mercoledì 29 febbraio 2012

L'ultimo tabù delle donne? L'età

Se anche l'erede di Kate Moss in passerella, l'androgina e patinatissima Agyness Deyn, deve mentire sull'età, togliendosi ben 6 anni per lavorare, vuol dire che anche nella Superstar-economy, dove si presumeva che il soffitto di cristallo fosse finalmente infranto (le supermodelle sono più pagate degli uomini: un caso più unico che raro!), le donne hanno ancora un grattacapo. L'ultimo tabù? L'età. Le donne italiane, mal pagate, con un soffitto di cristallo più temprato dei vetri antisfondamento delle banche, si consolino (ma non si rassegnino!): se anche le supermodelle devono mentire su qualcosa (età, gravidanza eccetera) significa che far carriera al femminile è sempre difficile. Ovunque, anche sui tappeti rossi. Anche nelle ovattate e felpate passerelle più glamorous.

martedì 28 febbraio 2012

L'Europa nella morsa della sindrome TINA

"Lo Stato sociale è morto" disse l'ex governatore Mario Draghi al Wall Street Journal. Aggiungendo che la Grecia sarà il Nuovo Mondo. La "distopia di Huxley" sarà un modello non solo per Atene ma per tutta Europa. Che fortuna!

TINA era il mantra di Margaret Tatcher: There is no Alternative. Ma l'univoca ideologia anglosassone degli anni '80 è finita su un binario morto: il sogno del mercato-padrone, che da solo si equilibra con la mano invisibile, s'è infranto nel crack del 2007-2008.

Volercelo imporre oggi, come unica ricetta possibile, significa rendere l'Europa il laboratorio per gli esperimenti dei Chicago Boys.

Se proprio dobbiamo diventare ultra-liberisti, senza Welfare, meglio fuggire dove il liberismo lo sanno fare... Emigrare sarà l'unica soluzione possibile?

Ghe pensi mi: Il Principio Zero di Marchionne

Il principio zero della termodinamica postula che: se i corpi A e B sono entrambi in equilibrio termico con un terzo corpo C, allora lo sono anche fra loro. Il Principio Zero di Marchionne impone le Sue Condizioni: "Non possiamo continuare a perdere soldi per mantenere in piedi un'industria che non ha più basi economiche".

Per carità: di soldi la FIAT ne ha persi a palate in un secolo, e i debiti li ha troppe volte ripianati lo Stato §(Ah, il debito pubblico!) perché "altrimenti c'era il rischio sociale" (il Principio Zero di casa Agnelli: il baubau della Piazza).

Ma un'azienda senza piano industriale che non lancia modelli nuovi, muore. Vuole mettersi a fare chiavette USB? La 500 USB che la FIAT vende a uno sproposito - 27 euro di delizioso design - mio figlio anni 9 l'apprezza più delle auto della "cura Marchionne"...

Oppure che cosa vuole produrre? Smartphone e tablet Android? Web apps per iPad?

Ce lo dica: siamo curiose. Gli uomini in golfino, con la barba lunga come se fosse il compagno con l'eskio di Landini, potrebbero sorprendervi. Ma chi lo sa :(

TAV: Tutti i Pinocchio vogliono prendere a martellate il Grillo Parlante

Luca Abbà è un No Tav, a volto scoperto. Un attivista, anche mediattivista per la storica Radio Black Out, uno che mette anima e cuore in ciò in cui crede, rischiando anche la propria pelle. "Beati i paesi che non hanno bisogno di eroi...": il Giornale lo insulta dandogli del "cretinetti". Il Giornale che diede del "pirlacchione" a Enzo Baldoni, perché morì ammazzato in Iraq, mentre testimoniava il proprio pacifismo senza se e senza ma.

I NO TAV, e noi con loro, sperano che Luca Abbà esca dal coma, e guarisca presto. Hanno già pianto Edo e Sole (Soledad e Baleno), più di dieci anni fa...

È davvero la TAV "strategica" per il Piemonte? Vuole rendere la Val di Susa, un parcheggio/snodo di container? Mentre la FIAT sta per dare il benservito all'Italia, il Piemonte vuole riciclarsi come un intermediatrio della Globalizzazione delle merci? Insomma, la TAV a che cosa serve?

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I NO TAV vengono visti dai benpensanti liberali italiani come un "freno allo sviluppo del paese".

Come i No Global vennero massacrati nella "macelleria messicana" di Diaz e Bolzaneto, perché erano un "intoppo" alla Globalization.

Come i NO NUKE sono "rei" dell'alta bolletta energetica del paese, quella che impedisce ai Confindustriali di crescere...

Ma pensa un po'. Oggi uno studio di Greenpeace, redatto a 12 mesi dallo Tsunami dell'11 marzo 2011, segnala che, stando a calcoli ufficiali, con 400 reattori in funzione
il peggiore degli scenari - un incidente con fusione del nocciolo -, dovrebbe succedere una volta ogni 250 anni. Ne sono avvenuti 3 in 32 anni: Three Mile Island nel 1979, Chernobyl nel 1986, Fukushima nel 2011.

I No-global sono il "Male" per i liberisti italiani/europei. Ma forse chi ha portato il mondo al peggior collasso economico dal '29, non può ergersi a giudice
di chi proprio tutte le previsioni non le aveva sbagliate. Dopo Genova/G8 e dopo NoTAV, qual è la morale della favola? Tutti i Pinocchio vogliono - da sempre - prendere a martellate il Grillo Parlante...

lunedì 27 febbraio 2012

Elsa Fornero, la ministra alla Caritas

Una volta si diceva: "Liberisti col culo degli altri". Elsa Fornero, la ministra alla Caritas, arriva a vette inarrivabili: "L’unico vero welfare nella storia di questo paese l’hanno fatto San Giuseppe Benedetto Cottolengo e San Giovanni Bosco".

Mentre smantella (l'inefficace e inefficiente, concordiamo) Welfare State italiano, a colpi di Clava, la Professoressa, ribattezzata da Alessandro Robecchi "la ministra alla Carità", ci racconta il mondo che vorrebbe.

Beata lei: vede il Vaticano tendere una mano come Francesco d'Assisi ai poverelli. Ma voi vi immaginate Tronchetti Provera e Afef imitare gli americani e fondare qualcosa di simile alla Bill e Melinda Gates Foundation?

In Italia è dai tempi del Pio Albergo Trivulzio (quello originale, non quello di Mario Chiesa...), della Fanciullezza Abbandonata (onore al merito anche alla Signora Toffoloni), dell'Opera Pia Colleoni, e della Mensa dei Poveri, che non si vedono all'opera i "ricchi benefattori" che, per guadagnarsi una fetta di Paradiso, regalano un po' di patrimonio a chi non ha niente. La Big Society in Italia fa acqua da tutte le parti, se vi fa sorridere immaginare Afef nelle vesti di Melinda Gates, che rinuncia a metà del patrimonio per vaccinare i bambini in Africa...

Ma la nostra Ministra alla Caritas, la Tatcher de' noantri, è inflessibile.

Diceva Nenni: “...un governo di emergenza, affidato a personalità cosidette eminenti, a tecnici, a servitori disinteressati dello stato che, nella realtà del paese qual è, sarebbe stato il governo delle destre, con un contenuto fascistico-agrario-confindustriale...”

Ecco com'è finita l'Italia, dopo il ventennio berlusconiano.

Ah, gentile Corriere della Sera, i NO TAV non hanno ammazzato nessuno, e per fortuna: ma Luca Abbà, 37 anni dei No TAV, è rimasto folgorato (e non sulla Via di Damasco...). I No TAV dagli anni '90 hanno già pianto i loro morti, come Edo e Sole. Basta, please, basta morti.

giovedì 23 febbraio 2012

Onu: In Italia emergenza femminicidio

Rashida Manjoo, esperta di violenza contro le donne, responsabile Onu, denuncia: in Italia è in atto il femminicidio, un termine coniato per descrivere gli eccidi al femminile in Messico. Ogni tre giorni in Italia una donna viene ammazzata per mano del proprio partner... L'assassino? Cherchez le mâle! Altro che gli anarchici insurrezionalisti... Le mani insanguinate sono quelle di partner, mariti, fidanzati, amanti: maschi.

