venerdì 30 settembre 2011

Da Occupy Wall Street a "United for global Change": Corteo a Roma il 15 ottobre - Vogliamo un’altra economia, un’altra società e una democrazia vera!

PEOPLE OF EUROPE, RISE UP

Cambiare l’Italia, cambiare l’Europa
Il Coordinamento 15 ottobre invita a costruire in tutto il territorio la partecipazione italiana alla giornata europea e internazionale “United for global change” e a convergere nella manifestazione nazionale di Roma.

La giornata del 15 vedrà mobilitazioni in tutta Europa, nel Mediterraneo e in altre regioni del mondo, contro la distruzione dei diritti, dei beni comuni, del lavoro e della democrazia compiuta, con le politiche anticrisi, a difesa dei profitti e della speculazione finanziaria.

Anche in Italia è già stata raccolta da tanti soggetti organizzati, alleanze sociali, gruppi informali e persone. Non vogliamo fare un passo di più verso il baratro in cui l’Europa e l’Italia si stanno dirigendo e che la manovra del Governo continua ad avvicinare. Vogliamo un’altra economia, un’altra società e una democrazia vera.

Il Coordinamento 15 ottobre si mette al servizio della riuscita della mobilitazione. Curerà unitariamente le caratteristiche, la logistica e l’organizzazione della manifestazione nazionale di Roma e ne definirà le sue parti comuni.

Il suo obiettivo è favorire la massima inclusione, convergenza, convivenza e cooperazione delle molteplici e plurali forze sociali, reti, energie individuali e collettive che stanno preparando e prepareranno la mobilitazione con i propri appelli, le proprie alleanze, i propri contenuti.

Ci impegniamo insieme a costruire una manifestazione partecipata, pacifica, inclusiva, plurale e di massa, il cui obiettivo è raccogliere e dare massimo spazio alla opposizione popolare, alle lotte e alle pratiche alternative diffuse nel nostro paese.
La manifestazione partirà alle ore 14.00 da Piazza Esedra e arriverà a Piazza San Giovanni
Sarà una tappa della ripresa di spazio pubblico di mobilitazione permanente, come si sta realizzando in tutta Europa e nel Mediterraneo, che è necessario mettere in campo per cambiare l’Italia e il nostro continente.
Invitiamo i cittadini e le cittadine, nativi e migranti, i soggetti organizzati, i gruppi, le reti formali e informali a partecipare attivamente al 15 ottobre, a coinvolgere le proprie comunità, a organizzare la partecipazione al corteo di Roma.
Coordinamento 15 ottobre

L'Isteria collettiva per iPhone 5. Il tecno orgasmo

L'iPhone 5 potrebbe avere uno schermo da 4 pollici, ma anche con una diagonale da 4.2 o 4.3 pollici e tecnologia qHD. L'iPhone 5 correrà più veloce dell'iPhone 4 grazie a Hspa+: a 21 Mbps. L'iPhone 5 è atteso con i gridolini che le groupies anni '60 riservavano solo agli idoli musicali con cui, in quegli anni di perbenismo bon-ton, volevano finire sotto le lenzuola. L'iPhone 5 manderà le folle in visibilio. Sarà il nuovo tecno-orgasmo di cui avremmo voluto fare a meno, ma tant'è. Apple è la nuova Setta con tanto di messa laica e ostia gadget.

Una donna alla presidenza del Consiglio. Yes, We Can!

Bankitalia dovrebbe trovare il suo degno erede: Saccomanni. Per non far perdere all'opinione pubblica la posta in gioco, mentre il governatore Draghi è stato scelto come successore di Trichet. L'Italia dovrebbe avere un vero ministro del Tesoro, e non un fiscalista: uno che applichi la ricetta Draghi-Trichet. Ma l'Italia potrebbe avere una Presidentessa Donna. Il 72% degli uomini vorrebbe un Premier Donna per l'approccio concreto e il pragmatismo che il Fattore D apporta nella vita politica. Yes, We Can!

Chi? Rosy Bindi, Giulia Bongiorno... Le candidate non mancano

giovedì 29 settembre 2011

Noi di sinistra: facciamo un riepilogo... Siamo dei tipi tosti!

"Facciamo un riepilogo: a noi di sinistra ci piacciono le intercettazioni, la guerra in Libia, i magistrati, il carcere e la legge, detestiamo la violenza in tutte le sue forme a meno che non sia autorizzata dallo Stato, detestiamo chi scopa a tarda età e a pagamento, non ci dispiace il capitalismo, ma lo vorremmo solo un po più umano, amiamo gli immigrati, ma li bombardiamo a casa loro se si permettono di avere lo stesso reddito nostro, boicottiamo la Nestlè e la Nike, ma poi un film di Benigni o di Moretti distribuito dalla Medusa ce lo andiamo a vedere e paghiamo. Insomma siamo dei tipi tosti". (Daniele Sepe).

Se ci siamo persi qualche passaggio nel mezzo, non preoccupiamoci: sarà l'Alzheimer, il secolarismo, la fine delle ideologie. Oppure è colpa dell'iPad, che ci rende stupidi?

Draghi for President!

Sperando che Bankitalia abbia il suo degno erede (Saccomanni), e che finisca la commedia innescata da B&B (Dottor Grilli, segua il consiglio di Giavazzi: rinunci!), leggiamo la lettera della BCE. E diciamo che abbiamo "perso" un Premier: Draghi for President! Se Draghi fosse stato nominato Premier, l'Italia avrebbe avuto un presidente della migliore tradizione liberale, quella di Einaudi. Gli Ostellino e i Panebianco, un giorno, ci spieghino perché ciò non è accaduto e perché stiamo vivendo il tramonto del berlusconismo come se fosse il Tramonto degli Dei in versione Fetish. I liberali italiani non dovrebbero dire a Ferrara che è l'ora di staccare la spina? O di portare questo governo ad applicare la ricetta Draghi-Trichet, magari con le raccomandazioni di Marcegaglia e il contratto unico di Ichino-Boeri?

mercoledì 28 settembre 2011

Giù le mani dai Blog!

Il DDL Intercettazioni contiene un comma ammazza-blog. Si tratta di una Legge-bavaglio che metterebbe il silenziatore alla blogosfera. Giù le mani dai Blog! Il dissenso e i la libertà d'espressione sono il sale della democrazia. Sosteniamo i sette emendamenti per salvare la Rete italiana dalla scure della censura.

