venerdì 26 ottobre 2012

Chi odia Renzi, pensa che la finanza sia lo sterco del diavolo?

Oh my god. Non tifo per nessuno, come sapete già. Ma sono qui per chiarirmi le idee, e non ho alcuna certezza. Ma credo che dietro all'attacco a Serra e a Renzi, ci sia l'odio verso la finanza, vista - in fondo come il denaro, la ricchezza - lo sterco del diavolo.

Se il "neoliberismo" tanti intellettuali lo chiamano "pensiero unico", qualche ragione ci sarà. Per una serie di ragioni, tutti gli economisti di classe A (tranne Stiglitz e pochissimi altri) hanno sposato il "pensiero unico".

I no-global dicono che gli economisti ci guadagnano a stare da questa parte, perché ne ottengono benefici, cattedre, medaglie: vero.

Però se tanti economisti hanno sposato il "pensiero unico", non è solo per ottenere il "bollino blu". Ma per qualche ragione di fondo, meno banale e provincialotta.

Il neoliberismo ha creato la più grande massa di ricchezza mai vista (almeno fino al 2009, eh!). Inoltre il neoliberismo è quel sistema economico/finanziario che ha creato un enorme spostamento di ricchezza dai Rentier (i feudatari, i "parrucconi", stile aristocratici, quelli che non mollavano mai il potere o la poltrona!) verso gli "uomini liberi" che avevano l'ardire di fare impresa, magari partendo dal nulla, fino a diventare il "re dell'acciaio".

Un nome per tutti, anzi due. Tutti lo conoscono: Steve Jobs, ragazzo adottato, che non ha i soldi per fare l'università, e dopo il corso di calligrafia molla, prova l'LSD, incontra Wozniak e fonda Apple.

In un sistema bloccato, imbalsamato, come quello italiano, Steve Jobs sarebbe diventato un tossico: un drop-out. Considerato "choosy" dalla Fornero (e non senza qualche campata ragione).

Ma Steve Jobs ce l'ha fatta, per due volte: la prima, quando ha colto tutte le chance, in maniera meritocratica, per crescere. La seconda, quando - battuto fuori dalla sua azienda e dal Ceo che lui aveva scelto!- ricomincia da zero, si rialza, e torna ad Apple (sull'orlo della bancarotta) da trionfatore.

L'altro nome è Bill Gates. L'uomo più ricco del mondo, che al culmine della carriera, dopo un decennio da Paperone nelle classifiche di Forbes, si ritira, e va a lavorae a tempo pieno alla sua fondazione, la Bill & Melinda Gates Foundation, e fa... il filantropo. Convincendo gli ultra billionaire a lasciare, post mortem, il 50% della loro ricchezza non ai figli e consanguinei, ma ad attività filantropiche.

Chi odia Renzi, pensa che la finanza sia lo sterco del diavolo? Il dubbio sorge - a volte - spontaneo.
(M.C.)

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