A.A.A. Cercasi Assassino disperatamente

Fëdor Michajlovič Dostoevskij, secondo di sette figli, è il grande autore russo antiautoritario che fotografa con lucida e spietata precisione "la sofferenza per l'uomo socialmente degradato e incompreso". Riportiamo da Wikipedia: "Il 23 aprile 1849 viene arrestato per partecipazione a società segreta con scopi sovversivi e imprigionato nella fortezza di Pietro e Paolo. Il 16 novembre dello stesso anno, insieme ad altri venti imputati viene condannato a morte, ma lo zar Nicola I, il 19 dicembre seguente, commuta la condanna a morte in lavori forzati a tempo indeterminato. La revoca della pena capitale, già decisa nei giorni precedenti all'esecuzione, viene comunicata allo scrittore solo sul patibolo (metodo utilizzato frequentemente a quei tempi): una forma di sadismo".

Dostoevskij, scosso psichicamente da questa destabilizzante esperienza, già epilettico (ebbe la prima crisi dopo la violenta morte del padre autoritario), scriverà Delitto e Castigo e L'idiota, due dei capolavori, insieme a Il giocatore e a I fratelli Karamàzov, non solo della letteratura russa ma mondiale.

Il nichilismo di Raskol'nikov è contemporaneo all'anarchismo insurrezionalista. Ogni volta che il Potere si sente in difficoltà (soprattutto in crisi economica) cerca un Pinelli da sacrificare, per creare quel senso di "claustrofobia", di "ansia da spread", di "caccia all'untore"...

A.A.A. Cercasi Assassino disperatamente? Meglio se anarchico, abietto, cane sciolto, nichilista, autistico, luddista, antisociale... La caccia all'anarchico pericoloso, subdolo e omicida, è un fil rouge da secoli. Di che stupirsi?

In Italia la vera emergenza è il femminicidio. (Per fortuna non è in atto nessun omicidio politico...).

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Non impedire mai a nessuno di esprimersi nella pubblica piazza: Steve Jobs ha dimostrato quanto fosse autoritario e intrinsecamente di destra..., proprio parlando nei discorsi in pubblico... Fate parlare tutti, e vi stupirete del "potere della libertà d'espressione": il Potere si svela per quello che che è, quando tiene discorsi pubblici. In pubblico il "re è nudo". Impedire di parlare, è un boomerang: sembrate voi i censori, quando non vorreste esserlo... Fate parlare tutti (senza considerare nessuno nemico) e verranno fuori tutti quegli altarini che di solito rimangono chiusi nei salotti. Far uscire gli scheletri negli armadi, è un'Operazione Trasparenza!

mercoledì 22 febbraio 2012

La veduta corta

Barbara Spinelli ricorda che la "linea Maginot" schiantò d'un colpo, ma prima di afflosciarsi, si era già corrosa negli animi... Attenti alla veduta corta: "L'Argentina conobbe in effetti sei anni di crescita dopo la svalutazione del peso e lo sganciamento dal dollaro, ma nel mondo non c'era la recessione odierna, il risanamento fu distribuito lungo una decina d'anni, e il peso esisteva ancora. Invece la dracma non c'è più, e ricrearla sarebbe un salasso terribile (i debiti greci sono in euro: come ripagarli con dracme svalutate?). Infine, aggiungono i banchieri centrali, s'è persa memoria della veduta breve del Fondo Monetario, e di un tracollo che fu "straziante" per gli argentini. La loro bancarotta era obbligata mentre non lo è per la Grecia, che è pur sempre nell'Unione: "Chi propone l'uscita di Atene dall'eurozona sottovaluta le conseguenze devastanti che avrebbe. L'esperienza argentina dovrebbe servire non come esempio, ma come deterrente contro ogni idea di fuoriuscita". Certe volte, non c'è Firewall che tenga

Beh, chi fa il tifo per il default legga Barbara Spinelli

Senza parole


Di Gianni Falcone

P.S.: Ai ragazzi NO TAV: non impedite mai agli altri di parlare. Togliere la liberà d'espressione, censurare, è dannoso. Un boomerang. A volte, anche inutile: certi, parlando, si squalificano da sé ;)

martedì 21 febbraio 2012

Stupro: niente omertà

La Corte di Cassazione ha tranquillizzato gli stupratori di gruppo: niente carcere. Aldo Cazzullo su IO Donna scriveva giorni fa: "La giustizia non tutela le vittime. Il male resta impunito, anche il più odioso, esercitato su bambini e donne. (...) l'impunità dei delinquenti non è meno odiosa della pena di morte".

Riportiamo dal bel blog Femminismo a Sud: "Non tutte le donne sono complici degli stupratori.

L’Aquila, i militari indagati per lo stupro di Pizzoli fanno parte del reggimento che popolerà quelle strade “per renderle più sicure”.

Sicuramente non sono complici silenziose quelle che hanno scritto il cartello che leggete sopra. Perché a volte basta un gesto. A volte basta alzare la testa e dire No. A volte basta non restare in silenzio. A volte. E questo può salvare la vita a mille altre donne in difficoltà".

Lettera aperta dei ventenni al Premier: Solo merito, stop ai privilegi!

Gli studenti hanno capito che la "meritocrazia" è di sinistra. Nel "sei politico" vince invece il privilegio, il pedigree e il Dna. Benvenga dunque la lettera aperta dei ventenni al Premier: Solo merito, stop ai privilegi! Un'Open letter coraggiosa, nonostante qualche scivolone/sbavatura, ma non impor: l'importante è far capire ai coetanei che ognuno deve trovare la propria strada, sia che faccia il medico, il docente, l'idraulico o il commesso. Trovare lavoro, e non in nero, è la vera aspirazione dei ragazzi, essendo disoccupato uno su tre. Senza raccomandazioni, ma in base alle proprie capacità reali. E' una rivoluzione?

Grazie anche a Geppi Cucciari, una che fa strada solo per il suo grande talento: brava!

Open gov: la trasparenza è un obbligo

Sorpresa! Passera non è il più ricco. La più ricca è la Guardasigilli. Per i curiosoni che hanno mandato in crash il sito del governo per fare i paragoni, onore al Premier Mario Monti che ha mantenuto le promesse: l'Open gov è salutare per un paese ingessato dal provincialismo e incancrenito dai riti, strangolato dai lacci e lacciuoli. E sia Open Gov!

Chi è che è shockato dalla clausola RAI? Le donne no: ci sono abituate

Ah, i benpensanti. Coloro che non conoscono la clausola 10. Perché: sono uomini; piuttosto ricchi; fanno parte dell'establishment; oppure se ne fregano di chi è due gradini sotto di loro, soprattutto se donne. Chi è che è shockato dalla clausola RAI, alzi la mano: le donne no. Ci sono abituate. Non si schockano per le farfalline tatuate inguinali mostrate in mondo visioni, perché abbiamo visto di peggio: come la clausola gravidanza, la differenza di stipendi fra donne e uomini a pari mansione eccetera. E hanno aderito in massa a "Se non ora, quando?" per combattere queste "normali ingiustizie" a cui sono da decenni sottoposte, nel silenzio generale.

Meritocrazia/ Da ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni

Mettiamo le mani avanti: La trasparenza, la glasnost, è sempre un ottimo metodo. Sempre. Ma nei paesi anglosassoni l'Open gov assume un "significato" alto: negli USA e in UK non si piange miseria, ma al contrario si leggono i "numeri dei ricchi e potenti" senza assurdi "sensi di colpa" (privi di significato!), ma come esempi di "emulazione positiva": "Ehi, guarda, se studi - fai carriera, potrai diventare uno del Club". Just do it!

In California si assiste alla "processione laica" a vedere la casa in cui è vissuto Steve Jobs a Palo Alto. Lì non è "populismo", lì non è voyeurismo. Significa: "Ehi, se sarai geniale e se crederai in ciò che fai, il nostro sistema meritocratico ti aprirà le porte della ricchezza". Stay hungry, stay foolish significa: puoi sbagliare, cadere, ma puoi rialzarti, se hai buone idee, e perfino acciuffare il "successo".

