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giovedì 18 luglio 2013

La Grande Disillusione (Sottotitolo. Al ministro Bonino va bene che l'italia violi uno dei più fondamentali diritti umani, quello all'asilo?)

Spiace dirlo. Ma questo punto è evidente che "i diritti umani, i diritti delle donne, i diritti in generale, sono stati per alcuni decenni una moda, nonché una  comoda bandiera per arrivare dentro i nodi del potere."

Al ministro Bonino va bene che l'italia violi uno dei più fondamentali diritti umani, quello all'asilo? Pare di s', dato ciò che succede. Certo tutti quei diritti sono stati un paravento per arrivare alle poltrone. Amen. Che delusione, eh?

Dopo la Grande Ipocrisia, ecco la Grande Disillusione. Frutto, temiamo, della Grande Truffa. Italiani, solo fuffa?



giovedì 4 aprile 2013

Emma Bonino sarebbe un Presidente della Repubblica ideale

Nel frattempo, chiudono mille imprese al giorno, cresce la disoccupazione giovanile, e nessuno risolve l'inghippo dei 40 miliardi di debiti della PA da sbloccare alle imprese (perché altrimenti falliscono, e si crea nuova ondata di senza lavoro...). Una decrescita, infelice, pare. Tanto per non dimenticarsi che, fuori dal microcosmo PD e dalle beghe anti Renzi, c'è una Globalizzazione che incalza e un mondo da cui non si può scendere come alla fermata di un autobus. La macroeconomia, insomma, è lo zoccolo duro della Realtà: forse gli anti-Renziani dovrebbero ricordarselo.

In questo caos, Emma Bonino sarebbe un Presidente della Repubblica ideale. Competente in economia e liberale nei diritti civili, sarebbe perfetta. Troppo per il PD Bersaniano?

venerdì 18 gennaio 2013

Lettera aperta a Emma Bonino

"Tu sei il leader di una sinistra particolare, che non esiste nelle espressioni ufficiali della sinistra e non trova posta nelle posizioni radicali: sei liberale in economia senza essere una macchietta che imita la Thatcher venti anni dopo. Sei laica, con una storia di incredibile coerenza politica, e sai parlare la lingua della tolleranza e della libertà per tutti. Sei una dura lavoratrice, senza essere una suora laica al servizio di Pannella.
Tu sei un leader internazionale riconosciuto e stimato nel mondo, forse più e meglio di Mario Monti e Mario Draghi".

sabato 31 marzo 2012

Prima Parte: Se le multinazionali straniere non investono in Italia

Se le multinazionali straniere non investono in Italia è perché una “cattiva giustizia” costa alle imprese 2,3 miliardi di euro l’anno (altro che art.18!). Perché la giustizia in Italia costa più di 4 miliardi l’anno – pari a 70 euro per italiano (contro i 56 euro della Francia dove un processo civile dura la metà) – Fonte: Partoto Radicale. Forse è il caso di rifletterci un po’ su, prima di fare le crociate inutili.

mercoledì 29 giugno 2011

Emma Bonino: Quote rosa? Ora tocca al merito

Niente champagne per le quote rosa in casa di Emma Bonino. La vicepresidente del Senato, la radicale Emma Bonino, è scettica. Soprattutto se non varrà il merito. Insomma, le quote rosa senza meritocrazia, equivarrebbe ad una sconfitta (e una vittoria delle solite furbette-della-seggiolina).

martedì 10 maggio 2011

La ricetta di Emma Bonino

"L'opposizione si è autoflagellata tre anni, con divisioni assurde. Facendo il gioco del premier. Adesso basta. Ripartiamo dalla legalità per tallonare senza sosta il premier e vincere nel 2013. Parla Emma Bonino".

La frammentaione fa solo il gioco di Silvio Berlusconi. Anche alle amministrative e ai Referendum del 12-13 giugno, bisognerebbe avere unn obiettivo prioritario: dire basta a questo governo. O volete aspettare la manovrina miliardaria di metà estate, per capire che il paese NON è governato da mesi e sbanda parecchio?

giovedì 13 maggio 2010

Pariodispare.org per monitorare uomini e donne in Tv

La proposta di Emma Bonino (Corriere della Sera 12 maggio 2010 pag. 34) è intelligente e simpatica. La Vice Presidente del Senato propone un Osservatorio su uomini e donne in Tv (a partire dalla Rai) per prevenire l'imbarbarimento della Tv pubblica, mettere paletti agli stereotipi in televisione e per contrastare la pubblicità offensiva. I nostri figli e nipoti ci guardano: e non vogliono fare questa fine senza dignità!

Se avete visto Ilcorpodelledonne.net di Lorella Zanardo o vi siete imbattut* nello sguardo ammiccante verso la "signora Giovanna" nello spot di una vernice, sapete di cosa parliamo.

Mentre Steve Jobs censura i capezzoli di Madonna sull'iPad, la Tv nostrana non fa che propinarci sguardi allupati e imbranati, interviste imbarazzanti e pubblicità grevi in ogni ora del giorno.

Tra il neo-puritanesimo del Ceo di Apple e l'imbarbarimento della nostra Tv pubblica, potrà esserci una via di mezzo, anche leggiadra e frivola ma non offensiva per le donne? Pariodispare.org ci prova e chiede alla Rai l'Osservatorio contro le discriminazioni di genere. Finalmente qualcosa si muove!

giovedì 1 aprile 2010

Bonino, Bresso, Hack e Carfagna, le donne sanno conquistarsi i voti: ma la RU486 sarà la Cenerentola delle Regionali?

