Se i nonni scioperassero per una settimana - dopo aver comprato la casa per i figli, dopo aver fatto per anni i baby sitter per chi non aveva diritto ad accedere al nido (a meno di non fare un mutuo!) - manderebbereo in tilt l'Italia. Altro che pochi cm di neve.
Ministro Cancellieri, non sa che i nonni sono l'unico Welfare di cui dispongono i giovani precari?
L'unico???
Il governo Monti è ufficialmente un governo alieno ed avulso dalla realtà? I precari italiani sono, poi, alienati. Ma aspettano con ansia la riforma del lavoro del ministro Fornero, per trovare un minimo di garanzie. Quelle che non hanno mai avuto fino ad oggi. Toglier loro anche la dignità, il rispetto familiare (he non è famiulismo amorale, ministro! ma l'unica àncora di salvezza in una società ipocritamente disinibita...), sarebbe uno sfregio.
Il blog Vecchiefarab(r)utte è dedicato a tutte le donne (e cyber-attiviste) che in Italia quotidianamente subiscono (o avvertono) discriminazioni in base al sesso e sono sottoposte alle (dis)pari opportunità
martedì 7 febbraio 2012
lunedì 6 febbraio 2012
Shame, lo specchio di una generazione di 40enni sfiancati dalla coazione a ripetere
Vi è piaciuto Shame? Videoart strepitosa, una fotografia di New York non patinata ma verista, ipersottile come un rasoio e fredda come una lama di coltello. La pornografia resa asessuata e la performance ginnica ma a-pornografica. Touchscreen al cloroformio, sexy denaturato. L'anaffettività disinibita di alcuni 40enni maschi occidentali raccontata, senza troppi fronzoli, forse solo come il post-moderno ai tempi d'oro e come in certi dialoghi di Jonathan Franzen. Fassbender di Shame è un grande attore, esprime l'incapacità di relazionarsi, di provare sentimenti e rispecchia un microverso di infelicità generazionale, che riguarda uomini e donne. Non depressione, ma un distillato - purissimo di infelicità. Esperienza afasica, impronunciabile, prima che ancora irraccontabile a parole
Se vi siete chiesti: ma che lavoro fa il protagonista? Secondo me e' un manager nell'advertising online, vende pubblicità su Internet. Un lavoro business, soldi per far soldi per far soldi
Fantastico lo spaccato business d'ufficio: il boss con il Mac, i dipendenti con Windows... ( con questo il film dice tutto)
Se un cinese vede Shame, capisce perche' gli USA perderanno la guerra con l'Asia, e' ovvio :)
Ma se è pleonastica la scena di cilecca con la bella collega d'ufficio, in realtà rappresenta l'unico momento in cui il film alza lo sguardo sulla violenza e aggressiva afasia, e prova a gettare un'ombra di speranza oltre l'ostacolo. Le donne nere come Michelle Obama o la pragmatica ragazza, in cerca di relazioni vere, potrebbero essere il vero motore per salvare il capitalismo yankee. Grazie alla voglia di rompere il muro di cinismo e la capacità di entrare in empatia per scongelare il "cuore in inverno" di una generazione - di un mondo Wasp sclerotizzato, consumato dal consumismo vorace, dal voyeurismo, sfiancato dalla coazione a ripetere, svuotato dal nichilismo dell'avere tutto senza esser niente. Un'eredità a-sentimentale che ci ha lasciato il ventennio dell'edonismo neoliberista.
Hope is black
Fare il vuoto dentro di sè - ripartire da lì - da una pagina bianca
M.C.
Se vi siete chiesti: ma che lavoro fa il protagonista? Secondo me e' un manager nell'advertising online, vende pubblicità su Internet. Un lavoro business, soldi per far soldi per far soldi
Fantastico lo spaccato business d'ufficio: il boss con il Mac, i dipendenti con Windows... ( con questo il film dice tutto)
Se un cinese vede Shame, capisce perche' gli USA perderanno la guerra con l'Asia, e' ovvio :)
Ma se è pleonastica la scena di cilecca con la bella collega d'ufficio, in realtà rappresenta l'unico momento in cui il film alza lo sguardo sulla violenza e aggressiva afasia, e prova a gettare un'ombra di speranza oltre l'ostacolo. Le donne nere come Michelle Obama o la pragmatica ragazza, in cerca di relazioni vere, potrebbero essere il vero motore per salvare il capitalismo yankee. Grazie alla voglia di rompere il muro di cinismo e la capacità di entrare in empatia per scongelare il "cuore in inverno" di una generazione - di un mondo Wasp sclerotizzato, consumato dal consumismo vorace, dal voyeurismo, sfiancato dalla coazione a ripetere, svuotato dal nichilismo dell'avere tutto senza esser niente. Un'eredità a-sentimentale che ci ha lasciato il ventennio dell'edonismo neoliberista.
