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mercoledì 15 gennaio 2014

Marchionne e la sopravvivenza del più adatto

"Senza quasi accorgersene, l'amministratore delegato ridipinge anche l'immagine di se stesso: la figura thatcheriana dell'imprenditore che sfianca i sindacati più resistenti, promettendo un capitalismo che distruggendo crea, e poco importa se la società si disintegra. Si sbriciola anche quest'illusione, se c'è stata" scrive Barbara Spinelli.

martedì 16 aprile 2013

Gabanelli o Rodotà, il PD non cerchi larghe intese maldestre

"Interessante è che dovendo indicare ben 10 nomi, un movimento qualificato di fascista, o demagogico, o populista, non sia stato in grado di trovarne neppure uno sfacciatamente demenziale o di estrema destra" osserva Barbara Spinelli, che conclude: "Resta che l'Italia ha bisogno di sperimentatori, non di minimalisti. Che solo i primi sono in grado di guardare in faccia la crisi, e di mutare anche l'Europa". Il PD rifletta sui suoi terrificanti errori.


mercoledì 27 febbraio 2013

La famiglia reale inglese sotto le bombe volanti V1 E V2

Buckingham Palace era a rischio, come tutta Londra. I bombardamenti erano a tappeto, sconvolgenti e incendiari. Le bombe volanti tedesche V1 E V2 colpivano Londra, uccidendo e terrorizzando civili inermi. La famiglia reale inglese non si fece intimideire dalla Guerra Totale, sferrata dai nazisti contro il liberalismo britannico. La regina rimase in città. A resistere con la popolazione. E a spronare gli inglesi alla vittoria contro il nazifascismo.


martedì 19 febbraio 2013

Tabula rasa

Anche se non vi piace il linguaggio da "rapinatore di banche gentiluomo" (Arrendetevi! Siete circondati!), una sorta di Horst Fantazzini redivivo, ammettetelo: questo linguaggio da tabula rasa è efficace. È la cifra della rivoluzione del M5S. Grillo è il vero barbaro sognante, altro che leghisti da oltre un decennio ormai cooptati dal Sistema... Il vero Attila è lui, circondato dagli amici comici e cantanti: il Premio Nobel Dario Fo e Adriano Celentano. Sono una forza della natura, come uno Tsunami, che tutto travolge e tutto azzera. Per arrivare alla palingenesi. Dopo la guerra totale.

Scrive Barbara Spinelli: "Il suo mezzo non è più la televisione: questa scatola più che mai tonta, come la chiamano gli spagnoli. Né la stampa cartacea, che ha una memoria meno immediata di quella digitale. È il mondo non più inscatolato ma aperto, informe, straordinariamente libero di Internet.

Un mondo già scoperto da Obama, quando diventò Presidente nel 2009. Grazie al web, egli ha ottenuto due volte un mandato popolare che lo emancipa, se vuole, da lobby e partiti. Capace di disseminazione virale, la rete scavalca la senile televisione. Ma essendo informe è anche in grado di farsi bellicosa: nel libro di Grillo e Casaleggio, la parola guerra è ricorrente, incalzante (Siamo in Guerra, Chiarelettere 2011)". Ma il concetto chiave della Rete è: "L'accountability - la cultura del render conto - latita in Italia. È strano che se ne parli così poco in campagna elettorale, visto il prezzo che paghiamo per la sua assenza".

Ecco, dopo aver fatto tabula rasa, si dovrà ripartire da qui.

mercoledì 13 febbraio 2013

La potenza e la fragilità dell'atto solitario

"Il gesto di Benedetto XVI ha la potenza e la debolezza di un atto solitario, non del tutto consequenziale, comunque extra-ordinario. Alcuni l'hanno chiamato rivoluzionario, ma le rivoluzioni rovesciano ordini esistenti, politici o ecclesiastici, e neanche loro hanno la virtù della stabilità: sempre secernono controrivoluzioni, Termidori, perfino restaurazioni. Tuttavia hanno un'immediata vocazione a divenire l'anno-zero di una Storia in mutazione: nascono nuove istituzioni, nuovi sovrani, che della rivoluzione sono figli anche quando la disconoscono" scrive un'illuminata Barbara Spinelli.

