martedì 21 febbraio 2012

Stupro: niente omertà

La Corte di Cassazione ha tranquillizzato gli stupratori di gruppo: niente carcere. Aldo Cazzullo su IO Donna scriveva giorni fa: "La giustizia non tutela le vittime. Il male resta impunito, anche il più odioso, esercitato su bambini e donne. (...) l'impunità dei delinquenti non è meno odiosa della pena di morte".

Riportiamo dal bel blog Femminismo a Sud: "Non tutte le donne sono complici degli stupratori.

L’Aquila, i militari indagati per lo stupro di Pizzoli fanno parte del reggimento che popolerà quelle strade “per renderle più sicure”.

Sicuramente non sono complici silenziose quelle che hanno scritto il cartello che leggete sopra. Perché a volte basta un gesto. A volte basta alzare la testa e dire No. A volte basta non restare in silenzio. A volte. E questo può salvare la vita a mille altre donne in difficoltà".

Lettera aperta dei ventenni al Premier: Solo merito, stop ai privilegi!

Gli studenti hanno capito che la "meritocrazia" è di sinistra. Nel "sei politico" vince invece il privilegio, il pedigree e il Dna. Benvenga dunque la lettera aperta dei ventenni al Premier: Solo merito, stop ai privilegi! Un'Open letter coraggiosa, nonostante qualche scivolone/sbavatura, ma non impor: l'importante è far capire ai coetanei che ognuno deve trovare la propria strada, sia che faccia il medico, il docente, l'idraulico o il commesso. Trovare lavoro, e non in nero, è la vera aspirazione dei ragazzi, essendo disoccupato uno su tre. Senza raccomandazioni, ma in base alle proprie capacità reali. E' una rivoluzione?

Grazie anche a Geppi Cucciari, una che fa strada solo per il suo grande talento: brava!

Open gov: la trasparenza è un obbligo

Sorpresa! Passera non è il più ricco. La più ricca è la Guardasigilli. Per i curiosoni che hanno mandato in crash il sito del governo per fare i paragoni, onore al Premier Mario Monti che ha mantenuto le promesse: l'Open gov è salutare per un paese ingessato dal provincialismo e incancrenito dai riti, strangolato dai lacci e lacciuoli. E sia Open Gov!

Chi è che è shockato dalla clausola RAI? Le donne no: ci sono abituate

Ah, i benpensanti. Coloro che non conoscono la clausola 10. Perché: sono uomini; piuttosto ricchi; fanno parte dell'establishment; oppure se ne fregano di chi è due gradini sotto di loro, soprattutto se donne. Chi è che è shockato dalla clausola RAI, alzi la mano: le donne no. Ci sono abituate. Non si schockano per le farfalline tatuate inguinali mostrate in mondo visioni, perché abbiamo visto di peggio: come la clausola gravidanza, la differenza di stipendi fra donne e uomini a pari mansione eccetera. E hanno aderito in massa a "Se non ora, quando?" per combattere queste "normali ingiustizie" a cui sono da decenni sottoposte, nel silenzio generale.

Meritocrazia/ Da ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni

Mettiamo le mani avanti: La trasparenza, la glasnost, è sempre un ottimo metodo. Sempre. Ma nei paesi anglosassoni l'Open gov assume un "significato" alto: negli USA e in UK non si piange miseria, ma al contrario si leggono i "numeri dei ricchi e potenti" senza assurdi "sensi di colpa" (privi di significato!), ma come esempi di "emulazione positiva": "Ehi, guarda, se studi - fai carriera, potrai diventare uno del Club". Just do it!

In California si assiste alla "processione laica" a vedere la casa in cui è vissuto Steve Jobs a Palo Alto. Lì non è "populismo", lì non è voyeurismo. Significa: "Ehi, se sarai geniale e se crederai in ciò che fai, il nostro sistema meritocratico ti aprirà le porte della ricchezza". Stay hungry, stay foolish significa: puoi sbagliare, cadere, ma puoi rialzarti, se hai buone idee, e perfino acciuffare il "successo".

Da noi? In queste settimane in Italia abbiamo visto la "processione dei cretini" (chi si fa fotografare con la Concordia alle spalle, e poi posta l'immagine del macabro ricordo su Facebook... Non un reportage sulla Cocordia, ma una foto "in posa" con la nave, in cui sono morte decine di persone, sullo sfondo). Dunque, urge fare differenze.

