giovedì 30 giugno 2011

Questo blog dice NO ALLA CENSURA: LA NOTTE DELLA RETE il 5 luglio

Ci sono volte in cui è necessario scendere in piazza per tutelare i cyber-rights. Credo che questa sia una di quelle volte. La Delibera AgCom entrerà in vigore il 6 luglio e permetterà di censurare la Rete italiana come in Cina, Birmania o in Iran. Richard Stallman ha detto: “In Italia dovrebbe essere cancellata subito. É contro i diritti umani“. Il sito dell'AgCom è stato oscurato da Anonymous per mettere in luce quali pericoli rischia la Rete italiana.

Che fare per impedire che dalla settimana prossima l'Autorità delle comunicazioni non eserciti il diritto arbitrario di oscurare siti Web senza un processo? Come fermare il FarWest illiberale?

Per chi abita o può venire a Roma, lunedì 4 luglio alle 11,30 sotto la sede di Agcom in via Isonzo 21. Il 5 luglio si svolgerà l'iniziativa LA NOTTE DELLA RETE.

mercoledì 29 giugno 2011

Emma Bonino: Quote rosa? Ora tocca al merito

Niente champagne per le quote rosa in casa di Emma Bonino. La vicepresidente del Senato, la radicale Emma Bonino, è scettica. Soprattutto se non varrà il merito. Insomma, le quote rosa senza meritocrazia, equivarrebbe ad una sconfitta (e una vittoria delle solite furbette-della-seggiolina).

martedì 28 giugno 2011

La 7 è una Tv per donne

Fare "markette" non è nel nostro stile, ma a volte capita anche senza volere. Se La 7 ha capito che il Fattore D e la Womenomics sono un valore aggiunto, noi ne parliamo. E non facciamo marketing: è solo frutto della constatazione dei fatti. Ha iniziato Gad Lerner a ospitare l'autrice de "Il corpo delle donne" e a denunciare le "riprese ginecologiche" di certi programmi Tv, ha continuato Enrico Mentana chiedendo a Geppi Cucciari di graffiare con la sua sferzante ironia a ridosso del TG. La 7 sarà anche "furba", ma, visto come si muovono Mediaset e Rai, il merito di aver capito che "il vento è cambiato" (e senza sfruttare la bellezza di un paio di gambe!) va dato. Insomma, a La 7 quel che è di La 7... Per noi donne il telecomando non è solo un elettrodomestico come la lavastoviglie! E' qualcosa di più: per la nostra autostima, certamente.

Un unico appunto: le labbra di Lilli Gruber non le definirei "normali", ma sul resto si può discutere.

lunedì 27 giugno 2011

Il tritacarne

A quasi dieci anni tondi dai massacri contro i No G8/Genova, oggi i No Tav in Val di Susa. Di mezzo, sempre le storture della globalizzazione, male interpretata e male spiegata. Mentre la protesta degli ateniesi va sull'Acropoli, e si avvicina metaforicamente all'Olimpo (ma sull'orlo del Default...), i No Tav conoscono sulla propria carne l'inferno degli scontri. In realtà c'è un fil rouge che lega Atene e la Val di Susa: succede quando i paesi sono sull'orlo del baratro. Quando gli stati finiscono sotto gli attacchi degli speculatori, perché sono al capolinea (niente crescita, zero lavoro, troppa corruzione, pochi diritti e confusi...). Il '29 ha prodotto anche Hitler. Speriamo che l'Europa sappia uscire dalla crisi del 2009 salvando quel che c'è da salvare (innanzitutto: le nostre, seppur fragili e a volte violentate, democrazie, i diritti universali, i nuovi diritti dell'era digitale...) e rottamando quel che c'è da buttare (sprechi, corrotti e corruttori, debiti ipertrofici, disoccupazione giovanile record, gerontocrazie incapaci di capire la generazione di Google, Twitter e Facebook, "felice e sfruttata" ma creativa, chi non capisce che l'economia e l'Agenda digitale potrebbero portare ossigeno e nuovi posti di lavoro nel Vecchio Continente...). Soprattutto chi non si rende conto che i paesi che non crescono, finiscono per farsi del male.
M.C.

A volte ritornano, in Italia spesso (Il corpo delle donne 2, la vendetta?)

Un'unico link: Recidivi di Massimo Mantellini. Non aggiungo altro. Il giorno in cui le donne avranno colmato il Gender Divide con il resto d'Europa e avremo Fattore D, Womenomics e rispetto vero, forse, le donne italiane potranno anche chiudere un occhio sulla pubblicità priva di creatività (che sfrutta il corpo delle donne o cuccioli d'uomo o di mammiferi, per nascondere questo vuoto creativo). Fino ad allora, no grazie! Siamo stufe (o non si era capito?)

domenica 26 giugno 2011

Svolta a New York: Sì alle nozze Gay!