Donne vincenti o perdenti (magari per un soffio, come Mercedes Bresso e, poco di più, Emma Bonino) dimostrano che il fattore D non va sottovalutato neanche in campagna elettorale.

Anche per chi aveva una campagna tutta in salita (Emma Bonino) o chi è stata "colpita dal fuoco amico" (Mercedes Bresso), le elezioni Regionali hanno messo in luce il ruolo delle donne in politica.

Conquistatrice di preferenze è il ministro Pdl Mara Carfagna che nella circoscrizione di Napoli ha fatto il pieno di voti: 55.740 elettori.

Poi c'è Margherita Hack, 88 anni, che entra nel consiglio regionale del Lazio, eletta con 7.205 preferenze.

L'Italia non è un paese per giovani né per donne, ma forse - piano piano - qualcosa si muove.

Ci resta solo una domanda: Che fine farà la RU486 che Cota (nuovo governatore del Piemonte) e Zaia vogliono mandare in soffitta? Anzi: Cota vuol far "restare nei magazzini"? E Zaia: mai negli ospedali veneti?

Ministro Carfagna, proprio nulla da dire ai sui alleati di coalizione Cota e Zaia?

domenica 7 marzo 2010

Ada Byron, prima donna informatica, e il dilemma di Emma Bonino

È un 8 marzo simbolico, cupo e anche un po' "scivoloso" quello che si sta per consumare in Italia. La prima sfida al vertice di un'importante Regione, come il Lazio della (quanto mai ex, nell'era della globalizzazione) caput mundi Roma, è (o era?) tutta al femminile: Renata Polverini versus Emma Bonino. Due donne, come abbiamo già sottolineato, lontane dagli stereotipi televisivi di quest'Italia che non vuole più donne nei Cda, che accresce il Gender Gap a ogni passo e dove il Fattore D è una vitamina (indigesta!) e non una chiave per l'Exit strategy.

Nei giorni scorsi abbiamo assistito ai disastri commessi dal Pdl nella presentazione delle liste elettorali. Disastri "rimediati" con un Decreto che è una ferita (anche se c'è chi dice sia il male minore...) in un'Italia dai mille lacci e lacciuoli, ma dove la Dura Lex sed Lex, è solo per chi non ha i soldi per un buon avvocato.

Ora Berlusconi ha ottenuto il suo scopo: un Decreto Legge, più che interpretativo, retroattivo per riammettere le liste bocciate. Ma Emma Bonino, parafasando Amleto ("C'è del marcio in Danimarca!"), si chiederà: Presentarsi o non presentarsi?

La decisione di Emma Bonino è sua. E apparterrà alla sua (nostra) storia, ma anche alla sua coerenza politica. Una decisione che andrà rispettata: anche perché è difficilissimo decidere in poche ore, e il ritiro rappresenterebbe un sonoro schiaffo alla già sconquassata democrazia italiana...

Ma ci permettiamo di offrirle un suggerimento per questo 8 marzo lastricato di macerie: una lettura. Forse le servirà ripercorrere le orme virtuali di Ada Byron Lady Lovelace, figlia di Lord Byron, il poeta romantico che, alla notizia della rivolta greca contro i turchi nel luglio 1823, incurante del proprio stato di debolezza fisica, si unì ai ribelli e appoggiò la causa greca, contribuendo finanziariamente al reclutamento di un reggimento.

Lord Byron morì di febbre a Missolungi nel 1824, prima ancora dell'inizio dei combattimenti veri e propri. Ma lasciò ai posteri oltre a tante poesie e all'ideale di "eroe romantico" per eccellenza, anche qualcosa di più prezioso: Ada Byron ovvero Lady Lovelace, la prima donna informatica.

Nel 1842 Ada contribuì alla progettazione dell Macchina Analitica elaborando un algoritmo che oggi viene riconosciuto come il primo programma informatico della storia. Ancora oggi molte software house hanno battezzato con il nome di Ada i loro prodotti (compreso un famoso software di e-learning italiano). E addirittura l’immagine di Ada può essere vista sull’ologramma di autenticità dei prodotti Microsoft [Fonte: Scacco al Web].

Ada, abbandonata dal padre Lord Byron a pochi mesi dalla nascita (non lo rivide mai più), ha contribuito a fondare l'Information Technology (IT), e per questo motivo è protagonista di un romanzo Cyber-Punk: La macchina della realtà (The Difference Engine), 1990, scritto da William Gibson e Bruce Sterling.

Ecco, in questo folle e visionario romanzo (che suggeriamo come lettura-sciogli-dubbi), in cui Karl Marx governa a Manhattan e la Gran Bretagna ha un impero coloniale tenuto con il pugno di ferro, si prevede che nel futuro gli uomini saranno succubi di un'Intelligenza artificiale. Forse fra le righe della letteratura, che ha offerto scenari e tanti spunti agli hacker di tutto il mondo, Emma, orfana della Legge (uguale per tutti), come l'orfana Ada, saprà trovare il bandolo della matassa delle proprie scelte. Trovare il filo di Arianna (un'altra abbandonata in Nasso, da un altro uomo, Teseo...). Almeno, glielo auguriamo.

Buon 8 marzo, soprattutto a tutte le donne abbandonate (dalla legge, da un uomo, da un figlio, da un padre, dalla sorte...): la biografia di Ada in fondo ci insegna a guardare al futuro con fiducia. Perché la nostra storia è solo nelle nostre mani, nella nostra creatività e nelle nostre menti (intuito e talento compresi: scoprire quale, spetta a noi!). Il resto è ...solo tattica :)