Ratzinger, l'uomo che con più forza ha contrastato il Pensier Debole,ha dato una scossa alla Cristianità. Può darsi che l'atto rivoluzionario, la Grande Rinuncia, venga polverizzato dalla "normalizzazione".

martedì 13 novembre 2012

Il PD senza un centro di gravità permanente. In Italia i dirigenti PD si vergognano della loro Storia?

Svaniti. "I veri padri fondatori, i veri aghi della bussola: compresi i padri che si sono aggiunti man mano che il progressismo italiano, senza dirlo ma nei fatti, ha cominciato una sua nuova strada, non più rivoluzionaria ma socialdemocratica", si sono eclissati. Continua Barbara Spinelli: "Due ecclesiastici, un eroe della lotta anti-apartheid, un blogger: è bello, ma somiglia molto a una decerebrazione. I centri nervosi del cervello vengono separati dai centri posti inferiormente, scrivono i bollettini medici: il lobotomizzato perde la capacità di movimenti volontari anche se riesce a mantenere la posizione eretta. È come se ci si vergognasse di dichiararsi eredi. Di avere alle spalle un testamento, dunque un'alleanza. Magari i candidati dicono perfino qualcosa di sinistra, ma questo qualcosa è piatto, non ha radici, fluttua come foglia sulle acque, si fa volutamente piccolo e insignificante. Come Bersani quando ha ammesso, qualche settimana fa: 'Abbiamo qualche difettuccio, ma di meglio in giro non c'è'".

La caduta degli Dei e del Muro di Berlino (anche se "figlio di un dio minore") ha fatto fuori Berlinguer, Piero Calamandrei, Federico Caffé, Vittorio Foa, Sylos Labini, Pertini... tutti.

"In Germania il pensiero della sinistra, e anche dei Verdi, va automaticamente a lanterne come Willy Brandt, o a resistenti come Kurt Schumacher. In Francia ci si divide su Mitterrand, ma tanto più vivo è l'attaccamento a Léon Blum e al suo Fronte popolare, o a Jean Jaurès, o al fondatore della scuola laica che fu Jules Ferry".

In Italia i dirigenti PD si vergognano della loro Storia.

Ritornano, profetiche, le parole di Berlinguer nella celebre intervista a Eugenio Scalfari:  "I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela: scarsa o mistificata conoscenza della vita e dei problemi della società e della gente, idee, ideali, programmi pochi o vaghi, sentimenti e passione civile, zero. Hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai Tv, alcuni grandi giornali".

Il PD senza un centro di gravità permanente, riuscirà mai più a conquistare il cuore della Sinistra?

Alla Sinistra è rimasto un cuore che batte?

martedì 26 giugno 2012

Chi è senza visione né guida, finisce in un vicolo cieco. La sindrome di Hoover

Le politiche di super-austerity fanno crescere il debito pubblico, invece di diminuirlo, anche perché nprivano i cittadini, già tartassati, di sogni. Li inducono a una finanza bacchettona che deprime l'economia, visto che nessuno vuol far girare denaro in "spese futili e frivole".

Il '29 si avvitò in una crisi che condusse alla depressione proprio a causa dell'Aisterity dissennata dell'allora presidente Hoover. Herbert Clark Hoover, 31esimo presidente USA, si comportò da liberista ortodosso,con inviti velleitari all'ottimismo, e sbagliò ogni mossa sprofondando l'economia. Perfortuna a Hoover seguì un certo Franklin Delano Roosevelt. Ma gli Stati Uniti uscirono dalla depressione grazie all'inflazione e - ahimè - con la II Guerra Mondiale. Non vorremmo replicare...