New York apre ufficialmente alle nozze Gay, dopo Massachusetts, Connecticut, Iowa, Vermont, New Hampshire e distretto di Washington DC (in California la legge è correntemente sospesa). Un sì che fa sperare le coppie gay nel mondo e rinfranca tutti coloro che sostengono i diritti civili di tutti. In Italia già una sentenza della Corte Costituzionale, la 138 del 2010, parifica i diritti delle coppie omosessuali conviventi con i diritti delle coppie eterosessuali coniugate: ma di nozze Gay ancora non si parla. La Grande Mela rappresenta però una fiaccola di libertà per tutti.

martedì 21 giugno 2011

Stati generali della condizione femminile

Care donne, non torniamo a tirare a campare, ma cerchiamo di dare un senso al cammino fin qui fatto. Il 9 e 10 luglio si terranno gli Stati generali della condizione femminile. Sull'onda del successo delle manifestazioni di "Se non ora quando?", di cui questo blog è stato "anticipatore" e "miccia", adesso la sfida sul Fattore D, sulla condizione femminile, sulla Womenomics si sposta a Siena, dove convergeranno tutte le donne di tutta Italia per confrontarsi. "L'Italia non è un paese per donne, vogliamo che lo diventi". Semplice, no? :)

giovedì 16 giugno 2011

Donna al volante... pericolo per il patriarcato!

Bando ai luoghi comuni. Domani le donne saudite sfidano l'Apartheid di genere che impedisce loro di guidare (maanche di votare, di essere votate eccetera). Domani, care saudite, siamo tutte dalla vostra parte: velate o no, siete la rivelazione dell'anno, guidate il vostro paese in una nuova era: il XXI secolo. Repubblica.it riporta: "Dopo l'arresto della principale organizzatrice, prima azione ufficiale, dopo quella del 1991, per l'abolizione della norma che proibisce alle suddite del regno di guidare. La mobilitazione tramite il web". Twitter e Blackberry hanno il loro perché. Prossimo passo, il voto?

mercoledì 15 giugno 2011

Gli impegni inderogabili del Premier

Dov'era il Premier mentre 25 milioni di italiani convergevano sui seggi elettorali per votare ai Referendum? "Indovina chi viene a Villa Certosa" prossimamente sui vostri display... Oppure: "Zappaddu 2, la vendetta".

Scrive Gilioli: "Non è soltanto un uomo malato di sesso, come dice Veronica, come dice Briatore, come ormai pensano in pauroso silenzio tutti quelli che gli stanno attorno. E’ soprattutto un uomo che ha perso ogni rapporto con il mondo reale, con quello che succede fuori dai suoi palazzi". Fuori dalla realtà.

Fannulloni, fancazzisti e le iperboli del ministro Brunetta: se ci manca il pane, ci darà la brioche?

Bankitalia: Il 55% dei giovani è precario. Istat: I giovani? Precari, sottopagati e i più infortunati sul lavoro. Uno su tre non trova lavoro.

Ma il governo imita Maria Antonietta: «Se non hanno pane, che mangino brioche!» (S'ils n'ont plus de pain, qu'ils mangent de la brioche). Alla moglie di Luigi XVI (che forse neanche pronunciò la terrificante frase) non è andata nel migliore dei mo(n)di possibili...

Stracquadanio: La sinistra vince sul Web perché non fanno un cazzo. Brunetta: Siete l'Italia perggiore...

Detto da esponenti di un governo che ci ha riportato al 120% del Rapporto Debito/Pil, come quasi 20 anni fa, ci chiediamo chi siano i veri fannulloni e gli utili idioti nel 2011... Non certo chi lavora 10 ore al giorno per 1000 euro, o no?

Complimenti a chi ci governa per il savoir faire! Passare agli insulti, ci conforta: il declino è ormai un piano inclinato, e non siamo fan del declinismo. Ci darete anche le brioches quando non arriviamo a fine mese? Poi, dopo, - la storia insegna - c'è solo la Presa della Bastiglia. Fermarsi un attimo a riflettere, no? Quando una classe dirigente è alla frutta, si dimetta. Il dessert ce lo risparmi, grazie!

UPDATE: Dopo circa 48 ore è arrivato il dietrofront del ministro: scuse ai precari. Alla buon'ora...

