Vi è mai capitato di incontrare qualcuno che vi dice che il precedente Presidente del Consiglio è "ineffabile" per tutta una serie di ragioni condivisibili, ma poi vi dà da bere un olio di ricino ancora più amaro?
Ecco, Alessandro Gilioli ci spiega che "erano tutte cazzate": "Quindi, se passa la proposta del governo, per licenziare un lavoratore basterà che un’azienda – qualsiasi azienda – decida arbitrariamente che la mansione svolta da quel lavoratore non serve più, oppure che questa sia esternalizzata. Basterà una bella lettera, e a casa. E se il lavoratore farà ricorso a un giudice (ma solo in questo caso) potrà al massimo ottenere «un indennizzo»".
La cosa più incredibile è che se uno osa dire che questa è una riforma di destra, c'è chi vi dirà che voi -che criticate la controriforma- non siete di sinistra, e vi insulta.
L'Italia sta diventando la terra dove "Homo homini lupus". Forse Marco Biagi, ucciso da criminali, si rivolterebbe nella tomba. E Napolitano? Infondo prosegue sulla scia di Lama (che non l'ama nessuno).
Non cadiamo però nel gioco al massacro della guerra fra poveri. Non è che "precarizzando" i dipendenti, i precari guadagnino qualcosa: servirebbe un sussidio di disoccupazione significativo (ma decrescente) per un paio d’anni dalla perdita del lavoro, a prescindere dal tipo di contratto.
E servirebbe un reddito di cittadinanzi per i giovani disoccupati.
L'Italia guarda alla Danimarca o al Sud America?
E pensare che per far crescere il PIL non servono schiavi, ma un ecosistema favorevole alla Internet economy.
Il blog Vecchiefarab(r)utte è dedicato a tutte le donne (e cyber-attiviste) che in Italia quotidianamente subiscono (o avvertono) discriminazioni in base al sesso e sono sottoposte alle (dis)pari opportunità
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martedì 20 marzo 2012
La Controriforma del Lavoro. Da precari a schiavi 2.0
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Elsa Fornero,
riforma lavoro
domenica 19 febbraio 2012
L'Art.18 è solo un'ossessione: inutile e dannosa. Lasciatelo com'è
In Italia bisogna creare lavoro (per chi no ce l'ha), bisogna crescere (in recessione va tutto male, alla fine mancano i soldi per gli stipendi), diventare competitivi (dove non lo siamo), fare formazione (soprattutto nell'Ict, per chi perde lavoro causa crisi), avere una scuola più meritocratica (per arrivare a una professione, open-minded ma con un retroterra culturale adeguato), fare una vera spending review (non solo nella giungla delle agevolazioni fiscali, ma anche nella PA: tagliare ciò che è inutile).
Il presunto tabù dell'Art.18 sembra davvero un "falso problema", un'ossessione: lasciatelo com'è; magari lo toglierei solo ai "figli di" giusto per capire come si vive "da precari" (anche se di lusso...).
Anche Eugenio Scalfari nell'editoriale di oggi scrive: "Post scriptum. Bene Elsa Fornero e bene i sindacati confederali. Il negoziato è cominciato costruttivamente e ci si augura che così possa concludersi togliendo al mercato del lavoro tante inutili ingessature che favoriscono la precarietà e impediscono la necessaria flessibilità in tempi di globalizzazione. Lascino da parte l'articolo 18. La sua esistenza è utile soltanto per impedire licenziamenti discriminatori che vanno comunque bloccati e sanzionati. Per il resto è un numero che non ha alcun significato, sia che rimanga sia che venga abolito".
Il presunto tabù dell'Art.18 sembra davvero un "falso problema", un'ossessione: lasciatelo com'è; magari lo toglierei solo ai "figli di" giusto per capire come si vive "da precari" (anche se di lusso...).