Da noi? In queste settimane in Italia abbiamo visto la "processione dei cretini" (chi si fa fotografare con la Concordia alle spalle, e poi posta l'immagine del macabro ricordo su Facebook... Non un reportage sulla Cocordia, ma una foto "in posa" con la nave, in cui sono morte decine di persone, sullo sfondo). Dunque, urge fare differenze.

In Italia la doverosa e meritoria pubblicazione on line dei redditi dei ministri, finirà nell'ideologia? "(...) Quella trasparenza si fa improvvisamente opaca. L’amaro contrappasso, vittimista e piagnone, del populismo senza popolo"?

Speriamo di no: quando guadagnare tanto è frutto di meritocrazia, non c'è ideologia che tenga. Studiare di più, lavorare un po' di più, "arrivare": sono la naturale aspirazione delle donne e degli uomini che faticano, sudano ma poi raggiungono i risultati.

Se la Grecia è finita a un passo dal Default è perché ha falsificato i conti (ha truffato i compagni d'avventura!), ha permesso il lassismo fiscale (leggi: evasione a go-go a favore dei "soliti noti"), non ha creduto nella meritocrazia, non ha incentivato l'ascensore sociale, ma la "furbizia di massa". La Grecia ha reso i ricchi più ricchi, ma condannato all'estrema povertà - e devastato - la classe media!

Chi merita e guadagna, diventa un "faro" per quegli altri? Non importa che sia d'esempio, ma di sicuro chi merita e guadagna crea economia virtuosa. Nei paesi anglosassoni è così. In Italia ai tempi di Lorenzo de' Medici, in cui il Mecenate premiava gli Artisti migliori, prosperava una sana competizione per emergere. Per fortuna, da allora, la democrazia ha fatto passi in avanti per consentire a tutti (e non solo a un manipolo di "fortunati") di "partecipare". Gli italiani, che faticano - studiano - lavorano tanto, devono sperare in una vera meritocrazia. Perché le Pari Opportunità sono un diritto inalienabile, affinché la gara sia aperta a tutti: che vinca il migliore! È dai tempi delle Olimpiadi che funziona così. Ce lo hanno insegnato gli antichi greci: non è "ideologico", "neo liberismo", ma sono princìpi che regolano le aspirazioni più alte dell'umanità.

Ciò che è importante è salvaguardare al massimo grado - e con rispetto di tutti - le Pari Opportunità: devono poter partire tutti dallo stesso gradino (senza privilegi medievali o diritti acquisiti o di nascita!), per poi fare - ognuno - la propria corsa. Che vinca il migliore! Ma noi - a differenza di Lorenzo de' Medici - offriremo a tutti, nessuno escluso, la possibilità di correre e di fare la propria gara (soprattutto senza buttar giù dalla Rupe Tarpea chi non sa correre: siamo per l'e-/inclusion, senza se e ma! Chi non sa correre, avrà senza dubbio altri talenti da sviluppare)

Da ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni. (Karl Marx)

lunedì 20 febbraio 2012

Quel tesor di Fattore D: Il lavoro delle donne conviene

Esiste un "Pink new deal":
1. Orientare le figlie femmini agli studi scientifici;
2. Incentivi fiscali per assunzioni;
3. Part-time e flessibilità;
5. politiche di conciliazione familiare;
6. credito d'imposta per retribuzioni basse;
7. la maternità non costa tanto come la RAI teme;

8. incentivi imprese "rosa";
9. quote di genere;
10. Congedo paternità obbligatorio.

Ecco un decalogo per portare le donne al lavoro. Perché se le occupate fossero 6 su 10, il PIL crescerebbe del 7%. S'impennerebbero entrate fiscali e previdenziali, stimolando la domanda interna. Un mercato del lavoro che promuove le Pari Opportunità, e non privilegi solo gli uomini, permetterebbe all'Italia di colmare il gap con gli altri paesi in merito al Divario di Genere.

  • Repubblica: Perché conviene investire sulle donne
  • I difetti di un mercato che privilegia l'uomo

Do ut des: il governo Monti abbassa l'aliquota inferiore con i soldi derivanti dalla lotta all'evasione

La lotta all'evasione è sacrosanta per un paese dove l'evasione si aggira sulla cifra monstre di 120 miliardi di euro all'anno. Ma il governo Monti scommette sulla "reciprocità". Gli italiani chiederanno gli scontrini se avranno un "vantaggio" derivante dalla loro fedeltà fiscale. Do ut des: il governo Monti abbassa l'aliquota inferiore dal 23% al 20% con i soldi derivanti dalla lotta all'evasione. Ottima mossa.

domenica 19 febbraio 2012

L'Art.18 è solo un'ossessione: inutile e dannosa. Lasciatelo com'è

In Italia bisogna creare lavoro (per chi no ce l'ha), bisogna crescere (in recessione va tutto male, alla fine mancano i soldi per gli stipendi), diventare competitivi (dove non lo siamo), fare formazione (soprattutto nell'Ict, per chi perde lavoro causa crisi), avere una scuola più meritocratica (per arrivare a una professione, open-minded ma con un retroterra culturale adeguato), fare una vera spending review (non solo nella giungla delle agevolazioni fiscali, ma anche nella PA: tagliare ciò che è inutile).

Il presunto tabù dell'Art.18 sembra davvero un "falso problema", un'ossessione: lasciatelo com'è; magari lo toglierei solo ai "figli di" giusto per capire come si vive "da precari" (anche se di lusso...).

Anche Eugenio Scalfari nell'editoriale di oggi scrive: "Post scriptum. Bene Elsa Fornero e bene i sindacati confederali. Il negoziato è cominciato costruttivamente e ci si augura che così possa concludersi togliendo al mercato del lavoro tante inutili ingessature che favoriscono la precarietà e impediscono la necessaria flessibilità in tempi di globalizzazione. Lascino da parte l'articolo 18. La sua esistenza è utile soltanto per impedire licenziamenti discriminatori che vanno comunque bloccati e sanzionati. Per il resto è un numero che non ha alcun significato, sia che rimanga sia che venga abolito".

La California è vicina al fallimento? Ecco perché ci vuole più Europa unita!

Se la California, dove solo Apple (una delle Big Four, insieme a Facebook e Google -e, fuori dalla Silicon Valley, Amazon) ha il valore di capitalizzazione del PIL belga, se la California ha sfiorato il fallimento, ebbene il Default greco dimostra che il Chapter 11 degli Stati può avvenire pacificamente MA SOLO dentro una cornice federale.

Che vuol dire? Che o facciamo gli United States of Europe e rendiamo la BCE la "Fed europea" (in grado anche di stampare euro) o rischiamo l'irrilevanza degli stati europei. Più Europa o barbarie, dice uno slogan in voga su Facebook. L'Europa, per non far la fine misera del vaso di coccio stritolato fra i due vari di ferro (USA e BRIC), deve unirsi maggiormente.

Certo, gli Stati del Sud, che comprano troppi iPhone innervosendo la Finlandia (patria di Nokia) e vivendo "al di sopra delle proprie possibilità", imparino un po' di etica nord-europea à la Max Weber. Un bagno di umiltà farebbe bene a Grecia - Portogallo - Spagna e Italia. Una lezione di "etica protestante" farebbe bene a chi si perdona troppo, al Sud.

La Finlandia vuole l'Europa del Sud a Canossa? La Finlandia vuole serietà. Ma gli stati del Sud, una volta imparata la serietà, dovranno poter entrare in una cornice federale europea per sentorsi protetti da uno scudo ed evitare di vivere al cardiopalma. O no?

sabato 18 febbraio 2012

Le aziende decotte cadono d'autunno come le foglie (imperativo: creare lavoro!)