Una risata la seppellirà ;)

Spinoza.it ha fatto scuola. Ma prima c'era stato il detournement dei poster elettorali. Poi i video della Sora Cesira e "il favoloso mondo di Pisapie". Ora è un'esplosione di creatività. La Rete non dimentica e non perdona. Se il Premier non lascia il timone, dopo che ben due tornate elettorali (amministrative piuù Referendum) ne hanno sancito il divorzio dal Paese, una risata lo seppellirà. Nel ridicolo :)

Mentre Renato Brunetta insulta i precari ("siete l'Italia peggiore...": già siamo l'Italia di serie B che VOI avete creato!), ricordiamo al ministro di non imitare una sulfurea Maria Antonietta: «Se non hanno pane, che mangino brioche!» (S'ils n'ont plus de pain, qu'ils mangent de la brioche). Alla moglie di Luigi XVI (che forse neanche pronunciò la terrificante frase) non è andata nel migliore dei mo(n)di possibili...

Insomma, un consiglio spassionato: occhio a Voltaire che parodiò Leibniz nel Candide!

lunedì 13 giugno 2011

Il falso di Amina e la blogosfera

Ci sembrava "troppo" (lesbica, donna, medio orientale, cyber dissidente - e tutto insieme) per essere vera, la blogger Amina, frutto della fantasia di due falsari nell'era del Web 2.0. La blogosfera ha scoperto il falso, e noi rileggiamo Borges, sempre attualissimo. Convinte che, con la Rete, il falso si è propagato alla velocità della luce; ma, senza la Rete, il "falso" avrebbe impiegato anni per essere smascherato.

Grazie a chi fa dell'anti-bufala, una professione! E a chi verifica le notizie!

Ma ammettiamo: era dai tempi di Luther Blisset che una "burla" così ben confezionata, non faceva cadere tutti nella trappola...

domenica 12 giugno 2011

venerdì 10 giugno 2011

La giunta in rosa di Pisapia comprende 7 donne

La poltrona di vicesindaco alla presidente della Casa della Carità, Maria Grazia Guida. La giunta in rosa prevede l’avvocato Lucia De Cesaris (Urbanistica) e Chiara Bisconti (Benessere), poi Carmela Rozza e Daniela Benelli, Cristina Tajani (Lavoro e Innovazione) e Lucia Castellano. In tutto sette donne. Con Bruno Tabacci, inoltre, Milano diventa un laboratorio nazionale di politica economica. Unico nèo, l'assenza di Assessori provenienti dalla Lista Bonino...
M.C.

giovedì 9 giugno 2011

Quattro sì per dire no. Un referendum a misura di donna

La battuta è stata postata su Spinoza.it e dice tutto. "Gli italiani saranno di nuovo chiamati a esprimersi sul nucleare. Finché non daranno la risposta giusta" (Spinoza.it).

mercoledì 8 giugno 2011

Liberate la blogger Amina!

Un'altra blogger, lesbica e siriana, in progione. Succede in Siria ad Amina, dissidente con doppia cittadinanza. Free Amina!

Tutte le bugie del governo Berlusconi

Dai tagli lineari di Tremonti che deprimono la crescita agli eccessi di incentivazione di Sacconi a contratti di impiego precario che mortificano la giustizia sociale. Fino alle "riforme promesse dal governo Berlusconi e poi malfatte o rimaste lettera morta". Ce n'è per tutto il governo. La relazione di Mario Draghi è una requisitoria. Che in fondo svela tutte le bugie 2008-2011.

martedì 7 giugno 2011

A Cameron lo spot non piace Hot e non s'impiccia della programmazione Bbc. Non ha neanche il conflitto d'interessi...

Mentre i media italiani pullulano di inquadrature ginecologiche, immagini lolitesche e riprese calienti, al primo ministro inglese, David Cameron, lo spot piace sobrio. Al bando il porno-soft e l'Hot provinciale. Cameron è del Partito Conservatore. Anche Berlusconi appartiene allo schieramento di Centro-Destra, conservatore. Ma per lui la conservazione sembra tingersi di harem, porno, stile Drive In e con un tocco kitsch di Hugh Hefner. Secondo alcuni osservatori (Gad Lerner in primis) il porno-soft in tutte le salse è un leit-motiv della programmazione delle reti Mediaset in tutte le ore del giorno. A ogni paese la sua destra.

Certo: Cameron non avrebbe chiesto alla Bbc di chiudere un programma Tv che fa grande share e porta molti soldi all'azienda di Stato, come Annozero di Santoro. Ma Cameron non ha conflitti di interessi. Insomma, sostenere Mediaset con le immagini hot, ed abbassare lo share del servizio pubblico Rai togliendo Santoro: sono due facce della stessa malattia. Il conflitto d'interessi. Una malattia che qualunque Antitrust Usa o Uk avrebbe già curato da 17 anni?

lunedì 6 giugno 2011

Slut Walk: ma vestiamoci come ci pare, però combattiamo sessismo e violenze ;)

Arriva anche in Europa la marcia di chi rivendica la libertà di vestirsi-come-le-pare senza dover sentirsi accusare di "fare da esca" agli stupratori (Sic!). Strano, all'alba del 2011?