Gli USA sono in parte usciti dalla crisi post-Lehman con i fondi TARP, in cui il governo ci ha pure guadagnato. È vero che prima o poi Obama pagherà l'idea di stampare dollari: la fiammata inflazionista arriverà. Ma la ricetta di Hoover condanna l'Europa alla sindrome che precedette in Europa l'ascesa del nazismo.

martedì 15 maggio 2012

"Non vorrai, vero?, far la fine della Grecia"? La Grecia è diventata il capro espiatorio

Scrive Barbara Spinelli, con l'acume e la sensibilità che la contraddistingue: "L'espulsione dall'eurozona non è ammessa dai Trattati ma può essere surrettiziamente intimata, facilitata. In realtà Atene già è caduta nella zona crepuscolare della non-Europa, già è lupo mannaro usato per spaventare i bambini. Chi ha visto la serie Twilight zone conosce l'incipit: "C'è una quinta dimensione oltre a quelle che l'uomo già conosce. È senza limiti come l'infinito
e senza tempo come l'eternità. È la regione intermedia tra la luce e l'oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l'oscuro baratro dell'ignoto e le vette luminose del sapere". Lì sta la Grecia: lontana dalle vette luminose dell'eurozona, usata come clava contro altri". La Grecia è diventata il capro espiatorio della Politica europea, il Malaussene europeo.

mercoledì 2 maggio 2012

Date un cannocchiale al Cardinal Ballarmino! Non è Galileo l'Eretico, ma è l'Ideologia che è Sbagliata

"TUTTE le riforme strutturali che stiamo adottando, tutte le misure per sanare il deficit di bilancio, non producono di per sé crescita: sono, semmai, deflazionistiche. Perché se un paese diventa (grazie a esse) produttivo e competitivo, e manca però la domanda dei suoi prodotti, la crescita non si materializzerà". Lo ha detto giovedì scorso a Bruxelles Mario Monti, ed è un segnale forte che viene dall'Europa, un primo momento di verità e ripensamento da quando, due anni fa, cominciò la crisi greca. È come se il cardinale Bellarmino, incaricato dalla Chiesa di condannare Galileo, guardasse infine nel cannocchiale fabbricato dall'eccentrico scienziato, e vedesse che la terra effettivamente si muove, non è il centro dell'universo" scrive Barbara Spinelli. Qyesto blog parla da mesi del rischio STAGFLAZIONE che corre l'Italia a causa della "ricetta Merkel". Se il governo Monti apre gli occhi e guarda dentro il cannocchiale di Galileo, forse capirà che non è Galileo l'Eretico, ma che l'Ideologia è Sbagliata. Almeno, un po' lo è."L'aggettivo keynesiano resta un marchio negativo (come l'aggettivo "protestante" ai tempi di Galileo). Ma l'idea del premier non è così lontana dal rilancio keynesiano: "L'investimento pubblico non è necessariamente peggiore del consumo privato, per l'economia europea, anche se l'attuale quadro politico vede le cose in questo modo".

mercoledì 18 aprile 2012

L'Italia è in declino perché non ha memoria

L'Italia ha assolto tutti i mandanti e quasi tutta la manovalanza delle Stragi di Stato. L'Italia dimentica tutto e perdona tutti. L'Italia celebra i morti ammazzati (vedi Ambrosoli) umiliandone la memoria (non invitando Umberto Ambrosoli, il figlio, alla commemorazione). "Anosognosia è la condizione di chi soffre un male ma ne nega l'esistenza: è la patologia delle nostre teste senza memoria". L'Italia ha dimenticato che la ricostruzione è avvenuta grazie al debito pubblico e al Deficit di bilancio. Ora ha cambiato l'articolo 81.

"Viene infine la dimenticanza pura, che dissolve come in un acido persone italiane eccelse. Tina Anselmi è un esempio. Gli italiani sanno qualcosa della straordinaria donna che guidò la commissione parlamentare sulla P2? È come fosse già morta, ed è commovente che alcuni amici la ricordino. Tra essi Anna Vinci, autrice di un libro di Chiarelettere sulla P2. Con Giuseppe Amari, la scrittrice ha appena pubblicato Le notti della democrazia, in cui la tenacia di Tina è paragonata a quella di Aung San Suu Kyi. Altro esempio: Federico Caffè, fautore solitario di un'economia alternativa ai trionfi liberisti, di rado nominato. Un mattino, il 15-4-87, si tolse di mezzo, scomparve come il fisico Majorana nel '38" scrive oggi Barbara Spinelli.