Hope is black
Fare il vuoto dentro di sè - ripartire da lì - da una pagina bianca
M.C.
venerdì 3 febbraio 2012
Secondo Martone, sarebbe uno sfigato neanche laureato. (Parliamo di Mark Zuckerberg, eh?)
Secondo i parametri di Michel Martone, sottosegretario al ministero di Fornero, sarebbe uno "sfigato". A 27 anni non ha neanche uno straccio di laurea. Anzi, ad Harvard passerà alla Storia come uno studente geniale che preferiva fare altro nel suo dormitorio, smanettando al Pc, invece di scervellarsi come un secchione sui libri. Però - come Steve Jobs che abbandonò l'Università perché s'annoiava (lo intrigò solo il corso di Calligrafia)... e andò a fondare Apple - quel 27enne, che non si è ancora laureato, ha fondato una società che sta per quotarsi in Borsa, a Wall Street, con una delle più grandi IPO della storia della finanza a stelle e strisce. Quel ragazzo si chiama Mark Zuckerberg. E' il Ceo di Facebook. E lei, che ha fatto Martone a 27 anni?
Ah: anche Bill Gates non si laureò. Gli hanno poi conferito una "laurea ad honorem", fuori età, perché l'ex Chief Software Architect, padre di Windows e co-fondatore di Microsoft, stava per andare in pensione, a fare il filantropo, senza laurea... Ma era già fuori tempo massimo, per gli standard del sottosegretario Martone. Forse anche Gates è uno sfigato per il sottosegretario "de' noantri"... Chi scrive si è laureata in Chimica fuori corso, a 27 anni, ma ha sbagliato facoltà (a filosofia, storia, economia sarei stata forse una studentessa migliore... Ma nessuno mi voleva pagare l'iscrizione a una di queste facoltà... Ma chissenefrega, no?)
Ah: anche Bill Gates non si laureò. Gli hanno poi conferito una "laurea ad honorem", fuori età, perché l'ex Chief Software Architect, padre di Windows e co-fondatore di Microsoft, stava per andare in pensione, a fare il filantropo, senza laurea... Ma era già fuori tempo massimo, per gli standard del sottosegretario Martone. Forse anche Gates è uno sfigato per il sottosegretario "de' noantri"... Chi scrive si è laureata in Chimica fuori corso, a 27 anni, ma ha sbagliato facoltà (a filosofia, storia, economia sarei stata forse una studentessa migliore... Ma nessuno mi voleva pagare l'iscrizione a una di queste facoltà... Ma chissenefrega, no?)
Tutti i posti fissi del Professor Monti (e fa la predica a noi, precari a vita???)
Stimo il professor Monti non per il loden (uguale a quello di mio padre), non per la sobrietà (l'understatement della mia famiglia può essere anche superiore alla sua), ma per l'immenso e puntiglioso lavoro che ha fatto all'Antitrust europea, dimostrando che i Monopoli fanno male al mercato quanto la corruzione ed altri guai... Contro Bill Gates, all'epoca l'uomo più ricco del mondo, fu coriaceo come nessuno mai, e aprì uno spiraglio a GNU/Linux e al mondo Open source nel mercato IT... Gran lavoro.
Dunque, non sono contraria a tante interessanti idee del Professore e del suo entourage (Fornero, compresa: il "contratto unico" può dare un senso di futuro a quelli della mia generazione che hanno conosciuto solo una vita da precari, senza neanche la Materinità...).
Detto ciò, la "battuta sulla monotonia del Posto Fisso" è surreale nella bocca di chi, come il Professor Monti, ha passato la vita spostandosi da un Posto Fisso all'Altro. Figuriamoci: se come Premier è precario quanto me... il penultimo incarico è il più Fisso al Mondo. I Senatori a Vita sono come il condono tombale. Decadono solo con la morte... Professore, se è senatore a vita, non ci faccia le prediche sul posto fisso. Altre le accettiamo, ma questa, no ;)
M.C.
Dunque, non sono contraria a tante interessanti idee del Professore e del suo entourage (Fornero, compresa: il "contratto unico" può dare un senso di futuro a quelli della mia generazione che hanno conosciuto solo una vita da precari, senza neanche la Materinità...).
