martedì 11 febbraio 2014

Lo scoop di Friedman? L'euro val bene una Messa!

"Nel periodo 1994-2001 la crescita complessiva dell’eurozona è stata pari al 20,3 per cento. L’Italia, nello stesso periodo, ha messo insieme un aumento complessivo del Pil pari al 16,5 per cento". Ma "nel periodo 2002-2013 la crescita complessiva dell’eurozona è pari al 10,1 per cento (metà di quella precedente)" scrive Giuseppe Turani nei suoi magnifici editoriali su La Nazione. Ma "la crescita complessiva dell’Italia è uguale a meno 1,9 per cento." "Il che significa che si è rotto qualcosa dentro la società italiana". 


"Non c’è quasi nulla che lo Stato non possa privatizzare. E si può essere ancora più estremisti: uno Stato elefantiaco come il nostro, più privatizza, meglio è." Ma non basta.

"In almeno mezza Italia la sanità non teme concorrenti e è forse la migliore e la più completa del mondo. Ma ci sono anche sprechi a non finire."

"Bisogna tagliare fra i 30 e i 50 miliardi di imposte (da riversare in buona parte sul costo del lavoro)." Stiamo strisciando sul fondo, mentre la Spagna esce con le sue mani fuori dalla crisi.

"Fisco, lavoro e giustizia civile. Tuti e tre questi settori oggi sono una specie di caos organizzato. Le multinazionali straniere non vengono e le nostre aziende soffrono".

"L'unica frustata possibile al sistema economico italiano consiste in un robusto taglio delle imposte". " Non ci sono alternative. La pressione fiscale dovrebbe scendere almeno del 7-8 per cento (meglio se del 10 per cento)".

"La domanda interna nel 2013 (rispetto al 2012) è diminuita del 2,6 per cento. Gli italiani, cioè, hanno chiesto il 2,6 per cento di beni in meno. Nello stesso periodo la domanda estera è cresciuta dell’1,1 per cento". Se l'Italia sta ferma, muore, dice Giuseppe Turani.

E nel 2013 in Italia hanno chiuso i battenti 40 aziende al giorno. Ora, basta.

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