L'Italia smemorata è in declino operché non vuole ricordare.

mercoledì 11 aprile 2012

La Bolla della Vita Quotidiana

"Negli Stati uniti sta maturando da tempo una bolla delle borse di studio, che equivale più o meno alla metà del volume dei mutui subprime: in quel caso il diritto all’insolvenza va senz’altro esercitato dagli studenti e dalle loro famiglie per distinguere il debito illegittimo da quello legittimo. Ma non lo affiderei agli Stati, né alla loro velleità di ritrovare per questa via la sovranità nazionale perduta" spiega Christian Marrazzi, economista di sinistra.

Quello che sta esplodendo è la Bolla della Vita Quotidiana. Ecco perché le persone si suicidano sul posto di lavoro o in luoghi-simbolo, per mettere a nudo la psicopatologia della vita quotidiana: "È significativo che quasi tutti si immolino in piazza o nei posti di lavoro, lasciando lettere-testamenti che dicono l'indicibile scelta" scrive Barbara Spinelli. "La Cgia, Associazione artigiani e piccole imprese di Mestre, annuncia che nel 2008-2010 i suicidi sono cresciuti del 24,6%: sono usciti dal mondo imprenditori, lavoratori dipendenti, pensionati. Nel 2008 i suicidi economici sono 150, nel 2010 sono 187".

"I suicidi in Grecia o Italia sono una ribellione contro il fatalismo di questa definizione - genio - che vede nel capitalismo una forza di natura, contro cui nulla si può se non cader fuori dalla giostra impazzita".

Che fare? "La rivolta è la risposta, l'unica forse, al suicidio (il paese "si salva al piano terra", dice Erri De Luca). Quando è positiva, la rivolta tende a reintrodurre il senso della legge lì dove s'è insediata l'anomia".

martedì 3 aprile 2012

La sineddoche: l'Art.18 significa democrazia. E Mario Monti si rilegga Adam Smith, il moralizzatore oltreché l'economista

Perché al governo Monti è tanto inviso l'Art.18? Perché è una sineddoche come quando indicate la vela e parlate di barca. Nell'Art.18 il governo vede gli "anni '70" e tutto quel che vorrebbe cancellare dall'Italia di oggi. Ma che cosa c'è che non va nel governo Monti? "Forse vale la pena rileggere Smith il moralizzatore, oltre che l'economista: l'avversario di tutti coloro che "inebriati dalla bellezza immaginaria di sistemi ideali" si lasciano ingannare dai loro stessi sofismi, e alla società chiedono troppo, non ottenendo nulla". Un'immensa Barbara Spinelli, su La Repubblica.

mercoledì 28 marzo 2012

Europa unita! La BCE diventi la FED europea

"C'È QUALCOSA che zoppica molto, nel giudizio che il Premier dà dell'Italia, della sua preparazione ad accettare le volontà del governo. Sostiene Mario Monti che "se il Paese non è pronto" lui se ne va, non sta aggrappato alla poltrona come i vecchi politici. Ma lo vede, il Paese? E sullo sfondo vede davvero l'Europa, come promette, o percepisce solo l'austerità sollecitata in agosto dall'Unione?"

Noi siamo pronti ad unire l'Europa! Noi siamo pronti a diventare tedeschi, ma con il sole italiano! Noi siamo pronti. Ma la UE è pronta a rendere la BCE la nostra FED?

giovedì 8 marzo 2012

Atene forse si salverà. L'Europa val bene una messa?

Gli investitori privati aderiscono al 75% allo scambio del debito greco, offrendo una chance alla Grecia. L'Europa capirà che può salvarsi solo se con più Europa? Speriamo.

Jean Monnet diceva che "l'Europa si fa nelle crisi". Ora la crisi c'è, e l'occasione (la "finestra di opportunità") va colta. Non capirlo è un suicidio.

Gli europei faticano a capire che i BRIC avanzano a passi da gigante, e l'Europa rischia solo di essere il "Vecchio Continente"?