Anche Eugenio Scalfari nell'editoriale di oggi scrive: "Post scriptum. Bene Elsa Fornero e bene i sindacati confederali. Il negoziato è cominciato costruttivamente e ci si augura che così possa concludersi togliendo al mercato del lavoro tante inutili ingessature che favoriscono la precarietà e impediscono la necessaria flessibilità in tempi di globalizzazione. Lascino da parte l'articolo 18. La sua esistenza è utile soltanto per impedire licenziamenti discriminatori che vanno comunque bloccati e sanzionati. Per il resto è un numero che non ha alcun significato, sia che rimanga sia che venga abolito".
- Repubblica.it: Perché nel Paesesi continua a rubare di EUGENIO SCALFARI
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giovedì 9 febbraio 2012
STAY HUNGRY, STAY FOOLISH! Lettera aperta alla Gentile Dott.ssa Silvia Deaglio (figlia di Elsa Fornero, ma soprattutto del prof. Deaglio)
Gentile dottoressa Silvia Deaglio,
non se la prenda con la blogosfera, con gli invidiosi e con chi vuole strumentalizzarla, rendendola - inevitabile e non voluta - protagonista della favola "Il lupo e l'Agnello". Non ci sono lupi né agnelli, ma c'è solo rabbia - frustrazione - anche alienazione. E un po' d'invidia, il che è umano.
Gentile dottoressa Silvia, sia lei a smentire le maldicenze. Ma non mostrandoci il suo favoloso curriculum vitae che tutti un po' le invidiamo, bensì sparigliando le carte. Abbandoni il posto fisso per una grande – e meritata – carriera senza art.18!
Sono convinta che lei, restando in Italia da freelance o andando all’estero, farà una carriera splendida, dimostrando a tutti (anche agli impiccioni e ai soliti insospettabili invidiosi) il suo vero talento, il suo reale valore e i suoi meritati meriti.
Di più, chiedo a tutti i “figli di” non solo di questo governo, ma dell’intero “establishment" (il Five million club) non solo di non accettare raccomandazioni mai (il che è facile...), ma anche di rinunciare – volontariamente!- al posto fisso e all’Art.18.
Fareste un gran figura voi, ma soprattutto dareste una sberla a chi non crede nel cambiamento. Dimostrereste che la Riforma Fornero libererà l’Italia dalla perversione dell’art.18 (cit. Wall street journal). La vostra scelta farebbe il giro del mondo. Sarebbe il miglior biglietto da visita per render conto - anche agli scettici di sempre - che l’Italia, davvero, volta pagina! Che l’Italia scommette sulla meritocrazia e sull’ascensore sociale! Che l’Italia di Mario Monti è finalmente smart, giovane e innovativa, capitalista e imprenditoriale, roba da Silicon Valley!
Fatelo, senza rifugiarvi dietro al C.V.. I vostri figli ve ne saranno per sempre grati, gli italiani capiranno in un sol colpo che la fine dei privilegi vale davvero per tutti.
non se la prenda con la blogosfera, con gli invidiosi e con chi vuole strumentalizzarla, rendendola - inevitabile e non voluta - protagonista della favola "Il lupo e l'Agnello". Non ci sono lupi né agnelli, ma c'è solo rabbia - frustrazione - anche alienazione. E un po' d'invidia, il che è umano.
Gentile dottoressa Silvia, sia lei a smentire le maldicenze. Ma non mostrandoci il suo favoloso curriculum vitae che tutti un po' le invidiamo, bensì sparigliando le carte. Abbandoni il posto fisso per una grande – e meritata – carriera senza art.18!
Sono convinta che lei, restando in Italia da freelance o andando all’estero, farà una carriera splendida, dimostrando a tutti (anche agli impiccioni e ai soliti insospettabili invidiosi) il suo vero talento, il suo reale valore e i suoi meritati meriti.
Di più, chiedo a tutti i “figli di” non solo di questo governo, ma dell’intero “establishment" (il Five million club) non solo di non accettare raccomandazioni mai (il che è facile...), ma anche di rinunciare – volontariamente!- al posto fisso e all’Art.18.