GIULIA è la Rete delle Giornaliste Unite Libere Autonome. oggi scendono in piazza del Pantheon perchè le donne vantano una poco invidiabile “lunga consuetudine con i bavagli, hanno dovuto lottare per conquistare il diritto a parlare e ad essere rispettate come persone, a non essere trattate come oggetti: e oggi tutto ciò viene messo in discussione”. Le giornaliste invitano le donne a contrastare la norma ammazza-blog, anche con la disubbidienza civile: “Si vuole impedire ai cittadini di essere informati sulle inchieste e sugli indecorosi comportamenti dei politici che non hanno rispetto per le istituzioni che rappresentano. Si vorrebbe silenziare chi, facendo informazione, illumina un sistema di potere maschile che ha ridotto la donna a merce e tangente. Siamo indignate come donne e come giornaliste e siamo sin d’ora pronte alla disubbidienza civile”.

martedì 27 settembre 2011

Le Pariniane sedotte da Videocracy in salsa borghese

Non c'è niente di male a sfilare. Non c'è niente di male a mettersi alla prova in qualsiasi campo, anche nella moda. Ma le Pariniane che scendono e salgono dalle scale del Liceo Classico G. Parini, in cerca del quarto d'ora di notorietà di Warholiana memoria - mentre il mondo guarda la Videocracy italiana al governo -, forse potevano risparmiarci l'ennesimo gioco. La sfilata in salsa borghese poteva essere fatta con le ragazze del Parini, ovunque. Ma non nel Liceo milanese. Non lì. Non oggi, mentre un Premier è accusato di sapere di far uso di escort, e di essere ricattabile.

Le ragazze del Parini si sentono umiliate e deluse dalla loro prestigiosa ex scuola. La dignità delle liceali del Parini passa dalla meritocrazia, dal talento (anche di scoprirsi novelle Carla Bruni, ma in passerella: non a scuola!). Il Liceo Classico si scusi: non è una location di moda, ma un luogo dove i si tramandano i Saperi.

Di giochi, ammiccamenti, velinismi, le donne italiane sono abbastanza stufe. Non è una questione di bon-ton, bensì una lezione di stile a questa Italia-che-odia-le-donne.

Ex studentessa del Liceo G. Parini (Maturità '89: 60/60)

Fuori tutti!

Up-patriots to arm? No, siamo contro la guerra. Ma i ragazzi devono dire a questa classe politica, a questa casta, oberata da escort, scandali, tangenti e da un'arretratezza culturale inesorabile, che è l'ora di farsi da parte.

Le quattro mosse di una donna al FMI

La donna non si tinge i capelli, dando una lezione di stile ai vanitosi uomini che ci cascano. La signora parla un ottimo inglese, calza scarpe Laboutin e si veste da donna. Le quattro mosse di Christine Lagarde al FMI sono una ricetta scaccia-crisi.

Prima mossa: far respirare i bilanci (per non far soffocare la ripresa); Stabilizzare e ridurre il debito pubblico; assicurare risparmi duraturi sul medio termine; promuovere la crescita e l'occupazione.

Riformare, riequilibrare, ricostruire.

lunedì 26 settembre 2011

Aprite la finestra! L'aria è pesante anche per i vescovi

Non aprite quella porta... Ma va là: aprite la finestra. L'aria è da purificare. L'olezzo di satrapia e baccanali che si respira da (H)ar(d)core solleva la Questione Morale anche in Vaticano. A due anni dal "metodo Boffo", i vescovi osservano "comportamenti tristi e vacui" alla presidenza del Consiglio. Meglio tardi che mai?

Abbiamo già dato

"Il "campo" che dovrebbe accogliere le nuove, fantomatiche "discese" è già molto intasato: Montezemolo, Passera, Profumo, e via andare. Ci manca solo la Marcegaglia.
Di imprenditori in politica ne abbiamo già conosciuto uno. Forse può bastare" Massimo Giannini (La Repubblica).

In effetti, abbiamo già dato. Forse servirebbe qualcuno con una solida mentalità scientifica. (E un ministro dell'Università e della Ricerca che non creda che esiste un tunnel di 750 Km fra Ginevra e il Gran Sasso...).

E' una questione di classe. E sobrietà.

L'Italia non esce dal tunnel, neanche alla velocità del neutrino

Il ministro Gelmini ha le allucinazioni, il suo ufficio stampa le traveggole... Ma l'Italia non esce dal tunnel, neanche alla velocità del neutrino. Tremila miliardi per salvare l'Europa: "I Grandi della Terra pronti a salvare gli istituti di credito, e la moneta unica, prima di lasciare andare in default la Grecia". Ma qualcuno licenzi, almeno, l'ufficio stampa del ministro Gelmini.

Spinoza.it: La Gelmini: "45 milioni per il tunnel Gran Sasso-Ginevra". E ancora non sapete quanto è costato affrescare il muro del suono! [lyan]

domenica 25 settembre 2011

Dal 2015 le donne potranno votare ed essere elette in Arabia Saudita

Re Abdullah apre alla democrazia e alla fina del Gemder Gap: dal 2015 le donne potranno votare ed essere elette in Arabia Saudita. Nel paese però rimangono ancora alcuni tabù: per viaggiare o lavorare le donne devono possedere il consenso di un uomo della famiglia.

I tunnel del Ministro Gelmini

Se il Ministro "Mary Star" Gelmini è convinta che esista un tunnel fra il Cern di Ginevra e il Gran Sasso, significa che la scuola italiana è davvero allo sfascio. Significa che i tagli alla scuola degli ultimi 40 anni, hanno inciso ne profondo. La scoperta sulla velocità dei neutrini ha messo in crisi il Ministero dell'Istruzione, più che la teoria della Relatività di Einstein: almeno per ora. Su Twitter l'hashtag "#tunnelgelmini" è ormai sarcasmo puro, e un Ministro dovrebbe trarne le conseguenze

venerdì 23 settembre 2011

OUTING: I primi 10 nomi di politici Gay omofobi

Riporta Repubblica.it: "Gli internauti interpellati dal portale Gay.it che, attraverso un sondaggio, ha raccolto il parere di circa 1500 persone, (si dividono così, ndr): il 75% si è detto favorevole all'outing dei politici omosessuali e omofobi, "per porre fine all'ipocrisia". Contrario il rimanente 25% ("E' un'operazione dannosa, perché scatena solo polemiche contro di noi" ma anche perché "non serve a niente").".

La lista è su Gay.it: OUTING: ECCO I PRIMI DIECI NOMI

Le battute omofobiche di Emilio Fede su Vendola? Einstein e la Repubblica delle Banane

Il neutrino "corre" più veloce del fotone. La luce non è imbattibile: la "velocità limite" della Relatività di Einstein forse non sarà più coincidente con la velocità della luce, bensì con un altro valore. Pontecorvo è insomma vendicato.