La riforma degli ammortizzatori sociali serve a "ristrutturare". La cassa integrazione straordinara serve solo a mentenere in vita quelle aziende decotte: decotte, per mancanza di meritocrazia (invece di avere manager bravi, mettono i "figli di" nei posti di comando, innescando la "sindrome dei Buddenbrook"); oppure fatte fuori dalla competizione (da una concorrenza aggressiva in mercati sempre più ristretti) o dalla Globalizzazione (lo spostamento della produzione verso i BRIC). Eliminare gli ammortizzatori che prolungano solo l'agonia, non aiuta a ristrutturare: fare tagli dove serve, riconvertire la produzione, aiutare i licenziati ad acquisire nuove competenze e ad imparare nuovi lavori, per poter rientrare nel "ciclo produttivo" senza subire eccessivi danni. Le aziende decotte sono come foglie secche: cadono in autunno: salvarle non è solo inutile, ma dannoso, perché drenano risorse che potrebbero essere utili per la ristrutturazione. Quello che va capito è come aiutare i "licenziati" a rientrare nel ciclo produttivo, anche a 50 anni, anche quando non hanno forse più l'elasticità per impadronirsi di nuovi strumenti e competenze... E' qui che emerge la security oltre la siepe della flexibility...

venerdì 17 febbraio 2012

Riforma del Lavoro: Sgravi per le donne

Agevolazioni fiscali per le donne e per il Sud? Le propone la ministro Elsa Fornero nel tavolo di Riforma del Lavoro. Unito al fatto che il Decreto Semplificazioni azzera il Divario Digitale entro il 2013, qualcosa si muove.

Dimissioni Presidente tedesco Wulff: Lo schiaffo tedesco. Tutta l'Europa a Canossa

Il Presidente Wulff rassegna le dimissioni. Il capo dello Stato in diretta Tv ammette, contrito: "Ho commesso degli errori, ma sempre in buona fede". Dopo le dimissioni dell'ex ministro della Difesa Karl-Theodor zu Guttenberg per il Cut-and-Paste sulla Tesi di Dottorato, direi che questo è il secondo schiaffo tedesco all'Europa ridens, a quell'Europa gaudente del "così fan tutti", che perdona tutto all'Establishment (tanto gli altri sono rosiconi...). Direi che Frau Merkel, che in Europeismo potrebbe essere rimandata a settembre (esami di riparazione con il Professor Mario Monti), che in macroeconomia ha delle lacune (tutta 'sta Austerity uccide, ci vorrebbe più Europa e meno Germania...), in Etica ha qualcosa da dirci. Tutta l'Europa del Sud a Canossa?

17 febbraio 1992: Tangenti all'ospizio, arrestato il presidente. Iniziava Mani pulite

Ammonta a 60 miliardi di euro il costo della corruzione, spicciolo più, spicciolo meno. Lo ha detto la Corte di Cassazione. Oggi ricorrono 20 anni dal 17 febbraio 1992: "Tangenti all'ospizio, arrestato il presidente", Craxi definì Mario Chiesa, beccato con le mani nella marmellata (per la cronaca: buttava i soldi della tangente nel WC), il mariuolo, ma da quell'inchiesta al Pio Albergo Trivulzio nacque la valanga che travolse tutto... Un'occasione sprecata?

giovedì 16 febbraio 2012

Fornero: "La Tv tratta la donna in maniera offensiva"

Il ministro Fornero si dice offesa da come la Tv italiana tratta la donna. La figura femminile è svilita a "merce", "oggetto", un corpo da esibire e da afruttare a fini pubblicitari. Dopo aver visto gli xx fotogrammi del pube di Belen sul Corriere.it (viral marketing per gli slip CString?), aggiungiamo: siamo un paese bigotto, provinciale, che maltratta le donne. (Un paese dove, fra parentesi, è tragico il rendiconto delle donne uccise dagli Ex). Grazie ministro Fornero, per avercelo ricordato: è proprio così. Le donne sono "carne da macello" in Tv.

RISPOSTA (lunga) a Beppe Severgnini: L'indice H e l'ascensore sociale

I "figli di" sono posti di fronte a un bivio: entrare nella "casta dei figli di", sotto l'ala protettrice dei genitori, oppure fare carriera unicamente sulle proprie gambe. Il fatto che un "figlio di" sia un genio, non rende nessuno rosicone: vuol dire solo che il "figlio di" è figlio dei suoi genitori, ha ereditato come corredo genetico il meglio, ma soprattutto ha respirato fin dalla "pancia della mamma" il profumo della cultura, la dialettica dell'intelletto e la fragranza dei saperi. Insomma, il "figlio di", se è in gamba, ha fatto solo il suo dovere di figlio, il figliolo che dà soddisfazioni vere ai genitori. Quello che tutti noi, in cuor nostro, in fondo in fondo..., vorremmo avere. Tutti ci auguriamo che i figli di Bill Gates e Steve Jobs siano all'altezza dei loro - geniali - padri. Ma se succederà sarà una "non notizia". La notizia sarebbe invece se i figli dei filantropi Bill e Melinda Gates, diventassero "xenofobi", "tirchi", perfino tossici. Ci stupiremmo invece se i figli del compianto Steve Jobs fossero dei "ragionieri senza voli pindarici", dei "secchioni senza cannabis" oppure si comportassero come il perfettino Bill Gates di 30 anni fa...

Gentile dott. Severgnini, che Silvia Deaglio sia "quattro volte sopra la media per l'indice H" (numero di lavori scientifici in rapporto al numero di citazioni ricevute), dimostra solo che la professoressa lavora con i migliori team di ricerca a livello internazionale (e chi ne dubitava?) e che la docente (Associato) è davvero in gamba, essendo ammessa in questi gruppi di ricerca (e chi ne dubitava?).

Gentile dott. Severgnini, nessuno mette in dubbio la bravura, se non la genialità di certi "figli di". Ma qui vanno messi in discussione due concetti: uno, la "fabbrica dei curricula" (che fa sì che il "figlio di" entri nei migliori team, sia grazie alla bravura conclamata sia grazie alle entrature e conoscenze giuste: cose che ad alcuni talentuosi sono precluse); secondo, il fatto che i "figli di", proprio PERCHÈ bravissimi, talentuosi e pieni di capacità, possono permettersi di lasciare il "posto fisso" ad altrettanti ricercatori eccellenti - talentuosi - meritevoli che, ahimè, hanno l'unico handicap di non essere "figli di". Mi spiego.

È proprio la meritocrazia che in Italia va ricostruita, riportando autorevolezza e fiducia in quelle istituzioni che se le sono giocate con i casi clamorosi come quello del "clan Frati" e del "clan di Messina"...

I "figli di" più bravi e geniali possono permettersi di rimanere ricercatori a vita, a stipendio medio (tanto, erediteranno abbastanza...), senza dover scalare le vette accademiche e mettendo in un angolo il "cursus hornorum": un ulteriore titolo non serve loro (per ricercare, è sufficiente essere "ricercatori"); e anzi - in periodo di vacche magre - questo atto di generosità permetterebbe di lasciare liberi gli (ahimè, scarsi - ormai si contano sulle dita di una mano -) posti vacanti, da assegnare a chi merita (tanto quanto loro) ma non può contare sulla fortuna del "cognome".

Perché? Perché lasciare il "posto fisso" a chi è bravo, ma non erediterà fortune (e DNA...), RIDÀ FIDUCIA NEL SISTEMA. Ri-costruire autorevolezza e fiducia nel sistema è compito di un establishment? Direi di sì.

Gentile Dott. Severgnini, i rosiconi invidiosi, sono un insulto. A chi non è mai stato raccomandato. Mai. Dia dell'invidioso, a chi Le pare, ma non a chi sta portando avanti un discorso più articolato...

La mia famiglia, che vanta forse qualche merito nell'università italiana - citazioni sulla Treccani comprese - senza piazzare nessun figlio (5 figli dal 108 al 110 e lode) in Ateneo, da anni ha mandato i suoi più "meritevoli" figli e nipoti "migliori" (indice H compreso) in giro per il globo: dal Canada agli USA. Alcuni loro lavori sono pubblicati sulle più "prestigiose riviste scientifiche": ma all'Italia - che dagli anni '80 è oberata da un pesantissimo debito pubblico - non hanno mai imposto il "nome", il "CV familiare"...

Le sembra strano?

Purtroppo lo è, ma - per fortuna - non è un caso isolato. In questi tempi d'austerity un approccio sobrio, l'Understatement, sono - oggi più che mai - un dovere etico. Per non "mandare in vacca" (copyright Jaki Elkann al TG1) tutto.