Fareste un gran figura voi, ma soprattutto dareste una sberla a chi non crede nel cambiamento. Dimostrereste che la Riforma Fornero libererà l’Italia dalla perversione dell’art.18 (cit. Wall street journal). La vostra scelta farebbe il giro del mondo. Sarebbe il miglior biglietto da visita per render conto - anche agli scettici di sempre - che l’Italia, davvero, volta pagina! Che l’Italia scommette sulla meritocrazia e sull’ascensore sociale! Che l’Italia di Mario Monti è finalmente smart, giovane e innovativa, capitalista e imprenditoriale, roba da Silicon Valley!
Fatelo, senza rifugiarvi dietro al C.V.. I vostri figli ve ne saranno per sempre grati, gli italiani capiranno in un sol colpo che la fine dei privilegi vale davvero per tutti.
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BASTA POSTO FISSO. Ma iniziamo dai figli dei ministri
Il Presidente Usa Barack Obama si congratula con Mario Monti (ma in realtà se il contagio della crisi dell'Eurozona, è stato stoppato, ringraziamo tutti Super Mario Draghi! Il Financial Times ha ammesso la sua genialità).
Obama però fa bene a congratularsi con Mario Monti, il cui volto serio campeggia sulla copertina di Time (Can this man save Europe?), perché sta rivoltando l'Italia come un calzino e sta facendo quelle riforme che da 20 anni servivano e nessuno metteva in agenda. a iniziare dall'abolizione dell'Art.18, definito dal Wsj un sistema perverso - che crea quella disoccupazione che - solo a parole - dice di voler combattere.
Il governo Monti può prtare a casa i risultati e dimostrare ai Merkozy che, lui sì, i compiti a casa li ha fatti, eccome. Che l'Italia 2020 sarà finalmente un mercato libero in cui conviene - a tutti, stranieri inclusi - investire per creare lavoro.
I ragazzi hanno già rinunciato al posto fisso, non da ora, ma dal '92. I ragazzi non hanno nessuna fiducia nell'Art.18 a cui preferiscono l'Art. 3 e l'Art.21 (della Costituzione).
Ma ai ragazzi, cari Ministri, regalate il buon esempio: tornate a casa, date una carezza ai vostri figli, e dite loro di ABBANDONARE SUBITO IL POSTO FISSO. In solidarietà a tutti quei milioni di precari che non l'hanno mai avuto e mai lo avranno. Recuperate autorevolezza e credibilità, fatelo per il bene dell'Italia. (Tanto i vostri figli, del posto fisso non sanno che farsene... hanno CV mostruosi da esibire ovunque, ed erediteranno beni che non consumeranno in 5-6 generazioni...).
Obama però fa bene a congratularsi con Mario Monti, il cui volto serio campeggia sulla copertina di Time (Can this man save Europe?), perché sta rivoltando l'Italia come un calzino e sta facendo quelle riforme che da 20 anni servivano e nessuno metteva in agenda. a iniziare dall'abolizione dell'Art.18, definito dal Wsj un sistema perverso - che crea quella disoccupazione che - solo a parole - dice di voler combattere.
Il governo Monti può prtare a casa i risultati e dimostrare ai Merkozy che, lui sì, i compiti a casa li ha fatti, eccome. Che l'Italia 2020 sarà finalmente un mercato libero in cui conviene - a tutti, stranieri inclusi - investire per creare lavoro.
I ragazzi hanno già rinunciato al posto fisso, non da ora, ma dal '92. I ragazzi non hanno nessuna fiducia nell'Art.18 a cui preferiscono l'Art. 3 e l'Art.21 (della Costituzione).
Ma ai ragazzi, cari Ministri, regalate il buon esempio: tornate a casa, date una carezza ai vostri figli, e dite loro di ABBANDONARE SUBITO IL POSTO FISSO. In solidarietà a tutti quei milioni di precari che non l'hanno mai avuto e mai lo avranno. Recuperate autorevolezza e credibilità, fatelo per il bene dell'Italia. (Tanto i vostri figli, del posto fisso non sanno che farsene... hanno CV mostruosi da esibire ovunque, ed erediteranno beni che non consumeranno in 5-6 generazioni...).