Barbara Spinelli, l'unica editorialista lucida in questi anni di crisi, lo dice chiaro e forte: "Nel 2014, cioè domani, si voterà per il nuovo Parlamento europeo. È sperabile che fra tanti partiti ce ne sia uno che abbandoni gli occhiali nazionali (non fanno vedere più nulla) e inforchi gli occhiali cosmopolitici che vedano e progettino gli Stati Uniti d'Europa. La non - Europa già ci è costata tanto, troppo. Il federalismo non è un'opzione tra le altre: è una via obbligata. Gli Stati-nazione sono più gracili di un'unione. La storia americana, e i suoi regressi, ce lo mostrano con evidenza".

O Europa o morte: lo capiranno gli Stati europei, che da soli - singolarmente, faranno la fine dei vasi di coccio, stritolati e frantumati fra i vasi di ferro?
M.C.

mercoledì 22 febbraio 2012

La veduta corta

Barbara Spinelli ricorda che la "linea Maginot" schiantò d'un colpo, ma prima di afflosciarsi, si era già corrosa negli animi... Attenti alla veduta corta: "L'Argentina conobbe in effetti sei anni di crescita dopo la svalutazione del peso e lo sganciamento dal dollaro, ma nel mondo non c'era la recessione odierna, il risanamento fu distribuito lungo una decina d'anni, e il peso esisteva ancora. Invece la dracma non c'è più, e ricrearla sarebbe un salasso terribile (i debiti greci sono in euro: come ripagarli con dracme svalutate?). Infine, aggiungono i banchieri centrali, s'è persa memoria della veduta breve del Fondo Monetario, e di un tracollo che fu "straziante" per gli argentini. La loro bancarotta era obbligata mentre non lo è per la Grecia, che è pur sempre nell'Unione: "Chi propone l'uscita di Atene dall'eurozona sottovaluta le conseguenze devastanti che avrebbe. L'esperienza argentina dovrebbe servire non come esempio, ma come deterrente contro ogni idea di fuoriuscita". Certe volte, non c'è Firewall che tenga

Beh, chi fa il tifo per il default legga Barbara Spinelli

mercoledì 11 gennaio 2012

La ricetta? Ridare dignità al futuro, ritrovare una visione per il futuro

Il governo di Mario Monti segna il ritorno delle élite al potere, ha detto quel genio della Tv che è Freccero. Vero. Ma qualcuno doveva fare il "lavoro sporco" (in realtà: quello di fare pulizia!) che la Politica non ha avuto il coraggio di assumersi in 20 anni. Liberalizzazioni (7 mila nuove farmacie, taxi, notai... a quando la fine del duopolio Tv?), la bozza di un nuovo trattato UE (per offrire respiro, anche all'Italia: un anno di più per ridurre il debito), lotta senza quartiere all'evasione, maggiore attenzione alla crescita, conti pubblici in ordine... Ora che cosa manca? Ancora una visione: "è al futuro che occorre dare dignità, preparandolo ora" scrive oggi, con un'intuizione illuminata Barbara Spinelli.

Chi ancora crede nelle utopie, nella possibilità di intervenire sul futuro in maniera democratica - e non solo subire passivamente -, ha un arduo compito: dare una visione del futuro. Riprendere in mano la cassetta degli attrezzi, anche quelli di Marx non è poi male, e forgiare un'utopia, post-ideologica, di società verso cui tendere.

Facile? No, difficilissimo. Ma a sinistra, a chi rispolvera il "mito ottocentesco, nichilista in quanto mortifero" del bombarolo, chi ancora crede in qualche brandello di utopia, ha il dovere (etico) di contrapporre visioni - offrire risposte: le bombe sono la morte. Viva la muerte era lo slogan fascista dei franchisti spagnoli. La morte non è mai la risposta. La morte è un punto, senza "a capo", ma con il nulla-eterno davanti a sé. A chi oggi si sente alienato, tagliato fuori da un futuro che lo respinge, bisogna offrire non solo una chance di vita (come al discount della salute!), non solo un'opportunità di riscatto (come al supermarket delle religioni!), ma una vera "cassetta degli attrezzi" per costruire un futuro: non solo un "futuro migliore" (roba da oroscopo), ma un "futuro critico, atttrezzato e realista come solo le utopie sanno dare" sotto il profilo dell'ecologia, della società, della cultura umanista e teclogica, dei rapporti interpersonali, della formazione scientifica, dei saperi, della politica... Senza cadere nelle distopie, ridiamo dignità al futuro. Ridiamo una visione ai nostri sogni, costruiamo insieme il nostro futuro, il futuro dei nostri figli.
Conclude Barbara Spinelli, nel suo pezzo per La Repubblica: "È giudicare quello che abbiamo e facciamo - terra, clima, politica - alla luce delle parole di Alce Nero, il capo Sioux: "La terra non l'ereditiamo dai nostri padri, ma l'abbiamo in prestito dai nostri figli".

