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mercoledì 23 gennaio 2013

Montepaschi come Parmalat?

"Il buco nero nei conti della banca "rossa" non è solo la fine indegna dell'ultimo residuo di "socialismo municipale" rimasto nel Paese. È anche una miccia innescata nel cuore fragile di un sistema creditizio opaco e autoreferenziale. Ed è anche una bomba incendiaria che deflagra in campagna elettorale" scrive Massimo Giannini su La Repubblica.

I "documenti tenuti celati all'Autorità di Vigilanza" fanno sì che Via Nazionale (insieme agli azionisti, ai dipendenti e ai correntisti della banca) sia "parte lesa" di una truffa che ricorda paurosamente il crac della Parmalat.

Ma gli scandali sono tanti: "Mussari si è dimesso dalla presidenza dell'Abi: ma il vero paradosso è che ci sia rimasto per tutti questi anni" prosegue il direttore di Affari & Finanza.

Chi scoperchierà il verminaio di Siena, le lottizzazioni e il clientelismo? Sia chiaro: la Banca è Rossa, ma i verminai - basta pensare alle quote latte - sono bipartisan. "Una finanza predona, una politica stracciona. È difficile dire quale sia il male peggiore" conclude sconsolato Giannini.

giovedì 31 maggio 2012

Chiedetevi come sarà l'Europa tra dieci anni

A pronunciare queste parole è stato Mario Draghi: "Chiedetevi come sarà l'Europa tra dieci anni (...) prima si definirà questo cammino, meglio sarà per tutti". Contuna Massimo Giannini: "L'Europa di oggi, irresoluta e irresponsabile, produce insieme un'economia della depressione e una politica dell'insicurezza. Senza una strategia di lungo respiro, i governanti dalla veduta corta si nutrono di pura tattica, battendo il tempo dell'Europa su quello delle rispettive scadenze elettorali. Non sono capaci di rispondere alla domanda di futuro e di crescita, di lavoro e di equità che promana dai popoli. (...) è sempre troppo facile pretendere dai tecnici quello che i politici non sanno o non vogliono dare. Nella "disputa" in corso, nonostante tutto, oggi hanno più ragione i primi dei secondi".

lunedì 21 maggio 2012

Un'altra Italia

Dimenticate le tristi olgettine. Ora a guidare un Comune a Parma c'è un bancario (e non un banchiere!), esperto di IT, dal sorriso scanzonato e dall'onestà specchiata. "Dal weekend elettorale, macchiato dal sangue innocente di Brindisi e dal sisma devastante di Ferrara, nasce una nuova geografia politica" scrive Massimo Giannini su La Repubblica."Tra primo e secondo turno, questo voto locale riflette in pieno la voglia irriducibile di cambiamento che attraversa il Paese su scala nazionale. Un bisogno di voltare pagina che avviene solo in parte "dentro" il sistema, ma che per il resto alligna non necessariamente "contro", ma sicuramente "fuori" dal sistema. Liquidato frettolosamente come "anti-politica", il fenomeno è in realtà molto più articolato e complesso. Nasconde piuttosto una domanda di "altra politica", alla quale i partiti tradizionali non sembrano più in grado di dare risposta".

Il Digitale detta l'agenda. A un paese che ha sempre, volutamente, ignorato la voglia di IT del paese.

lunedì 2 aprile 2012

Seconda parte: Falso in bilancio e Anti corruzione sono priorità

"Il capo economista dell’Ocse Pier Carlo Padoan avverte che il vero freno all’ingresso degli investitori stranieri in Italia è la corruzione, non certo la rigidità del mercato del lavoro. Nonostante questo monito autorevole, proveniente da un organismo sovranazionale, la riscrittura dell’articolo 18 e l’abolizione dell’obbligo di reintegro nel caso di licenziamenti «per motivi oggettivi o economici» vengono considerate priorità assolute da Monti e Fornero. Con una definizione così «lasca» del diritto a licenziare da parte delle imprese, basterà esibire al giudice un bilancio in rosso per mandare a casa un po’ di lavoratori" Massimo Giannini, Affari & Finanza (La Repubblica)