In Italia la doverosa e meritoria pubblicazione on line dei redditi dei ministri, finirà nell'ideologia? "(...) Quella trasparenza si fa improvvisamente opaca. L’amaro contrappasso, vittimista e piagnone, del populismo senza popolo"?

Speriamo di no: quando guadagnare tanto è frutto di meritocrazia, non c'è ideologia che tenga. Studiare di più, lavorare un po' di più, "arrivare": sono la naturale aspirazione delle donne e degli uomini che faticano, sudano ma poi raggiungono i risultati.

Se la Grecia è finita a un passo dal Default è perché ha falsificato i conti (ha truffato i compagni d'avventura!), ha permesso il lassismo fiscale (leggi: evasione a go-go a favore dei "soliti noti"), non ha creduto nella meritocrazia, non ha incentivato l'ascensore sociale, ma la "furbizia di massa". La Grecia ha reso i ricchi più ricchi, ma condannato all'estrema povertà - e devastato - la classe media!

Chi merita e guadagna, diventa un "faro" per quegli altri? Non importa che sia d'esempio, ma di sicuro chi merita e guadagna crea economia virtuosa. Nei paesi anglosassoni è così. In Italia ai tempi di Lorenzo de' Medici, in cui il Mecenate premiava gli Artisti migliori, prosperava una sana competizione per emergere. Per fortuna, da allora, la democrazia ha fatto passi in avanti per consentire a tutti (e non solo a un manipolo di "fortunati") di "partecipare". Gli italiani, che faticano - studiano - lavorano tanto, devono sperare in una vera meritocrazia. Perché le Pari Opportunità sono un diritto inalienabile, affinché la gara sia aperta a tutti: che vinca il migliore! È dai tempi delle Olimpiadi che funziona così. Ce lo hanno insegnato gli antichi greci: non è "ideologico", "neo liberismo", ma sono princìpi che regolano le aspirazioni più alte dell'umanità.

Ciò che è importante è salvaguardare al massimo grado - e con rispetto di tutti - le Pari Opportunità: devono poter partire tutti dallo stesso gradino (senza privilegi medievali o diritti acquisiti o di nascita!), per poi fare - ognuno - la propria corsa. Che vinca il migliore! Ma noi - a differenza di Lorenzo de' Medici - offriremo a tutti, nessuno escluso, la possibilità di correre e di fare la propria gara (soprattutto senza buttar giù dalla Rupe Tarpea chi non sa correre: siamo per l'e-/inclusion, senza se e ma! Chi non sa correre, avrà senza dubbio altri talenti da sviluppare)

Da ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni. (Karl Marx)

lunedì 20 febbraio 2012

Quel tesor di Fattore D: Il lavoro delle donne conviene

Esiste un "Pink new deal":
1. Orientare le figlie femmini agli studi scientifici;
2. Incentivi fiscali per assunzioni;
3. Part-time e flessibilità;
5. politiche di conciliazione familiare;
6. credito d'imposta per retribuzioni basse;
7. la maternità non costa tanto come la RAI teme;

8. incentivi imprese "rosa";
9. quote di genere;
10. Congedo paternità obbligatorio.

Ecco un decalogo per portare le donne al lavoro. Perché se le occupate fossero 6 su 10, il PIL crescerebbe del 7%. S'impennerebbero entrate fiscali e previdenziali, stimolando la domanda interna. Un mercato del lavoro che promuove le Pari Opportunità, e non privilegi solo gli uomini, permetterebbe all'Italia di colmare il gap con gli altri paesi in merito al Divario di Genere.

  • Repubblica: Perché conviene investire sulle donne
  • I difetti di un mercato che privilegia l'uomo

Do ut des: il governo Monti abbassa l'aliquota inferiore con i soldi derivanti dalla lotta all'evasione

La lotta all'evasione è sacrosanta per un paese dove l'evasione si aggira sulla cifra monstre di 120 miliardi di euro all'anno. Ma il governo Monti scommette sulla "reciprocità". Gli italiani chiederanno gli scontrini se avranno un "vantaggio" derivante dalla loro fedeltà fiscale. Do ut des: il governo Monti abbassa l'aliquota inferiore dal 23% al 20% con i soldi derivanti dalla lotta all'evasione. Ottima mossa.