- l'Espresso: Se la Fornero facesse l'operaia di Alessandro Robecchi
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martedì 20 dicembre 2011
Altro che articolo 18: il salario è il punto!
A quelli come me, per anni senza uno straccio di assicurazione sul futuro, che hanno fatto figli senza un euro di contributi maternità (negati con spregio dall'Inpgi per 3 mesi-dico- 3 mesi di ), la Legge Biagi ci ha messo in regola.
Non sono mai stata "sotto art. 18", ma non riesco a vederne (nel caso dei precari e dei Co.co.pro) l'utilità. L'art. 18 oggi difende solo il 65% dei dipendenti, lasciando gli altri in balia del Fato.
Al contrario, salari meno bassi e garanzie nel caso di perdita del lavoro, anche per chi non ha diritto alla (inerziale) cassaintegrazione, li vedo come l'uscita dal tunnel.
Ma chi lo dice, viene zittito dai fischi degli Ultras dell'Art.18 che ci vorrebbero fare battere per ottenere cose di cui pochissimi della Generazione Precaria sente la necessità.
Noi abbiamo bisogno di salari più alti e di uno scivolo d'uscita in caso in cui l'azienda rischi il fallimento.
M.C.
Non sono mai stata "sotto art. 18", ma non riesco a vederne (nel caso dei precari e dei Co.co.pro) l'utilità. L'art. 18 oggi difende solo il 65% dei dipendenti, lasciando gli altri in balia del Fato.
Al contrario, salari meno bassi e garanzie nel caso di perdita del lavoro, anche per chi non ha diritto alla (inerziale) cassaintegrazione, li vedo come l'uscita dal tunnel.
Ma chi lo dice, viene zittito dai fischi degli Ultras dell'Art.18 che ci vorrebbero fare battere per ottenere cose di cui pochissimi della Generazione Precaria sente la necessità.
Noi abbiamo bisogno di salari più alti e di uno scivolo d'uscita in caso in cui l'azienda rischi il fallimento.
M.C.
- Repubblica.it: REP TV Massimo Giannini: No agli ideologismi
mercoledì 5 ottobre 2011
Marchionne, lo Steve Jobs con il Golfino. Ma senza Fanboys
Sergio Marchionne è un emulo di Steve Jobs, tutto finanza e Foxconn, che predica reaganomics e Toyotismo, senza avere un mercato, e soprattutto nuovi modelli da proporre. Un altro problema è che non basta levarsi giacca-e-cravatta per scrollarsi di dosso lo stile Goldman Sachs, non basta indossare un golfino nero di cachemire per sembrare il Guru che seduce le banche d'affari. Senza Fanboys fighetti alle spalle, che credono nella Fiat (voluntas tua?), nella Setta dell'auto glamour, non si va da nessuna parte. E infatti Apple è la Bmw dei computer, non la Fiat dei gadget. Per ora Marchionne ha fatto i conti senza l'oste? Si ricordi che nella globalization, nessun pasto è gratis. Comunque salvare Fiat e' l'unica strada che ha: non salvarla sarebbe peggio. Speriamo che l'Italia trovi imprenditori più seri: ma perché Della Valle e Armani non creano la LVMH del lusso? E, chezssò, Montezemolo e Prada la PPR del made in Italy? Servono aggregazioni, sindacati coraggiosi (non anchilosati sull'Art. 18!!! Muoiono operaie in nero da 3,95 euro all'ora!) e un ecosistema favorevole agli investiumenti. Serve anche un'Agenda Digitale. Sveglia: la crisi non è solo del berlusconismo, ma il Sistema-Italia deve tornare a crescere. Invece oggi rischia una nuova recession e light, simile alla stagflazione giapponese. E sia chiaro: il Ventennio Berlusconiano assomiglia al "decenno perduto" del Giappone.
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