mercoledì 20 gennaio 2010

Donne Usa alla riscossa, mentre le "quote rosa" deprimono le svedesi

La meritocrazia è tutto? C'è da riflettere nelle Pari (e dispari!) Opportunità su due notizie, che messe insieme dovrebbero far riflettere chi vorrebbe le "quote rosa".

In Usa, dove Think different è solo un vecchio e azzeccatissimo slogan di Apple, e dove le quote rosa non sono Legge come in Svezia, le donne americane hanno scalato la marcia e imboccato la strada giusta, dando l'addio al Gender Gap in tema di stipendi: "Una donna americana su cinque guadagna più del proprio partner" (vedi IlSole24Ore.com). È successo anche a Michelle Obama, prima di diventare First Lady. In Usa la meritocrazia e un sano pragmatismo hanno fatto molto più di tante teorie (basta dare uno sguardo alle carriere di Carol Bartz, Ceo di Yahoo!, Marissa Meyer di Google e tante altre protagoniste della Silicon Valley in tailleur...).

In Svezia, dove si è voluta imporre una parità numerica 50 e 50 per Legge, si è scoperto che il Pink block fifty-fifty ha in realtà penalizzato le donne: ha depresso la meritocrazia. Le Pari Opportunità forzate discriminano le più brave e motivate? (vedi La Repubblica).

È difficile a volte stabilire quali tendenze in atto sono più efficaci: però la via maestra della meritocrazia, difficilmente delude. La lezione di Stoccolma deve insegnare: "Secondo fonti ufficiali, nel 2009 circa 5400 studenti non hanno potuto iniziare i loro studi universitari a causa della legge sulle pari opportunità tra i sessi, quella del 2003 appunto. E il 95 per cento di questi 5400 sono donne". Occhio a certe avanguardie!

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