Questo per dire, che i paradigmi scientifici a volte cambiano. Basta un esperimento, e Zac!, ciò che era vero ieri, oggi sfuma nell'oblio. Superato da una nuova teoria verificabile. Ma come diceva Einstein: state attenti perché "la scienza non è una repubblica delle banane, dove le rivoluzioni succedono ogni giorno”.

Le battute omofobiche di Emilio Fede su Vendola? Sono una brutta parentesi in un paese omofobico dove i Gay (Lgbt) non hanno i diritti di cui godono nel resto dell'occidente. Le battute di Emilio Fede sono il corollario di un paese che ha saputo decretare che Ruby è (per il Parlamento italiuano, e solo per esso) la nipote di Mubarak, ma non ha saputo votare una Legge contro l'Omofobia. L'Italia, a differenza della scienza, sarebbe parsa ad Einstein come una Banana Republic.

Emilio Fede è un giornalista? L'OdG si pronunci. Il Trash Journalism avanza? Verrà spazzato via dalla Storia. Come nella Fisica Teorica avanzano nuovi paradigmi, anche nel Giornalismo italiano auspichiamo un ricambio generazionale in stile anglosassone.

giovedì 22 settembre 2011

La sindrome del Puttaniere e del Savonarola

Preferisco uno che non sia un Santo, ma sia tecnicamente bravo ed efficace. Lo preferisco ad un "brav'uomo" che rischia di essere un inetto. Chiusa questa parentesi: chi cerca un post-Berlusconi stia attento alla trappola del Savonarola. Trovare un Santo in Italia è difficile; si accontentino di cercare un uomo tosto e capace (se non è un bravo padre di famiglia, pace all'anima sua...). Perché? Semplice. Non verremmo che l'Italia passasse dal giustizialismo al moralismo, dimenticandosi delle competenze.

Hp, il primo vendor di Pc al mondo, che fatturava 40 miliardi di dollari con i Pc solo nel 2010, cambiava Ceo solo 11 mesi fa. Motivo: una (presunta) scappatella extra coniugale. Hp ha sostituito Hurd (cacciato con ignominia) con Leo Apotheker, un teutonico Ceo proveniente da Sap. Ebbene: ora anche l'era Apotheker volge al termine. Cercano un Ceo più bravo ad interpretare il mercato Pc attuale. Apotheker ha portato Hp sull'orlo della crisi di nervi.

Ecco, speriamo che mandato via l'uomo-che-amava-le-escort, non arrivi un Savonarola che capisca, di economia e finanza, ancora meno del suo predecessore, che già è stato il Premier-del Pil-zero-virgola. Niente puritanesimo: il leader si sceglie con il metro del merito e del talento, e anche dell'etica (paghi le tasse e sia onesto); ma non si sceglie con il metro del moralismo tout-court da maestrine dalla penna rossa del catechismo di campagna. Quello è un metro che porta ai sagrati. Non a Wall Street.

Scilipoti, chi era costui?

Il nostro Carneade, mentre l'Italia diventa ogni giorno meno "standard" e più "poor", si chiede: "Chi è Standard & Poor's?". Un Parlamento che non conosce l'ABC della finanza, regge le sorti di un paese. Mentre le Borse vanno a fondo. Il paese e le sue maggiori 7 banche sono declassate. Mentre vola lo spread Btp/Bund ed ogni ogni 100 punti di allargamento della forbice ci costano 16 miliardi di euro in termini di maggior onere del debito pubblico.

A quando una CLASS ACTION verso questo Parlamento in mano ad incompetenti? B.A.S.T.A.

Chi si oppone ai diritti dei gay è un Don Chisciotte contro i mulini a vento

"Ho visto coi miei occhi in tanti salotti radical chic e molto alla moda, sinistri intellettuali mostrare un'orrenda simpatia di facciata fin quando i gay erano solo simpatiche checche, o innocui stilisti, artisti di grido, ma trasformarsi in denigratori e orrendi perbenisti quando i gay si ponevano come gruppo che ha delle richieste. La destra è sempre stata tremenda con i gay, ma anche la Sinistra non è stata molto corretta. La comunità gay infatti non dimentica il tradimento di Prodi con i Di Co promessi in campagna elettorale e subito rimangiati, molti gay oggi tendono a posizionarsi in modo scettico preferendo chi parla loro di rispetto e diritti senza preconcetti ideologici."

Si vive alla giornata. Carpe diem. E non confidare nel domani, che non v'è certezza!

«Carpe diem, carpe diem, quam minimum credula postero». Si vive alla giornata, ripete il Senatur. Orazio declinato alla Bossi. Il declino italiano è anche qui, in tanti piccoli dettagli. Il crespuscolo della fine. Solo sette voti salvano Milanese: grande assente Tremonti, che si deve sentire come Giulio (Cesare), pugnalato alle spalle da 44 coltellate: "Tu quoque Brute fili mi?". La coltellata finale gliel'hanno risparmiata: ma il diavolo si nasconde nei dettagli, e in certi casi è meglio morire, soccombere nella lotta, che sopravvivere stancamente ai bollettini di guerra dello spread Bot/Btp, delle Borese che crollano, dei dati Assinform che dicono che la manovra d'agosto è recessiva... Si vive alla giornata, ma a volte si vorrebbe morire subito. e farla finita. Zac.

"A regime ogni 100 punti di allargamento della forbice ci costano 16 miliardi di euro in termini di maggior onere del debito pubblico. Eppure dobbiamo pagarlo." Pagarlo caro, pagarlo tutto. E pure con gli interessi.


«Carpe diem, carpe diem, quam minimum credula postero»: "Cogli l'attimo, confidando il meno possibile nel domani". Nel doman non v'è certezza!

Se la politica è incivile, il paese dia lezione di civiltà

Sappiamo come finì la Prima Repubblica: sotto la gragnuola di monetine lanciate da cittadini inviperiti da Tangentopoli, a un ancora per poco arrogante, Bettino Craxi, un gigante di fronte a Berlusconi e Tremonti, uno Statista, nonostante tutto. Craxi si esiliò ad Hammemet e meditò la vendetta: Forza Italia. Oggi chi tirasse le monetine, non esprimerebbe la rabbia e la frustrazione dei giovani (disoccupati uno su tre). Oggi il paese civile deve dimostrare quanta classe ha inpiù rispetto ai declassati! Oggi il paese deve dare una lezione di civiltà agli incivili della politica che affossano l'Italia.
La classe non è acqua... Diamo una lezione di stile ai Milanese, Papa, Bisignani, Berlusconi! Zero monetine: regaliamo loro la Costituzione o se vogliamo, il sempre ludico Esercizi di stile di Raymond Queneau. Non declassiamo ulteriormente questa povera, sfibrata Italia... Le macerie - che si accumulano - sono già troppe, per aggiungerne altre.