Ai "figli di", cosa converrebbe? In un periodo in cui le università versano in ristrettezze finanziarie terrificanti, ai "figli di" conviene vincere meno concorsi possibili, anche se se li meritano. MA NON per lasciare il posto a degli invidiosi-rosiconi-sfaticati senza merito! BENSÌ PROPRIO per lasiare il posto ai "Massimo Marchiori" del XXI secolo. Per lasciare il posto a chi è in gamba, talentuoso, meritevole - quanto loro -, e a coloro ai quali non è toccata in sorte la "fortuna" di avere cognomi "che pesano", eredità che contano, ambienti favorevoli (smart environment) in cui sarebbe stato "facile" crescere nel più brillante dei modi possibili.

L'università italiana ha bisogno - urgente - di ARIA FRESCA! Di non leggere sempre gli "stessi cognomi", da decenni..., sugli studi in Facoltà! Di vedere volti nuovi! Di concedere opportunità - vere!- a tutti coloro che se lo meritano! L'università italiana ha bisogno - dopo la Shock economy della cura Gelmini!- di uno choc culturale, che parta dall'alto! "Sono bravo ERGO lascio libero il posto (che mi spetterebbe per merito...) a chi lo merita altrettanto, ma non è "fortunato" quanto me: sai che sberla ai baroni?

Chi, come tanti è "figlio di", può essere un precario-di-lusso: un ricercatore, a basso stipendio, che non fa carriera per far carriera per far carriera, ma un illuminato-mecenate in grado di creare opportunità, meritocrazia e ambienti stimolanti. Aprire l'università ai talenti, ma soprattutto dare una spinta alla meritocrazia, e - soprattutto - una porta in faccia alle baronie.

I "figli di" hanno il dovere etico di non aspirare a una cattedra e promuovere l'ASCENSORE SOCIALE dei loro colleghi più meritevoli, ma meno fortunati? Il "dovere etico" è forse troppo... Ma se certe rivoluzioni nascono (solo) dal basso, ci sono riforme che invece devono nascere dall'alto. Certe riforme coraggiose possono essere inoculate come un siero rigenerante, solo dall'establishment, che già tante fortune ha - per Dna, sorte o grazia ricevuta...-.

Questo è il messaggio della "filantropia" di Bill Gates. Questo è il messaggio della Big Society.

Poi - quando finalmente l'Italia sarà libera (con CDA liberalizzati, camere dei Lord spazzate vie e università meritocratiche) - allora, a quel punto, i "figli di" potranno aspirare a fare carriera in competizione reale con tutti i loro colleghi pari grado. Ma - prima! - bisogna aprire le finestre dei nostri atenei, far circolare aria nuova, cultura fresca! Questa è la nostra Windows of opportunity nel governo più meritocratico che l'Italia abbia mai avuro: cogliamola tutti, questa finestra d'opportunità. Non lasciamola chiusa. Nei "posti fissi" mandiamo avanti i nostri pari grado nell'indice H (ma "senza pedigree" dinastico...), liberalizziamo gli atenei. ORA! E poi - giochiamoci il futuro dell'Italia. In nome di meritocrazia e ascensore sociale.

Questa, sarebbe una Rivoluzione culturale. (E non il programmino degli invidiosetti del quartierino... SuvvIA!)
M.C.

mercoledì 15 febbraio 2012

Libera Chiesa in libero Stato. Anche i beni del Vaticano devono pagare l'ICI

Finisce uno degli scandali italiani. In tempi di sacrifici per tutti, il governo Monti decide che è l'ora dell'equità. Mario Monti annuncia alla Commissione Ue un emendamento sul prelievo fiscale sugli immobili di proprietà del Vaticano. La tassa Imu verrà applicata a tutti i luoghi destinati ad attività non di culto. Più tasse per tutti, nessuno escluso, insomma.

Luca Nicotra e la generazione Networkers

Nessuno della nostra generazione ha il posto fisso. Quando ce lo propongono, lo rifiutiamo: Vade retro, vuoi metterà la libertà. E non lo scansiamo per snobismo o per stare vicino alla mamma, ma per sfida. Sfida sul Web. Ci siamo inventati lavori, che oggi in tanti ci copiano, letteralmente "dal nulla". Abbiamo reinventato l'advertising online in salsa italiana. Social business che nessuno in Italia conosceva. California dreaming... Abbiamo creato comunità online, abbiamo scritto libri scaricati in decine di migliaia di copie, abbiamo parlato di cyber-rights quando nessuno neanche sapeva che cosa fosse un modem. E' per questo che noi non siamo attaccati all'Art.18 né al posto fisso. Però forse un po' di rispetto, a volte, ce lo meriteremmo...

martedì 14 febbraio 2012

Campagna We all are greeks: 2 Euro via SMS per la Grecia? Chi ci sta?

Ma un giornale europeo non potrebbe lanciare una campagna a sottoscrizione *europea*: Manda 2 euro (con SMS) per la Grecia?

Un'iniziativa di solidarietà europea ai nostri vicini greci, magari per i bambini e per le scuole. Non sarebbe un gesto di solidarietà europea (della serie non ci sono SOLO le banche, ma c'è una cittadinanza comune da costruire)?

We are all Greeks!

L'Europa ha bisogno di un cuore oltreché dell'euro

"Chi non ha testa abbia gambe" dice un detto toscano. Ecco, i tecnocrati - ingegneri mirabili capaci di costruire dal nulla una moneta unica - si sono dimenticati però di dare alla loro cattedrale, capolavoro d'architettura finanziaria per tener testa a USA e Asia, e non far la fine del "vaso di coccio fra i vasi di ferro", un'anima. L'Europa unita non è solo testa/razionalità, l'Euro. E' anche il suo Dna (le comuni radici europee di stampo greco-alessandrine)...

Ecco, i greci hanno barato: hanno finto di avere i conti in ordine per entrare nell'euro, e ora Zeus ha punito la loro tracotante Hubrys.

Paghino la multa. Ma voii, tecnocrati e politici, date un'anima a questa cattedrale... Non lasciatela fredda, arida e senza cuore. I "cuori in inverno" gelano, e poi si consumano in un vortice nichilistico senza fine, si ghiacciano frantumando le arterie della creatura-europea.

L'Europa può e deve diventare la "casa comune". Ma una casa nasce intorno a un focolare. Un casa, come Ulisse comanda, nasce intorno a un antico ulivo greco. Rileggete Bruno Snell sulle comuni radici europee, e trovate la soluzione del rebus. Se l'Europa saprà scaldarci anche il cuore, potremo davvero evitare che diventi "la fortezza Bastiani", che diventi una Banca, ma aspiri ad essere una vera Comunità europea di culture con radici comuni, di sapori nuovi e inebrianti. Non è così difficile, costruire una casa comune... Basterebbe volerlo, stilare una roadmap: ai tecnocrati lasciate il compito di realizzare le fondamenta solide, ai poltici, agli artisti e ai Geek offrite la possibilità di darle una forma seducente e un po' di calore umano.

lunedì 13 febbraio 2012

Liberalizzate i CDA!

Visto che all'Italia risulta al momento impossibile "liberalizzare" le università (togliendo il valore legale della laurea e impedendo la formazioni di caste di baroni), almeno che si provi a liberalizzare i CDA. Basta con la casta dei Lord nei CDA: sono una "casta di consiglieri" che governa le società, con un numero esagerato di inamovibili. Dinastie che collegano la maggior parte delle società quotate...

Togliete l'Art.18? E si elimini anche la Camera dei Lord, coi Benetton, De Benedetti, Caltagirone, Pesenti, Marina Berlusconi (le figlie di Ligresti sono inciampate da sé: dimostrazione che le caste chiuse non producono MAI meritocrazia...).

La risposta a Giovanardi? Banale!