Mica tanto, visto che DSK avrebbe assaltato una donna musulmana con tanto di velo. E invece pullulano le donne discinte nell'Harem di (H)ar(d)core, per far carriera politica o in Tv. Insomma, le donne sono spesso assaltate in ogni veste: minigonne provocanti, tacco 12, jeans, scarpe da tennis o con il Burqa... Il problema è culturale e il vestito non fa il monaco. Da millenni: ci sono uomini che non vogliono capire che "no è no".

Certo, in Italia, svestirsi ulteriormente sarà difficile, viste le strappone che circolano. Da noi ormai si va in ufficio o a scuola con mise imbarazzanti, tacchi lancinanti e completini decisamente fuori-le-righe. Da noi sarebbe trasgressivo rivestirsi di tutto punto! Comunque, apprezziamo il coraggio delle anglosassoni, che sanno che in tribunale non dovrà difendersi il ricco DSK, ma la povera vittima. Perché nei processi di stupro la vittima è vittima tre volte: del carnefice, dei pregiudizi (sul suo passato) e di "come si veste". Anche nel XXI secolo!

La Slut Walk contro il sessismo ha insomma i suoi perché. Vestiamoci come ci pare, dunque, però combattiamo tutte insieme il sessismo e violenze. Stereotipi duri a morire.

mercoledì 1 giugno 2011

Milan calling

Crescere, crescere, crescere: ha detto Super Mario. Questo dev'essere il nuovo Mantra della sinistra del dopo-tsunami dei ballottaggi di maggio. La vittoria di Giluiano di Pisapia è un Milan calling. Hi-tech(Smart grid!!!), infrastrutture, politica economica: Milano deve diventare un laboratorio per l'Italia 2.0 che vuole farcela e non si rassegna al declinismo. Stefano Boeri, Marco Cappato, Giuliano Pisapia, le donne milanesi: le personalità, per imprimere una svolta, ci sono. I prossimi 100 giorni Milano sarà monitorata da tutti. Avrà gli occhi addosso di chi crede che Milano sia il crogiuolo di tanti desideri e altrettante necessità. Meritocrazia, politica economica, fattore D: questi gli ingredienti della ricetta. L'obiettivo? Crescere, crescere, crescere. SuperMario ce lo ha detto in mille salse! Grazie :)
M.C.

Austerity? Ma con ironia! La lezione 2.0 di Milano

La valanga contro il berlusconismo è iniziata. Ma rimediare a 20 anni di delirio collettivo in cui siamo vissuti al di sopra delle nostre possibilità, ipotecando il futuro dei nostri figli e nipoti, non sarà facile. Sappiamo che mancano 46 miliardi di euro all'anno, ci aspettano finanziarie da "lacrime e sangue".

Ma da Milano, cari economisti, ci arriva una lezione da "poveri ma belli". Sappiamo che il "buco" è enorme, sappiamo che sarà dura raggiungere un rapporto fra debito pubblico e Pil pari al 60% (per evitare la bancarotta greca...), sappiamo che ridurre il debito del 3% all'anno significherà stringere la cinghia.

Ma dai Twitter di Sucate all'ironia delle donne contro il velinismo, una lezione l'abbiamo imparata: se si può battere il populismo tirannico, si può anche abbattere anche il tirannosaurico debito a colpi di ironia.

La nostra Austerity sarà ironica e scanzonata, la butteremo sul ridere, stile Spinoza.it (a propsito comprate il favoloso libro!) e imitando "il favoloso mondo di Piasapie". Saremo "poveri ma divertenti", con la battuta pronta. L'arma dell'ironia disarmerà i profeti di sventure e di declinismo!

Siamo iitaliani, abituati a 2000 anni di scorribande, invasioni barbariche, tracolli, ma anche Rinascimenti. Siamo divertenti, ce lo dicono tutti. Non sarà una passeggiata, ma di consumismo ne abbiamo piene le scatole, quindi tagliate quel che c'è da tagliare. E noi con l'ironia, un goccio di sarcasmo e abbondante divertissement, ce ne faremo una ragione. In fondo vogliamo un'altra Italia, per noi e i nostri figli, e mica siamo pessimisti! La depressione la lasciamo, volentieri, a chi non vuole mettersi in gioco.
M.C.