Repubblica.it: Monetine o no? di MARCO BRACCONI

mercoledì 21 settembre 2011

I declassati e il fondo del barile

Declassato il paese. Declassate sette banche. L'Italia, alla fine della crisi del debito, seguita alla crisi dei subprime e del credit crunch, - passato l'ottovolante delle Borse - rischiera' di vedersi assottigliare di due o tre taglie? Ci auguriamo di no. Ma il "Premier a tempo perso", che preferisce "far girare la patonza" invece dell'economia, resta in piedi, come una statua prima della rovinosa caduta. Le imprese per ora resistono: crescono più dfella Germania, l'esport va bene. Ma fino a quando?

Declassato tutto, raschiato il fondo del barile, fino a quando l'Italia potrà fare a meno di un governo credibile?

Okkio a Lampedusa... Metafora di un paese assediato dalla Paura

La sindrome del bunker. Silvio Berlusconi in trincea contro tutti. Il Centro per immigrati di Lampedusa in fiamme. L'isola assediata. Lo spettro della bancarotta. Le escort che si fanno d'oro mentre l'Italia arranca. Le aziende che, nonostante tutto, vincono nell'esport: c'è un'Italia che vuole farcela. Un'Italia che vuole voltare pagina. Che non vuole farsi assediare dalla Paura, dal Declinismo, ma vuole dimostrare che ha tutti i numeri per uscire dal tunnel. Silvio Berlusconi si faccia da parte: indichi elezioni in tempi brevi, adotti la "soluzione Zapatero", si focalizzi su un'Agenda europea per riformare il paese... Basta con il teatrino, anche se la "rewsa" non c'è nel suo vocabolario, non ci trascini nel suo baratro. "Muoia Sansone e tutti i filistei" non è un bel finale con cui passare alla Storia. O no?

Prostituzione intellettuale ed escort: Quanto è diffuso il fenomeno?

Un articolo della rivista Marie Claire di Ottobre 2011 intitola "Siamo tutti escort?" sfatando molti luoghi comuni. L'asse della decenza in Italia si è abbassato più dell'orlo delle gonne ai tempi della geniale Mary Quant. Le D'Addario, Noemi eccetera: non sono minoranza? Le escort sono più di quanto si creda: il 12% va a letto con qualcuno non per amore o attrazione fisica, ma per andare in vacanza; il 4% per agevolare la burocrazia; il 4% per mantenere il posto di lavoro; il 37% per migliorare lo status sociale; il 4% per ottenere gioielli; il 48% per altri motivi (compagnia, sopravvivenza, autostima...). Le macerie del "berlusconismo" sono più subdole di quanto ipotizzano sino ad ora.

Tito Livio: Roma perde tempo, mentre la Grecia brucia

La "soluzione Zapatero", proposta da quel gran Signore e fine giornalista che è Sergio Romano, è l'unica via con cui Silvio Berlusconi può uscire a testa alta, senza affondare nella melma dei baccanali intercettati, dal tunnel del Paese-indebitato-a-crescita-zero che lascia in eredità ai suoi figli e nipoti. Un paese che metaforicamente assomiglia, ogni giorno di più, a Germania Anno Zero del grande Rossellini. Berlusconi non passerà agli annali come uno Statista: non lo è mai stato né lo sarà. Ma può ANCORA salvare il salvabile del Paese che in pubblico dice di amare, e in privato ha definito uno "sterco".

Tito Livio scriveva circa XX secoli fa "Roma perde tempo, mentre la Grecia brucia", e il Wall Street Journal ci ricorda le "parole fatali" dello storico romano, l'unico che per inciso rese omaggio agli etruschi.

Sì: Roma brucia miliardi e minuti preziosi sull'altare di un uomo, Silvio Berlusconi, che non è in grado di salvare l'Italia, perché - parole sue - fa "il Premier a tempo perso". Ma chi ha a cuore l'Italia e gli italiani sa che non c'è un minuto da perdere: il paese va salvato ORA. Il countdown è iniziato, e tardi sarebbe fatale. Perché - come riportavamo nei giorni scorsi- ogni secondo il debito cresce di 2.735 euro, ormai sta per sfondare il 123% del Pil (sopra quota 1.900 miliardi mentre il Pil da 1600 miliardi di euro non accenna a crescere, anzi, rischia grosso a causa del rallentamento delle economia occidentali).

E se il ministro Tremonti non riuscira' a vendere un pezzo del debito alla Cina (ma in cambio di cosa: Finmeccanica, Eni, Enel?), l'Italia dovrà pagare salatissimo il prezzo di 20 anni di baldorie. Il costo del teatrino "Panem et circenses" è un salasso: un debito individuale oltre i 31mila euro, compresi neonati e pensionati. Rienne va plus, les jeux sont faits!

Le ragazze arrestate perché NoTav

Mi scrivono su Facebook: ‎"Nina", 38 anni, madre di 3 figli, infermiera incensurata, continua a stare in galera - senza prove a carico - perché #NOTAV. E lo Stato di Diritto? l'Habeas Corpus? la Demcrazia?

martedì 20 settembre 2011

I suicidi del '29 e del 2011. La lezione dell'estinzione del dodo

L'estinzione del dodo avvenne nel 1600 circa. La tesi più accreditata è che il dodo si sia estinto in seguito alla distruzione del suo habitat da parte dei coloni, che condannarono il dodo disboscando l'isola e introducendo specie animali antagoniste come cani, maiali, ratti e scimmie (Wikipedia).

Quella dei suicidi di massa nel 1929 del «Grande crollo» è, in gran parte, una leggenda. Anche nel 2009 è avvenuto un suicidio eccellente: David Kellermann, capo finanza di Freddie Mac, non resse alla tensione dopo essere finito nel mirino degli investigatori e anche della stampa.

Oggi è allarme suicidi in Grecia. Scrive il Corriere.it: "Rispetto all'anno scorso sono aumentati del 40%: uomini tra i 35 e i 60 anni, molti si uccidono per la vergogna".

Scriveva nel 2009 Massimo Gaggi del Corriere della Sera: "A Wall Street non mancarono di certo i gesti disperati, ma fece più vittime la disoccupazione di massa che la rovina finanziaria: il numero dei suicidi, che nel ' 29 fu di 14 per 100 mila abitanti, salì fino a 17 su 100 mila nel 1933, quando un americano su quattro si trovò senza lavoro".

Come per il dodo, quando l'homo oeconomicus non riconosce più il suo habitat, invaso da specie antagoniste ed agguerrite, cresce la tentazione dell'estinzione...