Giovanardi ha detto: "Donne che si baciano? Come pipì per strada". La risposta? Eccola qui, e buon San Valentino a tutti. A modo nostro ;)

Quest'uomo ha dato inizio alla Resistenza contro il Nazi-fascismo: non è un Black bloc

Scrive Carlo Gubitosa: "L'anziano in foto non è un black block, nè un pensionato morto di fame. E' Manolis Glezos, partigiano, scrittore e politico greco. Il 30 maggio 1941 si arrampicò sull'Acropoli e ne strappò via la bandiera nazista. Fu il primo clamoroso atto della resistenza in Grecia, uno dei primi in Europa. Oggi è trattato da terrorista dal governo perché si oppone al piano di austerity".

SNOQ: "Lavoro, parità e stop alla violenza"

"Era il 13 febbraio 2011. Quel giorno ha segnato, nella storia recente dell'Italia, l'inizio della fine dell'era berlusconiana ma anche il definitivo riconoscimento pubblico del grande patrimonio di esperienza, sapere, pratica del femminismo italiano" scrive Repubblica.it.Ed ora?

Il movimento femminista "Se non ora quando?" ha nuovi obiettivi: Lavoro, parità e stop alla violenza.

domenica 12 febbraio 2012

Mentre Atene brucia, ricordiamoci che i giovani, di fisso, hanno solo la precarietà

I Black Bloc mettono a ferro e fuoco Atene. Ma è come se mettessero al rogo Milton Friedman, la Troika e la Shock economy del capitalismo reganiano/tatcheriano. Ma, secondo il mainstream, i resistenti di Atene sono sfascisti (vestiti di nero come i franchisti di Viva la muerte) da annientare. Da mettere al muro. Da azzerare.

Atene è l'ultima occasione dell'Europa di resistere e dire no alla distruzione del concetto di Welfare State?

Ad Atene la Troika ha detto di fare quello che il governo Monti ha spiegato che farà: lacrime e sangue. Per pagare quei debiti che i loro genitori, non i Black blocs!, hanno contratto.

"Questi giovani "sfigati". Senza pensione. Per molto tempo, per sempre, faranno un lavoro atipico e precario. Sicuramente non "monotono". - scrive Ilvo Diamanti - E, per pagare il debito pubblico accumulato da decenni, dovranno sopportare grandi sacrifici. Per molto tempo ancora."

"Forse, il motivo di tanto accanimento è proprio questo. Perché se il mercato del lavoro è chiuso, il debito pubblico devastante, il sistema pensionistico in fallimento, il futuro dei giovani un buco nero, non è per colpa loro, ma delle generazioni precedenti. Dei loro padri e dei loro nonni. Della generazione di Monti, Fornero e Cancellieri. Della "mia" generazione. Forse è per questo che ce la prendiamo tanto con i giovani.
Per dimenticare e far dimenticare che è colpa nostra".

Ecco se i Black Blocs si vestono a lutto, non è per gridare uno sterile "Viva la muerte" ma per dire che loro a fare i becchini della democrazia e dello Stato sociale, non ci stanno; ma che loro dicono NO ai salvataggi delle banche fatte sulla pelle della povera gente; che loro hanno capito benissimo che la Troika ha le sembianze di un Milton-Friedman che ride nella tomba accompagnato da Chicago Boys redivivi che tagliano nella carne viva dello stato sociale; che azzerare lo Stato sociale europeo equivale a rendere l'Europa il deserto dei diritti.

Però ai giovani greci va anche detto che, se non vogliamo che la Grecia diventi un'immensa Foxconn, forse è meglio seguire l'esempio della Germania: ristrutturare lo stato sociale ed entrare nei CDA.

La Germania è un modello di democrazia, perseguibile. Non è la fine della democrazia come la Cina.

Ciò contro cui bisogna combattere - pacificamente ma senza tregua- sono le "professioni chiuse", il mercato del lavoro blindato (dove si entra solo con il cognome giusto), le fabbriche del consenso e dei curricula. Questi recinti, se non verranno divelti dalla rabbia giovanile, rischiano di rendere l'Italia un paese sudamericano, in cui il merito è un optional (se non sei nella "casta dei figli di") e dove l'ascensore sociale è bloccato per sempre.

Ragazzi, buttate giù questi steccati. Pacficamente, ma con caparbietà. E l'Europa, invece di diventare il Guandong, vi sembrerà una Silicon Valley. PROTESTATE CONTRO I BARONI. Indirizzate la vostra giusta rabbia, la vostra frustrazione, contro tutti i baroni di ogni professione, i quali, per primi, "tendono a riprodursi per via familiare". (Come le "classi dirigenti", d'altronde: professori universitari, giornalisti, politici, liberi professionisti, loro e loro figli....)".

Sono i baroni i nemici della democrazia, quelli che vogliono rendere l'Europa l'Argentina senza classe media, dove i ricchi sono straricchi e i poveri degli affamati. La rabbia e la resistenza, non vanno sprecati... Vanno solo indirizzati verso quei sistemi che paralizzano la società e imbalsamo i poteri. Perché i baroni sono i veri nemici della meritocrazia, sono coloro che "affamano" l'Europa impedendole di crescere e sono coloro che obbligano i cervelli alla fuga. I "baroni" sono le catene delle società chiuse, mefitiche e paralizzate dalla loro stessa paura. Non siate alienati, siate liberi e scatenate la rabbia contro chi vi impedisce di crescere e di esprimere i vostri talenti! Pacifici, ma non mollate: le "baronie" sono i veri aguzzini della democrazia.

venerdì 10 febbraio 2012

Governo Monti: Liberi l'Italia dal posto fisso e dai falsi miti che non generano progresso

Se il 15% dei figli di professore fa il docente e un altro 15% il contadino; se il 10% dei figli degli agricoltori fa il contadino e il 10% il docente; e così via, per gli operai e il resto delle professioni, significherebbe che nella società tutti concorrono alla pari e ottengono quanto meritano. Si chiamano Pari opportunità. Se il 30% dei figli di docente insegna e solo il 10% zappa la terra, mentre solo 10 % dei figli di contadini fa i docenti mentre il 30% è chino sull'orto-che-fa-l'-omo-morto, vuol dire che la condizione familiare pesa come un macigno, a prescindere dal merito.

MA oggi in Italia il 90% dei figli di docenti o professionisti svolge il lavoro dei genitori, mentre il 90% dei figli di operai (o contadini) sono in fabbrica (o nei campi). EBBENE significa che l’ascensore sociale è bloccato. La meritocrazia è evaporata. La selezione della classe dirigente, quella che fa girare l'economia, è
in profonda crisi.

Significa che in Italia l'immobilità sociale vince sulla mobilità sociale. Desmond sul Blog Piovono Rane di Alessandro Gilioli, autore di questo emblematico e didattico esempio (che scolpirei in ogni aula dalle medie all'università, al posto del Crocifisso), conclude: "Questa è una patologia gravissima, non la normalità". L'Italia è sclerotizzata. E chi meglio di Elsa Fornero, docente universitaria, di famiglia umile, dovrebbe saperlo? Appunto.

Oggi, mentre il Financial Times10 con lode a Super Mario Draghi, il vero artefice del FIREWALL anticrisi (colui che ha evitato il CREDIT CRUNCH che avrebbe dato il colpo fatale all'euro), Mario Monti ha un ruolo altrettanto cruciale: SAVE EUROPE. L'uomo in loden colui che ha messo alle strette Microsoft e GE quando era all'Antitrust UE, deve salvare l'Europa.

E come? Facendo capire agli italiani che sono "vissuti al di sopra delle loro possibilità". E non da ora: da 20 anni. Dal '92, l'anno di Tangentopoli (la rivoluzione mancata. Fallita a causa della partitocrazia).

Mario Monti deve insegnare agli italiani che devono cambiare mentalità, capire che i figli devono essere liberi di emigrare laddove trovano lavoro (anche all'estero, why not?), sfatare la "leggenda metropolitana" del posto fisso (che è vero: è monotono! Ma in Banca quando il precario chiede un mutuo, lo accompagna Monti a predicare al direttore che il ragazzo merita proprio perché ha scelto un lavoro non monotono?), scardinare la perversione dell'Art.18 che crea più disoccupazione di quanta combatta... Tutto vero.