Va ripristinato il Falso in bilancio e serve un decreto Anti corruzione.

mercoledì 30 marzo 2011

Reati sessuali? La vittima perfetta del "processo breve"

"Il blitzkrieg (ndr: del governo Berlusconi) sul processo breve è la drammatica conferma di un lucido progetto di destrutturazione del sistema giurisdizionale. (Ndr: Saranno azzerati) 100 mila processi, tra cui molti di quelli su reati comuni gravissimi (dalla violenza sessuale alla rapina), oltre a quelli su Thyssen, Parmalat, Antonveneta, e la Casa dello Studente dell'Aquila. È il prezzo, carissimo, messo da Berlusconi sul conto degli italiani: per garantire la sua impunità, devono rinunciare alla loro giustizia" scrive l'ottimo Massimo Giannini su Pubblico de La Repubblica.

Che altro dire? Le donne, ancora una volta vittime della "guerra lampo" (per una volta non della "cerniera lampo")...

giovedì 4 novembre 2010

Thank you, mister Emmott! (Beato lui che vede il "dopo Berlusconi")

Bill Emmott, ex direttore dell'Economist, famoso per aver detto che mister Berlusconi non era adatto a governare l'Italia ("unfit"), ha scritto una dedica ironica sul suo libro "Forza, Italia" inviato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi: tutto si gioca su una "virgola" e su un "dopo". A me viene da commentare : Italia, risvegliati e cammina :)


M.C.

martedì 26 gennaio 2010

Cosa imbarazza del Cinzia-gate: le lavoratrici "a disposizione"?

Lei, Cinzia Cracchi, che per rancore, gelosia, pura irrazionalità (e chi lo sa?), travolge una intera città come un treno deragliato fuori binario, un po' mi annoia. Ma quello che mi ha irritato è in realtà una frase (la estrapolo da un titolo di giornale, Corriere della Sera): "Non volevo che finisse così ma solo riavere il mio posto".

Ma allora ai media chiedo di indagare su due interrogativi irrisolti: 1) Cinzia Cracchi ha fatto carriera per meriti propri o grazie a spinte extra-professionali?; 2) Perché poi è stata retrocessa da un posto di segretaria a telefonista del Cup: ancora, per demeriti propri o solo perché scaricata dall'ex fidanzato? Cioè: vuole riavere un posto che le competeva e le compete oppure c'è dell'altro?

Ma è questo lo stato del lavoro femminile in Italia? Fare carriera in base a principi meritocratici è proprio demodè? Esercizio di stile per accademici?

Chiudo il post con le parole di Massimo Giannini, su Affari & Finanza di lunedì 25 gennaio (titolo: La Nuova Era dei lavoratori "a disposizione"). Parlava d'altro (i lavoratori non standard), ma torna comodo in questi tempi bui di mignottocrazia a 360 gradi: "La riforma più seria e più urgente è quella del Welfare, che serve a tutti gli italiani".

Soprattutto ai giovani, grandi esclusi dal mercato del lavoro (e bombardati dalle "armi di distrazione di massa" come l'idea di far uscire di casa a 18 anni i famosi bamboccioni...), ma anche alle donne di tutte le età.

Perché se una donna (giovane o di mezza età) per riottenere il posto di lavoro, non fa una battaglia di merito ma mette in piazza il proprio privato, c'è davvero qualcosa che non va. E non è una questione morale di un partito (come vorrebbe cavalcare Di Pietro: la questione morale allora travolge tutta Italia in lungo e in largo!), bensì è proprio una questione più complessa e profonda: un arretramento di mentalità, una retrocessione sociale, forse il tramonto della rivoluzione femminista (come direbbe Martin Amis nel suo nuovo romanzo in uscita). Dove le raccomandazioni, le scorciatoie e i giochi-di-potere contano più dei propri meriti.

Ma in un mondo che va sempre più verso l'estrema flessibilità dei "lavoratori on demand", donne che non contano solo sulla propria professionalità, non paiono aliene, anni '50, veramente obsolete e anacronistiche? E non sono forse un po' troppo "a disposizione" e "on demand" in questo mondo del lavoro che cambia così in fretta?