Il problema non è la caduta. Ma l'atterraggio finale. Salvare i posti di lavoro, con la crescita dell'economia, è l'unico modo per evitare i "suicidi di massa" causa crisi.

Quel Jobs(iano) di Silvio B.: Che cos'è il Reality distortion field

Il Reality distortion field (RDF) è una brutta bestia. E' un campo magnetico dove la realtà viene distorta dal leader carismatico, e piegata ai suoi voleri, diventando Black Propaganda. Macchina del fango contro gli avversari. Re-interpretazione della realtà secondo i canoni dell'ideologia dominanti.

Quel Jobs(iano) di Silvio B. è un maestro di RDF, anche grazie al contributo di Minzolini, Sallusti, Ferrara, giornalisti in grado di depurare la realtà degli elementi veri, e riscriverla in maniera fittizia e propagandistica, al servizio del Padrone.

Su quali capisaldi si basa questa tecnica di ammaliamento che strega i Fan del Leader, impedendo loro di ragionare con la loro testa? L'autorità carismatica, il culto della personalità, la suggestionabilità, la propaganda e Someone Else's Problem o SEP.

L'acronimo inglese SEP (Someone Else's Problem) è stato coniato dallo scrittore umorista Douglas Adams per indicare un campo di invisibilità formidabile: la gente ti vede, ma pensa che quello che sta vedendo è appunto un problema altrui.

Ah, quel Jobs(iano) di Mister B...

Tele (H)ar(d)core ha stufato gli italiani

Minzolini con un editoriale che entrerà nella storia della Black propaganda. Caso classico di Reality distortion field. Poi uno straripante Ferrara che, pur essendo più astuto del direttore del Tg1, ha cercato di limitari i danni del Cav. Ma la black propaganda ormai non incanta più nessuno... Tele (H)ar(d)core ha stufato gli italiani? Certo, visto che un terzo del nostro tempo ormai lo passiamo su Facebook e non più a guardare il TG1. Forse, il Premier che storpia in Gògol la pronuncia del nome del motore di ricerca Google, ancora non se n'è accorto. Chi è impegnato troppo a "far girare la patonza", invece dell'economia, non sa forse che cosa giri sul Web. E che l'online sta insidiando il Quarto Potere...

lunedì 19 settembre 2011

Il Reality distortion field del Premier "a tempo perso"

Abbiamo un Premier "a tempo perso", per sua stessa ammissione (telefonata ad un'olgettina). Abbiamo un paese il cui debito cresce vertiginosamente, perché la crescita è fiacca, e sfiora orma il 123% del Pil. Abbiamo un paese sfiduciato, sfiancato da 20 anni di litigi e da una malinteso bipolarismo, dove un giovane su tre è disoccupato e dove chi lavora convive con la precarietà.
Ma il Premier "a tempo perso" non crede al taglio del rating dell'Italia. Dopo un eroe per caso, assisteremo ad un altro film "La bancarotta per accidente"? Invitiamo alla calma il direttore del TG1, Augusto Minzolini che sembra, sempre più, l'ultimo giapponese in trincea, che non vuole credere alla sconfitta e vuole combattere anche dopo la firma della pace... Minzolini che chiede al Premier di non dimettersi, di fronte al disastro dell'economia, è il segno del Time-Out. Quando un giornalista non racconta più la realtà (al TG1 non l'ha mai raccontata), ma incita alla resistenza, ha decisamente passato il confine. Oltre, non vorremmo andare. Anche perché il Premier e Minzolini sono abbacinati dal Reality distortion field. Scambiano per Realtà le loro Fantasie?

La mandragora nell'era del Premier "a tempo perso"

Alla mandragora nel Medioevo venivano attribuite qualità magiche, tali da includerla fra le ricette delle pozioni. Al 1518 risale il capolavoro letterario di Nicolò Machiavelli, la commedia Mandragola. "Composta da un prologo e cinque atti, è una potente satira sulla corruttibilità della società italiana dell'epoca, prende il titolo dal nome di una radice cui vengono attribuite proprietà afrodisiache e fecondative". Il cialis dell'era delle Olgettine?

Nicia: Machiavelli lo presenta nel prologo come “un dottore poco astuto”. Nella I scena ci viene descritto da Callimaco, ma è solo nella II scena che compare di persona. È “ricchissimo”, “non è giovane…ma non al tutto vecchio” .

[Wikipedia]

Il Premier che perferisce "far girare la patonza" invece dell'economia

Scrive Fiorello Cortiana su Facebook: "Invece di fare girare l'economia il "Premier a tempo perso" si preoccupa di fare girare la patonza e così fa girare le balle a tutti". La cancelliera tedesca Merkel preferirebbe avere un punto di Pil in più e un debito meno oneroso, invece il Premier italiano, che fa il primo ministro "a tempo perso" (ipse dixit!), preferisce decisamente altro: festini, cene dove l'eleganza è un optional, baccanali (parola del New York Times).

E mentre leggiamo queste intercettazioni, che cosa succede all'Italia? Ogni secondo il debito cresce di 2.735 euro,ormai ha sfondato il 123% del Pil (sopra quota 1.900 miliardi mentre il Pil da 1600 miliardi di euro non accenna a crescere, anzi, rischia grosso a causa del rallentamento delle economia occidentali).

E se il ministro Tremonti non riuscira' a vendere un pezzo del debito alla Cina (ma in cambio di cosa: Finmeccanica, Eni, Enel?), l'Italia dovrà pagare salatissimo il prezzo di 20 anni di baldorie. Il costo del teatrino "Panem et circenses" è un salasso: un debito individuale oltre i 31mila euro, compresi neonati e pensionati. Rien ne va plus, les jeux sont faits!

MelaMarcia intervista MolleIndustria dopo la cacciata di Phone Story da App Store

L’intervista a MolleIndustria è sul blog Mela Marcia:
http://melamarcia.nessungrandenemico.org/2011/09/19/molle-intervista-melamarcia-intervista-molleindustria-dopo-la-cacciata-di-phone-srory-da-app-store/

domenica 18 settembre 2011

Il Premier a tempo perso

Il Fattore D nelle telefonate con le "Olgettine" è quel quid che permette a cronisti, sociologi, storici di conoscere il vero pensiero di Silvio Berlusconi sugli italiani e la politica. "Italia paese di m..." ha già choccato il mondo, risvegliando l'italiani da un idillio durato quasi 20 anni. Ora un "Sai", cara, "faccio il Premier a tempo perso" illumina più di mille studi e analisi politologiche. Ecco perché l'Italia è stata sull'orlo della bancarotta. Perché neanche chi ci governa ha l'ambizione, non dico, dello Statista, ma neanche dell'usciere di Palazzo Chigi. Non si sente neanche un po' il timoniere che deve guidare la nave in tempesta. Se l'imprenditore ha altro per la testa, lasci la guida a chi sa. E soprattutto a chi ha voglia di fare il Primo ministro Full-time. Il part-time va bene per le donne che accantonano per qualche anno la carriera, per crescere i figli... Ma non a tempo perso.

venerdì 16 settembre 2011

Il patentino d'eroe è in saldo?