Mario Monti ha un compito difficilissimo: LIBERARE L'ITALIA come nel '45. Questa volta, non dai fascisti, come più di mezzo secolo fa. Ma dagli statalisti. Dai furbetti del posticino. Dai parassiti che prosciugano i crediti e vivrebbero a debito (pubblico). Dalle "caste" (che odiano le liberalizzazioni). Dagli "evasori" eccetera.

Un compito arduo? Sì se lo si fa con sgarbo. No, se lo si affronta con lo spirito dei tempi. Geek. Dicendo anche ai propri "figli e nipoti di", che è meglio dare il buon esempio. Che "stay hungry, stay foolish" significa spiccare il volo fuori dal nido. Che l'Italia potrà voltare pagina se la mobilità e l'ascensore sociale torneranno a correre, se la concorrenza sarà vera, il mercato sarà libero, e se si tratteranno gli italiani da "adulti, consapevoli e consenzienti" e non da "scolaretti ingenui" da bacchettare come maestrine-dalla-penna del solito, monotono, colore.

Il Welfare italiano deve essere ristrutturato. Lo ha detto Obama. Ristrutturato come un'azienda. Un'azienda, che, una volta risanata, può dare i suoi frutti a chi ne ha (davvero!) bisogno e non agli "usual suspects". La meritocrazia deve essere l'impronta, il sigillo, il fingerprint di questo governo. E' lì la chiave di volta per riformare con equità. Altrimenti, arriva il mostro del videogame di Tremonti e ci porta tutti negli inferi di Foxconn. Vuoi mettere?
M.C.

P.S.: Però il gov. Monti si ricordi che a frenare l'Italia non è l'Art.18, bensì altri problemi struttuali: l'assenza dello Stato in intere regioni del Sud, la lentezza della giustizia civile, il costo delle infrastrutture, il Cultural Divide, la mancanza di investimenti in IT e i vincoli burocratici. Altro che articolodiciotto...

giovedì 9 febbraio 2012

STAY HUNGRY, STAY FOOLISH! Lettera aperta alla Gentile Dott.ssa Silvia Deaglio (figlia di Elsa Fornero, ma soprattutto del prof. Deaglio)

Gentile dottoressa Silvia Deaglio,
non se la prenda con la blogosfera, con gli invidiosi e con chi vuole strumentalizzarla, rendendola - inevitabile e non voluta - protagonista della favola "Il lupo e l'Agnello". Non ci sono lupi né agnelli, ma c'è solo rabbia - frustrazione - anche alienazione. E un po' d'invidia, il che è umano.

Gentile dottoressa Silvia, sia lei a smentire le maldicenze. Ma non mostrandoci il suo favoloso curriculum vitae che tutti un po' le invidiamo, bensì sparigliando le carte. Abbandoni il posto fisso per una grande – e meritata – carriera senza art.18!

Sono convinta che lei, restando in Italia da freelance o andando all’estero, farà una carriera splendida, dimostrando a tutti (anche agli impiccioni e ai soliti insospettabili invidiosi) il suo vero talento, il suo reale valore e i suoi meritati meriti.

Di più, chiedo a tutti i “figli di” non solo di questo governo, ma dell’intero “establishment" (il Five million club) non solo di non accettare raccomandazioni mai (il che è facile...), ma anche di rinunciare – volontariamente!- al posto fisso e all’Art.18.


Fareste un gran figura voi, ma soprattutto dareste una sberla a chi non crede nel cambiamento. Dimostrereste che la Riforma Fornero libererà l’Italia dalla perversione dell’art.18 (cit. Wall street journal). La vostra scelta farebbe il giro del mondo. Sarebbe il miglior biglietto da visita per render conto - anche agli scettici di sempre - che l’Italia, davvero, volta pagina! Che l’Italia scommette sulla meritocrazia e sull’ascensore sociale! Che l’Italia di Mario Monti è finalmente smart, giovane e innovativa, capitalista e imprenditoriale, roba da Silicon Valley!

Fatelo, senza rifugiarvi dietro al C.V.. I vostri figli ve ne saranno per sempre grati, gli italiani capiranno in un sol colpo che la fine dei privilegi vale davvero per tutti.

BASTA POSTO FISSO. Ma iniziamo dai figli dei ministri

Il Presidente Usa Barack Obama si congratula con Mario Monti (ma in realtà se il contagio della crisi dell'Eurozona, è stato stoppato, ringraziamo tutti Super Mario Draghi! Il Financial Times ha ammesso la sua genialità).

Obama però fa bene a congratularsi con Mario Monti, il cui volto serio campeggia sulla copertina di Time (Can this man save Europe?), perché sta rivoltando l'Italia come un calzino e sta facendo quelle riforme che da 20 anni servivano e nessuno metteva in agenda. a iniziare dall'abolizione dell'Art.18, definito dal Wsj un sistema perverso - che crea quella disoccupazione che - solo a parole - dice di voler combattere.

Il governo Monti può prtare a casa i risultati e dimostrare ai Merkozy che, lui sì, i compiti a casa li ha fatti, eccome. Che l'Italia 2020 sarà finalmente un mercato libero in cui conviene - a tutti, stranieri inclusi - investire per creare lavoro.

I ragazzi hanno già rinunciato al posto fisso, non da ora, ma dal '92. I ragazzi non hanno nessuna fiducia nell'Art.18 a cui preferiscono l'Art. 3 e l'Art.21 (della Costituzione).

Ma ai ragazzi, cari Ministri, regalate il buon esempio: tornate a casa, date una carezza ai vostri figli, e dite loro di ABBANDONARE SUBITO IL POSTO FISSO. In solidarietà a tutti quei milioni di precari che non l'hanno mai avuto e mai lo avranno. Recuperate autorevolezza e credibilità, fatelo per il bene dell'Italia. (Tanto i vostri figli, del posto fisso non sanno che farsene... hanno CV mostruosi da esibire ovunque, ed erediteranno beni che non consumeranno in 5-6 generazioni...).

La fabbrica dei curricula. Come diventare Nobel fin dalla culla

Chi nasce in alcune famiglie dell'Establishment ha un curriculum vitae specchiatissimo. Certamente, chi nasce nella culla dell'alta borghesia, avrà fin da piccolo non la solita baby sitter sgarruppata, ma una tata laureata in pedagogia e lingue straniere. Avrà a disposizione una Nursery con i giochi più smart e didattici della Città del Sole. Frequenterà il British Institute fin dalla Scuole Elementari, o dalla materna sarà iscritto alla scuola francese o americana.

Un Curriculum vitae, si costruisce passo dopo passo. Ma il top si raggiunge al Liceo, dove il "cognome importante" potrebbe ricevere mezzo punto in più ad ogni interrogazione rispetto al figlio del signor Rossi. All'Università pubblica, il gioco si fa persino più pesante. Poiché non premiare i figli dei colleghi - anche di altri dipartimenti - può essere pericoloso (per via degli incarichi incrociati, delle commissioni d'esame, ma anche del fatto che magari un giorno tuo figlio diventerà esaminando del docente a cui hai osato "non premiare" il figlio...), un figlio di un professore raramente parte da una votazione sotto al 27-28.

La "fabbrica del curriculum" inizia dunque ab ovo (dalla culla, da quello smart environment in cui il feto si sviluppa - ascoltando le note di Mozart nella pancia della mamma - e poi prosegue grazie alla ricca biblioteca di famiglia, ai viaggi istruttivi, alle frequentazioni intellettuali e blasonate...), ma il crescendo si consuma in itinere. Il curriculum vitae del rampollo diventa mostruosamente fertile, grazie a votazioni folgoranti, Master prestigiosi all'estero (dove magari i genitori hanno agganci trasversali o hanno in passato tenuto Lectures o corsi estivi), e un oceano di pubblicazioni che neanche Albert Einstein ha accumulato in una vita da Nobel.

Le pubblicazioni! Il rampollo che ha pubblicato un overload informativo pari a Zettabyte di file (numeri impressionanti di pubblicazioni da fare impallidire Marie Curie), grazie al solito "meccanismo" del do ut des e di tanti altri giochi dietro le quinte (ce ne sono a decine); il rampollo, dicevamo, quando ha accumulato tanta sapienza formale, è pronto ad essere cucinato al concorso pubblico.

