mercoledì 20 luglio 2011

SpiderTruman e l'intelligenza connettiva (a dieci anni dal G8/Genova)

Dieci anni fa moriva tragicamente Carlo Giuliani, ucciso con un colpo di pistola, uno dei protagonisti delle tre giornate del G8/Genova dova la Rete (Ecn.org, Indymedia, Inventati/Autistici.org e tutti i siti internazionali) ebbe ruolo da protagonista. La Rete proponeva la Tobin Tax, la fine della finanza creativa, lo stop alla rincoresa dei profitti ad-ogni-costo, il suicidio dei derivati, la richiesta di un mondo a crescita eco-sostenibile ed eco-compatibile... Insomma, un altro mondo è possibile. La Storia, dopo dieci anni, ci ha dato ragione: i Signori del G8 di allora si comportavano come i ricchi irresponsabili e incoscienti del Salone da ballo del Titanic che danzavano mentre la nave affondava, invece di preparare le scialuppe di salvataggio e mettersi al riparo dallo Tsunami finanziario in arrivo. Ma, allora, la stampa mainstream preferiva dare la caccia ai black blocs invece che ai Madoff e a indagare sui futuri crac di Borsa.

Ogg, dieci anni dopo, la Rete torna alla ribalta: senza violenza, ma con ironia e tante verità da svelare. Oggi il protagonista si chiama SuperTruman. "La forza del web risiede in tale tendenza di trasparenza, nella libertà che la caratterizza, nella possibilità che essa offre di dare voce alla massa, di rappresentare il pluralismo delle idee e, soprattutto, di mettere insieme e di connettere quelle voci, quelle idee, e quindi le persone al di là degli schermi" scrive Derrick de Kerckhove per l'Espresso. "L'inconscio connettivo della rete genera i suoi effetti sociali, sempre più pertinenti e adeguati ai contesti e alla domanda sociale".

Può darsi che Julian Assange sia una spia e non un hacker (come insinua Carlo Formenti in "Felici e Sfruttati"), ma SpiderTruman - l'Assange de 'noantri - è un "inflelice sfruttato" e usa la Rete nella sua migliore declinazione: l'Open Web esige la trasparenza, la libertà d'espressione e l'orizzontalità. Vai SuperTruman!

Insomma, verrebbe quasi da dire: Un fantasma si aggira per il mondo globalizzato, ma anche su Facebook, blog e Twitter. Precari di tutto il mondo, unitevi!
Un altro mondo è possibile ;)


lunedì 18 luglio 2011

Waiting for Godot

In poche settimane, sembra di essere precipitati in un vero Déjà-vu. "Un parlamento di inquisiti preoccupati più della loro difesa che della situazione del Paese, una tempesta economica profonda che nel settembre 1992 aveva incenerito il valore della lira, il peso del debito pubblico che schiacciava le casse dello Stato, la disoccupazione e l'impoverimento generalizzato, le stragi di mafia con misteriose complicità che avevano persino spento i telefoni di Palazzo Chigi nella notte del triplice attentato e i suicidi eccellenti di personaggi come Raul Gardini" scrive l'Espresso con un certo inquieto Amarcord.

Tolte le orrende stragi mafiose, c'è una certa rassomiglianza fra il '92 e l'estate 2011. Pure i protagonisti delle vicende, tolti di scena i suicidi, sono sempre un po' gli stessi, incanutiti o (quelli tinti) imbolsiti. L'Italia è da 17 anni che aspetta Godot. Ancora non ha capito che il "salvatore della Patria non c'è", se mai rimane "la povera patria" (Copyright Battiato) e i debiti, aumentati. Anche nel campo degli inquisiti, forse ha ragione Di Pietro, questa volta è anche peggio: s'attaccano alle poltrone con il Vinavil.

E allora, non ci resta che sperare in fantomatiche "rivolte degli Indignados", fomentate dai Tweet di SpiderTruman che svela i Segreti della Casta. Chissà che SpiderTruman non sia il Godot de 'noantri.

Più che Waiting for Godot, andrei a rileggermi La Tempesta di Shakespeare, un dramma sull'intemperanza, sull'usurpazione del trono, sulla magia... Molto attuale, temo. Se nel Duca di Milano riconoscete qualcuno, it's just folk, isn't it?

domenica 17 luglio 2011

Lo sapevate che i gestori di telefonia fanno lo sconto ai parlamentari?