Se Manuela Arcuri è un'eroina per aver dato il due di picche al Premier, rischiamo di cadere nel ridicolo. Credo che sia più probabile il fatto che Arcuri sia più alta del Premier anche in ballerine: e lui non è Sarkozy, sorry. Secondo: Arcuri nei film bacia certi belloni... Come sarebbe potuta cadere così in basso? Le ragazze hanno una loro ineccepibile morale: il Principe Azzurro può essere ricco e potente, ma soprattutto è bello. Arcuri aspira a uno che sia ricco, potente E bello: ha una sua logica :)

giovedì 15 settembre 2011

Outing di massa il 23 ottobre

Sta per scoccare l'ora X. Visto che in Italia succede che omosessuali firmino leggi omofobe, i tossicodipendenti leggi contro la droga e i preti pedofili vogliano dare lezioni di moralità e sessualità... Equality scende in campo. Outing per 100 personalità. Il 23 settembre!

Con la Sentenza di Cassazione 18852, Veronica B., è il suo momento: lo metta a KO

La sentenza della Prima sezione civile della Cassazione (18852/11, depositata oggi)" renderà ricca Veronica, ex moglie di b? Le corna diventano "illecito civile": chi fa le scappatelle o intraprende relazioni extraconiugali, paga caro. Conto salatissimo. E paga tutto ;)

L'UOMO CHE ODIAVA LE DONNE. Quando l'uomo dal sedere flaccido apostrofa la potentissima Signora dal grosso derriére: chi vincerà secondo voi la sfida?

The Indipendent: "The gaffe-prone tycoon has been overheard referring to the German leader as an "unfuckable lard-arse". Quando l'(impotente) uomo dal "c...o flaccido" apostrofa la Potentissima Signora dal grosso derriére: chi vincerà secondo voi la sfida?

Noi, unfuckable!, un'idea ce l'abbiamo. Mister B, fuck off!

Ma insultare capi di Stato o Premier stranieri non è reato?

Ah, un'ultima cosa: invitiamo Frau Merkel a chiamare Rosy Bindi. La vendetta va servita fredda. Le donne di mezza età vi adorerebbero se voi vi alleaste contro l'uomo-che-odia-le-donne. Per una vendetta finale delle signore grandi-taglie, ma cervello-fino... Fatelo per noi!

NO, per fortuna, l'intercettazione su Frau M. non c'è: ci siamo rischiato l'ennesimo crollo di credibilità...

C'è crisi? Possiamo uscir fuori dal tunnel in poche mosse. Pagheremo tutto... pagheremo tutti!

C'è crisi. Si vede dappertutto. Se uscite da un negozio con un paio di Tod's vi guardano come un'anarco-animalista farebbe giustamente la radiografia a una signora con animale morto addosso. C'è crisi dapperrtutto, io lo leggo sui visi, dappertutto c'è crisi (canta Bugo).

Ma la SOLUZIONE C'è. Si chiama Agenda Digitale. Basta con la depressione! Patrimoniale, azione incisiva sulle pensioni e sull'evasione.

Ogni volta che chiamiamo l'idraulico (l'elettricista, il muratore...), ogni volta che bevete un cappuccino, fate shopping PRETENDIAMO LO SCONTRINO O LA RICEVUTA FISCALE. Non è solo uno slogan o un nostro diritto: è anche quest. Ma soprattutto è il nostro contributo a combattere l'oscena piaga dell'evasione fiscale.

Pagherete caro, pagherete tutti? NO. Oggi dobbiamo urlare: Pagheremo tutto, ma pagheremo tutti. E, insieme, usciremo dalla crisi. La crisi, come dicono i cinesi (che ci tendono una mano su spread, Btp e Bot), è un crinale, ma soprattutto è un'OPPORTUNITA'. Cogliamola ora, CARPE DIEM ;)

'99 Posse... Do you remember?

Ricordate? Erano la fine degli anni '80, la Milano da Pere (mica quella vippona da bere!), i primi vagiti della crisi strutturale degli anni '90, prima dell'eurotassa per entrare in Europa e delle liberalizzazioni decise sul Britannia per salvarci da un'altra bancarotta. Gli italiani erano "poveri ma (ancora) belli", avevano prospettive, ma pochi quattrini in tasca, i governi svalutavano la Lira per andare avanti e drogare l'economia... Nascevano i primi Centri Sociali: luoghi dove discutere, accappigliarsi, e collegarsi , prima, alle bacheche virtuali delle BBS e, poi, ad Internet, la madre di tutte le reti. The Net, la rete delle reti. Ci sentivamo tutti hacker come Kevin Mitnick, detto il Condor. Luoghi dove bere una birra a "prezzo politico" senza svenarci. Dove fare amicizia di fronte a una canna, ben prima di Facebook. Dove parlare, comprare libri altrove introvabili (mica c'era Amazon...). Amicizie vere, che hanno resistito ai riot (sognati) e al fugit-invida-aetas dei tempi: ci sentivamo Resistenti, i primi a capire quanto Berluscaz fosse pericoloso. Non era ancora nata Indymedia, ma nasceva allora Ecn.org con i pionieri del cyber-hacktivism italiano: la ShaKe, Strano Network (di cui rimane in piedi lo storicissimo Strano.net/stragi - l'ipertesto sulle stragi di stato, a cura di Stefano Sansavini, poi cannibalizzato totalmente da Anna Meacci per un suo spettacolo teatrale di successo... la scusa? Eravamo NO COPYRIGHT come recitava l'omonimo, celeberrimo e popolarissimo libro, amato da tutti, di Raf Valvola Scelsi. Eravamo "no copy" dunque ci potevamo copiare tutti, e a noi non importava... eravamo giovani-carini-e-disoccupati come diceva un film di Seattle di quegli anni). Altri tempi, insomma. Eravamo un po' arroganti (per l'età), un po' intemperanti (per i fiumi di birra, per lo sturm-und-drang generazionale, perché sapevamo che noi non saremmo mai andati in pensione e non avremmo mai avuto un lavoro fisso, con le garanzie, il welfare e blabla), eravamo No Global perché prevedevamo l'impatto/tsunami della straripante Cina nella fragile Europa, non perché volessimo che i cinesi restassero poveri. Anzi. Noi volevamo tutto: che i poveri diventassero ricchi! Che il LUSSO FOSSE UN DIRITTO. Come? Con le nuove tecnologie, con la rivoluzione digitale... Altri tempi, appunto. Ma, come i corsi-e-ricorsi storici di GianBattista Vico, sembrano ieri. Anzi, oggi.