Ispirarsi ai Sioux è di buon auspicio, per fare il vuoto dentro di sé, rivoluzionare il nostro approccio al mondo, guardare il futuro con occhi nuovi. Il futuro dipende da noi: non sprechiamolo. Reinventiamolo, reinventiamoci.
m.c.

mercoledì 1 giugno 2011

Austerity? Ma con ironia! La lezione 2.0 di Milano

La valanga contro il berlusconismo è iniziata. Ma rimediare a 20 anni di delirio collettivo in cui siamo vissuti al di sopra delle nostre possibilità, ipotecando il futuro dei nostri figli e nipoti, non sarà facile. Sappiamo che mancano 46 miliardi di euro all'anno, ci aspettano finanziarie da "lacrime e sangue".

Ma da Milano, cari economisti, ci arriva una lezione da "poveri ma belli". Sappiamo che il "buco" è enorme, sappiamo che sarà dura raggiungere un rapporto fra debito pubblico e Pil pari al 60% (per evitare la bancarotta greca...), sappiamo che ridurre il debito del 3% all'anno significherà stringere la cinghia.

Ma dai Twitter di Sucate all'ironia delle donne contro il velinismo, una lezione l'abbiamo imparata: se si può battere il populismo tirannico, si può anche abbattere anche il tirannosaurico debito a colpi di ironia.

La nostra Austerity sarà ironica e scanzonata, la butteremo sul ridere, stile Spinoza.it (a propsito comprate il favoloso libro!) e imitando "il favoloso mondo di Piasapie". Saremo "poveri ma divertenti", con la battuta pronta. L'arma dell'ironia disarmerà i profeti di sventure e di declinismo!

Siamo iitaliani, abituati a 2000 anni di scorribande, invasioni barbariche, tracolli, ma anche Rinascimenti. Siamo divertenti, ce lo dicono tutti. Non sarà una passeggiata, ma di consumismo ne abbiamo piene le scatole, quindi tagliate quel che c'è da tagliare. E noi con l'ironia, un goccio di sarcasmo e abbondante divertissement, ce ne faremo una ragione. In fondo vogliamo un'altra Italia, per noi e i nostri figli, e mica siamo pessimisti! La depressione la lasciamo, volentieri, a chi non vuole mettersi in gioco.
M.C.

mercoledì 18 maggio 2011

Gli smodati al Potere. Altro che Aurea Mediocritas!

C'è un sottile fil rouge che lega l'ex onnipotente, ora alla sbarra, DSK e l'(im)potente mister B? L'immoderato, l'uso smodato del potere, l'intemperanza, il serial amateur, il mito del playboy senz'età...

Ma c'è una (fondamentale) differenza. Nei casi DSK, Piero Marrazzo, la sinistra globale dimostra di aver cristallizzato il mito della privacy, della segretezza, per finire in casini (letteralmente!) ineffabili, che poi portano allo sconquasso delle loro vite e carriere.

Mister B, open source, alla luce del sole, in fondo "trasparente" (mai troppo nascosto... nessuno pensava in cuor suo che B fosse diverso da quanto è apparso sui media), subisce - ovvio - il danno e il logorio d'immagine, perde magari le elezioni, ma difficilmente nessuna donna gli potrà contestare reati da decenni di carcere.