I segreti della Casta stanno diventando "segreti di Pulcinella". Grazie a SpiderTruman, benemerito SpiderMan dell'Open Government: su Facebook, blog e Twitter. Se la Casta vota una Finanziaria da "lacrime e sangue", la lotta agli sprechi deve colpire anche Montecitorio, dove i Parlamentari, oltre al barbiere scontato, possono contare su sconti da parte dei gestori di telefonia mobile e di note marche di automobili. Oltre ai benefit, ricorrereebbero a furbizie (come finti furti) per avere ulteriori rimborsi, scorte ed autoblu. La Politica Spa ha un milione di dipendenti? Sfoltire è il minimo. Come si ristrutturano le aziende quando sono prossime al Deafault.

sabato 16 luglio 2011

La mercificazione in vetrina

La Coin mette in vetrina modelli in carne ed ossa al posto dei manichini. Sembra una trovata di un libro di un Pennac contro consumismo e mercificazione dei corpi, e invece succede a Milano, come in altre parti del mondo. Ai modelli sembra un lavoro come altri. A noi sembra che la frontiera del reality stia invadendo sempre più spazi, all'insegna del TrumanShow.

giovedì 14 luglio 2011

Al limite

L'Italia sull'orlo del precipizio? Per l'Economist, sì. Mister Crack, titola l'Espresso: lo spacciatore di sogni, aggiungerei io. Siamo al limite? Close to the edge (Yes).

Contro lo scippo

Pari o Dispare torna alla carica contro quello che chiamano "Lo scippo", e cioé «la mancata trasformazioni in fondi per il welfare e l'assistenza dei 4 miliardi risparmiati con l'equiparazione dell'età pensionabile e contro il quale andremo avanti a protestare, come abbiamo fatto lo scorso 6 luglio, quando abbiamo organizzato un flash mob davanti a palazzo Madama». Se il Fattore D, come il Fattore Internet, fa economia, i fondi per welfare e assistenza potrebbero essere la leva per (ri)portare le donne nel mondo del lavoro, e generare crescita. Fra l'altro c'è un fil rouge che lega Fattore D e Internet, sempre più evidente...

mercoledì 13 luglio 2011

Cercate un ente inutile da tagliare? La Siae

Sicuramete gli autori della Casta saranno più ferrati di noi sull'argomento, ma se cercate un ente inutile da tagliare, questo è la Siae. Ieri è riuscita a elogiare la Delibera AgCom, sbeffeggiando chi dissente. Ma il problema non è (solo) la Delibera AgCom. Il problema è l'esistenza della SIAE.

La Società Italiana degli Autori e degli Editori (SIAE) rischiava il commissariamento, ma resta sempre a galla. La Siae è contestata a causa del Decreto Bondi che ha ampliato il raggio d’azione dell’Equo compenso (definito l’ultimo balzello italiano), facendo lievitare i costi di lettori Mp3 e hi-tech. Il Decreto Bondi è stato "messo in mora" anche da un semaforo rosso della UE.

In 23 su 27 paesi UE non esiste nulla di simile all’Equo compenso e i colossi hi-tech, da Nokia a Samsung, da Sony Ericsson a Telecom, ne hanno chiesto l’annullamento.

Ma in guai della Siae non finiscono qui. La SIAE “costa agli autori, ai discografici e ai fruitori di opere musicali protette (quindi ai consumatori) 13,5 milioni di euro all’anno“. Lo rivela uno studio dell’Istituto Bruno Leoni che fa i conti in tasca a Siae e a tutte le sue inefficienze.

Secondo una precedente inchiesta di Altroconsumo, il personale Siae è costosissimo, pesa per il 76% sui cont i della società autori ed editori, e i costi della macchina sono esagerati rispetto alla tutela del copyright in Usa e Uk. Infatti i paesi anglosassoni spendono il 17% in meno per il diritto d’autore, mentre la Siae costa 193 milioni di euro all’anno (e così si spiega perché non riesce a rinunciare al famigerato bollino Siae, bocciato dalla Cassazione e dalla Corte europea). Fino allo spettro del commissariamento.

Se volete sfoltire gli enti inutili, la Siae è in prima fila tra quelli da tagliare.