Infatti stamattina Repubblica.it ci dice che il benessere in Italia è tornato ai livelli del '99. '99... Novantanove, come la Napoli del '99... Quella Napoli illumisita massacrata dai sanfedisti. Ricordate, '99 Posse? Eh? Che tempi... Sembra ieri... Ma siamo poveri e con le pezze quasi come allora... Curre curre uaglio'-io-io-io...


Povera Italia

Un giovane su tre è disoccupato. E un giovane occupato su due è precario. L'Italia rischia la povertà a causa della eccessiva disoccupazione e dei bassi salari. Parola dell'Ocse.

Repubblica.it: Italia a rischio povertà tra salari bassi e disoccupazione

mercoledì 14 settembre 2011

La manovra all'indietro

Anche Confindustria ha capito che questa manovra è depressiva. Last but not least. Questa manovra non ha nulla per la crescita, anzi potrebbe tramuntarsi in un sasso al collo: una manovra poer la decrescita. Un piombo che fa stramazzare il paese, già fortemente teremotato dai mercati finanziari. E allora? Il risveglio di Confindustria, dopo 24 mesi passati a fare salamelecchi al governo Berlusconi, è un passo avanti. Ma non basta. Senza una patrimoniale (anche edulcorata) ed un'Agenda Digitale, l'Italia 'ando va?

ARTICOLI:


Crescita, il governo deve rifare i conti (Enrico Cisnetto )

Un Premier in cerca di Autore. Va in scena il servitor di due padroni

"E’ l’ultima acrobazia di un uomo che da vent’anni dice di volere più strumenti per governare, ma intanto è sempre alla ricerca di un prestanome. Perfino in Europa, che evidentemente somiglia nella sua testa a un gasparros qualsiasi, uno dei tanti che in questi anni hanno messo la faccia al suo posto quando era meglio non farsi vedere troppo" (blog Repubblica.it).

Se l'Europa chiedesse all'Italia una rivoluzione liberale, il Premier-dei-miei-stivali la farebbe. Se Washington chiedesse allo Statista-de-noantri di dare una scossa all'economia per non far crollare la baracca (a questo è ridotta la povera Italia...) e la fortezza dell'Euro, ci farebbe un pensierio. Se Pechino comprasse valanghe di Bot, facendo scendere la febbre allo Spread, lui regalerebbe ai cinesi il suo Paese: Eni, Enel, Finmeccanica? Magari anche le "olgettine", che fanno sempre la loro por...a figura. Chi lo sa!

Chi è Silvio Berlusconi? Un Premier (senza leadership, ma affiancato da troppi peones) in cerca di Autore. Un "padre della patria" (nelle sue solipstiche ambizioni) in cerca del suo prestanome. Di un padrino, chissà. E ora l'ultimo Arlecchino, servitor di due padroni (Washington e Pechino). L'Italia? Un'ex potenza del G8, svilita, sfiancata e mal rattoppata da 20 anni di strisciante guerra-dei-nervi fra due opposte fazioni prive di vero consenso. E soprattutto prive di buonsenso. I Draghi e i Ciampi hanno provato a rianimare il paese, Visco e il compianto Tps ha provato a lottare contro ladri-evasori-tangentisti. Ma, nonostante le flebo, il malato è grave. Morfinomane, drogato dal debito pubblico. Chissà che il Bejing Consensus non dia agli italiani quella scossa per cambiare passo e tornare a crescere. Ma prima dovrà passare dalla clinica per disintossicarsi di 20 anni di toxic affairs.

Sarà facile? No, uscire dalle dipendenze non è semplice. Ma, una volta intrapresa la riabilitazione, gli iotaliani saranno forse vaccinati contro i populisti-da-strapazzo. Vaccinati per sempre? No: Garibaldi (in parte), Mussolini (in toto), Berlusconi (per un altro ventennio) sono lì a dimostrarci che gli italiani in fondo hanno la demogagogia nel Dna. Ma, almeno, avranno aperto gli occhi contro lo scampato pericolo.

Pechino ci chiederà di smettere di vivere sopra le nostre possibilità A dieta! E ci insegnerà cos'è il capitalismo declinato con il maoismo e con il concetto dell'"armonia della società". Noi potremmo insegnare a Pechino i valori delle libertà: dai cyber-rights alle libertà politiche e civili (ma sui diritti civilli, l'Italia arranca). Magari, da questo strano connubio, chissà che non nasca qualcosa di nuovo. L'Italia è da sempre un "laboratorio", chissà che non torni ad esserlo...

A iniziare dai diritti dei movimenti Lgbt, mister D'Alema.

martedì 13 settembre 2011

Britannia 2: La sindrome del cavaliere bianco

Nessuno ti salva gratis. Nessuno ti lancia una scialuppa di salvataggio, mentre stai affogando, senza sperare in un'immensa gratitudine. Se i BRIC, in grande crescita, dicono di voler salvare il Vecchio Continente, guardano al futuro: farsi riconoscere per il loro ruolo nel mercato globale. La Cina, che Tremonti, preso da furia anti mercatista, considerava una minaccia, ora arriva a comprare Bot e Btp, solo perché un giorno spera di mettere le mani su Eni, Enel, Finmeccanica (con dentro le armi di Otomelara). Il dossier è aerto: cessioni pubbliche per 400 miliardi di euro, tra quote di Eni ed Enel, Terna e Poste, Rai e beni immobili.

Nessun pasto è gratis, mister Tremonti! I BRIC sono una risorsa a patto di trattarli alla stregua di forti interlocutori, e non come "cavalieri bianchi". Impari da noi donne che al principe sul white horse, abbiamo smesso di crederci a 5 anni...

P.S.: E speriamo che Internet rimanga libera. Non vogliamo il Grande Firewall!

Il fuggitivo

Di solito i rais tappano la bocca a chi non la pensa come loro, applicando la censura, poi la tortura, infine l'omicidio (da Matteotti in su, e in giù). Di solito il rais che scappa, si porta dietro il tesoretto. Di solito non lo insegue la magistratura, ma i cittadini coi forconi. E invece no. A volte c'è "l'accompagnamento coatto".

Da chi fugge? Forse solo da se stesso, dagli squallidi ricattatori, dalle cene eleganti...

Ah, le domande de La Repubblica, fatte senza nessuna malizia ma solo per sapere la verità, erano di natura informativa. La "macchina del fango" degli avversari ne prenda - finalmente ! -atto. A sinistra si fa informazione. Altri tengono i dossier nel cassetto, da usare all'uopo. Bella differenza, no?


