e il nostro Mela Marcia hanno sempre denunciato, a chiare lettere. Ma gli Eretici digitali, eravamo noi. Non i ParaGuru, che facevano black propaganda, sapendo di farla.
Certo, Apple ha la possibilità di riprendersi, se seguirà i mercati emergenti e le Leggi del mercato. Mps, francamente, non saprei.
La Finanza non è ancora uscita dalla crisi innescata ai tempi degli scatoloni di Lehman Bros. E lo scandalo continua ad essere un mondo dell’informazione che non sempre fa chiarezza e vero giornalismo, con la schiena dritta, ma troppo spesso fa SOLO propaganda. O no?
- Blog: ERETICO DI SIENA
- ITespresso.it: 47.8 milioni di iPhone non bastano: Apple delude Wall Street
mercoledì 23 gennaio 2013
Montepaschi come Parmalat?
"Il buco nero nei conti della banca "rossa" non è solo la fine indegna
dell'ultimo residuo di "socialismo municipale" rimasto nel Paese. È
anche una miccia innescata nel cuore fragile di un sistema creditizio
opaco e autoreferenziale. Ed è anche una bomba incendiaria che deflagra
in campagna elettorale" scrive Massimo Giannini su La Repubblica.
I "documenti tenuti celati all'Autorità di Vigilanza" fanno sì che Via Nazionale (insieme agli azionisti, ai dipendenti e ai correntisti della banca) sia "parte lesa" di una truffa che ricorda paurosamente il crac della Parmalat.
Ma gli scandali sono tanti: "Mussari si è dimesso dalla presidenza dell'Abi: ma il vero paradosso è che ci sia rimasto per tutti questi anni" prosegue il direttore di Affari & Finanza.
Chi scoperchierà il verminaio di Siena, le lottizzazioni e il clientelismo? Sia chiaro: la Banca è Rossa, ma i verminai - basta pensare alle quote latte - sono bipartisan. "Una finanza predona, una politica stracciona. È difficile dire quale sia il male peggiore" conclude sconsolato Giannini.
I "documenti tenuti celati all'Autorità di Vigilanza" fanno sì che Via Nazionale (insieme agli azionisti, ai dipendenti e ai correntisti della banca) sia "parte lesa" di una truffa che ricorda paurosamente il crac della Parmalat.
Ma gli scandali sono tanti: "Mussari si è dimesso dalla presidenza dell'Abi: ma il vero paradosso è che ci sia rimasto per tutti questi anni" prosegue il direttore di Affari & Finanza.
Chi scoperchierà il verminaio di Siena, le lottizzazioni e il clientelismo? Sia chiaro: la Banca è Rossa, ma i verminai - basta pensare alle quote latte - sono bipartisan. "Una finanza predona, una politica stracciona. È difficile dire quale sia il male peggiore" conclude sconsolato Giannini.
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Massimo Giannini,
Monte dei Paschi di Siena,
Mps
martedì 22 gennaio 2013
L'exploit del debito pubblico: perché il rigore di Monti non è un errore
Undici anni di folli spese pubbliche. Bipartisan. Titola così il Corriere della Sera, un intervento di Mario Baldassari, senatore FLI. 536 miliardi: era l'ammontare delle entrate pubbliche dell'anno 2000, quando la spesa pubblica era in parirà, a quota 536 miliardi di euro.
Ma nel 2012 è stato il boom delle spese pubbliche: le entrate pubbliche erano passate da 536 a 764 miliardi di euro, mentre il totale della spesa pubblica era esploso: da 536 a 805 miliardi di euro.
L'Italia spendeva più di quanto guadagnasse. L'Italia stava vivendo oltre le sue possibilità. L'harakiri di Berlusconi è tutto racchiuso in queste cifre. Il resto sono balle. Spaziali.
Monti ha girato la leva troppo sull'Austerity? Può darsi, ma non avrebbe potuto fare altrimenti. Stavamo per schiantarci, come su un'auto in folle corsa che non ha visto il baratro. Ora, passata la tempesta, va continuata la revisione della spesa, coniugando la crescita con il rigore. Magari togliendo l'IMU a chi possiede case di basso valore (reale, non catastale). Magari, rimodulando l'IMU in base ai reali valori di mercato. Magari, iniziando a usare i soldi derivanti dalla lotta all'evasione/elusione, per abbassare le tasse a chi già le paga e ha una busta paga, davvero magra. Altra cosa da fare: la guerra agli "stipendi e pensioni d'oro", concesse negli anni delle "vacche grasse", ormai insostenibili. Ed è già tanto se non gli si richiederanno indietro anche i pregressi!
Deve valere la regola aurea di Adriano Olivetti: «Nessun dirigente, neanche il più alto in grado, deve guadagnare più di dieci volte l'ammontare del salario minino».
Il resto sono frottole.
Ma nel 2012 è stato il boom delle spese pubbliche: le entrate pubbliche erano passate da 536 a 764 miliardi di euro, mentre il totale della spesa pubblica era esploso: da 536 a 805 miliardi di euro.
L'Italia spendeva più di quanto guadagnasse. L'Italia stava vivendo oltre le sue possibilità. L'harakiri di Berlusconi è tutto racchiuso in queste cifre. Il resto sono balle. Spaziali.
Monti ha girato la leva troppo sull'Austerity? Può darsi, ma non avrebbe potuto fare altrimenti. Stavamo per schiantarci, come su un'auto in folle corsa che non ha visto il baratro. Ora, passata la tempesta, va continuata la revisione della spesa, coniugando la crescita con il rigore. Magari togliendo l'IMU a chi possiede case di basso valore (reale, non catastale). Magari, rimodulando l'IMU in base ai reali valori di mercato. Magari, iniziando a usare i soldi derivanti dalla lotta all'evasione/elusione, per abbassare le tasse a chi già le paga e ha una busta paga, davvero magra. Altra cosa da fare: la guerra agli "stipendi e pensioni d'oro", concesse negli anni delle "vacche grasse", ormai insostenibili. Ed è già tanto se non gli si richiederanno indietro anche i pregressi!
Deve valere la regola aurea di Adriano Olivetti: «Nessun dirigente, neanche il più alto in grado, deve guadagnare più di dieci volte l'ammontare del salario minino».
Il resto sono frottole.
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lunedì 21 gennaio 2013
Obama promette ricette più di sinistra
Stessi diriti a fratelli e sorelle gay. Obama preme sui diriti civili Lgbt. La svolta a sinistra, si farà.
- Corriere.it: Obama promette di essere più di sinistra di M. Gaggi
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