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giovedì 5 luglio 2012

Quant'è giurassica la querela a Twitter

Dopo la gaffe presidenziale di Valerie, compagna di Hollande, poco signorile nei Tweet, arriva la Tweet-querela. La minaccia la giornalista RAI Paola Ferrari che, offesa a suo dire durante Euro 2012, vuole portare in tribunale il sito di micro-blogging, valutato 7-8 miliardi di dollari. Qui il problema non è la giornalista, di cui non sappiamo nulla. Il problema è "il sistema". Ma pensa te: il vecchio contro il nuovo. In un'Italia gerontocratica che non cambia mai facce in Tv, c'è chi querela il più popolare sito di micro-blogging al mondo. Ecco: è lo specchio dei mali del paese... E pensare che chi paga il Canone vorrebbe a volte querelare RAISport così antica e noiosa... Ma poi passa a Sky. MA sia chiaro: ha ragione Aldo Grasso quando dice che se RaiSport non funziona, non è colpa dei singoli conduttori, che sarebbe meschino giudicare..., bensì di un sistema che appare francamente vecchio. Obsoleto. Chi è un arcitutelato dal sistema e querela Twitter, sembrerà giurassico a chi - ancora - paga il canone!

sabato 17 marzo 2012

Perché Michele Serra non ha tutti i torti, ma non ha neanche ragione

A Michele Serra Twitter fa schifo. Forse non sa che si possono aggiungere link, tagliati con TinyUrl o servizi analoghi, per argomentare in modo dialettico a quelle frasi brevi, Url smozzicate, sintesi folgoranti o battute ammazzadibattito. Però Michele Serra, maestro di satira per due generazioni, non ha tutti i torti: a volte Twitter viene utilizzato come uno spara-haiku, un fionda-sentenze da 140 caratteri, che appaiono come un "giudizio universale", una sentenza definitiva, inappellabile e castrante. E come tale, colpisce dritto al cuore, ma non lascia passare l'ossigeno al cervello: e non parliamo di colpi di fulmine. Al marketing ed alla comunicazione bastano 140 caratteri, ma alla cultura servono i ragionamenti: verissimo! Detto ciò, il geniale Michele Serra non ha affatto ragione: primo, perché chi vuole argomentare può farlo aggiungendo il link a un blog (dove può continuare il dibattito virtuale, paraddossalmente all'infinito, come nella maieutica di un dialogo socratico); oppure può rispondere al micro-post da 140 caratteri con un nuovo Tweet, magari intavolando una battibecco su Twitter, a colpi di botta e risposta, Tweet su Tweet, degno di una Storify. Insomma, non c'è nessuna sentenza definitiva, nessun giudizio sommario, ma il micropost diventa un vezzo stilistico per chi si esprime con Haiku brevi e illuminanti.

Per Michele Serra valgano, infine, due soli dati di mercato. Twitter e Facebook non sono solo una moda frivola e passeggera, ma sono Social Media che hanno innescato (anche) la Primavera Araba e aiutato le elezioni di Obama: passeranno di moda? Può darsi, ma per ora ci sono ed aiutano il mercato delle news più di certi tablet (dove il consumo di e-content batte la lettura di news).

I ricavi dell'intera industria USA dei newspaper (i quotidiani) valgono meno della sola Google: oggi chi prescinde dal Digitale, è fuori dal mondo e si condanna a fare la fine del Dodo. Fra parentesi: le visite di molti giornali dipendono più da Google News che dai Social media, e Twitter (che vale circa 8 miliardi di dollari) può darsi che sia una tendenza di questi anni. Ma l'Italia non può ancora traccheggiare ed accumulare altri ritardi... chiudendosi in una torre d'avorio nel deserto della competizione.

Benvengano le critiche ai Social Media e all'Information Technology: è proprio studiando il "lato oscuro" di certe tecnologie che si rende possibile il vero progresso... Essere vittime del fascino hi-tech non serve a nessuno, se non a diventare consumatori passivi e feticisti digitali. Utonti invece che utenti. Dunque, benvengano le critiche di Serra, che non ha tutti i torti, ma, sia chiaro, - neanche troppa - ragione ;)
Mirella Castigli

mercoledì 16 novembre 2011

Governo Monti, il primo nome arriva da Twitter e tre donne

Il governo Monti è un governo tecnico del presidente, ma, di fatto (nei numeri parlamentari), una grosse-koalition con i voti di B., di Pd, Terzo polo. Più che nei nomi, andranno valutati i fatti, e tenuti d'occhio i primi 100 giorni...

Tre donne: Anna Maria Cancellieri, ministro dell'Interno; Paola Severino, ministro della Giustizia; Elsa Fornero, ministro del Welfare con delega alle Pari Opportunità.


giovedì 26 maggio 2011

Ballottaggi piratati: La moltiplicazione dei pani, dei pesci e... dei "Mi piace" su Facebook! (Ovvero: i moderati dell'Hijacking)

Scrive Punto-Informatico.it: "Parrebbero cresciuti artificiosamente i "Mi Piace" della fan page di Letizia Moratti, attraverso uno script che sfrutta le vulnerabilità di Facebook (e ne viola il regolamento)". Dopo la Sucate-beffa su Twitter, la campagna 2.0 di Letizia Bricetto Moratti, nèo scapigliata milanese (dopo aver perso aplomb e "marmorea cotonatura"), è letteralmente in panne. Una gaffe, tira l'altra...

Ma il Like-hijacking, Signora Mia!, mica avremo gli hacker in Comune?!?

lunedì 2 maggio 2011

Su Twitter lo scoop è per caso. Ma che scoop 2.0!

Inconsapevolmente, per caso, un paio di Tweet hanno battuto sul tempo i giornalisti blasonati. Ma il giornalismo non è una gara al foto-finish. Niente di male, chi usa i social media non vive nessuna contrapposizione con l'Old journalism dalle "suole consumate", anche se c'è chi ancora vuole mettere i puntini sulle i. E ce li metta, pure. Insomma, redazioni di carta e online, devono convivere e non farsi la guerra. Però "diamo a Twitter quel che è di Twitter". Ai giornalisti della carta stampata spetta l'approfondimento, la contestualizzazione e tanto altro lavoro (a partire dalla verifica delle fonti): quel fil rouge che ci porta ogni mattina all'edicola (digitale o reale o sull'aggregatore di News). Twitter è agile e veloce, dà un Input (a cui il giornalista deve aggiungere la cornice e la profondità dello sguardo, il backstage, e tutto quello che manca all'instantanea del Tweet). E' così che va il mondo. Ma anche il "netizen journalism" dello scoop per caso, non prendiamolo ingiro: sarà naif, ma non va più sottovalutato. Lo abbiamo già visto migliaia di volte, soprattutto con le bombe del 2005 a Londra (prima su Flickr che su Reuters) o quelle a Madrid. O ancora con WikiLeaks. L'online è un nuovo media, intrigante e fotonico, ma si integra benissimo con i vecchi media: purché non lo snobbino ;)

Però ai giornalisti chiediamo: non taroccate le immagini. Photoshoppare non serve a nessuno, anzi, fa solo male alla libertà di stampa, alla nostra fiducia nei media mainstream eccetera. Lo stanno capendo anche le belle donne sulle copertine patinate...

PS: In molti giornalisti hanno ucciso OBama invece di Osama, per errore di digitazione. Capita, ma immagino che Barack abbia toccato ferro!