Detto ciò, la "battuta sulla monotonia del Posto Fisso" è surreale nella bocca di chi, come il Professor Monti, ha passato la vita spostandosi da un Posto Fisso all'Altro. Figuriamoci: se come Premier è precario quanto me... il penultimo incarico è il più Fisso al Mondo. I Senatori a Vita sono come il condono tombale. Decadono solo con la morte... Professore, se è senatore a vita, non ci faccia le prediche sul posto fisso. Altre le accettiamo, ma questa, no ;)
- Blog Alessandro Robecchi
- Spinoza: "Il lavoro fisso è monotono". L'Italia è una repubblica fondata sull'improvvisazione
M.C.
giovedì 2 febbraio 2012
Tra schiavi e ipertutelati, troviamo la quadra
«I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita; del resto, diciamo la verità: che monotonia un posto fisso per tutta la vita! è più bello cambiare, avere delle sfide, purché siano in condizioni accettabili e questo vuol dire che bisogna tutelare un po’ meno chi oggi è “ipertutelato”, tutelare un po’ di più chi, oggi, è quasi “schiavo” nel mercato del lavoro o proprio non riesce a entrarci.»
Il discorso di Mario Monti fila liscio se dice che fra schiavi e ipertutelati, dobbiamo trovare "la quadra" (in medio stat virtus...).
E qui ci siamo. Un duro attacco alle ipertutele, enfatizzate negativamente dal prefisso, messo in contrasto con i quasi-schiavi.
Nutro però (irragionevole?) dubbio che in Italia si riescano a mettere in piedi ammortizzatori sociali ed incentivazioni per sostenere la flessibilità, e per “recuperare” i lavoratori over 40-50 che rischiano di uscire dal mercato del lavoro... Il lavoro non monotono - SENZA il reddito minimo di cittadinanza - condanna i cittadini alla fame? O no?
Il mito del posto fisso non ce l'abbiamo. Però, noi mai-tutelati, vorremmo accedere a un minimo di tutele. Prima o poi...
Il discorso di Mario Monti fila liscio se dice che fra schiavi e ipertutelati, dobbiamo trovare "la quadra" (in medio stat virtus...).
E qui ci siamo. Un duro attacco alle ipertutele, enfatizzate negativamente dal prefisso, messo in contrasto con i quasi-schiavi.
Nutro però (irragionevole?) dubbio che in Italia si riescano a mettere in piedi ammortizzatori sociali ed incentivazioni per sostenere la flessibilità, e per “recuperare” i lavoratori over 40-50 che rischiano di uscire dal mercato del lavoro... Il lavoro non monotono - SENZA il reddito minimo di cittadinanza - condanna i cittadini alla fame? O no?
Il mito del posto fisso non ce l'abbiamo. Però, noi mai-tutelati, vorremmo accedere a un minimo di tutele. Prima o poi...
Il mito del posto fisso, ma chi l'ha mai avuto?
Mario Monti non conosce il mercato del lavoro della "generazione 1000 euro"... Non è che è noioso il posto fisso! E' che spesso non ci sono alternative, spesso il mercato e' bloccato, troppo spesso nessuno ti offre di meglio, o se to lo offre lì per lì è senza alcuni garanzia per i prossimi 3 mesi...
Lavoriamo con la febbre a 39, quando nevica, quando i figli sono ammalati, con i genitori anziani eccetera.
Non diteci che abbiamo il "mito del posto fisso". Non l'abbiamo mai avuto. Né il mito né il posto fisso. Però, visto che ci toccherà lavorare fino a oltre 70 anni..., almeno rispettateci come esseri umani con naturali aspirazioni di stabilità.
Dove per "stabilità" non si intende il "posto fisso", ma neanche "morire di fame, perdere l'autostima" fra un lavoro precario e l'altro. Chiediamo troppo?
Lavoriamo con la febbre a 39, quando nevica, quando i figli sono ammalati, con i genitori anziani eccetera.
Non diteci che abbiamo il "mito del posto fisso". Non l'abbiamo mai avuto. Né il mito né il posto fisso. Però, visto che ci toccherà lavorare fino a oltre 70 anni..., almeno rispettateci come esseri umani con naturali aspirazioni di stabilità.
Dove per "stabilità" non si intende il "posto fisso", ma neanche "morire di fame, perdere l'autostima" fra un lavoro precario e l'altro. Chiediamo troppo?
mercoledì 1 febbraio 2012
Boicotta i ristoranti e bar che non rilasciano lo scontrino
Concorrenza sleale. Evasione fiscale. Oggi, non chiederti cosa può fare l'Italia per te, ma cosa puoi fare tu per questa povera Italietta, dilaniata dallo Spread e da chi non paga le tasse: senza tirare in ballo i Kennedy (il cui padre era un maestro dell'avasione), almeno, boicotta anche tu ristoranti e bar che non rilasciano lo scontrino. Yes, we can ;)
- IlFattoQuotidiano: "Noi boicottiamo i ristoranti che non fanno lo scontrino"
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