martedì 19 ottobre 2010

Stiglitz contro la "Bancarotta”: Se la politica si limita a rimettere in ordine le sedie a sdraio sul Titanic, l'ice-berg non si sposta

Non sono giorni facili per delineare il futuro dell'economia, per scongiurare la Double-dip e ridare fiato all'Occupazione (il grande malato occidentale in questa jobless recovery). Ma qualcuno ci prova a dare consigli ai timonieri (come Obama). Il premio Nobel dell’Economia Joseph Stiglitz, nel suo nuovo libro “Bancarotta" (edizioni Einaudi) usa parole nette ed esprime concetti taglienti. Il Change di Obama non sta funzionando perché il Presidente Usa è troppo timido e “si è limitato a rimettere in ordine le sedie a sdraio sul Titanic”. Nel libro Stiglitz punta il dito contro Obama per “non avere una visione alternativa del capitalismo”.

Mentre in Italia c'è aria di riot, senza capire ed affrontare le cause profonde della crisi (ma si cercano solo poveri capri espiatori, "facili bersagli" alla Malussène che non hanno senso!, guardando il dito invece della luna), il mondo dell'economia si interroga su come rimboccarsi le maniche contro il vero nemico da battere: la crisi, accompagnato dallo spettro del double-dip (crisi a W con doppia ricaduta dopo la recessione del 2009), dal fantasma della stagnazione, e dall'ectoplasma della mancanza di crescita.

Se "l'America non sogna più" (come recita il Time), siamo al Punto Omega: i pignoramenti negli Usa sono a quota 1 milione e 200 mila unità, un mostro peggio dell'Idra dalle cento teste. Cosa significa?

Vuole dire che la "middle-class", già sconquassata dalla recessione, si impoverirà ancora. Roba da far tremare i polsi a chi crede nella democrazia e non vuole cadere in dittature o regimi populisti.

"Nessun pasto è gratis": oggi la crisi presenta a noi europei, italiani compresi, il conto salato della crisi. Licenziamenti, cassa integrazione a go-go eccetera. Sapere la verità è meglio che chiudere gli occhi. Ma sarebbe anche meglio evitare di cercare sciocchi "capri espiatori" (che sono solo dannosi) e concentrarsi sulle cause della crisi, come fa il Nobel Stiglitz insieme ad altri economisti, per evitare un nuovo tsunami. Prevenire è meglio di curare, no?

Per la cronaca: il "Punto Omega" è di Don De Lillo, il mio autore preferito insieme a Jonathan Franzen e Thomas Pynchon :)
M.C.

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