Bene. I concorsi sono il metodo più pulito per fare gli affari sporchi. Lì verranno contate SOLO le pubblicazioni che - guarda caso - detiene l'esaminando da far vincere. Lì verranno calcolati solo e soltanto i "meriti" che è in grado di esibire il rampollo. Perché? Perché la giuria degli esaminatori... tiene famiglia. Anche a loro prima o poi capiterà di dover far vincere un loro cooptato (in quanto, emerito) oppure, banalmente, hanno un figlio/nipote da sistemare.

Sia chiaro: magari il rampollo è davvero un genio. Magari il rampollo merita davvero quei voti, ha davvero scalato il cursus honorum per meriti propri e in virtù solo della propria egregia preparazione. MA, allora, perché non lasciarlo libero di volare, magari facendo carriera all'estero?

Nessuno contesta alla "casta dei figli di" di non essere intelligenti, preparatissimi, dei Nobel in erba. Lo saranno senza dubbio.

Ma se l'Università italiana ARRANCA IN TUTTE LE CLASSIFICHE INTERNAZIONALI, mentre le generazioni precedenti avevano prodotto non solo premi Nobel, ma anche professori menzionati nelle principali riviste scientifiche internazionali e nell'enciclopedie più blasonate, ebbene qualcosa decisamente non va.

A questi "figli di", auguro - di cuore - di prendere il Nobel. Ma la ramanzina del "curriculum", ce la risparmino. La fabbrica dei curricula, la conosciamo. E in Italia ha portato le università ad annaspare in tutte le classifiche, sprofondando nel nulla cosmico. Fanalini di coda globali...

Familismo amorale? Mancanza di ascensore sociale? Anoressia meritocratica?

L'Italia ha bisogno di voltare pagina. Con meritocrazia e soprattutto con un vero ascensore sociale!

mercoledì 8 febbraio 2012

Crozza e il crowdsourcing. Colpo di fulmine e incomprensioni

Crozza è illuminante, geniale, divertentissimo. Ma - come tutti - ha un debole: "copiare dal Web", prendere il meglio dalle battute folgoranti degli sconosciuti su Twitter o Facebook. Anche Crozza scivola sul cut-and-paste? Ispirarsi a certi mood, è facile. E' il potere del crowdsourcing, bellezza!

Ma è la dimostrazione che il COPYRIGHT è morto. Defunto. Quando mi copiano, non vorrei "cash": ma essere citata, sì. Come io cito sempre gli altri. Questione di rispetto. Reciprocità. Ci vuol poco, no? Evviva il crowdsourcing, ma aboliamo la SIAE.

N.B.: Solidarietà al grande comico! Il copia-e-incrozza può capitare a tutti... Certe battute sono figlie dello Zeitgeist e del Weltanschauung. Non è che si "copiano": è che vengono spontanee a chi ha una cultura affine. Tutto qui ;)

L'art.18 è perverso. Ma lo è anche la casta dei "figli di"

Bene, bene. Abbiamo visto come l'intero Establishment - dalla Casta propriamente detta ai figli dei Professori fino ai figli dei giornalisti - si arrocca nelle sue cittadelle corporative blindate a doppia chiave. Lasciando ai "figli di nessuno" il Deserto dei Tartari. Il Vuoto cosmico, in cui consumare il proprio nichilismo ed autolesionismo. Salvo bastonarli se provano a mettere a soqquadro le fondamenta della fortezza-degli-integrati.

BASTA. Se volete cambiare l'Italia (e sono fra coloro che dico: Yes, we can!) partiamo dai vostri/nostri figli. Tutti precari. Tutti. Senza SE e MA. Il buon esempio deve partire dai figli e nipote: dal presidente Napolitano ai figli dei Professori, fino all'ultimo direttore di giornale. Dinastie di giornalisti e professori universitari, neanche fossero tutti Nobel.

Poi togliamo l'Art.18, che - come il Wall Street Journal obietta - è un ferrovecchio peverso, perché crea quella disoccupazione che a parole vorrebbe combattere.

Quindi Fornero ci illustri la Riforma del Lavoro.

Ma se vogliamo ricostruire l'Italia, ci vuole l'Anno Zero della fine dei privilegi. Il figlio del fornaio deve poter aspirare a diventare Professore, ma il figlio del Direttore di Banca deve diventare operaio o spazzino, se non studia o se al lavoro dimostra di essere incompetente.

L'ascensore sociale è questo: su o giù, a seconda dei propri meriti. Il resto sono le solite chiacchiere che ci propinano dal '92... Quelle marea di chiacchiere che hanno sommerso i giornali, compromesso la riuscita di Mani Pulite, e fatto fallire Tangentopoli. Il che prova che alla fine, in Italia, contano solo i rapporti di forza e non le belle parole. O vogliamo finalmente che l'Italia volti pagina? Stay foolish, stay hungry in Italia si traduce: Stop alle caste ;)

Unicef: 400 bambini morti in Siria

In Siria è la strage degli innocenti. L'Erode siriano che ha ammazzato 400 bambini ha il volto macabro del Potere di Assad che da mesi conduce una spietata controffensiva per debellare e ridurre al silenzio tombale chi chiede libertà. Mosca e Pechino avevano messo il veto su una risoluzione Onu. Obama dice basta.

martedì 7 febbraio 2012

La casta dei "figli di"

"Sarà forse una questione genetica ma i figli di questi ministri incartapecoriti, che da una settimana somministrano al Paese dosi mai viste di delirio senile, sono tutti ma proprio tutti dei grandi fenomeni della natura, una sfida alle leggi della statistica. Oh nemmeno uno “sfigato” ma tutti autentici geni con uno o più posti fissi e con compensi che i comuni mortali possono solo sognare. O forse no. Forse sono solo i figli di una classe dirigente che predica bene e razzola malissimo."

Bene, bene... NOI siamo per i Massimo Marchiori, che, laureati a 23 anni con tutti 30, hanno il fegato di sfidare Google con il loro genio! E non con il loro pedigree. NOI siamo per i "figli di nessuno" che all'università si guadagnano i voti uno ad uno, senza esibire cognomi, parentele e blablabla.

Delle VOSTRE prediche, vorremmo farne a meno: risparmiatecele. Fate le riforme che il Washington Consensus vi obbliga a somministrarci, rendeteci poveri quanto volete, ma almeno NON offendete noi, i nostri figli e i nostri genitori. Ah, sì: Quei rari genitori che non raccomandano i figli... Sono pochi, ma esistono, e pagano pure le tasse. Ma l'establishment li ignora.

Ma Facebook censura le immagini delle mamme che allattano al seno?

L'allattamento al seno è una delle esperienze più appaganti per le neo mamme nei primi mesi di vita del bambino... Ma Facebook censura/cancella le immagini delle mamme che allattano al seno. O no?

Mario Monti: Risolvo problemi (Ricordate Mr. Wolf in Pulp Fiction?)

Mario Monti, il Professore, è il curatore fallimentare dell'Italia. Il liquidatore. Ricordate la scena di Pulp Fiction in cui il personaggio più geniale, impersonato da uno stratosferico Harvey Keitel, dice: "Mi chiamo Mr. Wolf, risolvo problemi"?

Serpica Naro: if you end up with a boring life

The Solution (Bertold Brecht)

Dopo la rivolta del 17 giugno
il segretario dell’Unione degli scrittori
fece distribuire nella Stalinallee dei volantini
nei quali si poteva leggere che il popolo
si era giocata la fiducia del governo
e la poteva riconquistare soltanto
raddoppiando il lavoro. Non sarebbe
più semplice, allora, che il governo
sciogliesse il popolo e
ne eleggesse un altro?

(Bertold Brecht, "La soluzione" (1953)


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Ora, lo sappiamo che il governo Monti è quello di un liquidatore, un curatore fallimentare, ma almeno non insulti i suoi (con)cittadini, che giudica corresponsabili della corruzione, del crollo dei valori, della paralisi parlamentare, del fallimento della Giustizia e di tutto quanto non va in Italia.

Perché la scena di Mr. Wolf ("Risolvo problemi"), è un film già visto!