Le due storie insegnano una lezione. L'harem "aperto", in fondo noto a tutti, ha sempre protetto il Sultano italiano da accuse di stupro: invece, la "doppia vita", il fare le cose in segreto, gli incontri clandestini, portano alla debacle. Perché il "doppio fondo" è sinonimo di opacità. Ora, si chiaro che nel caso di DSK, il "finale di partita" non era scontato, ma neanche è una sorpresa. Ma le "trappole al miele" con mister B fanno sorridere, con questi personaggi più "severi" fanno tremare i polsi.

L'altra lezione? L'Aurea Mediocritas è lontano anni luce dal Potere attuale. Forse Cameron, Obama e in fondo anche il pluridivorziato Sarkozy (dagli amori seriali) potranno ridare un po' di dignità al Potere appannato dagli smodati onnipotenti? O continuerà la telenovela, secolare, di Vizi privati, Pubbliche virtù? E trovare un uomo di potere, tranquillo, con moglie e figli, è così tanto difficile?

martedì 8 febbraio 2011

Se vostro nonno si comportasse da Playboy a 75 anni, l'avvocato di famiglia cosa vi consiglierebbe?

Prendiamo per buoni gli Sms affettuosi, anche quelli malandrini e pure minacciosi. Prendiamo per buoni i racconti, coloriti e sopra le righe, intercettati al telefono, delle ragazze nei dopo festini. Prendiamo per buona l'espressione asciutta ma eloquente di un Prefetto: "E' un puttanaio!".

Ebbene: se una vicina di casa (un po' impicciona, forsa, ma cortese) ci dicesse che il nonno dei nostri figli fa festini tutti i sabati, ha allestino nella tavernetta una sala da Lap dance, invita al palo ragazze minorenni discinte, ed è perfino ricattato da teenager straniere; in buona fede, che cosa faremmo noi...? Invocheremmo il sacrosanto diritto alla Privacy del nonno? Oppure ci preoccuperemmo per la sua solitudine?

Qualcuno della Lega Lombarda, - ricordo bene il concetto ma non chi lo disse - , a chi raccontava a Radio Padania che il nonno era insidiato dalla badante straniera (badate bene: non era mai il contrario... e cioè che più probabilmente il nonno andasse a insidiare la povera badante!), consigliava di andare dall'avvocato e chiedere l'interdizione. Sì: l'interdizione del caro nonno!

Ma, noooo, oggi, va di moda! Il nichilismo impera! Il relativismo impazza! Dobbiamo proprio rassegnarci che il nostro nonno, vedovo o divorziato, invece di innamorarsi di una simpatica e disinteressata signora (semplicemente interessata a lui... e a non al suo portafoglio), ci propini il calvario delle ballerine di Lap Dance e delapidi il patrimonio di famiglia peggio dei Buddenbrook?

Avete insomma visto l'ultimo film di Woody Allen?

E se quel "Patrimonio di famiglia" fosse non la casa al mare, l'uliveto e il villino in città, bensì un Bene Comune? Se qualcuno vi lasciasse un Debito Pubblico insormontabile accompagnato da una bassissima e stentata crescita? In un Paese dove nessuno ha più voglia di sarcificarsi per fare i soldi, per "mandare avanti la baracca", ma dove tutti si mettono in vendita al Paperone di turno? Dove tutti, ipnotizzati dal Drago, mettono la fidanzata in vendita?

Bieco moralismo? Può darsi... Ma se i vostri figli, nati nell'agio, finissero a raccogliere le briciole e si ritrovassero, loro sì nati con la camicia, in mutande, solo perché il nonno ha smesso di fare la formica ma ha deciso di vivere gli ultimi anni della sua vita da cicala...? ...Sono solo cose che capitano? Ma a pagarne le conseguenze, poi, non è così divertente...

Scrive Barbara Spinelli su Repubblica.it: Sembrano glli "ultimi giorni dell'uomo descritti da Kierkegaard, quando irrompe il buffone e dice che il teatro brucia. Nel momento in cui inizia la risata lo show sommerge il reale. Anche voi elettori Pdl lo intuite: le novità che attendete da anni rischiano di esaurirsi in un teatro in fiamme, con noi imbambolati a fissare il buffone".