BEJING CONSENSUS. Spread oltre i 400 punti: immaginati un futuro in Foxconn!

Borse volatili, spread impennati, Btp record. Ma la Cina potrebbe correre in nostro sorccorso. Pechino potrebbe lanciarci una scialuppa di salvataggio come già ha fatto con gli Stati Uniti (salvo poi rimproverare gli americani di essere "troppo spendaccioni" invitandoli a darsi una regolata!) e vari paesi africani. Ebbene sì, il "modello Foxconn", cacciato fuori dalla finestra, potrebbe entrare a Termini Imerese o a Pomigliano d'Arco, passando per il portone principale.

Chi non ha voluto il "modello Toyota" del just in time e della loan production, ora potrebbe essere costretto a rileggersi Dickens. Ma che cos'è il "modello Foxconn"?

Il 10 del mese è il giorno mogliore degli operai di iPad e iPhone: prendono la paga. 130 dollari per 240 ore di lavoro. Pari a 51 centesimi all’ora. Chi lavora per Apple lavorava 70 ore alla settimana, ma – dopo le polemiche e i morti – il monte ore si è abbassato a 60 ore settimanali (sempre per 51 centesimi all’ora), mentre secondo Forbes Mister Gou (di Foxconn) ricava un valore netto di 5.5 miliardi di dollari e Steve Jobs (Ceo di Apple) pari a 6.1 miliardi di dollari.

Come si vive dentro Foxconn? Ce lo spiegano Gizmodo USA e Wired USA. Lo stabilimento di Foxconn a Shenzen, in Cina, con 2,1km quadrati, è una vera e propria casa per i suoi 420.000 dipendenti. Gizmodo ha compiuto un vero viaggio nel luogo dei nostri gadget preferiti.

Esiste un dormitorio maschile, mentre alle donne sono riservate strutture a parte.

Dopo l’ondata di suicidi d’inizio 2010, ogni edificio della cittadella di Foxconn è stato circondato da reti. Non rigide, ma efficaci: da quando sono state istallate le reti lo scorso giugno, erano terminati i suicidi. Fino all’ultimo suicidio.

Corridoi ed entrate sono tassativamente vuoti, oltre che in penombra e tenuti a bassa temperatura per risparmiare energia, e per permettere ai lavoratori del turno di notte di riposare di giorno senza interruzioni.

In quattro letti a castello dormono otto lavoratori, in una camera delle dimensioni di un garage da due posti macchina. Ogni operaio Foxconn guadagna 51 centesimi di dollaro l’ora per 70 ore di lavoro alla settimana. Il necessario per la pulizia personale viene tenuto dentro apposite tazze sugli scaffali.

Ad ogni piano c’è una sala per guardare la TV. Ricordiamo che questa è la fabbrica non solo degli iPhone e iPad, ma anche degli schermi giganti, per i più grossi brand al mondo.

Gli attrezzi per allenarsi fisicamente si trovano all’aperto, tra un edificio e l’altro. I dipendenti si mettono in formazione, come sono abituati a fare fin dalle scuole elementari. In uno dei dormitori più nuovi, i lavandini sono in condivisione su balconi senza coperture, dove gli operai si lavano e risciacquano i panni. Lo stabilimento è affidato in gestione ad una compagnia esterna della zona, per indirizzare verso altri le lamentele in merito alle condizioni di vita degli operai.

I turni dentro Foxconn durano in media da otto a dieci ore al giorno. L’università interna rilascia lauree e titoli di studio riconosciute anche fuori da Foxconn. Gli impiegati si pagano l’istruzione o si guadagnano borse di studio in base alle loro performance.

Dove mangiano? Gli impiegati in una food-court di un livello superiore diversa dalla mensa in cui migliaia di operai sono costretti a nutrirsi ogni giorno. I fornitori di cibo portano piatti di diversi tipi che rispecchiano le abitudini culinarie di differenti aree del Paese in quanto i dipendenti lavorono migliaia di chilometri lontano da casa.

E l’intrattenimento e il tempo libero? Nel campus si affollano negozi in stile centro commerciale. Al “Cyberfox Café”, gli operai possono guardare video, giocare ai videogiochi e navigare su internet. Ci sono aree separate e zone riservate alle donne. Ci sono anche “posti per le coppie” per coloro che vogliono, come dire, guardare un video insieme. C’è una zona riservata all’uso della Xbox.

Foxconn permette ai colossi Hi-tech di macinare profitti. Concludiamo questa prima parte del viaggio di Gizmodo e Wired con le parole di Federico Rampini (super esperto di globalizzazione, Cindia e Occidente Estremo), a proposito delle ultime trimestrali stellari a Wall Street (anche per merito di Apple) nell’era della delocalizzazione: “Nazione povera, capitalismo straricco. E’ il paradosso dell’economia americana: si sta chiudendo un trimestre con profitti record per le grandi aziende Usa. Che però non investono e non assumono, perché non hanno fiducia nella spesa dei consumatori“.


Chissà se ci lasciano Internet libera o ci chiedono anche un bel filtro, un super firewall stile Birmania, Cina o Iran, giusto per un po' di censura online.


SE PECHINO COMPRA I BOT ITALIANI, DOVREMO PIEGARCI AL BEJING CONSENSUS? Giusto per saperlo, mica per disfattismo. Non siamo anbti-italiani, ma più realisti del (distratto) re ;)

* Fonti: Gizmodo: Ecco come vivono gli operai di Foxconn
* Melamarcia: Globalization/Come si vive a Foxconn. Mentre Wall Street prospera e l’America diventa povera

Non siamo tutti Lavitola. Sfondati i 400 punti: la class action, no, eh?

L'asta dei Buoni a 5 anni ha incontrato una domanda tipida, che ha fatto impennare i rendimenti. Il famoso spread, il differenziale col Bund, sfonda i 400 punti. I quattrocento punti sono il livello di guardia. Anche se il governo vuole convincere la Cina a comprare i nostri BOT, rendendo l'Italia succube della Cina come gli Usa e troppi stati africani, il dado... è tratto.

Sfondati i 400 punti: la class action, no, eh?

A questo punto, paghi mister b. Class action, nooooo? Eddai, mister b paghi caro, paghi tutto. Anche i 4 miliardi di euro ad Alitalia, fra parentesi. Qui stiamo pagando salatissimo un conto, che è il suo. dovuto alla sua incapacità. E non al paese reale, le cui Pmi crescono del 17%, quasi più della Germania!

Chiedete la class action, if possible. Chiedete al governo di mollare. Non possiamo morire tutti per... Lavitola/Tarantini. E compagnia danzante.